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Regioni.it

n. 2183 - martedì 22 gennaio 2013

Sommario
- Marini: sanità e welfare devono diventare valore e opportunità
- Sanità: lavori Commissione d'inchiesta errori e cause disavanzi
- Sanità: le famiglie contribuiscono per il 19,5% della spesa complessiva
- Agenda digitale: Formigoni interviene su studio curato dal Cisis
- Emilia-Romagna: individuati quattro nuovi diritti di cittadinanza digitale
- Regione Trentino-Alto Adige: Alberto Pacher Presidente

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Sanità: lavori Commissione d'inchiesta errori e cause disavanzi

Dati presentati alla Camera dei Deputati

(regioni.it) Sono terminati i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari. Sono stati analizzati 570 casi di "malasanità" dal 2009 al 2012. Questi dati sono stati presentati alla Camera dei Deputati.
La relazione precisa che "gli episodi di malasanità non sempre però hanno a che fare con l'errore diretto dell'operatore: spesso questi episodi derivano da disservizi, carenze, strutture inadeguate, inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti dal paziente da un 'ospedale a un altro, casi di infezioni ospedaliere".
Differenze tra Nord e Sud sul numero dei medici: la Sicilia evidenzia un numero di medici ogni 10 posti letto che e' il doppio di quelli utilizzati nel Friuli Venezia Giulia o nelle Marche.
Sale ''il livello delle spese per il personale, specie nelle regioni sottoposte a piano di rientro. A tal proposito, rilevante e' appunto la differenza nel numero di dipendenti medici ogni 10 posti letto effettivi secondo l'area geografica''.
Le migrazioni sanitarie, sottolinea la Commissione, ''acuiscono il divario, arricchendo maggiormente regioni già ricche a discapito di quelle povere, che devono anche pagare la cura fuori sede''. Tra le tipologie di assistenza che maggiormente incidono sulla migrazione sanitaria, quelle relative appunto alle tecniche di fecondazione assistita (pma).
Il motivo dello spostamento verso il Nord, spiega la Commissione, e' dovuto al fatto che nella maggior parte delle regioni del nord, tali trattamenti sono previsti all'interno del sistema sanitario regionale (dunque il costo, 'migrando', e' a carico della Regione in cui si e' residenti) mentre in altre regioni sono effettuati in centri privati e, dunque, a carico del paziente. Proprio nel Sud e nelle isole si concentra il maggior numero di centri privati di pma (con 7 centri su 16).
Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 in Campania, 36 in Emilia Romagna e Puglia, 34 in Toscana e Lombardia, 29 in Veneto, 24 in Piemonte, 22 in Liguria, 8 in Abruzzo, 7 in Umbria, 4 nelle Marche e Basilicata, 3 in Friuli, 2 in Molise e Sardegna, 1 in Trentino. Ciò evidenzia come "le regioni che spendono di più non necessariamente hanno un'assistenza migliore". Tra gli eventi avversi, numerosi sono i casi di infezioni da contagio in ambiente ospedaliero.
Inoltre, su 104 episodi di malpractice avvenuta al momento della nascita, la metà è concentrata tra Sicilia e Calabria, seguite da Campania e Puglia. Proprio nel Mezzogiorno, sottolinea la Commissione, si concentra un più alto numero di punti nascita di piccole dimensioni e con pochissimi parti e si concentrano anche le percentuali maggiori di tagli cesarei.
Altri presunti errori sono collegati alla rete di emergenza-urgenza: persone visitate al pronto soccorso e poi mandate con leggerezza a casa, ma deceduto poco dopo, pazienti morti dopo aver atteso per ore di esser visitati, ambulanze prive di defibrillatori. Anche per questi presunti casi di malasanità, il Sud Italia è penalizzato: 9 segnalazioni sono relative alla Sicilia, 7 alla Calabria, 6 al Lazio.

Tabella Regioni (fonte Ansa) sui dati della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario:

- PIEMONTE: 24 casi complessivi di presunti errori sanitari e criticita', di cui 18 con decesso del paziente

- VALLE D'AOSTA: 0 casi e 0 decessi

- LIGURIA: 22 casi e 14 decessi

- LOMBARDIA: 34 casi e 13 decessi

- TRENTINO ALTO ADIGE: 1 caso e 1 decesso

- VENETO: 29 casi e 16 decessi

- FRIULI VENEZIA GIULIA: 3 casi e 2 decessi

- EMILIA ROMAGNA: 36 casi e 28 decessi

- TOSCANA: 34 casi e 22 decessi

- UMBRIA: 7 casi e 3 decessi

- MARCHE: 4 casi e 1 decesso

- LAZIO: 63 casi e 42 decessi

- ABRUZZO: 8 casi e 8 decessi

- MOLISE: 2 casi e 1 decesso

- CAMPANIA: 37 casi e 30 decessi

- BASILICATA: 4 casi e 3 decessi

- PUGLIA: 36 casi e 25 decessi

- CALABRIA: 107 casi e 87 decessi

- SICILIA: 117 casi e 84 decessi

- SARDEGNA: 2 casi e 2 decessi.




( red / 22.01.13 )
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