Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2151 - venerdì 23 novembre 2012

Sommario
- Il 25 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
- Trasporto pubblico locale e legge di stabilità: posizione Regioni
- Riordino Province: parere negativo
- Istat: conti economici regionali
- L'economia nelle regioni: i singoli studi di Bankitalia
- Istat: segnali positivi dalla bilancia commerciale

+T -T
Riordino Province: parere negativo

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha espresso parere negativo sul disegno di legge di riordino delle Province (conversione in legge del decreto-legge 5 novembre 2012, n. 188, recante disposizioni urgenti in materia di province e città metropolitane A.S. 3558) nel corso della Conferenza Unificata del 22 novembre 2012.
Si riportano di seguito le motivazioni che hanno accompagnato il parere negativo, contenute in un documento della Conferenza delle Regioni, pubblicato integralmente (anche con le proposte emendative) nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it
http://www.regioni.it/download.php?id=277416&field=allegato&module=news 
Premesso che in sede di Conferenza Unificata del 25 luglio 2012 la Conferenza delle Regioni ha espresso, in merito al disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, parere negativo con contestuale consegna di un documento di osservazioni critiche e proposte emendative; fermi restando gli effetti derivanti dall’impugnativa dell’art. 23 del DL 98/2011 proposta dalle Regioni Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna e dell’art. 17 del D.L. 95/2012 proposta dalle Regioni Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna e Veneto; le Regioni esprimono parere negativo sul disegno di legge in oggetto, dal momento che lo stesso aggrava l’incertezza del quadro normativo di riferimento, determinata dai precedenti provvedimenti intervenuti in materia, e non individua gli strumenti necessari a garantire la tenuta del sistema istituzionale in esito alla proceduta di riordino, causando pertanto gravi ricadute sui territori.
Con riferimento, inoltre, al parere della Conferenza Unificata da rendere ai sensi dell’articolo 17, comma 4, del D.L. 95/2012, in merito al riordino delle Province ubicate nei territori delle Regioni che non hanno presentato la relativa proposta, le Regioni Lazio e Calabria esprimono parere negativo. Al riguardo si rappresenta, altresì, che la Regione Calabria ha provveduto ad inviare la proposta di riordino - approvata in Consiglio Regionale il 24.10.2012 - alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 25.10.2012 (v. allegato).
Le Regioni ritengono comunque di evidenziare, ed in alcuni casi ribadire, i profili di criticità sul provvedimento in esame e, al fine di non aumentare quell’incertezza istituzionale presente in un quadro normativo troppo frammentato e confuso, formulano alcune proposte emendative.
Sull’atto legislativo
Preliminarmente, le Regioni ritengono di rilevare le criticità determinate dal continuo utilizzo della decretazione d’urgenza tanto con riferimento ai profili di legittimità costituzionale della stessa quanto con riferimento a quelli connessi agli aspetti di merito. In particolare l’evidente mancanza del requisito della straordinarietà per i presupposti di necessità e urgenza induce le Regioni a non condividere le modalità di intervento del Governo nelle forme e nei contenuti.
Sui requisiti di riordino
Deve altresì essere segnalato che permangono dubbi sulla coerenza, razionalità e ragionevolezza del provvedimento nella parte in cui, nelle medesime norme, da una parte dispone che, alla procedura di riordino, si applicano i requisiti previsti dalla Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 e dall’altra vengono fatte salve situazioni particolari.
Sulla chiarezza del quadro normativo con particolare riferimento all’individuazione delle funzioni delle Province
L’intervento di un nuovo ed ulteriore decreto legge sulla materia rende assai complessa la definizione del quadro normativo attualmente vigente con riferimento alla determinazione delle funzioni della “nuova” Provincia.
Preliminarmente, si sottolinea la deminutio del ruolo del legislatore regionale al quale risultano sottratte le possibilità discrezionali di scelta su quali debbano essere le funzioni amministrative effettivamente svolte dalle Province nonché la mancata armonia degli ultimi interventi (DL 201/11; DL 95/2012e DL 188/2012) con il disposto degli articoli 114 e 118 della Costituzione.
Né si può condividere, in linea di principio, che le disposizione dei decreti legge sopra richiamati siano fra di loro effettivamente ed efficacemente coerenti.
Il susseguirsi di provvedimenti (art. 23 comma 14 e 18 del DL 201/2011, art. 17 comma 6 e comma 10 del DL 95/2012, art. 4 DL 188/2012) incidenti sulla medesima materia in maniera non organica genera una complessiva confusione all’interno del quadro normativo di riferimento: sarebbe perciò opportuno che il disegno di legge di conversione in legge del decreto chiarisca che il comma 18 dell’art. 23 risulta abrogato, venendo quindi meno la scadenza temporale ivi prevista e l’ipotesi di conseguente esercizio del potere sostitutivo da parte del Governo.
Le Regioni esprimono, inoltre, forti perplessità sulla individuazione di criteri ancora più flessibili di quelli individuati nella Determinazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 per la individuazione del Comune Capoluogo di Provincia: ritengono al contrario che sia necessario limitare la prevalenza di logiche localistiche e di contenere la conflittualità nei territori. Richiedono, pertanto, che vengano stabiliti criteri rigidi e certi per l’individuazione del Capoluogo di Provincia.
In via meramente incidentale, nonostante la materia non rientri fra quelle di espressa competenza delle Regioni, risulta necessario garantire la massima coerenza fra le funzioni e gli organi delle Province.
Documento Approvato - RIORDINO PROVINCE: PARERE SUL DDL

  DL PROVINCE: IL PARERE NEGATIVO DELLE REGIONI



( red / 23.11.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top