Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2154 - mercoledì 28 novembre 2012

Sommario3
- Errani: non ci sono condizioni per nuovo Patto Salute
- Gasparri, Bricolo: Legge di stabilità va cambiata
- Balduzzi: nessuna privatizzazione della Sanità
- Rossi, Marini: sanità, tagli lineari non servono
- Lazio: entro settimana data elezioni regionali
- Sanità: Regioni su proposta modifica accreditamento e prestazioni a carico SSN

Incontri con i capigruppo del Senato, domani la Conferenza delle Regioni

+T -T
Errani: non ci sono condizioni per nuovo Patto Salute

(regioni.it) "Con queste risorse non ci sono le condizioni per fare un nuovo Patto sulla salute. E' un problema serio per il paese e il governo", lo sostiene il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, parlando al termine di una serie di incontri con i gruppi parlamentari del Senato sulla legge di stabilità avvenuti il 28 novembre. Errani spiega come con i tagli derivanti dalla legge di stabilità è impossibile fare un nuovo Patto con il Governo, e quindi Errani indirizza al Governo una chiara richiesta: "Chiediamo che ci sia almeno la parita' di risorse tra il 2012 e il 2013. E' la prima volta che succede nella storia che si riduce di un miliardo la cifra assoluta, reale". E ancora: "Siamo d'accordo con il presidente Monti, cosi' com'e' la situazione e' insostenibile, lo ripetiamo".
''Domani valuteremo quali azioni assumere in relazione ai tagli insostenibili'' contenuti nella legge di stabilià, annuncia sempre il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
Le Regioni hanno incontrato al Senato i gruppi parlamentari di Pd, Pdl, Lega e Udc: ''si sono impegnati a presentare emendamenti su sanità, trasporto locale, e a confrontarsi con il Governo'' anche per arrivare a modifiche ''a costo zero'' come il patto di stabilita' ''che consentano alle Regioni di gestire una situazione cosi' difficile''.
''Ieri Monti ha parlato del Servizio sanitario, ma siamo noi i primi a dire che così non si regge''. Perche' ''non solo non recuperiamo nemmeno l'inflazione ma addirittura per la prima volta nella storia si riduce di un miliardo da un anno all'altro il fondo sanitario''.



( red / 28.11.12 )

+T -T
Gasparri, Bricolo: Legge di stabilità va cambiata

(regioni.it) Dopo gli incontri del 28 novembre del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, con i capigruppo del Senato sulle modifiche necessarie alla legge di stabilità per poter garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini, il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha sostenuto che le richieste delle Regioni ''sono fondate. Se non si correggono alcuni interventi, sarà impossibile stipulare il Patto per la Salute. Tutto questo comporterebbe più spese per lo Stato e non certo risparmi. Il governo apra gli occhi. Si tratta di modifiche indispensabili alla legge di stabilita' che, insieme alla tutela ed allo stanziamento di ulteriori risorse per sicurezza-difesa, sono prioritarie per il Pdl''.
Che servano questi cambiamenti lo afferma anche il capogruppo della Lega Nord, Federico Bricolo: “sono indispensabili ''cambiamenti radicali'' alla legge di stabilita' perche' ''un anno di governo Monti ha messo in ginocchio gli enti locali'', dopo aver incontrato al Senato una delegazione delle Regioni guidata da Vasco Errani, spiegando che il Carroccio mettera' a punto emendamenti per cercare di contenere i tagli.
''Regioni e Comuni - aggiunge Bricolo - non sono piu' in grado di garantire i servizi essenziali, dalla sanita' al trasporto locale. I tagli vanno rivisti e le coperture vanno cercate nelle spese dello Stato. Per tagliare ancora li' i margini ci sono, la cura dimagrante anche lo Stato la deve fare''.
Ai colloqui avuti della delegazione della Conferenza delle Regioni, ha preso parte oltre a Errani anche il coordinatore della Commissione Affari finanziari Romano Colozzi. Gli incontri erano stati fissati con i capigruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, della Lega Nord, Federico Bricolo, del Pd Anna Finocchiaro, con il senatore  Gianpiero D'Alia capogruppo Udc, Svp e Autonomie, con il senatore Pasquale Viespoli, capogruppo di ''Coesione Nazionale'' e il senatore  Giovanni Pistorio, presidente del Gruppo Misto.



( red / 28.11.12 )

+T -T
Balduzzi: nessuna privatizzazione della Sanità

(regioni.it) ''Entro Natale cercheremo di produrre un documento politico di indirizzo per orientare il cammino per il 2013'' sulla riforma dei ticket. Lo afferma il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Niente tagli, semmai "riorganizzazione e ristrutturazione", e nessuna privatizzazione della Sanità.
"Mi preme precisare che il governo attualmente crede che il Servizio Sanitario sia economicamente sostenibile attraverso operazioni di riorganizzazione e ristrutturazione che non sono tagli ai servizi, ma sono la loro ottimizzazione. Se continuiamo a parlare di tagli del governo, generiamo nell'opinione pubblica una situazione di incertezza".
Balduzzi ha sottolineato pero' che nel caso in cui non si intervenisse attraverso una riorganizzazione complessiva del Ssn "dal primo gennaio del 2014, sulla base di scelte effettuate nel 2011 dal precedente governo, noi avremo due miliardi di nuovi ticket aggiuntivi. Personalmente penso che questo non sia sostenibile – ha osservato Balduzzi - sarebbe insostenibile per il sistema, insostenibile per i cittadini, insostenibile in se' in quanto incentiverebbe molti cittadini ad andare a cercare altri nuovi ticket. Alcuni farebbero fatica a pagarli e quindi verrebbe messo in discussione proprio il loro accesso al diritto alla salute, altri andrebbero a cercarsi la soddisfazione delle prestazioni altrove, nel privato, e questo finirebbe per diminuire e indebolire il servizio sanitario nazionale".
Balduzzi aggiunge al question time: "E' opportuno non parlare mai di tagli, anche se la parola va bene per i titoli dei giornali perche' e' breve. Quello che abbiamo cercato di fare e' una riorganizzazione e ristrutturazione. E' una di quelle leggende metropolitane, come leggendarie sono le interpretazioni date ieri di un passaggio del videomessaggio del premier Monti". Quelle di Monti, ha
sottolineato Balduzzi, "non sono dichiarazioni che tendono a dare preoccupazione".
"Il premier Monti ha posto  una domanda sulla sostenibilita' futura del Servizio sanitario  nazionale. Una domanda che tutti si pongono. E questa e' la verita'.  Poi gia' ieri sera palazzo Chigi ha precisato, nel senso di dire che  le parole del premier erano un virgolettato. Purtroppo io devo  rispondere a domande su una cosa che non esiste. Perche' nessuno, e  meno che mai Monti, ha fatto queste affermazioni che gli si mettono in bocca".


( red / 28.11.12 )

+T -T
Rossi, Marini: sanità, tagli lineari non servono

(regioni.it) La sanità non va privatizzata, anzi servono le risorse necessarie.
"Sono stati fatti dei tagli – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi - al di sopra della sostenibilita', e cio' che e' stato presentato come spending review in realta' sono stati ancora una volta tagli lineari. Ho apprezzato molto l'uscita del Presidente Monti, quando ha detto che il sistema sanitario nazionale e' a rischio. Su questo ha perfettamente ragione. Ho apprezzato meno quando ha fatto un passo indietro e ha detto invece che le risorse ci sono".
“Si puo' certo risparmiare ancora. Si possono combattere ancora gli sprechi, ma tutto ha un limite. Io mi sono limitato a chiedere poca cosa: che almeno rientrino i 2 miliardi e quattro che sono stati tagliati dal governo Monti. Dopodiche' occorrera' allo stesso combattere gli sprechi, fare innovazione, togliere i doppioni, cose non facili da farsi nel rapporto con i cittadini, e poi, forse, anche pensare a qualche forma integrativa. I provvedimenti necessari, a mio parere, sono un mix di lotta agli sprechi, di razionalizzazione, di innovazione, ma anche di maggiori risorse. Il servizio sanitario nazionale deve essere mantenuto, lo ha detto anche il presidente della Repubblica".
"Venga in Toscana chi vuole a governare la sanita' con la spending review - ha aggiunge il presidente Rossi - Credo che non andrebbe da nessuna parte. Discutiamo, non si puo' dare a intendere ai cittadini che tutto va bene e che e' tutto un problema di sprechi. Noi ci stiamo a fare un accordo con il governo nazionale, a fare un nuovo patto per la salute. Ci chiami il presidente Monti, e anche il ministro Balduzzi, ci chiamino e discutiamo faccia a faccia a partire dal fatto che le risorse non sono sufficienti. Questo e' il punto vero".
Anche il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, è intervenuta sulla questione del riordino del Servizio Sanitario Nazionale dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Mario Monti sulla sostenibilita' finanziaria.
''I tagli fatti alla sanita' a partire dal 2011 - ricorda Marini - ammontano ad oltre 30 miliardi di euro e vedono questo settore al primo posto fra quelli del comparto pubblico ad aver contribuito al contenimento della spesa pubblica''. Marini sottolinea come ''il recente rapporto sulla spesa pubblica elaborato dal ministero dell'Economia riconosce che l'incremento della spesa sanitaria e' stata addirittura inferiore al tasso di inflazione, a differenza di quanto si e' registrato negli altri comparti pubblici''. ''Le dichiarazioni del presidente Monti, dunque – aggiunge Marini -, sono una ammissione del fallimento della politica dei tagli lineari applicati selvaggiamente negli ultimi due anni che, se da un lato stanno creando forti criticita' alla regolare erogazione dell'assistenza, dall'altra hanno spinto la sanita' pubblica in un vicolo cieco senza vie di uscita''.
Per la Marini ''si tratta di un atteggiamento che evidenzia una continuita' nelle scelte tutte in capo alla responsabilita' del ministero delle Finanze che dimostra di non avere alcuna cultura di programmazione e di difesa del servizio sanitario''.
''Tutto cio' al momento, si e' gia' tradotto in una situazione per cui il costo complessivo del servizio sanitario nazionale grava per il 25 per cento sui cittadini, chiamati a pagare il servizio due volte: prima attraverso la tassazione Irpef, poi con i ticket. Ed ora si vorrebbe aggiungere, sempre a carico dei cittadini, un terzo costo attraverso le assicurazioni integrative. Un sistema inaccettabile che vedrebbe odiose discriminazioni e garantirebbe il diritto alla salute proporzionalmente alla capacita' delle carte di credito dei cittadini''.
''Le Regioni - sottolinea ancora la presidente della Regione - rivendicano di aver offerto in questi anni il loro leale contributo per superare le difficolta' provocate dalla grave crisi economica, proponendo soluzioni concrete alla razionalizzazione dei costi, attraverso l'introduzione di innovazioni organizzative, per le quali le Regioni si impegnavano ad assumere pesanti responsabilita'. La risposta e' stata una politica di accentramento delle decisioni che vanificando il percorso intrapreso sul finanziamento secondo il modello dei costi standard, che rappresentava la soluzione opposta a quella dei tagli lineari e aveva visto le Regioni unanimi nell'assumersi la piena responsabilita' del superamento della copertura della spesa storica''.
''E' legittimo il sospetto - afferma la Marini - che le politiche di questi anni avessero l'obiettivo nascosto, ma non troppo, di aprire alla privatizzazione del sistema. Per quanto mi riguarda mi sento fortemente impegnata nella difesa della natura pubblica e universalistica del Sistema sanitario nazionale, sapendo di interpretare anche il sentimento degli operatori della sanita' pubblica, i malati, i cittadini che credono nella qualita' e nell'equita' del nostro servizio sanitario''.


--SALUTE. ERRANI: CON QUESTI TAGLI IMPOSSIBILE PATTO CON GOVERNO
 


( red / 28.11.12 )

Sentenza Consiglio di Stato

+T -T
Lazio: entro settimana data elezioni regionali

(regioni.it) Entro 5 giorni bisogna stabilire la data per le elezioni nella Regione Lazio. Lo indica il Consiglio di Stato che ha respinto così il ricorso in appello. Pertanto si conferma la prima sentenza del Tar. Ora nella Regione si deve andare alle urne nel più breve tempo possibile.
Entro 5 giorni la presidente dimissionaria della Regione Lazio, Renata Polverini, dovrà indire le elezioni regionali.
Considerati i 45 i giorni obbligatori di campagna elettorale, è possibile che si voti a fine gennaio, allontando l'election day del 10 marzo.
Il Consiglio di Stato ha deciso di confermare il Tar ''nella parte in cui – si legge nella sentenza - si e' accertato l'obbligo del presidente dimissionario di provvedere all'immediata indizione delle elezioni in modo da assicurare lo svolgimento entro il piu' breve termine tecnicamente compatibile con gli adempimenti procedimentali previsti dalla normativa''. Non solo,  l’''indizione delle nuove elezioni entro tre mesi'' dallo scioglimento del Consiglio regionale ''andrebbe intesa nel senso che le elezioni possano essere semplicemente convocate entro tale lasso di tempo senza che sia necessario il loro svolgimento''. Inoltre si sostiene che la norma ''si prefigge l'obiettivo di assicurare una tempestiva ricostituzione degli organi di governo regionale''.
E rispetto agli impedimenti dedotti come causa giustificativa della mancata indizione delle elezioni - osserva il Consiglio di Stato -"a confutazione degli argomenti svolti dall’appellante, che:

- l’obbligo legale sancito dalla puntuale norma precettiva fin qui scrutinata non è derogabile, specie alla luce dei cogenti valori costituzionali in rilievo, in forza di argomentazioni che riposano su profili di opportunità;
-i pretesi aspetti di incertezza adombrati in merito alla determinazione dei collegi elettorali e al numero dei seggi consiliari, afferiscono all’enucleazione, in via interpretativa, delle regole ratione temporis applicabili al procedimento elettorale senza poter procrastinare il termine fissato dalla legge per la fase del procedimento elettorale successiva all’indizione;
-non sono in ogni caso gravate da puntuale censura le argomentazioni svolte dal primo Giudice per confutare la dedotta incidenza delle sopravvenienze normative statali quali motivi ostativi al rispetto del termine legale;
-non è del pari gravata da specifica censura la statuizione di primo grado nella parte in cui esclude che l’obbligo di cui all’art. 7 del d.l. 6 luglio 2011, n.98, conv. con mod. dalla l. 15 luglio 2011, n. 111, in merito all’ accorpamento delle date di svolgimento delle diverse consultazioni elettorali (c.d.“ election day”), operi nella fattispecie in esame, anche in relazione alla dichiarata finalità di riduzione dei costi della politica, non invocabile con riferimento a tornate elettorali da svolgersi in altre Regioni;
-in ogni caso l’accorpamento, in un’unica data dell’anno, delle consultazioni elettorali per le elezioni dei sindaci, dei Presidenti delle province e delle regioni, dei Consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, è subordinato al limite della compatibilità con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, limite nella specie non rispettato in ragione del non derogabile precetto relativo alla tempistica della consultazione elettorale.
L’appello deve in definitiva essere respinto.
Ne consegue, in assenza di specifica censura, la conferma della sentenza di prime cure nella parte in cui si è accertato l’obbligo del Presidente dimissionario della Regione Lazio di provvedere all’immediata indizione delle elezioni in modo da assicurarne lo svolgimento entro il più breve termine tecnicamente compatibile con gli adempimenti procedimentali previsti dalla normativa vigente in materia di operazioni elettorali, con la nomina di un commissario ad acta, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 34, comma 1, lett.e), del codice del processo amministrativo".

 





( red / 28.11.12 )

+T -T
Sanità: Regioni su proposta modifica accreditamento e prestazioni a carico SSN

Testo licenziato dalla Conferenza del 22 novembre

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 22 novembre, ha preso posizione sulla  proposta di legge d’iniziativa parlamentare n. 4269, recante  “modifiche agli articoli 8quater, 8-quinquies e 8-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, concernenti  l'accreditamento e l'erogazione delle prestazioni sanitarie a carico del servizio sanitario nazionale  da parte delle strutture pubbliche e private”.
Il documento - trasmesso dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al Presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Palumbo – è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it.
Si riporta di seguito il testo integrale.
In primo luogo le Regioni non ritengono condivisibile l'obiettivo alla base della proposta di realizzare una totale equiparazione fra strutture pubbliche e private in materia di accreditamento e remunerazione, enfatizzando il ruolo delle associazioni degli erogatori privati nella definizione dei sistemi di remunerazione. La Conferenza ritiene, infatti, che la diversa mission che il il D.Lgs 502/92 affida alle strutture pubbliche del SSN, incaricate di garantire la natura universalistica del sistema, rispetto agli erogatori privati, che devono integrare la loro offerta con quella pubblica per ottimizzare l'uso delle risorse, richieda una differente applicazione degli strumenti oggetto della proposta di modifica. Basti pensare ai servizi preposti all'emergenza/urgenza, per comprendere come il finanziamento a funzione richieda criteri differenziati di applicazione fra le strutture pubbliche, che impegnano ingenti risorse nell'assicurarli, e quelle private orientate ad offrire una assistenza programmata.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome segnala in particolare i seguenti punti che comportano particolari criticità con la pregiudiziale di carattere generale che perle proposte di legge di iniziativa parlamentare che prevedono la modifica degli assetti in sanità sia sempre necessario assicurare un'adeguata copertura finanziaria a carico del bilancio dello Stato.
Articolo 8-quater Accreditamento istituzionale.
Comma 2: Gli erogatori accreditati sono svincolati dall’obbligo di esclusiva per il SSN senza limite alcuno, rendendo in pratica impossibile verificare il rispetto degli standard organizzativi relativi alla quota accreditata. Non e' chiaro inoltre se si intende superato il vincolo per i professionisti che operano in strutture accreditate private, di garantire l'esclusiva per il SSN.

Comma 8-bis: stabilisce che le tariffe regressive non possono intaccare il costo di produzione, prevedendo indirettamente di includere la voce utile nella determinazione della tariffa. E' noto che la tariffa regressiva è, invece, commisurata ai costi marginali di produzione, trattandosi di un taglio tariffario applicato alla quota esuberante quella contrattualizzata, su cui si basa la determinazione della tariffa piena.
Articolo 8-quinquies Accordi e contratti
Commi 2-quater/2-sexies: le procedure di definizione dei contratti/accordi con gli erogatori, prevedendo l’equiparazione fra le categorie, enfatizzano eccessivamente il ruolo delle associazioni degli erogatori privati, rendendo difficile il compito di indirizzo delle Regioni nella definizione dei piani di attività.

Articolo 8-quinquies Remunerazione.
Comma 1. Si prevede l’applicazione del i finanziamento secondo il criterio dell’ammontare globale predefinito (parte a tariffa e parte a funzione) sia per gli erogatori pubblici che privati. Si e' già detto in premessa la diversa mission delle due categorie di erogatori che non permette di applicare criteri identici.

Si segnala infine che sull'argomento e' in corso una revisione organica della materia da parte di una Commissione interistituzionale costituita in conformità a quanto previsto dal Patto per la Salute 2010-2012.
Roma, 22 novembre 2012
Documento Approvato - REGIONI SU PROPOSTA DI LEGGE SU ACCREDITAMENTO ED EROGAZIONE PRESTAZIONI SANITARIE A CARICO SSN DA PARTE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE



( red / 28.11.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top