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Regioni.it

n. 2176 - venerdì 11 gennaio 2013

Sommario3
- Regioni a Fornero: no al blocco della CIG in deroga
- Inspiegabile esclusione Corecom da Regolamento contributi a RadioTv locali
- Governo su questione rifiuti e alcune leggi regionali
- Politica di coesione: i dati del monitoraggio della Commissione Europea
- Censis: sanità, positivo il giudizio degli italiani
- Terremoto: Emilia-Romagna chiede copertura totale danni per prima casa

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Regioni a Fornero: no al blocco della CIG in deroga

Errani: forte preoccupazione per sperequazioni e differenze di trattamento fra lavoratori

(regioni.it) “L’Inps ha bloccato il pagamento della Cassa Integrazione in deroga del 2012 autorizzata dopo il 31 dicembre, basandosi su una circolare del Ministero del Lavoro. Tutto ciò desta forte preoccupazione e le Regioni lanciano un appello affinché si eviti di danneggiare lavoratori che vivono già un momento particolarmente difficile. Tra l’altro la circolare crea sperequazioni e differenze di trattamento fra i lavoratori che vanno evitate”. Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
“Occorre fare di tutto – aggiunge Errani - per non aggiungere ulteriori tasselli alla ‘questione sociale’ che sta caratterizzando diverse aree del Paese, come autorevolmente sottolineato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento di fine anno”.
Per questi motivi il Coordinatore della materia lavoro nell’ambito della Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca della Conferenza delle Regioni, Gianfranco Simoncini (Assessore della Regione Toscana), ha scritto al Ministro del Lavoro, Elsa Fornero e alle Parti sociali.
“Nella circolare del Ministero del Lavoro – spiega Gianfranco Simoncini – ci sono aspetti tecnici non attuabili anche dalle Regioni più virtuose i cui tempi di autorizzazione alla CIG in deroga non superano i 10-15 giorni. Bloccare le autorizzazioni al 31 dicembre 2012 è quindi incomprensibile e fra l’altro produce una sperequazione di trattamento fra chi dovrebbe fruire, e non può, della CIG in deroga e chi invece fruisce, perché non c’è blocco dei pagamenti, della Cassa ordinaria. Dopo aver ribadito tali concetti in tutte le sedi istituzionali ho scritto al Ministro del Lavoro, Elsa Fornero e alle Parti sociali per ribadire l’impossibilità tecnica per le Regioni di ottemperare a quanto richiesto dal Ministero, cosa che peraltro avevo già esplicitato per esteso in una lettera del 20 dicembre 2012. Abbiamo chiesto al Ministro un intervento urgente al fine di consentire all’Inps di procedere al pagamento degli ammortizzatori sociali in deroga relativi al 2012 e inoltrati dalle Regioni all’Inps a partire dal 2 gennaio 2013 in poi.
Abbiamo anche rappresentato al Ministro la preoccupazione rispetto alla situazione di crisi attuale legata al blocco dei pagamenti che potrebbe provocare forti tensioni sociali fra i lavoratori e aggravare le condizioni economiche delle aziende interessate dalla CIG in deroga. Infine, nella odierna ho sottolineato che con quella circolare e con le conseguenti azioni dell’Inps si crea una differenza di trattamento fra i lavoratori che usufruiscono della Cassa ordinaria e straordinaria, per i quali non risultano blocchi dei pagamenti, e i lavoratori che non potranno più usufruire della Cassa in deroga. Mi auguro – ha concluso Simoncini - che il Ministro possa farsi parte attiva e ritirare o modificare la circolare inviata”.

 


( red / 11.01.13 )

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Inspiegabile esclusione Corecom da Regolamento contributi a RadioTv locali

(regioni.it) La bozza di decreto ministeriale relativa al “Nuovo regolamento recante norme per la concessione dei benefici previsti dalla Legge 448/1998 esclude i CoreCom dalla attività istruttoria, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, rispetto al riparto delle provvidenze economiche alle radiotelevisioni locali.
Una ipotesi che non è condivisa dalle Regioni. Con una lettera congiunta, infatti, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani e il Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province autonome, Eros Brega, hanno sottolineato al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, la necessità dell’adozione di un nuovo regolamento per definire le nuove modalità di erogazione e le indicazioni dei criteri di ammissibilità, senza escludere dall’attività istruttoria i CoreCom che hanno sempre svolto un ruolo dirimente nell’opera di regolamentazione dell’ordinamento delle comunicazioni, a garanzia del pluralismo, della competenza e della piena trasparenza delle decisioni assunte.
In realtà non si capisce come possa contribuire a dare al nuovo regolamento un carattere innovativo l’esclusione dei CoreCom che hanno “funzioni estremamente importanti ai fini dell’assegnazioni dei contributi alle tv private”, scrivono Errani e Brega. I CoreCom sono infatti chiamati ad accertare la effettiva sussistenza dei requisiti richiesti per beneficiare dei contributi e predisporre le graduatorie regionali per la ripartizione delle stesse così come stabilito dal precedente regolamento per la concessioni alle emittenti locali dei benefici previsti dalla L.448/98.
Risulta inspiegabile in realtà il tentativo di bypassare nel nuovo regolamento i CoreCom affidando la valutazione delle società e le graduatorie esclusivamente al Ministero dello Sviluppo. Vale la pena ricordare le funzioni assicurate dai CoreCom e la loro particolare natura istituzionale. “Il CoreCom – spiegano nella loro lettera Errani e Brega – per la sua duplice natura giuridica (organi strutturali delle Regioni e organi funzionali dell’autorità di garanzia delle comunicazioni) esercita funzioni estremamente importanti: gestione della par condicio di ogni tornata elettorale e referendaria, svolgimento dei tentativi di conciliazioni in materia di comunicazioni elettroniche fra utenti finali e operatori, definizioni amministrativa delle controversie nelle materie citate, tutela dei minori, vigilanza sui sondaggi, monitoraggio dell’emittenza locale, gestione del registro degli operatori di comunicazione, diritto di rettifica e, per quanto ivi attiene, svolgimento dell’istruttoria finalizzata alla erogazione dei contributi alle emittenti locali”.
Proprio alla luce di questo importante ruolo, continua la lettera di Errani e Brega, “ci sfuggono le ragioni per cui si sia deciso di far venire meno questa lunga esperienza di collaborazione”. Siamo di fronte a una di quelle iniziative unilaterali che ledono – concludono Errani e Brega - il “principio cardine del nostro ordinamento che è la leale collaborazione tra i livelli istituzionali”.



( sm / 11.01.13 )

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Governo su questione rifiuti e alcune leggi regionali

(regioni.it) Il Consiglio dei Ministri dell’11 gennaio 2013 è intervenuto su alcune questioni riguardanti, tra l’altro, le criticità nella gestione dei rifiuti e fenomeni di inquinamento ambientale, e alcune Leggi regionali.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge per superare situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti esistenti in varie zone del territorio del Paese. Le criticità sono la conseguenza, tra le altre cose, di un sistema di organizzazione, gestione e smaltimento con vincoli stringenti, spesso maggiori rispetto a quelli comunitari.
Il provvedimento tende a intervenire sui vincoli maggiormente restrittivi, temperandone temporaneamente gli effetti, restando entro le soglie del diritto UE, in modo tale da impedire che, unitamente alla scadenza di alcuni termini previsti dalla legge in materia di gestione dei rifiuti, si possano aggravare ulteriormente le criticità.
In particolare il provvedimento interviene su:
1. Gestione dei rifiuti urbani nella Regione Campania. Nella Regione è in vigore dal 2010 un regime temporaneo per cui spettano alle Province le funzioni di gestione per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani. Ai Comuni invece spettano le funzioni di raccolta, spezzamento e trasporto, oltre a quelle di smaltimento o recupero dei rifiuti della raccolta differenziata. Per evitare che il passaggio dal regime speciale delle competenze a quello ordinario (previsto a partire dal 1 gennaio 2013) aggravi le criticità esistenti o ne crei di nuove si introduce una norma transitoria che estende fino al 30 giugno 2013 il regime speciale.
2. Divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti con potere calorifico inferiore (PCI) che supera 13mila Kj/Kg dal 1 gennaio 2013. Il divieto è stato differito di un anno per consentire, nel pieno rispetto delle meno severe norme europee, la gestione in discarica anche di questa particolare e diffusissima tipologia di rifiuti.
3. Costa Concordia. Il 31 gennaio 2013 scade l’emergenza nazionale relativa alla nave Costa-Concordia (dichiarata con DPCM 20 gennaio 2012 – confronta comunicato stampa n. 11 del 20 gennaio 2012). La proroga di 1 anno del termine, fino al 31 dicembre 2013, è necessaria per garantire la buona riuscita delle operazioni complesse di rimozione e trasferimento della nave.
4. Cogoleto/Genova. è prorogato fino al 31 dicembre 2013 lo stato di emergenza per la bonifica dello stabilimento STOPPANI, al fine di garantire la continuità dell’esercizio delle attività necessarie per evitare i rischi di contaminazione ambientale nel sito.
5. Giugliano (NA) e Castelvolturno (CE). È prorogato fino al 31 dicembre 20143 lo stato di emergenza ambientale nei due Comuni al fine di assicurare la continuità di operazioni necessarie per la sicurezza ambientale, che altrimenti non sarebbero garantite da due amministrazioni non in grado di operare per lo scioglimento dei Consigli comunali.
E per quanto riguarda le Leggi regionali il Consiglio dei Ministri ha esaminato 33 leggi regionali su proposta del Ministro per gli affari regionali, Piero Gnudi. Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale: - della legge Regione Umbria n. 18 del 12/11/2012 “Ordinamento del servizio sanitario regionale” , in quanto contiene alcune disposizioni in contrasto con i principi in materia di tutela della salute che l’art. 117, terzo comma, della Costituzione riserva allo Stato; - della legge Regione Calabria n. 54 del 6/11/2012 “Legge organica in materia di relazioni tra Regione Calabria e comunità calabresi nel mondo”, in quanto contiene alcune disposizioni in contrasto con i principi in materia di tutela della salute che l’art. 117, terzo comma, della Costituzione riserva allo Stato;
- Legge Regione Molise n. 25 del 13/11/2012 “Norme per il trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea-Istituzione del ruolo conducenti di veicoli o natanti di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21" in quanto contiene disposizioni che violano il principio comunitario della libertà di stabilimento dei cittadini europei.
Infine per altre leggi regionali il Consiglio dei Ministri ha deliberato la non impugnativa. Si tratta delle seguenti: 1) Legge Regione Liguria n. 38 del 12/11/2012 “Modifiche alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 39 (Programmi regionali di intervento strategico (P.R.I.S.) per agevolare la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali attraverso la ricerca della coesione territoriale e sociale. Modifiche alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 38 (Organizzazione dell'intervento regionale nel settore abitativo)) e alla legge regionale 8 novembre 2011, n. 30 (Misure urgenti per fronteggiare la grave emergenza a seguito degli eventi alluvionali nel territorio regionale). 2) Legge Regione Friuli Venezia Giulia Legge n. 22 del 09/11/2012 “Valorizzazione delle strutture alpine regionali”
3) Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 23 del 09/11/2012 “ Disciplina organica sul volontariato e sulle associazioni di promozione sociale e norme sull'associazionismo.”
4) Legge Regione Liguria n. 37 del 12/11/2012 “Modifiche alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 38 (Organizzazione dell'intervento regionale nel settore abitativo).”
5) Legge Regione Toscana n. 61 del 06/11/2012 “Istituzione dell'anagrafe pubblica dei consiglieri e degli assessori regionali e norme in materia di trasparenza patrimoniale e associativa dei componenti degli organi della Regione e dei titolari di cariche istituzionali di garanzia e di cariche direttive. Abrogazione della l.r. 49/1983, abrogazione parziale della l.r. 68/1983, modifiche alla l.r. 38/2000, alla l.r. 74/2004 e alla l.r. 5/2008”.
6) Legge Regione Calabria n. 51 del 06/11/2012 “ Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro-Norme per l'attuazione del D.Lgs. 81/2007 in materia di sanzioni.
7) Legge Regione Calabria n. 52 del 06/11/2012 “Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò.”
8) Legge Regione Calabria n. 53 del 06/11/2012 “Modifica dell'articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 "Unione tra i Comuni".
9) Legge Regione Sardegna n. 21 del 07/11/2012 “Disposizioni urgenti in materia sanitaria connesse alla manovra finanziaria e modifica di disposizioni legislative sulla sanità.
10) Legge Regione Piemonte Modifiche all'articolo 17, all'articolo 50 e all'articolo 55 della legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1 (Statuto della Regione Piemonte).
11) Legge Regione Puglia “Legge regionale “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 maggio 2004, n. 7 (Statuto della Regione Puglia): seconda lettura (articolo 123 della Costituzione della Repubblica italiana)”.
12) Legge Regione Abruzzo n. 53 del 14/11/2012 “ Modifiche ed integrazioni alla L.R. 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche), Interventi urgenti per la piena operatività del Centro funzionale d'Abruzzo e della sede operativa regionale della Protezione Civile e per il funzionamento della Sezione Regionale dell'Osservatorio dei contratti Pubblici e Interventi a favore dei Piani di zona”
13) Legge Regione Abruzzo n. 54 del 14/11/2012 “ Abrogazione dell'art. 5 della legge regionale n. 52/2012 recante "Modifiche e integrazioni alla L.R. 14 giugno 2012, n. 26 (Istituzione della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità e della parità giuridica e sostanziale tra uomini e donne), Modifiche all'art. 63 della L.R. n. 1/2012 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Abruzzo - Legge Finanziaria Regionale 2012) e Modifica all'art. 6 della L.R. 32/1997 (Norme di attuazione dell'art. 5 della L. 18 marzo 1993, n. 67 (Restituzione alle Provincie delle competenze relative all'assistenza ai ciechi e sordomuti ed alla tutela della maternità ed infanzia )", e modifica dell'art. 6 della L.R. 32/1997.
14) Legge Regione Abruzzo n. 55 del 14/11/2012 “ Modifiche alla legge regionale 19 dicembre 2007, n. 44 (Disciplina del referendum abrogativo, consultivo e dell'iniziativa legislativa).”
15) Legge Regione Abruzzo “Deliberazione statutaria recante: “Disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica. Modifiche allo Statuto della Regione”
16) Legge Regione Calabria n. 55 del 15/11/2012 “ Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 e s.m.i. (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge urbanistica della Calabria”
17) Legge Regione Puglia n. 32 del 19/11/2012 “"Modifiche e integrazioni alla legge regionale 4 dicembre 2006, n. 33 (Norme per lo sviluppo dello sport per tutti)"
18) Legge Regione Puglia n. 33 del 19/11/2012 “ Modifica della disciplina inerente la costituzione del Comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale di cui alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11"
19) Legge Regione Umbria n. 19 del 15/11/2012 “ Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione Umbria per ll'esercizio finanziario 2011.”
20) Legge Regione Umbria n. 20 del 15/11/2012 “ Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 10 febbraio 2011, n. 1 (Norme per il sostegno dei gruppi d'acquisto solidale e popolare (GASP) e per la promozione dei prodotti agroalimentari a chilometri zero, da filiera corta e di qualità).”
21) Legge Regione Calabria n. 57 del 15/11/2012 “ Modifica alla legge regionale 10 febbraio 1997, n. 4 «Legge organica di protezione civile della Regione Calabria».
22) Legge Regione Calabria n. 58 del 15/11/2012 “ Abrogazione dell’articolo 10, comma 2, della legge regionale 26 luglio 1999, n. 19 e s.m.i. («Disciplina dei servizi di sviluppo agricolo nella Regione Calabria») .
23) Legge Regione Calabria n. 56 del 15/11/2012 “ Modifiche alla legge regionale 13 maggio 1996, n. 3 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di Consigliere”.
24) Legge Regione Calabria n. 59 del 15/11/2012 “ Riconoscimento del metodo storico «Moscato al Governo di Saracena» quale bene culturale della Calabria.”
25) Legge Regione Emilia Romagna n. 14 del 22/11/2012 “ Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2011
26) Legge Regione Marche n. 31 del 12/11/2012 “ Norme in materia di gestione dei corsi d’acqua.”
27) Legge Regione Piemonte n. 13 del 16/11/2012 “ Ulteriori modifiche alla legge regionale 9 giugno 1994, n. 18 (Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina delle
cooperative sociali").
28) Legge Regione Toscana n. 63 del 13/11/2012 “ Modifiche alla legge regionale 21 marzo 2011, n. 11 (Disposizioni in materia di installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di energia. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 "Disposizioni in materia di energia" e alla legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 "Norme per il governo del territorio").
29) Legge Regione Toscana n. 64 del 24/11/2012 “ Modifiche alla l.r. 69/2008, alla l.r. 65/2010, alla l.r. 66/2011, alla l.r. 68/2011 e alla l.r. 21/2012.”
30) Legge Regione Toscana n. 65 del 24/11/2012 “ Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2012 e pluriennale 2012 - 2014. Terza variazione”.

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( red / 11.01.13 )

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Politica di coesione: i dati del monitoraggio della Commissione Europea

(regioni.it) E’ disponibilie sul sito del Ministero dello sviluppo economico (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica) il monitoraggio della spesa ufficialmente certificata alla Commissione Europea per i diversi fondi strutturali (FSE, FESR) 2007-2013.
Per ciascun Programma Operativo – si legge sul sito del Dipartimento -  si possono scaricare dati e metadati su:
  1. dotazione finanziaria complessiva e spesa certificata alla CE fino al 31 dicembre 2012 in valori assoluti
  2. target percentuali di spesa certificata da rispettare, entro il 31 dicembre 2015, per non incorrere nell'applicazione del disimpegno automatico come previsto dalla cosiddetta "regola dell'n+2" che prevede il definanziamento delle risorse non spese entro il biennio successivo all'annualità di riferimento.
Nell'attuazione dei Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali dell'Unione Europea, si possono distinguere dal punto di vista finanziario tre fasi: impegni di risorse su progetti, pagamenti per i progetti, richiesta di rimborsi alla Commissione Europea sulla base di una ufficiale certificazione delle spese sostenute.
La spesa ufficialmente certificata alla Commissione Europea (CE) è un'informazione rilevante ai fini della cosiddetta (Collegamento a sito esterno) "regola dell'n+2". I Regolamenti CE prevedono infatti - per ciascun fondo (FSE, FESR) e per ogni Programma Operativo (PO) - il definanziamento delle risorse non spese entro il biennio successivo all'annualità di riferimento. Il definanziamento delle risorse comunitarie comporta anche la parallela riduzione di disponibilità delle relative risorse di cofinanziamento nazionale.
Tra le misure di accelerazione dell'attuazione dei Programmi Operativi dei Fondi Strutturali 2007-2013, a partire dalla (Collegamento a sito esterno) Delibera CIPE 1/2011, sono stati previsti, per le spese sostenute e certificate, obiettivi infra-annuali al 31 maggio e al 31 ottobre, oltre alla data del 31 dicembre. I target infra-annuali sono stimati in base ad appropriate percentuali (stabilite in sede di Comitato nazionale per il coordinamento e la sorveglianza della politica regionale unitaria) delle soglie n+2 da raggiungere al 31 dicembre dell'anno di riferimento, necessarie a evitare il disimpegno automatico. Il calcolo del target dipende anche dal peso nell'ambito del Programma degli impegni per "progetti complessi", per i quali vi sono alcune differenze per il rispetto della regola dell'n+2.
On line,per ciascun Programma Operativo, dati e metadati su:
target di spesa certificata (xls, 34 Kb) (aggiornamento al 31 dicembre 2012)
Stato di attuazione della politica di coesione - Totale Italia


( red / 11.01.13 )

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Censis: sanità, positivo il giudizio degli italiani

Dati del Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2012

(regioni.it) Il Censis nel suo Rapporto sulla situazione sociale del Paese nel 2012 ha sottolineato alcuni aspetti relativi alla sanità e al welfare.
Sul Servizio Sanitario Nazionale comunque il giudizio degli italiani è largamente positivo: il 71,2%, pensando ad una recente esperienza in una struttura sanitaria di­versa dallo studio del medico di medicina generale, ha definito gli operatori sanitari gentili e disponibili. Quanto al rapporto con i medici di medicina generale, alla ri­chiesta di esprimere un giudizio con un valore compreso tra 0 e 10, il valore medio indicato dagli italiani è stato pari a 7,7.
Inoltre quasi il 52% degli utilizzatori del web dichiara che gli capita di verificare la diagnosi e le indicazioni del proprio medico su Internet e il 33% di discutere con il medico stesso i risultati delle proprie ricerche sul web.
In merito agli infermieri oltre il 75% esprime un giudizio positivo, e tale quota rimane elevata in modo trasversale al corpo sociale e alle aree geografiche. La positiva visione che degli operatori sanitari hanno i cittadini si riflette anche in una percezione sociale che le rende professioni attraenti; infatti, oggi volere fare l’infermiere è per gli italiani una scelta giusta: per il 76,6% perché è una professione con un alto valore sociale e di aiuto verso gli altri, e per il 47% circa perché consente di trovare facilmente un’occupazione.
Ma cresce anche la sfiducia dei cittadini nell’attuale sistema di welfare: il 63% ritiene che non offre una buona copertura per i diversi rischi, per il 75% non riesce a contenere le diseguaglianze sociali, per il 79% costa troppo al bilancio pubblico. Considerati questi presupposti, non stupisce che per l’86% degli italiani il welfare debba essere assolutamente cambiato per rispondere meglio ai nuovi bisogni di protezione, come la non autosufficienza. I cittadini non vogliono solo tagli, ma anche razionalizzazione ed efficienza: il 62% pensa che in sanità le manovre di finanza pubblica tagliano i servizi, senza eliminare sprechi o razionalizzare le risorse.
La spesa sanitaria (esborsi sostenuti direttamente dalle fami­glie per acquistare beni e servizi sanitari) ammonta in Italia a circa 28 miliardi di euro (per il 2011), pari all’1,76% del Pil, e secondo i dati dell’Ocse si trattava nel 2010 del 17,8% della spesa sanitaria complessiva; questo dato pone il nostro Paese al di sotto della media (pari al 20,1 %), ma nel confronto con gli altri grandi Paesi europei (Francia, Regno Unito e Germania) risulta piuttosto alto.
I costi a carico delle famiglie rappresentano un fattore dal peso spesso insostenibile quando si tratta di malattie gravi e croniche. Emerge come il modello assistenziale socio-sanitario sia capace di coprire solo una parte dei bisogni, lasciando scoperti proprio i soggetti che espri­mono le necessità più complesse a lungo termine.


( red / 11.01.13 )

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Terremoto: Emilia-Romagna chiede copertura totale danni per prima casa

Parte un bando di servizio civile a favore delle popolazioni colpite dal sisma

(regioni.it) L'assessore alle Attività produttive dell'Emilia-Romagna, Gian Carlo Muzzarelli, spiega che ''il presidente della Regione e commissario alla ricostruzione Vasco Errani ha posto al Governo il tema della copertura al 100%, per la prima casa, dei danni provocati dal sisma. E su questo Regione e Governo stanno facendo le necessarie valutazioni''  
Le spese di ricostruzione delle abitazioni ora sono coperte solo all'80%.
Muzzarelli ha comunque ribadito che la Regione Emilia-Romagna per i ''soggetti deboli'' continua a valutare la compatibilità per arrivare a ''sostenere la totalità dell'intervento''.
Inoltre la Regione ha varato un bando di servizio civile a favore delle popolazioni colpite dal sisma. E’ un bando per 450 posti, di cui 100 riservati a ragazzi e ragazze stranieri dalla Regione Emilia-Romagna. Di questi 350 saranno riservati a giovani italiani, ai quali la Regione Emilia-Romagna affiancherà, nell’ambito del servizio civile regionale, ulteriori 100 posti per giovani comunitari e stranieri, d’età compresa tra i 18 e i 28 anni, in regola con la normativa di soggiorno.
“E’ un’ iniziativa di importanza straordinaria – ha detto oggi a Bologna l’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi - per il numero così elevato di posti che il Governo ha voluto sostenere e per il beneficio concreto che questa esperienza porterà ai territori colpiti dal sisma. Ma questa proposta è altrettanto importane perché è preziosa occasione di rilancio del Servizio Civile Volontario come esperienza di formazione, partecipazione, cittadinanza attiva per i giovani coinvolti e per la collettività tutta. Per rafforzare il senso di impegno condiviso come Regione abbiamo voluto far partire nello stesso momento e con le stesse finalità anche il bando di servizio civile regionale rivolto ai giovani stranieri” .
Il bando uscirà il 15 gennaio 2013. Da tale data e fino a mercoledì 30 gennaio 2013 (entro le ore 14) i ragazzi e le ragazze interessate potranno presentare domanda di partecipazione.
Altri 100 posti per attività nell’ambito dei beni culturali e nelle regioni Veneto e Lombardia saranno messi a disposizione con un bando successivo.
I Comuni colpiti dal sisma e gli enti del terzo settore hanno fin da subito partecipato alla progettazione dell’intervento che dovrà diventare operativo nel più breve tempo possibile. Complessivamente si tratta di 81 enti di cui 64 pubblici e 17 privati.
Dal 15 gennaio sul portale ER Sociale tutte le informazioni sul bando. Il 14 un convegno a Bologna.
Il 15 gennaio, sul portale ER Sociale (http://sociale.regione.emilia-romagna.it) e nel sito internet del Dipartimento Gioventù e Servizio Civile Nazionale saranno pubblicate tutte le informazioni relative al Bando straordinario.


( red / 11.01.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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