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Regioni.it

n. 2182 - lunedì 21 gennaio 2013

Sommario3
- Elezioni Regionali del 24 e 25 febbraio: le indicazioni dell'AGCOM
- Sanità: Errani, le preoccupazioni per le risorse, i tagli e i piani di rientro
- Rollandin, Durnwalder: impugnative, ricorsi, contenziosi con lo Stato
- Marini: ricorso su sentenza Tar medici dipendenti SSN
- Consiglio ministri del 18 gennaio su leggi regionali
- Giornalisti minacciati: i dati regione per regione

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Elezioni Regionali del 24 e 25 febbraio: le indicazioni dell'AGCOM

(regioni.it) E’ on line sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la Delibera  con le disposizioni di attuazione della disciplina in  materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del presidente della giunta regionale e del consiglio regionale delle regioni Lazio, Lombardia e Molise indette per i giorni 24 e 25 febbraio 2013 .
Peraltro sul tema delle difficoltà legate all'applicazione della par condicio, in particolare nell'attività istituzionale degli uffici stampa pubblici (e delle regioni nello specifico), è intervenuta anche la Federazione nazionale della stampa (FNSI). ''La legge 28 del 2000, meglio nota come 'par condicio', durante le campagne elettorali inibisce alle amministrazioni pubbliche le attivita' di comunicazione, salvo se fatte in maniera impersonale e per quelle considerate indispensabili'', ricorda Giovanni Rossi, Segretario generale aggiunto e Coordinatore della Commissione Uffici stampa della Fnsi. "Ci viene segnalato - prosegue Rossi - che questa norma, da alcuni enti, specie regionali, ed in particolar modo dai Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom), viene interpretata in modo talmente restrittivo da mettere in discussione il normale lavoro di informazione che gli Uffici stampa sono tenuti a svolgere per dar conto dell'attività amministrativa. Addirittura arrivando alla sia pur temporanea chiusura di attivita' di agenzia e di web tv''.
''Una simile interpretazione appare esagerata e fuori luogo - aggiunge Rossi -. L'informazione - certamente non la propaganda - è compito degli Uffici stampa in funzione del diritto dei cittadini di essere informati dell'operato degli amministratori pubblici che non cessa certa durante la campagna elettorale. Vigilare affinche' non vi siano abusi è una cosa (senz'altro utile), inibire un'attivita' dovuta istituzionalmente è tutt'altro ed è sbagliato".
Sempre sul sito dell’Autorità è possibile consultare e scaricare:
Questo il link alla Delibera 13/13


( red / 21.01.13 )

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Sanità: Errani, le preoccupazioni per le risorse, i tagli e i piani di rientro

(regioni.it) 4 i temi affrontati dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, in una intervista pubblicata sul portale della FnomCeo: il rapporto Pil-spesa sanitaria;la spending review, la legge di stabilità e i tagli della manovre finanziarie; i piani di rientro e i viaggi della speranza;la gestione della ricostruzione e la fase post-terremoto.  
“Non credo che sia corretto, anche in tempi di crisi, fare riferimento al PIL atteso. Stiamo vivendo una situazione critica sul piano economico e sociale, ma tutti concordiamo sulla necessità di fare di più in termini di sviluppo, di rimettere in moto l’economia nei diversi territori del nostro Paese. La situazione è “fluida”: accanto a segnali incoraggianti come quello relativo alle esportazioni e quello relativo all’andamento dello spread, si pongono numeri drammatici in particolare sul fronte del lavoro, sia per quanto riguarda i disoccupati, sia per quanto riguarda l’incremento al ricorso alla cassa integrazione. Quando si dice che non bisogna fare della Sanità un argomento puramente ragionieristico, occorre essere conseguenti e fare in modo che un’affermazione di questo genere non resti un’espressione di maniera. Guardando ai dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato, si nota che l’incidenza percentuale della spesa primaria della Sanità sul PIL nell’ultimo anno rilevato (il 2009) è del 7,5%, mentre è dell’8,4% in Francia e dell’8,5% in Gran Bretagna. Non è vero, dunque, che per la salute in Italia si spenda troppo, in ogni caso non mi soffermerei tanto su questo, quanto sulla necessità per il nostro Paese di rivitalizzare gli investimenti in particolare proprio per le strutture sanitarie. E’ una delle richieste che più volte abbiamo rivolto al Governo chiedendo di sbloccare le risorse previste dall’ex articolo 20 della finanziaria dell’88. Il problema che stiamo ponendo da diversi mesi è relativo alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e il fatto che recentemente lo stesso Presidente del Consiglio, Mario Monti, abbia riconosciuto la centralità di questo problema dimostra che le Regioni hanno ragione ad opporsi ad una logica di tagli lineari. Come Conferenza delle Regioni abbiamo sottoposto all’attenzione del Governo e del Parlamento diversi documenti e, cifre alla mano, abbiamo dimostrato che per il periodo 2010-2015 si sono concretizzati e vanno realizzandosi tagli rispetto alla spesa tendenziale che arrivano ad una cifra impressionante, intorno ai 30 miliardi. Il timore è che di questo passo, progressivamente, tutte le Regioni possano andare in default e che quindi, in prospettiva, siano in serio rischio le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. Temo che questo approccio possa rappresentare un peso ulteriore su quella “questione sociale” che autorevolmente ha rappresentato agli italiani il Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno.
Quanto invece alla spending review, ha proseguito il Presidente della Conferenza delle Regioni,  “siamo stati sempre molto chiari e disponibili al confronto, ma non abbiamo avuto la necessaria attenzione da chi ha materialmente contributo alla intelaiatura e alla stesura del provvedimento. I tagli ai servizi non strettamente sanitari, ma inclusi nella qualità complessiva del SSN, e mi riferisco alla tinto-lavanderia piuttosto che alla erogazione dei pasti nelle strutture ospedaliere, stanno producendo drammaticamente i loro effetti. Non si può e non si deve imporre una riduzione percentuale di tali servizi, prescindendo dalle diverse situazioni territoriali, ragionando come se dappertutto gli appalti siano stati realizzati con un margine di spreco implicito. In questo modo si è finito per penalizzare proprio quelle realtà che avevano seguito tali servizi con maggiore meticolosità, guardando alla qualità e al rapporto costo beneficio. La Legge di stabilità poi vanta un triste primato: per la prima volta il Fondo Sanitario del 2013 risulta inferiore, di circa un miliardo, rispetto al finanziamento 2012. In questa situazione risulta ben difficile creare le condizioni per un nuovo “Patto per la Salute” (2013-2015). Contrarre le risorse, tenendo ormai da diversi anni il Fondo Sanitario al di sotto del tendenziale di spesa e del tasso di inflazione fino ad arrivare ad un segno negativo nel 2013, significa avere un atteggiamento miope perché vuol dire di fatto impedire un accordo per il nuovo Patto per la Salute, strumento che, come riconosciuto autorevolmente dalla Corte dei Conti e dallo stesso Ministero dell’Economia, ha consentito di tenere sotto controllo il Governo della spesa sanitaria”.
Per quanto riguarda “i Piani di Rientro – afferma Vasco Errani -  al di là di alcuni appesantimenti burocratici, sono stati un buono strumento per tenere sotto controllo la spesa sanitaria. Uno strumento che abbiamo condiviso con il Governo nel Patto per la Salute. Ciò che manca oggi è proprio questo, ovvero uno strumento, il nuovo Patto, su cui confrontarci con riferimento alle risorse e alle prestazioni in un confronto franco fra Regioni e Governo. Nel nuovo Patto per la Salute possiamo fare molto, anche ragionare sulla mobilità regionale e intervenire per ridurre i ‘viaggi della speranza’, ma dobbiamo prima avviare un ragionamento serio sulle risorse. Pensare di realizzare riforme in sanità con la tecnica dell’annuncio, non solo e’ inefficace, ma è controproducente. I problemi del Servizio Sanitario Nazionale vanno affrontati guardando dentro le situazioni, trovando anche criteri standard – non ci siamo mai sottratti a questa sfida anche durante l’annosa discussione sul Federalismo Fiscale – ma avendo ben chiaro che stiamo parlando di un diritto fondamentale e di un sistema universalistico di natura pubblica che non può in alcun modo essere compromesso da scelte sbagliate e unilaterali”.
Sulla gestione post-terremoto, Il Presidente dell’Emilia romagna ha ricordato che “anzitutto abbiamo voluto una forte partecipazione locale alle scelte, sia nella gestione dell’emergenza che poi dell’impostazione delle fasi della ricostruzione. Assieme ai sindaci e alle Province non abbiamo fatto promesse mirabolanti o show, ma abbiamo cercato di dare un ruolo di primo piano al volontariato, all’associazionismo, alle tante realtà locali. Assieme abbiamo scelto di non fare new town, ma di intervenire e preservare il nostro patrimonio abitativo, il territorio, l’identità dei luoghi e delle comunità, studiando le necessarie soluzioni temporanee. Abbiamo deciso di dare massima precedenza alla ripresa produttiva, ai luoghi di cura (come le strutture di Carpi e Mirandola) e alle scuole, consentendo la regolarità dell’anno scolastico. Infine abbiamo chiuso i campi di accoglienza prima dell’inverno. Siamo riusciti a realizzare tali obiettivi anche grazie ad una fortissima solidarietà diffusa per la quale dobbiamo ringraziare tutto il Paese. Ed ora lavoriamo sull’incremento della sicurezza sismica e sui rimborsi per gli interventi per la case e le attività produttive, seguendo procedure certificate e vigilate da organismi come il GIRER, con una piena tracciabilità delle risorse impiegate, in modo da abbattere i rischi di infiltrazioni di economie grigie ed anche criminali. Sono trascorsi otto mesi e i problemi sono ancora tanti: si tratta di un lavoro che ci vedrà impegnati ancora per molto tempo e la nostra attenzione sarà massima”.
 


( red / 21.01.13 )

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Rollandin, Durnwalder: impugnative, ricorsi, contenziosi con lo Stato

Ricorso contro decisione Stato di riservarsi il sovragettito Imu dei comuni

(regioni.it) Augusto Rollandin, presidente della Regione  Valle d'Aosta, annuncia l'intenzione di fare ricorso contro la decisione dello Stato di riservarsi il  sovragettito Imu dei comuni della Valle d'Aosta e di altre regioni  autonome. "Iniqua esclusione dei Comuni della Valle d'Aosta, del Trentino e del Friuli dal gettito Imu: annunciamo ricorso".
La legge di stabilità prevede l'abrogazione della quota di Imu statale, con  l'eccezione di una quota dovuta sui fabbricati di categoria catastale  D (immobili commerciali). "Il comma 17 dell'articolo 13 del  decreto legge n. 201 del 2011 ­- si scopre però leggendo attentamente la legge - continua ad applicarsi nei soli territori delle regioni Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e delle Province autonome di  Trento e Bolzano".
Inoltre il governo ha impugnato la legge altoatesina sul servizio civile che prevede 423 euro al mese per giovani o pensionati che prestino un anno di volontariato, lo rende noto il presidente  Luis Durnwalder sottolineando l'importanza attribuita dalla giunta provinciale a questa norma che - ha spiegato - consente ai giovani di avere un anno di orientamento dopo la maturità ed ai meno giovani di rendersi utili anche una volta cessata l'attività lavorativa.
Sono tre i contenziosi di conflitto di competenze tra la Provincia di Bolzano e lo Stato: la legge sull'integrazione dei cittadini extracomunitari, quella sul servizio civile provinciale e il contributo al risanamento dei conti pubblici.
Per la legge sull'integrazione, si cercherà un accordo sul limite dei 5 anni di residenza. La legge sull'integrazione dei cittadini extracomunitari varato nel corso del 2012, ha spiegato il presidente della Giunta provinciale Luis Durnwalder "è frutto di un compromesso fra le diverse esigenze: da un lato garantire diritti e dignità a chi si trasferisce in Alto Adige, dall'altro lato non penalizzare la popolazione locale". Per questo motivo, l'accesso a buona parte delle prestazioni sociali era stato vincolato ad un periodo minimo di residenza sul territorio di 5 anni. "Ma secondo Roma - ha sottolineato Durnwalder - ogni limite di questo genere risulta incostituzionale e in contrasto con le direttive stabilite a livello europeo. Proprio a Bruxelles, però, mi erano state date a suo tempo rassicurazioni sui 5 anni, tetto considerato "accettabile" da un punto di vista giuridico. Cercheremo in ogni caso di raggiungere un nuovo compromesso valutando anche ciò che è stato fatto in altre regioni e paesi europei su tematiche simili".

Infine, c'è la parte economica, con Roma che ha bloccato il trasferimento di oltre 68,6 milioni di euro, rideterminando così gli obiettivi del patto di stabilità relativo all'anno 2012. "Non è la prima volta che il governo blocca dei fondi che spettano alla Provincia di Bolzano - ha sottolineato il presidente altoatesino - senza motivare in maniera concreta il provvedimento e contraddicendo i principi dell'Accordo di Milano. Questo modus operandi non ci convince, ed abbiamo deciso di fare ricorso alla Corte Costituzionale".



( red / 21.01.13 )

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Marini: ricorso su sentenza Tar medici dipendenti SSN

(regioni.it) L’Umbria ricorrerà sulla sentenza del Tar in merito alle norme introdotte sull’intramoenia dei medici dipendenti. L’annuncia il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini:  "la Giunta regionale dell'Umbria prende atto della sentenza del Tar dell'Umbria con la quale si annulla la misura di compartecipazione alla spesa per l'attività libero professionale di intramoenia dei medici dipendenti del servizio sanitario".
Si tratta di una sentenza dovuta al ricorso di alcuni medici dell'Azienda ospedaliera di Perugia e che "rischia di determinare pesanti effetti per l'intera comunita' regionale".
"Pur nel totale rispetto del lavoro dei giudici amministrativi - afferma la Marini – provoca amarezza il fatto di dover applicare una sentenza che definisce la sanità pubblica 'un mercato sanitario' nel quale l'interesse dei medici del sistema sanitario in regime di attività libero professionale in intramoenia, sia quello di ripristinare il confronto concorrenziale con i medici che prestano la propria opera privatamente a garanzia del proprio fatturato che sarebbe leso dal ticket".
Marini nel ribadire "tutta la stima ed il mio apprezzamento per tutti i medici e gli operatori del servizio sanitario regionale", sottolinea come "per la Giunta regionale dell'Umbria il diritto alla salute ed il diritto ad un servizio sanitario pubblico si esplica nel considerare i pazienti dei cittadini e non dei clienti, a questo valore e ideale non ci sara' nulla che fara' cambiare l'azione di equita' e responsabilita' della Giunta regionale.
Per questo l'applicazione del decreto Balduzzi che innova e impone alle Regioni una nuova e diversa disciplina della attività libero professionale in intramoenia trovera' nei prossimi mesi piena attuazione nei limiti e nel rigore che il decreto impone. Si precisa infine, onde evitare confusione, che la sentenza esclude ogni ipotesi di retroattivita' sul ticket sanitario già riscosso dal servizio sanitario regionale".




( red / 21.01.13 )

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Consiglio ministri del 18 gennaio su leggi regionali

(regioni.it) Il Consiglio dei ministri del 18 gennaio è intervenuto anche su alcune leggi regionali, deliberandone l’impugnazione e la non impugnazione. Sono state esaminate ventisette leggi regionali su proposta del Ministro per gli Affari Regionali.  
Nell’ambito di queste leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale delle seguenti:
- Legge Regione Toscana n.64 del 24/11/2012 recante “Modifiche alla l.r. 69/2008, alla l.r. 65/2010, alla l.r. 66/2011, alla l.r. 68/2011 e alla l.r. 21/2012”, in quanto contiene disposizioni in contrasto con la normativa comunitaria e con i principi statali in materia di tutela della concorrenza con conseguente violazione dell’art. 117, primo comma e dell’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione;
- Legge Provincia di Bolzano n. 19 del 19/11/2012 “Disposizioni per la valorizzazione dei servizi volontari in provincia di Bolzano e modifiche di leggi provinciali in materia di attività di cooperazione allo sviluppo e personale”, in quanto contiene disposizioni in contrasto con la normativa in materia di volontariato e viola l’art. 3, l’art. 117, secondo comma, lett. d) e l’art. 117, terzo comma, della Costituzione;
- Legge Regione Valle d’Aosta n. 30 del 21/11/2012 “Adeguamento del bilancio di previsione per l’anno 2012 agli obiettivi complessivi di politica economica e di contenimento della spesa pubblica previsti dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario). Modifiche a disposizioni legislative”, in quanto viola la normativa statale in materia di tesoreria unica e, pertanto, contrasta con l’art. 117, terzo comma, della Costituzione;
- Legge Regione Valle d’Aosta n. 33 del 23/11/2012 “Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)”, in quanto contiene disposizioni in contrasto con la normativa statale in materia di tutela dell’ambiente e, pertanto, viola l’art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione.
- Legge Regione Veneto n. 46 del 03/12/2012 “Modifiche di disposizioni regionali in materia di programmazione ed organizzazione socio-sanitaria e di tutela della salute”, in quanto contiene disposizioni in contrasto con la normativa statale in materia di tutela della salute e, pertanto, viola l’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
- Legge Regione Basilicata n. 22 del 23/11/2012 “Intervento sostitutivo delle Aziende Sanitarie Regionali in caso di inadempienza retributiva nei confronti dei dipendenti delle strutture accreditate al Servizio Sanitario Regionale”, in quanto contiene disposizioni in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile e tutela della salute e, pertanto, viola l’art. 117, secondo comma, lett. l) e l’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la rinuncia all’impugnativa della:
- deliberazione statutaria della Regione Puglia recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 maggio 2004, n. 7 (Statuto della Regione Puglia)”;
- legge della Regione Toscana n. 6 del 17/02/2012.
Le suddette rinunce sono state deliberate a seguito dell’intervenuta modifica di disposizioni precedentemente impugnate.
Il Consiglio dei Ministri ha, altresì, deliberato la non impugnativa delle seguenti leggi:
1) Legge Regione Campania n. 30 del 16/11/2012 “Modifiche alle leggi regionali 15 giugno 2007, n. 6 (disciplina degli interventi regionali di promozione dello spettacolo), 28 febbraio 1987, n. 11 (norme per la tenuta degli albi delle imprese artigiane e disciplina delle commissioni provinciali e regionale per l'artigianato) e 27 luglio 2012, n. 24 (Campania zero - Norme per una Campania equa, solidale e trasparente ed in materia di incompatibilità)”.
2) Legge Regione Sardegna n. 22 del 23/11/2012 “Proroga dei termini per la presentazione delle istanze per la realizzazione degli interventi di cui alla legge regionale n. 4 del 2009, e successive modifiche ed integrazioni”.
3) Legge Regione Sardegna n. 23 del 23/11/2012 “Disposizioni in materia di funzionamento e organizzazione del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (CREL).
4) Legge Regione Toscana n. 66 del 26/11/2012 “Interventi indifferibili e urgenti per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali del novembre 2012 in Toscana. Modifiche alla l.r. 66/2011”.
5) Legge Regione Toscana n. 67 del 26/11/2012 “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2012 e pluriennale 2012 – 2014. Quarta variazione.”
6) Legge Regione Basilicata n. 23 del 23/11/2012 “Modifiche alla Legge Regionale 26 luglio 1993, n. 42 - Norme in materia di modificazione territoriale, fusione ed istituzione di nuovi Comuni”.
7) Legge Regione Veneto n. 43 del 23/11/2012 “Modifiche all’articolo 8, commi 1 e 1 bis della legge regionale 16 agosto 2007, n. 23 “Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - collegato alla legge finanziaria 2006 in materia di sociale, sanità e prevenzione” e disposizioni in materia sanitaria, sociale e socio-sanitaria.”
8) Legge Regione Veneto n. 44 del 23/11/2012 “Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2011.”
9) Legge Regione Veneto n. 45 del 23/11/2012 “Assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012.”
10) Legge Regione Molise “Testo di legge di approvazione dello Statuto regionale approvato dal Consiglio regionale in seconda votazione il 22 febbraio 2011 a norma dell'articolo 123, secondo comma, della Costituzione e coordinato con le modifiche approvate dal Consiglio regionale in seconda votazione il 20 dicembre 2012 a norma dell'articolo 17-bis della legge regionale 24 ottobre 2005, n. 36, aggiunto dall'articolo 1 della legge regionale 30 marzo 2012.
11) Legge Regione Marche n. 32 del 19/11/2012 “Interventi in favore delle persone con disturbi specifici di apprendimento (DSA)".
12) Legge Regione n. Marche 33 del 19/11/2012 “Disposizioni regionali in materia di apicoltura".
13) Legge Regione Umbria n. 21 del 29/11/2012 “Variazioni del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012 ai sensi dell'art. 46 - comma 7 - della legge regionale 28/02/2000, n. 13 e successive modificazioni ed integrazioni (Disciplina generale della programmazione, del bilancio, dell'ordinamento contabile e dei controlli interni della Regione dell'Umbria) e provvedimenti collegati in materia di entrata e spesa - Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali.”
14) Legge Regione Liguria n. 39 del 29/11/2012 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 40 (Testo unico della normativa in materia di sport).
15) Legge Regione Liguria n. 40 del 29/11/2012 “Alienazione degli alloggi di edilizia sociale riservati ai profughi italiani.”
16) Legge Regione Liguria n. 41 del 29/11/2012 “Variazione al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2012 della Regione”.
17) Legge Regione Puglia n. 34 del 30/11/2012 “Riduzione dei costi della politica.”
18) Legge Regione Basilicata n. 24 del 28/11/2012 “Modifiche alla legge regionale 9 agosto 2012, n. 20”
19) Legge Regione Marche n. 36 del 26/11/2012 “Rendiconto generale della Regione per l’anno 2011.
20) Legge Regione Valle Aosta n. 31 del 21/11/2012 “Disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Legge finanziaria per gli anni 2013/2015. Modificazioni di leggi regionali
21) Legge Regione Valle Aosta n. 32 del 21/11/2012 “Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2013/2015.
Il Consiglio ha inoltre deliberato l’intervento nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dalla Regione Sardegna avverso la legge n. 182 del 2012 (assestamento del bilancio dello Stato).



( red / 21.01.13 )

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Giornalisti minacciati: i dati regione per regione

(regioni.it) Nel 2013 (fino al 21 gennaio) sono già 10 gli episodi  di minaccia (di cui 7 sono minacce collettive) che hanno coinvolto nel solo 2013 già 38 giornalisti.

Questo lo sguardo fornito da www.ossigenoinformazione.it, sito promosso dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dall'Ordine nazionale dei Giornalisti.
Gli episodi che hanno coinvolto gruppi di giornalisti o intere redazioni, sono così calcolati: 5 TVUNO, 2 TELEJATO, 3 LA REPUBBLICA, 3 RAINEWS, 7 IL CIRIACO, 5 PRIMADINOI.IT, 10 I CORDAI.
 

Nel 2012 gli episodi sono stati 148 (di cui 44 minacce collettive) ed hanno interessato 316 giornalisti. Nel 2011 95 gli episodi censiti (di cui 40 minacce collettive) con 324 giornalisti coinvolti.



( red / 21.01.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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