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Regioni.it

n. 2183 - martedì 22 gennaio 2013

Sommario
- Marini: sanità e welfare devono diventare valore e opportunità
- Sanità: lavori Commissione d'inchiesta errori e cause disavanzi
- Sanità: le famiglie contribuiscono per il 19,5% della spesa complessiva
- Agenda digitale: Formigoni interviene su studio curato dal Cisis
- Emilia-Romagna: individuati quattro nuovi diritti di cittadinanza digitale
- Regione Trentino-Alto Adige: Alberto Pacher Presidente

I dati del Rapporto "Noi-Italia" dell'Istat

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Sanità: le famiglie contribuiscono per il 19,5% della spesa complessiva

(regioni.it)  La salute pesa anche sulle  famiglie in Italia, nonostante il Servizio sanitario pubblico. Nel  2010, i nuclei familiari hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per il 19,5%. Un esborso comunque in calo  di oltre cinque punti percentuali rispetto al 2000.
In generale, la  spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l'1,8% del Pil nazionale.
Lo indicano i dati del Rapporto 'Noi Italia', presentato il 22 gennaio dal  Presidente dell'Istat Enrico Giovannini, nella sede dell'Istituto  nazionale di statistica.
Dal confronto europeo, inoltre, le cifre indicano che nel 2010  la quota di spesa sanitaria privata in Italia e' del 20,4 %, di oltre  tre punti piu' bassa rispetto a Francia, Germania e Austria. La  Grecia, invece, è il Paese in cui il contributo della spesa privata  e' maggiore (con oltre il 40%), cui seguono Paesi Bassi, Slovacchia e  Ungheria con oltre il 35%. I contributi minori sono quelli registrati  da Lussemburgo (16%) e Danimarca (14,9 %).
Tornando all'Italia, la spesa sanitaria complessiva nel 2010 rappresenta il 9% del Pil e viene finanziata per 7,2 punti percentuali con risorse pubbliche mentre i restanti 1,8 punti sono coperti attraverso risorse dirette delle famiglie. Il peso sui nuclei familiari, in percentuale di Pil, e' leggermente più alto nel  Mezzogiorno (2%) rispetto al Centro-Nord (1,7 %), ma la differenza,  secondo l'Istat, va attribuita soprattutto al divario di reddito tra  le due aree. Le regioni in cui la quota è più elevata (superiore ai  due punti percentuali di Pil) sono Friuli-Venezia Giulia, Calabria,  Molise e Puglia. Considerando invece la distribuzione della  spesa sanitaria tra le due componenti, pubblica e privata, il  contributo delle famiglie alla spesa sanitaria totale e' relativamente piu' basso nel Mezzogiorno (15,8 %) che nel Centro-Nord, dove si attesta al 21,3 % con una punta del 23,3% nel Nord-Est.
La maggiore partecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria totale si registra in Friuli-Venezia Giulia (27%), seguita da  Emilia-Romagna (25,1 %); ai livelli più bassi si collocano invece tutte regioni del Mezzogiorno, tra le quali spiccano Campania, Sardegna e Basilicata. Calcolata per famiglia, la spesa sanitaria  privata e' pari a 909 euro per il Mezzogiorno e 1.163 euro per il  Centro-Nord, confermando l'aspetto legato ai differenziali di reddito  tra le aree territoriali.
L’Istat poi spiega che per spesa sanitaria pubblica si intende quanto viene destinato per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini in termini di prestazioni sanitarie (inclusi tutti i suoi costi: servizi amministrativi, interessi passivi, imposte e tasse, premi di assicurazione e contribuzioni diverse). La spesa sanitaria pubblica complessiva dell’Italia ammonta nel 2011 a circa 112 miliardi di euro, pari al 7,1 per cento del Pil e 1.842 euro annui per abitante e pone il nostro Paese in una posizione medio-bassa nell’ambito della classifica dei Paesi Europei (vedi tabella in fondo)
 



( red / 22.01.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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