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Regioni.it

n. 2153 - martedì 27 novembre 2012

Sommario3
- Errani convoca la Conferenza delle Regioni per il 29 novembre
- Ddl stabilità: Regioni avviano confronto con Capigruppo Senato
- Sanità: Errani sì a sfide per l'efficienza, no a tagli lineari
- Ilva: gli auspici di Vendola, la solidarietà di Burlando, le accuse di Formigoni
- Ocse ribassa stime Pil Italia: Monti e Grilli contestano previsioni
- Crisi: dati Istat e Bankitalia, famiglie sempre più vulnerabili

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Errani convoca la Conferenza delle Regioni per il 29 novembre

All'OdG la legge di stabilità e le iniziative da assumere

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato una riunione - in seduta straordinaria - della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 29 novembre 2012 alle ore 10.00  (in Via Parigi 11 a Roma).
All’ordine del giorno la valutazione del disegno di legge “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità 2013) e le iniziative da assumere.

 



( red / 27.11.12 )

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Ddl stabilità: Regioni avviano confronto con Capigruppo Senato

Nel primo pomeriggio del 28 novembre incontri con Gasparri, Bricolo e Finocchiaro

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani guiderà la delegazione della Conferenza delle Regioni che domani, 28 novembre, incontrerà i capigruppo del Senato per un confronto sulle principali problematiche legate al DDL Stabilità 2013.
Tali confronti erano stati richiesti dalla stessa Conferenza delle Regioni nella riunione del 22 novembre.
Gli incontri finora concordati si svolgeranno nel pomeriggio secondo il seguente programma:
alleore 14.00 con il Presidente del gruppo “il Popolo della Libertà ”, Senatore Maurizio Gasparri (piazza S. Eustachio);
alle ore 15.00con il Presidente del gruppo “Lega Nord – Padania”, Senatore Federico Bricolo (piazza San Luigi dei francesi, 34);
alle ore 16.00 con il Presidente del gruppo “Partito Democratico”, Senatrice Anna Finocchiaro (via degli Staderari 4).


( red / 27.11.12 )

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Sanità: Errani sì a sfide per l'efficienza, no a tagli lineari

“Le Regioni considerano giusto e doveroso accettare la sfida dell’efficienza, dell’appropriatezza, dell’innovazione e l’hanno fatto con il Patto per la salute, come condizione per tutelare e non mettere in discussione il diritto universalistico alla salute, così come previsto dalla nostra Costituzione”, ha proseguito Errani. “A questo principio – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni - non si può derogare, occorre anzi lavorare per difendere un sistema “di cui andiamo fieri” come ha detto oggi il Presidente del Consiglio Monti. Ciò significa contrastare tagli lineari generalizzati che colpirebbero quantità e qualità dei servizi, ai danni dei cittadini, senza incidere su inefficienze e sprechi”.
La presa di posizione del presidente della Conferenza è una risposta indiretta alle valutazioni che il Presidente del consiglio, Mario Monti, aveva espresso intervenendo in videoconferenza alla presentazione a Palermo del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed. “La crisi ha colpito tutti. Il campo medico non è un'eccezione. Le proiezioni di crescita economica e quelle di invecchiamento della popolazione mostrano che la sostenibilità futura dei sistemi sanitari, incluso il nostro servizio sanitario nazionale di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento e di organizzazione dei servizi e delle prestazioni”.

 



( red / 27.11.12 )

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Ilva: gli auspici di Vendola, la solidarietà di Burlando, le accuse di Formigoni

(regioni.it) “Ora tocca al Governo coordinare tutti gli sforzi affinché si possa salvare un sito produttivo strategico e nello stesso tempo restituire a Taranto la salubrità e la serenità di cui ha bisogno”, a ribadirlo è il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti della situazione Ilva e sottolineando che negli otto anni della sua amministrazione “la Regione ha provato a squarciare il velo della reticenza e dell'omertà a proposito di inquinamento industriale. Abbiamo posto l'Ilva - ha detto - davanti alle proprie responsabilità anche invadendo competenze che sono esclusive dello Stato. Ci siamo occupati di diossine, di benzo(a)pirene, di polveri sottili; della realtà di un inquinamento industriale che si trasforma in cancro, in tumori, in morte. Lo abbiamo fatto ovviamente con la cautela di chi intendeva e intende difendere un sito produttivo a cui e' legata tanta parte dell'economia pugliese e di quella nazionale. Oggi, in questo passaggio così drammatico ci permettiamo di lanciare un appello al governo”.
Nel pieno di questa burrasca, bisogna provare a tenere insieme il fondamentale diritto alla salute e alla qualità ambientale per la comunità tarantina e il diritto al reddito e alla vita per migliaia e migliaia di operai”, ha aggiunto  Vendola. Poi “si consenta di convogliare su Taranto gli ispettori dell'Istituto Superiore di Sanità, che insieme ad Arpa e alla Asl possono valutare qui e ora qual è l'attualità del rischio sanitario e su quello ordinare interventi  immediati”.
Parlando della convocazione delle parti sociali a palazzo Chigi per il 29 novembre per la situazione Ilva, Vendola spera “si possa riflettere non su provvedimenti che tendano a una contrapposizione dura e assolutamente pericolosa, ma che si possa trovare una strada nuova. Essere in grado immediatamente, nel giro di poche settimane, di perfezionare tutti quei monitoraggi che consentano una valutazione di danno sanitario e per questa via giungere a determinate decisioni (che la produzione non può essere superiore a una determinata quantità, che bisogna fare immediatamente alcuni interventi specifici)''.  Ai giornalisti che gli chiedevano se giudicasse tempestiva la decisione del governo di convocare tra due giorni la riunione sull'Ilva, Vendola ha risposto: ''L'essenziale e' l'ordine del giorno”. Il presidente della Regione Puglia ha anche sottolineato che “dobbiamo tutti quanti porci nei panni della magistratura che chiede d'interrompere l'attualità della sequenza dei reati”. “Dobbiamo farlo - ha continuato - rispondendo bene a questo problema: come si evita di continuare a pregiudicare la salute dei tarantini. Dobbiamo per questa via provare a salvare l'Ilva di Taranto”.
Secondo il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, (su twitter) “il ministro Clini aveva iindicato strada certa per bonificare l'Ilva e salvare posti di lavoro. Ma la magistratura ha detto no. L'acciaio tedesco gode!.Hanno fatto fuori l'Ilva, senza appello. L'ordine dall'estero è stato perentorio e convincente, e qualcuno che poteva farlo lo ha fatto. Come nel  '92 abbiamo dovuto svendere le nostre aziende pubbliche, così ora  dobbiamo chiudere le private, l'Ilva è solo la prima. Italia  colonia!”.
Per il Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando “c'è un solo modo per risolvere il problema dell'Ilva di Taranto: un decreto legge che obblighi in tempi definiti l'Ilva a risanare l'ambiente consentendogli, durante gli interventi di miglioramento degli impianti, di produrre comunque, seppure a ritmi ridotti”. Per Burlando “questa è l'unica possibilità che c'è, e si poteva affrontare prima”. Il presidente della Regione Liguria, parlando poi nella seduta congiunta dei Consigli di Regione e Comune in corso a Genova ha sottolineato che è “dovere di un presidente di Regione avere rapporti con un'azienda che sta chiudendo, anche se i vertici di quella azienda sono indagati. Per questo
motivo esprimo tutta la mia solidarietà al Presidente della Puglia Vendola. “Oggi irrompe anche il dramma dei lavoratori Ilva. Non è giusto – conclude Burlando - che il prezzo di questa vicenda lo debbano pagare 20 mila famiglie”.


( red / 27.11.12 )

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Ocse ribassa stime Pil Italia: Monti e Grilli contestano previsioni

(regioni.it) Secondo l’Ocse i nostri dati economici sono ancora incerti e vanno rivisti al ribasso per il futuro.
Infattinell'ultimo Economic outlook,  l'Ocse rivede al ribasso le stime per il Pil italiano nel 2012 e 2013, prevedendo una contrazione rispettivamente del 2,2% e dell'1%, contro il -1,7% e -0,4% nel maggio scorso. Questa ''crescita debole mettera' ulteriore pressione negativa su occupazione, salari e prezzi''.
Per l'Italia, ''una rilevante fonte di incertezza'' riguarda l'impegno del prossimo governo ''a mantenere il percorso di consolidamento di bilancio e riforme strutturali favorevoli alla crescita''. Lo afferma sempre l'Ocse nel suo Economic Outlook. E' importante capire, scrive l'Ocse, che ''tornare indietro danneggerebbe sia la visione dei mercati sia la crescita''.
Se le previsioni dell'Ocse sulla crescita dell'economia italiana, più pessimistiche di quelle del governo, dovessero realizzarsi, ''un'ulteriore stretta di bilancio sarebbe necessaria nel 2014 per restare nel percorso di riduzione del debito previsto''.
Mario Monti commenta così le previsioni dell’Ocse: l'Italia si sta ''comportando molto bene nei mercati e il lavoro di questo governo per garantire un percorso credibile per uscire dalla crisi e rimuovere l'incertezza dei mercati, normalizzerà l'offerta e costo del credito, come è già visibile nei bassi tassi di finanziamento''.

Anche il ministro dell'Economia Vittorio Grilli sul rischio di una nuova manovra nel 2014 indicato dall'Ocse: ''io ritengo che non lo sia. Però ritengo che, così come emerge dai nostri scenari, è chiaro che noi abbiamo un bilancio in pareggio anche nel 2014''.
E in una nota della Presidenza del Consiglio si legge: ''il governo prende atto della valutazione positiva dell'Ocse, in particolare per quanto riguarda il risanamento del bilancio, gli effetti delle riforme e la conferma che l'Italia raggiungera' il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013 e nel 2014, come questo governo si era impegnato a fare e come richiesto dalle norme Ue''.
''La principale differenza tra le previsioni dell'OCSE e quelle delle altre istituzioni, comprese le previsioni della Commissione Europea dello scorso 7 novembre - si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi – riguarda l'evoluzione degli investimenti fissi lordi per l'anno prossimo, che l'OCSE prevede a -5,1% rispetto a -0,6% della Commissione e rispetto a 0,1% indicato nell'aggiornamento del Def''.
''Il governo ritiene che gli investimenti saranno sostenuti dalla domanda esterna e dalla stabilizzazione dei mercati finanziari, nonch‚ dal progressivo aumento di capitale straniero. Le aziende italiane si stanno comportando molto bene nei mercati internazionali e il lavoro di questo governo per garantire un percorso credibile per uscire dalla crisi nella zona euro e rimuovere l'incertezza dei mercati sull'euro stesso, normalizzerà progressivamente l'offerta e costo del credito, come è già visibile nei bassi tassi di finanziamento dello Stato Italiano''.



 OCSE:

Italy’s comprehensive policy of growth-friendly structural reforms and fiscal consolidation is well underway. Nonetheless, the economy is projected to continue contracting in the short term, reflecting budgetary tightening, weak confidence and tight credit supply. Weak growth will put further downward pressure on employment, wages and consumer prices. With gradual improvements in competitiveness, confidence and financial conditions, the economy is projected to return to growth during 2013.
The projection assumes that the government will attain its fiscal targets of structural balance in 2013 and 2014. However, as these growth projections are weaker than the government’s, the deficit rises through the projection period. Should the OECD projection be realised, further fiscal tightening in 2014 would be necessary to achieve the planned debt reduction path. The reforms of the product and labour markets which parliament has adopted over the past twelve months are impressive but must be fully and consistently implemented if they are to produce results.

Click title to see data:

Output is projected to remain weak
  Confidence and   activity are subdued

Interest rates on government debt have eased   somewhat
  The unemployment rate   will continue to rise

Employment, income and   inflation

Financial indicators

Demand and output

                      

 

 



( red / 27.11.12 )

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Crisi: dati Istat e Bankitalia, famiglie sempre più vulnerabili

(regioni.it) La crisi economica rende le famiglie italiane finanziariamente più vulnerabili, lo rilevano sia l’Istat che Banca la d’Italia.
L’istat rileva che sono 4milioni i dipendenti che aspettano il rinnovo del contratto di lavoro. A ottobre sono in attesa di rinnovo 36 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa quattro milioni di dipendenti (intorno ai 3 milioni nel pubblico impiego). La quota di dipendenti che aspettano il rinnovo e' pari al 30,7% nel totale dell'economia, in leggero rialzo rispetto a settembre. Nel mese, intanto, le  retribuzioni orarie salgono dell'1,5% su base annua, dall'1,4% di settembre, mentre su base mensile crescono dello 0,2%. Il rialzo resta sotto l'inflazione, ma la differenza si restringe.
Nel contempo l’Istat ha reso noti anche i dati sulla fiducia dei consumatori. A novembre l'indice del clima di fiducia dei consumatori scende a 84,8 da 86,2. L'Istat spiega che si tratta del dato piu' basso dal gennaio 1996, inizio delle serie storiche. Sul peggioramento pesano anche il deteriorarsi delle aspettative su futuro e disoccupazione. Peggiorano le opinioni e le attese sulla situazione economica della famiglia. Il saldo dei giudizi sul bilancio familiare cala, mentre opportunità attuali di risparmio e possibilita' future segnano un miglioramento.
Inoltre sulla crisi economica interviene anche la Banca d’Italia evidenziando alcuni dati sull’andamento della crisi per le famiglie italiane.
Secondo i dati di un'indagine biennale di Bankitalia resi noti dal vicedirettore generale Salvatore Rossi, nel 2010 il 3,6% delle famiglie italiane (poco meno di 900 mila nuclei) era gravata da un servizio del debito superiore al 30% del loro reddito. Tra queste le famiglie definite 'vulnerabili', cioe' quelle del primo e del secondo quartile di reddito, erano pari all'1,4% del totale delle famiglie, le prime, e all'1%, le seconde (circa 350 mila e 250 mila nuclei rispettivamente).
Nell'insieme, secondo l'indagine di Bankitalia, nel 2010 faceva capo a nuclei familiari considerati finanziariamente vulnerabili il 16% del debito delle famiglie (6% per le sole famiglie del quartile piu' basso).
Quanto alle prospettive per il biennio 2011-2012 Via Nazionale non dispone ancora dell'indagine ma, come ha precisato Rossi, ricorrendo a simulazioni si evince che ''gli indicatori di vulnerabilita' sarebbero rimasti all'incirca invariati attorno ai livelli di fine 2010''.
E il fatto che la vulnerabilita' finanziaria delle famiglie italiane non sia mediamente aumentata negli ultimi due anni e' da attribuire, secondo il vice direttore generale di Bankitalia, ''oltre che alla maggiore attenzione delle banche nella selezione della clientela, al basso livello dei tassi di interesse di mercato, conseguente alle politiche espansive attuate nell'area dell'euro; ne e' disceso per le famiglie un contenimento dei costi dei prestiti a tasso variabile, che una componente rilevante dei prestiti in essere''.
A limitare la vulnerabilita' finanziaria delle famiglie meno abbienti, ha concluso Rossi, ha contribuito inoltre ''la moratoria concordata con l'Abi e le associazioni dei consumatori, che dal febbraio del 2010 ha consentito a quasi 80.000 nuclei in difficolta' di sospendere per un anno il rimborso della rata del mutuo''.
Il credito alle famiglie ''mostra segni di affanno, con i prestiti che si stanno lentamente contraendo e le nuove erogazioni che sono molto piu' contenute degli anni scorsi''.
Per le famiglie italiane siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale, che dal 2008 al 2011 era già sceso del 5 per cento. Quest’anno se ne profila una diminuzione anche più marcata di quella, del 2,5 per cento, avutasi in occasione della recessione del 2009. Le famiglie, pertanto, ridimensionano o rinviano l’acquisto di abitazioni e di beni di consumo durevoli; riducono di conseguenza la loro domanda di finanziamenti alle banche.
Queste, dal canto loro, subiscono da oltre un anno le ripercussioni della crisi del debito sovrano, che si riflette in una rarefazione della raccolta all’ingrosso di fondi e in un aumento del suo costo. Le banche sono indotte a contenere la dinamica del credito offerto; la valutazione della clientela si fa più selettiva, al fine di ridurre la rischiosità dei prestiti.

Credito alle famiglie e stabilità finanziaria – Intervento di Salvatore Rossi - 27.11.2012


Retribuzioni contrattualiAd ottobre 2012 l'indice aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell'1,5% in un anno Comunicato stampa, martedì 27 novembre 2012


Fiducia dei consumatoriA novembre 2012 l’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce da 86,2 a 84,8 Comunicato stampa, lunedì 26 novembre 2012

 



( red / 27.11.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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