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Regioni.it

n. 2187 - lunedì 28 gennaio 2013

Sommario
- Istat su contratti e fiducia consumatori
- La Giornata della Memoria nelle Regioni: messaggi e interventi
- InfoCamere: dati su natalità e mortalità imprese
- Rom, sinti e caminanti: tavoli regionali per coordinare interventi
- Partenariato in Italia: Regioni su "position paper" servizi Commissione UE
- Fonti rinnovabili: standard formativo per attività installazione impianti

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La Giornata della Memoria nelle Regioni: messaggi e interventi

(regioni.it) Si è celebrata il 27 gennaio in tutto il mondo la Giornata della Memoria: “fermiamoci a pensare e a ricordare dove e a cosa puo' condurre la brutalita' del male perchè non accada mai più'', dichiara il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, in merito alle celebrazioni per il Giorno della Memoria.
Il Presidente dimissionario della Regione Lazio, Renata Polverini, sottolinea come ''nel celebrare il Giorno della  Memoria il nostro pensiero va ai milioni di persone vittime dei campi di sterminio e a quanti sono sopravvissuti all'orrore della Shoah. Tenere vivo il ricordo deve essere un impegno quotidiano di tutti, per evitare che simili tragedie possano ripetersi e per radicare la cultura del rispetto e della tolleranza, soprattutto tra i giovani perché essi siano testimoni della memoria anche per le future generazioni''.
Roberto Formigoni, presidente dimissionario della Regione Lombardia, afferma che "La memoria e' il filo che deve  legare le generazioni, tracciando un percorso nella coscienza  collettiva, perche' ognuno impari a combattere l'indifferenza, a  ripudiare ogni forma di integralismo e di estremismo, per costruire  una societa' fondata sul rispetto della dignita' di ogni essere umano, perche' non possa mai piu' accadere cio' che allora e' accaduto".
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha sottolineato come ''i fantasmi del passato tornano e tornano soprattutto nei periodi di crisi quando c'e' difficolta', disoccupazione, quando i diritti sociali si comprimono e la democrazia sembra restringersi e quelli che vogliono giocare sulla paura ritirano fuori i fantasmi del passato, i fantasmi del razzismo, l'odio per il diverso se e' nero, se e' donna o omosessuale. Questo corrompe il tessuto sociale e puo' portare a quei fenomeni abominevoli e aberranti che possiamo vedere visitando i campo di sterminio. Bisogna quindi tenere aperto il circuito della memoria per rinsaldare dentro di noi
prima di tutto la consapevolezza dell'impegno che dobbiamo profondere per tutelare la democrazia e la Costituzione nel nostro Paese e anche per costruire un'Europa diversa. Abbiamo bisogno non solo di un'Europa che parla di moneta e di spread, abbiamo bisogno di un'Europa che parli di lavoro, di diritti della persona e anche di democrazia se pensiamo cosa avviene in alcuni Stato che aderiscono all'Europa, come l'Ungheria e la Romania e non solo''.
La creazione del Memoriale della Shoah a Milano e' utile ''per ricordare il passato e proiettarci verso un futuro in cui non ci siano violenze cosi' estreme come quelle che si sono verificate, e per costruire una societa' fondata sul bene e sul rispetto reciproco'', ha spiegato ancora Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
'Sono qui a portare la solidarieta' della Regione Veneto. – ha dichiarato il presidente Luca Zaia - Le porte Aushwitz non si dovranno piu' richiudere. Il negazionismo e' una realta' e noi dobbiamo opporci a queste tesi''. Zaia ha aggiunto: ''La cosa che fa piu' male dei fatti di Napoli sono le date di nascita, ragazzi che hanno sposato il negazionismo, che considerano gli ebrei come nemici. Io penso che l'interesse di ebrei e palestinesi sia quello della pace, del dialogo e della convivenza pacifica, e che bisogni prendere posizione, a livello nazionale, di quello che sta accadendo. In tempi di crisi simili a questa nascevano correnti di pensiero che si sono trasformati in campi di concentramento. 2016 500 anni dalla fondazione del ghetto di Venezia''.
Per il presidente della regione Marche, Gian Maria Spacca, “sono trascorsi 68 anni da quando l’orrore dei campi di sterminio nazisti è stato disvelato al mondo. In questi 68 anni sono state le parole e gli sguardi dei sopravvissuti a raccontarci quanto profonda possa essere la brutalità dell’uomo, quali tragedie e sofferenze l’intelletto posto al servizio del male possa generare. Nei decenni molti di loro, purtroppo, se ne sono andati, altri ci lasceranno negli anni a venire. La scomparsa dei testimoni diretti e il tempo non devono però diventare una barriera tra il nostro passato, per quanto duro, e il nostro futuro. E’ compito delle istituzioni e dei singoli raccogliere l’eredità del racconto. Dobbiamo, tutti, fungere da cinghia di trasmissione della memoria per le nuove generazioni. Con la parola ma soprattutto con le azioni. Oggi, domani e per sempre”.
Nel messaggio del Presidente della regione Molise, Michele Iorio, si afferma che ''quella di oggi e' un'occasione importante per ricordare le milioni di vittime del genocidio nazista e per dimostrare che il nostro Molise, al pari dell'Italia, della Germania, dell'Europa e del mondo libero del 2013, ha realmente compreso quanto Primo Levi scriveva su Auschwitz in 'Se questo e' un uomo': 'Se dall'interno di un lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case cio' che a noi viene inflitto qui'''. ''In tante parti del mondo oggi si ricordano quegli eventi; tutti siamo chiamati ad onorare coloro i quali trovarono la fine della loro esistenza terrena ad opera dei nazisti, non prima di aver subito violenze, prevaricazioni, oltraggi, umiliazioni e soprusi di ogni genere''.  ''Una memoria che deve essere collettiva - dice ancora Iorio - e da cui deve scaturire l'impegno di tutti i Paesi del mondo, ma anche dei loro singoli cittadini, ad accettare l'invito di Levi, a fare in modo che nessuno abbia a subire nelle proprie case, ma anche in qualsiasi altro luogo del mondo, cio' che venne inflitto in quei lager. Mi auguro dunque che oggi, e nella prossima settimana, nelle scuole e nei punti di incontro istituzionali e civili, si possa vivere la memoria della Shoah con partecipazione, con commozione e con umana condivisione''.
“Ignorare la storia ci condanna due volte”. E’ quanto recita il “manifesto” voluto dalla Regione Umbria per celebrare il Giorno della memoria. “Oltre 7000 gli ebrei deportati dall’Italia. Morirono in 5970”. Anche il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, scrive un messaggio, nel quale si ricorda che “furono sei milioni gli ebrei di tutta Europa – ricorda la presidente - che vennero uccisi nelle camere a gas ed i cui corpi vennero bruciati nei forni crematori: con loro anche zingari, omosessuali, malati di mente, comunisti, oppositori politici, testimoni di Geova, teologi protestanti, come Dietrich Bonhoeffer, preti cattolici, come padre Kolbe…... Ma questo è solo una parte di quanto avvenne: pagine e pagine di libri, migliaia di fotografie, riprese filmate, testi teatrali , testimonianze come quella di oggi non sono state ancora sufficienti a raccontare tutta la storia ……”
“Come ha profeticamente scritto Tullia Zevi – aggiunge il presidente Marini -, prima di lasciarci, nel 2011, all’età di 92 anni: ‘Il tempo della testimonianza volge alla fine ed è giustificato il timore che, con lo spegnersi della memoria dei sopravvissuti, la verità storica venga manipolata o peggio negata e si vanifichi quindi la lezione che da quegli eventi le generazioni future dovrebbero trarre: la coscienza degli errori e degli orrori del passato e la consapevolezza dei pericoli che sempre incombono. Pericoli che si manifestano, oggi, nell’intolleranza, nel razzismo, nel perdurare del pregiudizio antisemita, nella violenza criminale e terroristica’”.
 


( red / 28.01.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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