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Regioni.it

n. 2150 - giovedì 22 novembre 2012

Sommario
- Regioni: insostenibile la legge di stabilità
- Lavoro: Regioni per modifica status disoccupazione
- Regioni: firmata Intesa su ammortizzatori sociali in deroga 2013
- Riordino Province: bocciatura da Regioni e Upi
- Trasporto pubblico locale: mancano 600 milioni di euro
- Le legge di stabilità mette a rischio i servizi e la tenuta dei conti

+T -T
Riordino Province: bocciatura da Regioni e Upi

L'Anci esprime un parere favorevole condizionato

(regioni.it) Le Regioni danno giudizio negativo sul decreto che taglia le Province. ''Un riordino - spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - segnato da incertezze, confusione e rischi di ingovernabilita' dei processi, per esempio per quanto riguarda la gestione dei dipendenti, le competenze e le risorse”. I tagli, secondo i presidenti delle Regioni, causeranno cosi' tanti problemi alle Province “che anche quelle che rimarranno si troveranno in condizioni difficilissime, tali da non riuscire a gestire le competenze. E' inutile - conclude Errani - mettere la testa sotto la sabbia”.
Per Filippo Patroni Griffi il problema dei tagli alle risorse “e' neutro rispetto al riordino”, ma il Ministro promette di rappresentare “ai colleghi del  governo questa posizione che attiene all'esercizio delle funzioni”. “Sull'assetto ordinamentale - ha aggiunto Patroni Griffi - spero si abbia il coraggio di cambiare per un nuovo assetto del territorio di cui la  riforma delle Province è solo un tassello, che va nella giusta direzione”. Il ministro della P.a. apre comunque a modifiche sulla fase transitoria nel riordino delle province. Lasciando la Conferenza unificata sottolinea che dal governo c'è una “ovvia disponibilità al confronto con il Parlamento e a eventuali modifiche fatto salvo l'impianto del decreto” mentre è “più difficile poter tener conto di tutte le richieste a livello locale che stravolgerebbero l'impianto. Rispetto ai cambiamenti sulla fase transitoria il ministro dice che potrebbe esserci "uno spostamento di data" o novità sul "soggetto che gestisce il cambiamento”. La fase transitoria, ha ammesso il ministro, “è complessa e potrebbe richiedere tempi diversi o diversi soggetti che gestiscono il cambiamento”.
Il coordinatore delle Anci regionali e sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, attende e si aspetta “che il governo prenda atto delle proposte” dei Comuni.  L'Anci ha comunque dato parere favorevole ma condizionato all'accoglimento di alcuni emendamenti sul decreto di riordino delle Province. Cosimi in particolare critica “l'assenza di omogeneità in una serie di criteri, da quelli dei confini, a quelli delle funzioni fondamentali, fino a quelli della definizione dei Comuni capoluogo''. L'esponente dell'Anci inoltre sottolinea “il problema relativo a quei casi in cui la Provincia coincide con l'intera Regione”.
Nel 2013 il 70% delle Province andrà fuori dal Patto di stabilità e non riuscirà a garantire i servizi necessari, a partire dalla scuola e dalla viabilità: lo ha ribadito il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, nel corso della Conferenza Unificata. “I servizi erogati dalle Province non avranno la copertura finanziaria”, ha spiegato Saitta, che ieri (21 novembre) ha illustrato questi concetti davanti alla Corte dei Conti. “Il presidente della Corte dei Conti - ha riferito Saitta – ha convenuto sulla nostra analisi”. Sul decreto riguardante il taglio delle Province, Saitta ha  registrato “una disponibilità del Governo sulla fase di transizione, con una previsione che si possa arrivare alla scadenza naturale del 2014. C'e' un clima di interlocuzione - ha concluso il presidente dell'Upi - vedremo in Parlamento cosa avverrà”.
“La scelta operata dal Governo riguardo l'attuazione di un piano di riordino delle province non condiviso dai territori coinvolti e, soprattutto, in assoluto contrasto con l'iter procedimentale stabilito dall'art. 133 della Costituzione, lo rende palesemente incostituzionale”. E' quanto ha dichiarato la vicepresidente della Regione Calabria Antonella Stasi, a margine della Conferenza unificata delle Regioni e delle province autonome, alla presenza del Ministro Patroni Griffi, nel corso della quale e' stato espresso parere negativo al decreto di riordino delle province. “E’ positiva la disponibilità manifestata dal Ministro – ha aggiunto Stasi - ad effettuare alcune modifiche ma oggi quello che serve non è qualche ritocco, bensì una rivisitazione radicale di quei criteri freddi e fuori da ogni contesto territoriale. Se il Parlamento non fermerà il riordino, vivremo i prossimi mesi all'interno di un grande quadro di incertezza normativa, con il rischio di generare una condizione di confusione e disordine di difficile governabilità. La Regione Calabria - ha concluso la vicepresidente della Regione Calabria - auspica che ci sia un ripensamento del Governo affinché si proceda ad un riassetto organico dell'intero ordinamento”.

 



( red / 22.11.12 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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