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Regioni.it

n. 2155 - giovedì 29 novembre 2012

Sommario3
- Sanità, TPL e welfare: Regioni, urgente il confronto con Monti
- Sanità: Errani, c'è il "rischio default" in tutte le Regioni
- Formigoni: incontro con Monti per "una operazione di puro buon senso"
- Riordino Province: De Filippo ribadisce la contrarietà delle Regioni
- Sisma: "blitz" governo su norme per imprese. Insorgono Errani, Zaia e Formigoni
- Cooperazione con Paesi in via di sviluppo: posizione Regioni su delega al Governo

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Sanità, TPL e welfare: Regioni, urgente il confronto con Monti

Chiesto anche un incontro a Grilli,Barca e Moavero su utillizzo Fas e negoziato fondi strutturali

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunitasi il 29 novembre e presieduta da Vasco Errani, ha approvato il seguente documento su alcune questioni fondamentali per l’erogazione di servizi essenziali ai cittadini:
"La Conferenza delle Regioni e delle Province autonomechiede un incontro urgente al Presidente del Consiglio, Prof. Mario Monti, al fine di rappresentare i temi che costituiscono punti irrinunciabili di un’agenda che garantisca la sostenibilità dei servizi essenziali dei cittadini. Il mancato accoglimento non potrà che comportare la responsabilità diretta dello Stato centrale per garantire l’erogazione di servizi essenziali (Sanità e Trasporto Pubblico Locale).
La Conferenza esprime un giudizio positivo sulla disponibilità manifestata da tutti i gruppi parlamentari per la presentazione di emendamenti al Disegno di legge di Stabilità che rispondono alla necessità di erogare i servizi fondamentali per i cittadini.
Le questioni sollevate dalle Regioni sono quelle relative a Sanità, Trasporto Pubblico Locale e Welfare.
Sanità - La necessità di ritornare ad un livello di finanziamento per il 2013 del Fondo sanitario nazionale pari almeno a quello dell’anno precedente. Le Regioni considerano infatti inaccettabile una ulteriore diminuzione del Fondo sanitario per il 2013 del valore assoluto di circa 1 miliardo dieuro. Occorre ricordare che questo taglio ulteriore si somma agli interventi delle precedenti finanziarie che registrano nel triennio 2012-2014 una riduzione di circa 32 miliardi di euro. Tale situazione pregiudica la possibilità di firmare un nuovo Patto per la Salute per il triennio 2013- 2015. Tutto ciò pone a rischio default i bilanci di tutte le Regioni, con il possibile aumento della spesa sanitaria e della pressione fiscale, al di là di ogni logica di efficientamento. Le Regioni hanno anche presentato una serie di emendamenti che non hanno costi aggiuntivi come per esempio quelli in tema di ammortamento che consentono la ripresa di investimenti in sanità e quelli tesi a garantire una più equilibrata gestione dei piani di rientro, anche ai fini di migliorare la gestione dei flussi di cassa.
Edilizia sanitaria - La Conferenza ha già chiesto un incontro urgente ai Ministri competenti, finora non ottenuto, per definire il riparto delle risorse disponibili per l’anno 2012 spettanti alle Regioni che hanno concluso l’iter per la sottoscrizione degli accordi di programma, rispetto al quale l’Esecutivo è in forte ritardo.
Trasporto pubblico locale - La Conferenza chiede la modifica dell’articolo 9 del Disegno di legge Stabilità. Le Regioni ribadiscono la contrarietà alla istituzione di un fondo unico nazionale, propongono un meccanismo di fiscalizzazione basato sull’IRPEF così come da accordo del 21 dicembre 2011, rispetto al quale il Governo è gravemente e incomprensibilmente inadempiente rispetto agli accordi presi,e non sull’accisa carburanti, in grado di dare maggiori certezze di risorse. La Conferenza è disponibile ad un confronto che porti ad un vincolo di destinazione di tale gettito verso investimenti destinati al TPL.
Welfare - Nel sottolineare che le precedenti manovre hanno ridotto fortemente e in qualche caso azzerato le risorse per le politiche sociali, la Conferenza esprime apprezzamento per l’individuazione di fondi dedicati alla non autosufficienza e alla SLA nonché all’insieme delle politiche sociali. Chiede che sia garantita la copertura confermando uno stanziamento, giudicato comunque minimo, per il fondo sociale.
La Conferenza chiede inoltre un tavolo di confronto con il Ministro dell’Economia, Ministero per la Coesione territoriale e Ministro per le Politiche comunitarie per affrontare questioni centrali per l’attivazione di politiche per il lavoro e l’impresa. In particolare è necessario un confronto condiviso sull’utilizzo dei fondi FAS e sulle modalità di concertazione con le Regioni della posizione Italiana rispetto al negoziato sui fondi strutturali".


( red / 29.11.12 )

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Sanità: Errani, c'è il "rischio default" in tutte le Regioni

(regioni.it) “Chiediamo un incontro al premier Monti per assicurare i servizi fondamentali ai cittadini: diversamente, sarà lo Stato a dover rispondere di questi servizi”. Così si è espresso il Presidente Vasco Errani, al termine della Conferenza delle Regioni del 29 novembre.
Sul fronte della sanità, per Errani “occorre riportare le risorse almeno alla quantità del 2012, è la prima volta che si avrebbe una decurtazione ed il rischio concreto e' che tutte le Regioni vadano in default". Sull'edilizia sanitaria le Regioni chiedono che "'siano immediatamente messe a disposizione le risorse concordate".
"Chiediamo poi un incontro per i fondi della aree sottoutilizzate, e' un tema decisivo per il Paese e le imprese, e relativamente ai fondi strutturali''.
Non giungere ad un accordo, spiega Errani, “rappresenterebbe una sconfitta, un passo indietro. Il Patto per la salute in questi anni ha consentito di governare la spesa sanitaria. Non siamo per fare passi indietro ma per garantire i servizi. Siamo pronti a lavorare per la qualificazione e la riorganizzazione della spesa ma non per mettere a rischio i servizi sanitari”.
Se non arriveranno risposte, soprattutto sul fronte della sanità e dei trasporti, “dovrà essere il governo a prendersene la responsabilità”.
Gli emendamenti che le Regioni hanno presentato ''sono pochi ma essenziali per erogare i servizi essenziali ai cittadini. Siamo ad un punto cruciale che va affrontato con responsabilità”.
Il taglio al Fondo sanitario per il 2013 del valore di circa 1 miliardo si va a sommare agli interventi delle precedenti finanziarie che registrano, nel triennio 2012-2014, una riduzione di circa 32 miliardi di euro.
E’ quanto si evince dai calcoli effettuati dalle Regioni, secondo le quali le ultime "sforbiciate" previste dalla Legge di stabilità “pongono a rischio default tutti i bilanci delle
Regioni, con il possibile aumento della spesa sanitaria e della pressione fiscale, al di là di ogni logica di efficientamento” (cfr. notizia precedente).
Ecco una tabella, pubblicata dall’Ansa,  con i finanziamenti del sistema sanitario nazionale nel periodo 2007-2014 e la relativa variazione percentuale.

FINANZIAMENTI  SSN 2007-2014

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

97.551

101.427

104.468

105.566

106.905

107.880

106.824

107.716

VAR.%

4,70%

4%

3%

1,1%

1,3%

0,9%

-0,98%

0,84%

 


( red / 29.11.12 )

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Formigoni: incontro con Monti per "una operazione di puro buon senso"

La Conferenza delle Regioni primo impegno ufficiale per i neo-assessori siciliiani Bianchi e Bonafede

“Il taglio da un miliardo di euro che il governo ha previsto nei trasferimenti per il 2013 alle Regioni per la sanità “va revocato, perché in questo modo salterebbero i bilanci di tutte le Regioni''. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, uscendo dalla Conferenza delle Regioni del 29 novembre.
Le Regioni hanno chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, per esaminare le possibilita' di modifica delle misure contenute nella legge di stabilita' per il 2013. “La nostra è un'operazione di puro buon senso – ha spiegato Formigoni - chiediamo che il governo rispetti gli accordi raggiunti con noi sul trasporto pubblico locale e, in particolare, che non ci siano ulteriori tagli al fondo per la sanita'. Se il governo ha deciso di modificare i livelli essenziali di assistenza (LEA), se ne assuma la responsabilità e lo dica direttamente ai cittadini perché in queste condizioni sara' difficile assicurare il servizio”.
La Conferenza delle Regioni del 29 novembre è stato il primo impegno di lavoro per l'assessore all'Economia Luca Bianchi, della Regione Sicilia. “Le Regioni – spiega l'Assessore Luca Bianchi - in modo compatto, chiedono innanzitutto al governo di rivedere l'ulteriore taglio proposto al fondo sanitario per il 2013, che ammonterebbe a circa un miliardo di euro. Sommato alla riduzione di circa 32 miliardi di euro prevista dalle precedenti finanziarie per il triennio 2012-2014, pregiudica la possibilità di firmare un nuovo Patto per la Salute. Cio' pone a rischio la possibilita' di erogare servizi essenziali (Sanita' e Trasporto Pubblico Locale). Tutto questo diventa ancora più grave e urgente in una regione come la Sicilia, al di là di ogni necessaria logica di efficientamento. Non meno importanti le questioni attinenti le politiche di sviluppo. La Conferenza prosegue il neo assessore - ha chiesto infatti un tavolo di confronto con il Ministro dell'Economia, il Ministro per la Coesione territoriale e il Ministro per le Politiche comunitarie in cui condividere gli aspetti strategici sull'utilizzo dei fondi FAS e sulle modalità di concertazione con le Regioni della posizione italiana rispetto al negoziato sui fondi strutturali''. Alla seduta della conferenza delle Regioni per la Sicilia ha partecipato anche l'assessore alla Famiglia e al lavoro Ester Bonafede per le materie di competenza.


( red / 29.11.12 )

Audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato

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Riordino Province: De Filippo ribadisce la contrarietà delle Regioni

(regioni.it) Il “parere nettamente negativo alle ipotesi di riordino delle Province” è stato espresso dal Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo insieme alla Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso di un’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato. De Filippo, membro dell’ufficio di Presidenza della Conferenza delle Regioni, ha innanzitutto ricordato come il parere espresso sull’argomento sia sempre stato negativo ed ha illustrato le principali quattro ragioni di contrarietà della Conferenza.
Il Presidente ha prima di tutto sottolineato “l’utilizzo della decretazione di urgenza per una materia di rilevanza costituzionale”, poi ha rimarcato “la schizofrenica applicazione dei criteri di riordino, con eccezioni fatte per alcune situazioni a fronte della pedissequa osservanza dei parametri di popolazione e territorio in altre realtà dove si creerebbero Regioni con una sola Provincia”. Inoltre secondo De Filippo “il provvedimento renderebbe difficile l’organizzazione delle funzioni di questo ente di secondo livello, lasciando irrisolte questioni quali le sorti del personale, il ripiano dei mutui o la definizione delle pendenze finanziarie degli enti che scomparirebbero”.
Infine, il Presidente della Basilicata ha criticato “l’orrenda corrida che si è causata nell’indicazione dei comuni capoluogo, ancora una volta per la mancanza di indicazioni chiare nella legge. Motivi questi – ha concluso De Filippo – che portano le Regioni ad esprimere un parere contrario e ad invitare il Parlamento ad evitare di dare il via libera ad un provvedimento con le criticità segnalate”.

 



( red / 29.11.12 )

Costi politica: Governo toglie misure a sostegno territori colpiti dal sisma

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Sisma: "blitz" governo su norme per imprese. Insorgono Errani, Zaia e Formigoni

(regioni.it) “Il lavoro della Commissione Bilancio e Affari Costituzionali del Senato, protratto fino a notte fonda, ha introdotto importanti novità a sostegno dei territori colpiti dal sisma con voto unanime e con parere contrario del Governo”. Lo dicono, in una nota congiunta, i Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, Vasco, Errani, Roberto Formigoni e Luca Zaia, secondo cui si tratta di ''un lavoro positivo, che va esattamente nella direzione indicata dalle forze economiche e sociali regionali”.
Un lavoro che inoltre “ha introdotto la rateizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi assicurativi per i lavoratori dipendenti e la rateizzazione delle imposte per le aziende che hanno subito danni economici, con vistoso calo del fatturato, dovuti al terremoto”, ma “apprendiamo ora che, con una scelta discutibile e negativa per le imprese danneggiate, è stato predisposto un maxi emendamento proprio per eliminare il principio di equità introdotto dalle modifiche del Senato”.
“Per le nostre Regioni - scrivono i tre presidenti – la questione non e' chiusa, proseguiremo con le associazioni economiche e sociali a tener aperta e viva e l'attenzione del Paese e a ricercare le indispensabili soluzioni. A questo proposito abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente Monti”.
La commissione Bilancio del Senato stigmatizza il governo che, espungendo alcune norme del dl sugli enti territoriali dal maxiemendamento  su cui ha poi posto la fiducia, ha tradito una prassi consolidata che faceva coincidere perfettamente il testo licenziato dalla commissione con il maxiemendamento in un riconoscimento del lavoro svolto dal Parlamento.
“La commissione e' concorde nel denunciare il fatto – ha detto Azzollini alla ripresa dei lavori dell'Aula -. Anche in considerazione del fatto che la richiesta di fiducia da parte del governo e' divenuta prassi totale. Si e' sempre ritenuto che la coincidenza dei testi fosse una forma di corretto rapporto tra governo e Parlamento e la commissione intende ribadirlo anche per evitare che possa diventare un precedente. Il lavoro del Parlamento deve essere debitamente valorizzato. Ricordiamo che la fiducia viene legittimamente posta dal governo ma poi votata dal Parlamento”.
La Commissione chiede così che nel merito le norme espunte vengano reintrodotte, anche con la riproposizione nella legge di stabilità. “Si potrebbe così ricomporre un rapporto di fiducia tra governo e Parlamento'' ha concluso Azzollini. Oltre alle due norme sul terremoto, sono state espunte anche le norme relative alla clausola di salvaguardia (emendamento 3.99), mentre una serie di emendamenti (3.6-7-8-9-10) non e' stata recepita dal maxiemendamento perché il governo non ha ricevuto gli stessi dopo l'approvazione nella notte delle proposte di modifica. Azzollini ha chiesto la reintroduzione nel maximendamento della clausola di salvaguardia, e la reintroduzione delle norme sul terremoto nella legge di stabilità.
“Il governo si riserva di valutare  nell'ambito della legge di stabilità le proposte'' per aumentare le  risorse per il terremoto dell'Emilia Romagna. Lo afferma il  sottosegretario al ministero dell'Economia, Gianfranco Polillo,  intervenendo in aula al Senato impegnata nel decreto enti locali. L'incremento delle risorse da destinare alle  popolazioni colpite dal sisma era stato approvato dalle commissioni  competenti, Affari costituzionali e Bilancio, ma il governo non ha  inserito la norma nel maxiemendamento. “Siamo stati costretti nostro malgrado”, spiega Polillo. “Ci troviamo di fronte a un evento drammatico e c'è disponibilità assoluta a venire incontro alle  popolazioni”. Negli anni passati, quando si sono verificati altri “eventi simili e anche più gravi, le risorse sono state maggiori  rispetto a questo caso”, osserva il Sottosegretario. “C'è un  elemento di comparazione che assume anche una valenza di carattere  politico”.

 



( red / 29.11.12 )

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Cooperazione con Paesi in via di sviluppo: posizione Regioni su delega al Governo

Documento approvato il 22 novembre

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 22 novembre, ha assunto una  posizione sul disegno di legge  n. 1744 recante delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'Italia con i Paesi in  via di sviluppo.  
Il documento è stato poi trasmesso dal Presidente Errani al Ministro degli esteri, Giulio Terzi, al Ministro dell’integrazione e cooperazione internazionale Andrea Riccardi, e al presidente della Commissione esteri del senato, Lamberto Dini.
Si riporta di seguito il testo integrale, pubblicato anche nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, presa visione del DDL N.1744, esprimono il proprio parere favorevole sull'impianto e l'architettura del documento e, in particolare, con riferimento ai singoli articoli, formulano le seguenti osservazioni:
Art. 1 (Oggetto e finalità): la Conferenza condivide il contenuto ma ritiene necessario sostituire l'espressione "parte integrante e qualificante della politica estera dell'Italia", con "parte integrante delle relazioni internazionali dell'Italia ed elemento qualificante della sua politica estera".
La Conferenza ritiene, inoltre, opportuno inserire nelle finalità di cui al comma 2, anche un accenno allo "sviluppo reciproco ed etico";
Art. 3 (Ambiti di applicazione dell'aiuto pubblico allo sviluppo): la Conferenza, considerando fondamentale combinare il concetto di migrazione a quello di cosviluppo, considera opportuno integrare la lettera g) del comma 2 nel seguente modo "iniziative di accoglienza degli stranieri immigrati in Italia e di loro valorizzazione per la crescita equilibrata dei Paesi di origine;
Ritiene necessario, inoltre, al fine di valorizzare il ruolo e l'apporto degli emigrati italiani nel mondo, inserire un ulteriore lettera al comma 2: "h) iniziative di valorizzazione dei cittadini di origine italiana emigrati nei Paesi partner, finalizzate allo sviluppo globale di tali Paesi ed all'incremento delle relazioni di partenariato, mutualità e sussidiarietà tra tali Paesi e l'Italia".
Art. 11 (Cooperazione decentrata e partenariato territoriale): La Conferenza propone una riformulazione del comma 1, che definisca in positivo cosa le Regioni possono fare, che introduca anche gli elementi di partenariato e mutualità (reciproco vantaggio), così da meglio legittimare le azioni che rientrano nelle loro competenze. A tal fine si suggerisce la riformulazione del comma come di seguito: "Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono, nel rispetto dei princìpi fondamentali contenuti nella legge dello Stato o da essa desumibili, nonché nel rispetto della competenza statale in materia di politica estera e di rapporti internazionali dello Stato di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera a), della Costituzione e della legge 27 maggio 2003 n. 131, articoli 5 e 6, promuovere iniziative a livello decentrato di cooperazione allo sviluppo, di partenariato, di mutualità e di solidarietà internazionale con i destinatari di cui all'articolo 2. Tali iniziative, definite di "cooperazione decentrata", favoriscono la partecipazione degli enti pubblici e privati, lucrativi e non, attivi sul territorio di loro competenza. A tal fine i soggetti sopra citati possono realizzare i progetti, programmi quadro ed accordi di cooperazione da essi concordati con i partner esteri, anche avvalendosi della cooperazione nelle loro specifiche competenze dei suddetti enti, nonché dei propri enti strumentali. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano favoriscono e possono coordinare le iniziative di cooperazione decentrata che sono organizzate sul proprio territorio. Ai fini dell'adozione delle leggi delle Regioni e delle Province autonome volte a disciplinare le iniziative di cooperazione e di solidarietà internazionale nelle materie appartenenti alla loro potestà legislativa concorrente, le disposizioni del presente articolo e degli articoli 1, 2, 13, commi 1 e 5, e 14 costituiscono princìpi fondamentali".
Relativamente al comma 2, la Conferenza chiede che si preveda la possibilità che il CICS approvi e cofinanzi anche iniziative di cooperazione decentrata non tramite l'Agenzia, ma direttamente tramite la DGCS. Pertanto, si propone la riformulazione del comma come di seguito: "Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali e le loro associazioni promuovono e attuano iniziative di cooperazione sulla base di un criterio di simmetria istituzionale, ovvero con enti di equivalente o assimilabile rappresentatività territoriale, nel rispetto delle finalità e degli indirizzi di cui agli articoli 1, 2, 13, commi 1 e 5, e 14 e, relativamente alle iniziative ed interventi di cooperazione finanziati in tutto o in parte dal Fondo unico di cui all'articolo 16 in quanto autorizzati ai sensi dell'articolo 17, comma 5, si avvalgono della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo di cui all'articolo 21. Le Regioni, le Province e i comuni comunicano al Ministro della cooperazione internazionale e all'Agenzia di cui all'articolo 20, le attività di cooperazione decentrata e di partenariato territoriale, comunque finanziate, ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, comma 5, e dell'inclusione delle attività stesse nella banca dati di cui all'articolo 20, comma 5".
La Conferenza ritiene, infine, opportuno proporre un quarto comma che consenta allo Stato di anticipare almeno in parte i suddetti finanziamenti, evitando così che le Regioni debbano anticipare interamente anche la quota contribuita dallo Stato: "Il divieto di cui all'articolo 5, comma 1, della legge n. 140 del 28 maggio 1997 e successive modificazioni non si applica ai finanziamenti che sono erogati dallo Stato per la realizzazione di iniziative, interventi, programmi ed attività nel settore della cooperazione allo sviluppo in favore di Regioni, Province, comuni e loro associazioni o enti strumentali o ausiliari. Ai soggetti indicati potranno essere concessi anticipi fino alla misura del 50 per cento nel primo anno e del 40 per cento per ciascun anno successivo, in rapporto al valore complessivo della quota di progetto a carico dello Stato".
Art. 12 (Interventi internazionali di emergenza umanitaria): la Conferenza ritiene opportuno far riferimento non solo ai soggetti di cui all'art. 23 ma anche a quelli di cui all'art. 11 come sopra riformulato, in modo tale che, come sempre avvenuto in passato, anche le Regioni e gli Enti locali possano operare in casi di interventi di emergenza umanitaria;
Art. 17 (CICS): La Conferenza, pur accogliendo con favore l'istituzione del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS), ritiene fondamentale che sia garantita la necessaria partecipazione di un rappresentante della Conferenza delle Regioni e Province autonome ogni qualvolta vengano trattate questioni di interesse regionale;
Art. 24 (Personale impiegato all'estero nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo, collocamento in aspettativa dei pubblici dipendenti): La Conferenza propone che si faccia riferimento non solo ai soggetti di cui all'art. 23 comma 3 ma anche ai soggetti di cui all'art. 11 come sopra riformulato;
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, infine, considerata l'importanza e il ruolo specifico che la Cooperazione decentrata ormai ricopre nell'ambito della realizzazione di progetti e programmi di sviluppo, rinnovano la richiesta di un'audizione, già avanzata lo scorso luglio, al fine di poter fornire un più valido contributo nel processo di riforma della Legge 49/87.


( red / 29.11.12 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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