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Regioni.it

n. 2151 - venerdì 23 novembre 2012

Sommario
- Il 25 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
- Trasporto pubblico locale e legge di stabilità: posizione Regioni
- Riordino Province: parere negativo
- Istat: conti economici regionali
- L'economia nelle regioni: i singoli studi di Bankitalia
- Istat: segnali positivi dalla bilancia commerciale

+T -T
Istat: conti economici regionali

Aumenta il divario Nord-Sud

(regioni.it) L'Istat pubblica le serie dei conti economici regionali nella nuova classificazione delle attività economiche per il periodo 1995-2011, in valori correnti e in volume. L'anno di riferimento delle serie concatenate è il 2005.
E da questi dati si evidenzia in particolare come continui ad aumentare il divario economico tra il Nord e il Sud del nostro Paese. La graduatoria delle regioni per il 2011 vede al primo posto la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen, con un Pil per abitante di oltre 36.600 euro, e all'ultimo la Campania, con poco più di 16.600 euro.
Nel 2011 il Nord-est è l'area che segna il risultato più positivo in termini di variazione del Pil in volume (+1,1%), seguono Nord-ovest (+0,6%) e Centro (+0,2%). L'unica ripartizione che ha subìto una diminuzione del Pil rispetto all'anno precedente è il Mezzogiorno (-0,3%); particolarmente negativi sono i risultati di Molise (-1,9%), Sicilia (-1,3%) e Campania (-0,8%).
Tra il 2007 e il 2011, a causa degli effetti della crisi economica, il Pil in volume è diminuito in tutte le aree del Paese. Per il Centro-Nord, la riduzione media annua è stata di circa l'1%, mentre più marcata appare la contrazione nel Mezzogiorno (-1,7%), dove i risultati peggiori riguardano Molise (-3,0%) e Campania (-2,2%). Nel Nord è il Piemonte ad avere la performance più negativa (-1,5%).
Solo nella provincia autonoma di Bolzano/Bozen il Pil in volume si è riportato nel 2011 su livelli pre-crisi (2007), mentre nel resto del Paese il recupero è stato solo parziale: per il Nord il livello del 2011 è analogo a quello del 2005, per il Centro a quello del 2004 e per il Mezzogiorno è sceso a quello del 2000.
Nel 2011 il valore più elevato del Pil per abitante si registra nel Nord-ovest, con 31.452 euro; seguono Nord-est, con 30.847 euro, e Centro con 28.240 euro. Il Pil per abitante nel Mezzogiorno, pari a 17.689 euro, è più basso di quello del Nord-ovest del 43,8% e inferiore alla media nazionale del 32,0%.
Il pil italiano cresce di piu' nel  nord-est: nel 2011 si registra un incremento dell'1,1% rispetto all'anno precedente; mentre nel mezzogiorno si registra una  contrazione dello 0,3%. I dati sono contenuti nel report dell'Istat  sui conti economici regionali. Particolarmente negativi sono i  risultati di Molise (-1,9%), Sicilia (-1,3%) e Campania (-0,8%).
Il valore piu' elevato del pil per abitante si  registra nel Nord-ovest, con 31.452 euro; seguono Nord-est, con 30.847 euro, e Centro con 28.240 euro. Il Pil per abitante nel Mezzogiorno, pari a 17.689 euro, e' piu' basso di quello del Nord-ovest del 43,8% e inferiore alla media nazionale del 32,0%. La graduatoria delle regioni per il 2011 vede al primo posto la provincia autonoma di  Bolzano/Bozen, con un pil per abitante di oltre 36.600 euro, e  all'ultimo la Campania, con poco piu' di 16.600 euro.
Tra il 2007 e il 2011, a causa degli effetti della crisi economica, il pil in volume e' diminuito in tutte le aree del Paese.
Per il centro-nord, la riduzione media annua e' stata di circa l'1%, mentre piu' marcata appare la contrazione nel Mezzogiorno (-1,7%), dove i risultati peggiori riguardano Molise (-3,0%) e Campania  (-2,2%). Nel Nord e' il Piemonte ad avere la performance piu' negativa (-1,5%).
Solo nella provincia autonoma di Bolzano/Bozen il pil in volume  si e' riportato nel 2011 su livelli pre-crisi (2007), mentre nel resto del Paese il recupero e' stato solo parziale: per il nord il livello  del 2011 e' analogo a quello del 2005, per il centro a quello del 2004 e per il mezzogiorno e' sceso a quello del 2000.


( red / 23.11.12 )
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