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Regioni.it

n. 2188 - martedì 29 gennaio 2013

Sommario3
- Piano sviluppo aeroportuale: atto di indirizzo
- Programmazione fondi strutturali: Crocetta, non cristallizzare gap Nord-Sud
- Obiettivo del Patto di stabilità interno 2013: ripartizione tra le Regioni
- Aree pubbliche: Documento delle Regioni sui posteggi
- Regioni, Anci e Upi: parere su programma statistico nazionale 2014-16
- Vertice Durnwalder-Tondo: difendere la specialità e ampliare l'autonomia

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Piano sviluppo aeroportuale: atto di indirizzo

Proposta Governo individuazione aeroporti nazionali

(regioni.it) E’ stato varato dal Governo il Piano nazionale aeroporti che pone le basi al riordino nazionale di tutti gli scali.
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, ha infatti emanato l'Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale. Il provvedimento sarà ora inviato alla Conferenza Stato-Regioni. Nel Piano proposto all’attenzione delle Regioni sono stati individuati 31 aeroporti di interesse nazionale, che saranno oggetto di interventi infrastrutturali. Non è previsto nessun nuovo scalo.
In molti casi è prevista la dismissione di quote societarie pubbliche per favorire l'ingresso dei privati. Quelli non di interesse nazionale dovranno essere trasferiti alle Regioni che ne valuteranno la diversa destinazione d'uso e/o la chiusura.
Si dice soddisfatto il ministro Passera: “Colmata una lacuna che durava da 26 anni”.
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in merito al piano aeroporti, afferma: ''nel piano Passera non ci sono nuovi scali, ma Grazzanise resta la soluzione del futuro''. Aggiunge Caldoro sui due scali campani già esistenti, Napoli e Salerno. ''Ok Napoli in top ten, grande successo 'decolla' Salerno''.
Mentre il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, sottolinea come "il riconoscimento dell'interesse nazionale dell'Aeroporto delle Marche è straordinariamente significativo perchè agevola la strategia di valorizzazione dell'infrastruttura aeroportuale in una prospettiva interregionale, che guarda all'Adriatico e che diviene utile nell'integrazione del sistema nazionale dei trasporti aerei".
Spacca ha evidenziato anche l'imprtanza dell'inserimento dello scalo nella rete europea Comprehensive Network e ha parlato di "un'iniezione di nuova e ulteriore fiducia e uno stimolo a crescere ancora di piu', anche alla luce del fatto che, nel centro Italia, solo Pescara e Ancona sono inseriti tra gli aeroporti di rilievo nazionale nel Piano di riassetto, al medesimo livello".
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a proposito del'aeroporto di Pescara rimane scalo di interesse nazionale, afferma che si tratta di un ''risultato importante che apre nuove prospettive per lo scalo abruzzese'', che aggiunge come ''la decisione del Governo e' il riconoscimento del lavoro della regione Abruzzo e delle scelte di programmazione che questo Esecutivo ha fatto negli ultimi anni''. ''Abbiamo sempre pensato - aggiunge Chiodi - che lo sviluppo dell'intero territorio regionale passasse attraverso la valorizzazione e il potenziamento dell'aeroporto d'Abruzzo. Su quella struttura abbiamo investito risorse umane e finanziarie, abbiamo avviato un processo di razionalizzazione dei costi che ha convinto il Governo stesso che la struttura non e' un carrozzone a servizio della politica ma che possiede delle forti potenzialita' con una finalita' strategica ben definita. Ora l'essere presente nell'elenco degli scali nazionali di serie A non fa altro che incrementare le possibilita' di crescita dello scalo aeroportuale''.
Infine l’assessore della Regione Emilia-Romagna, Alfredo Peri, afferma "Apprendiamo solo attraverso i comunicati stampa dell'avvenuta approvazione del Piano Aeroporti da parte del Governo uscente. E' evidente che ne dovrà seguire un’attenta analisi, in particolare da parte delle Regioni che non sono state preventivamente informate nel merito. Ancor più in relazione al fatto che, secondo la proposta del Governo, alle Regioni verrebbero attribuite competenze poco chiare. La proposta formalizzata da questo Governo non potrà che essere rivalutata dal nuovo Governo che uscirà dalle prossime elezioni e dal necessario ed approfondito confronto con le Regioni".
Nell’atto di indirizzo si individuano degli aeroporti di interesse nazionale: “Nel nostro Paese sono attualmente operativi 112 aeroporti, di cui 90 aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea), 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare”.
Gli aeroporti individuati di interesse nazionale sono i seguenti:
• Aeroporti inseriti nella Core Network (considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari): Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia.
• Aeroporti inseriti nella Comprehensive Network: o Con traffico superiore a 1 mln di passeggeri annui: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona. o Con traffico superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (unicità nell’ambito regionale o servizio a un territorio di scarsa accessibilità): Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste. o Indispensabili per la continuità territoriale: Lampedusa, Pantelleria.
• Aeroporti non facenti parte delle reti europee: o Con traffico vicino al milione di passeggeri e con trend in crescita: Rimini. o Destinati a delocalizzare traffico di grandi aeroporti: Salerno.
Per questi scali è previsto sia il mantenimento della concessione nazionale, sia la soluzione delle criticità relative al rilascio della concessione in gestione totale, ove essa sia mancante.
Gli aeroporti di interesse nazionale potranno inoltre essere interessati da un programma di infrastrutturazione che ne potenzi la capacità, l’accessibilità, l’intermodalità, a partire da Roma Fiumicino (realizzazione di una nuova pista, potenziamento delle aree di imbarco e dei Terminal), Malpensa e Venezia (miglioramento dell’accessibilità delle strutture e della interconnessione con l’alta velocità). Il potenziamento di diversi altri scali è previsto nel medio-lungo periodo.
Gli aeroporti non di interesse nazionale dovranno essere invece trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e/o la possibilità di chiusura.
E’ prevista, da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti in raccordo con gli altri enti competenti, una serie di razionalizzazioni:
- Semplificazione procedurale  per un’approvazione più celere dei contratti di programma. - Servizi di navigazione aerea: revisione dell’orario di apertura degli aeroporti e/o degli orari di fornitura dei servizi, con possibile chiusura notturna degli aeroporti con traffico limitato o con criticità di impatto ambientale; modifica del servizio di controllo aereo passando da un servizio di torre ad un servizio di AFIS (Servizio Informazioni di Volo Aeroportuali) negli aeroporti con scarso traffico commerciale; rimodulazione delle tariffe relative ai servizi di assistenza in fase di decollo e atterraggio. - Servizi generali alla clientela: ridefinizione delle risorse umane e finanziarie destinate ai servizi antincendio, ai controlli di sicurezza e doganali e ad altre tipologie di servizi.
La proposta di individuazione degli aeroporti di interesse nazionale sarà ora inviata all’attenzione della Conferenza Permanente Stato-Regioni e Province Autonome, mentre le proposte di razionalizzazione dei servizi saranno da subito oggetto di tavoli operativi tra il Mit e le altre amministrazioni competenti (Enac, Enav, altri ministeri, Regioni ed enti locali…).
La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale” ha sottolineato Passera. “L’Atto che oggi inviamo alla Conferenza Stato-Regioni è un altro tassello importante della modernizzazione normativa che, nel corso di quest’anno, abbiamo portato avanti sul fronte infrastrutturale ” ha evidenziato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia. “La proposta di Piano che abbiamo formulato da finalmente applicazione ai princìpi della normativa europea e nazionale di settore, proponendo un modello di sviluppo aeroportuale di grande respiro. Questo piano, che è dunque frutto di un lungo processo normativo, può essere un’opportunità importante per riformare e dare organicità al settore aeroportuale” ha concluso Ciaccia.
                                                                                                                            


( red / 29.01.13 )

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Programmazione fondi strutturali: Crocetta, non cristallizzare gap Nord-Sud

UE: collaborazione tra le autorità nazionali, regionali e la Commissione europea

(regioni.it) "La programmazione dei fondi strutturali dell'Ue o è globale, o è senza senso. Ci chiedono di fare una programmazione scriteriata perché devono far quadrare i conticini sulle loro assi. Perché ciascun commissario non parla con l'altro": il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, a Bruxelles, dove stamani ha avuto un incontro con i funzionari della Commissione che si occupano dei fondi strutturali, in una conferenza stampa si ''ribella'' al modello Ue, pronto a guidare "rivolta delle regioni del Sud".
“Dalla Ue mi dicono che non si fanno più investimenti su gomma, ma la Sicilia non è la Germania, l'Olanda o il Belgio. Capisco che in quelle realtà non si vogliano più fare autostrade. Ma in Sicilia – ha detto Crocetta - le autostrade mancano, così come mancano le ferrovie. Il nostro primo obiettivo, come Regione, è il superamento del gap infrastrutturale. Noi abbiamo diritto ad avere la stessa percentuale di infrastrutture che hanno in Olanda, in Germania, in Belgio - insiste Crocetta. - La politica Ue, fatta in questo modo così burocratico, rischia di cristallizzare la storia. Fissa il gap economico tra nord e sud, emargina le regioni meridionali, non le comprende”.
Infine risponde la Commissione europea: ''la definizione delle strategie e dei programmi si basa sulla collaborazione tra le autorità nazionali, regionali e la Commissione europea. Il lavoro di selezione dei singoli progetti spetta alle autorita' siciliane. Ma la strategia globale e la selezione delle principali aree di investimento e' al centro di un dialogo, e di scambio tra i partner'', cosi' Shirin Wheeler, portavoce del commissario delle Politiche regionali Johannes Hahn.  ''Non abbiamo alcun dubbio - conclude Wheeler - che potremo continuare le discussioni in corso con questo spirito di collaborazione in maniera che i fondi comunitari siano spesi nel modo piu' efficace per la Sicilia. Condividiamo gli stessi obiettivi, per migliorare la vita delle persone, dare loro la speranza nel futuro e per creare posti di lavoro''.


( red / 29.01.13 )

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Obiettivo del Patto di stabilità interno 2013: ripartizione tra le Regioni

(regioni.it) Il 24 Gennaio la Conferenza delle Regioni ha dato il via libera alla deliberazione sulla ripartizione tra le Regioni a statuto ordinario dell’obiettivo del patto di stabilità interno per l’esercizio 2013.
La tabella di riparto è stata poi ratificata dalla Conferenza Stato-Regioni tenutasi sempre il 24 gennaio.


( red / 29.01.13 )

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Aree pubbliche: Documento delle Regioni sui posteggi

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (nella riunione del 24 gennaio 2013) ha approvato un documento per l’attuazione dell’intesa della Conferenza Unificata del 5 luglio 2012 in materia di aree pubbliche.
Il Documento delle Regioni fornisce delle indicazioni sulla durata e sui criteri per le selezioni delle concessioni di posteggio nelle aree pubbliche. Si riporta di seguito il testo integrale (pubblicato anche nella sezione "Conferenze" del sito www.regioni.it) .
Premessa
Le Regioni e Province autonome al fine di rendere omogenei i criteri e le modalità dell’Intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata del 5.7.2012 approvano il seguente documento di attuazione.
Contenuti
1) Durata delle concessioni.
In relazione alla durata delle concessioni di posteggio per il commercio su aree pubbliche, sulla base di quanto indicato in via generale dall’Intesa in oggetto:
a) Le Regioni propongono, per assicurare omogeneità territoriale, di fissare la durata delle concessioni comunali dei posteggi per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche nel limite massimo consentito dall’Intesa, pari a 12 anni, al fine di garantire una remunerazione al netto degli investimenti materiali e immateriali, considerando che trattasi di attività al dettaglio con limitati volumi di vendita.
b) Le Regioni propongono di fissare la durata delle concessioni comunali dei posteggi siti nei mercati turistici, laddove previsti, e dei posteggi isolati nel limite massimo consentito dall’intesa pari a 12 anni.
2) Criteri di selezione.
Le Regioni propongono ai Comuni i seguenti criteri e relativi punteggi di priorità cui fare riferimento nell’ambito delle procedure di selezione per l’assegnazione dei posteggi su area pubblica, nel caso di pluralità di domande concorrenti:
a) criterio della maggiore professionalità dell’impresa acquisita nell’esercizio del commercio su aree pubbliche, in cui sono comprese:
1) l’anzianità dell’esercizio dell’impresa, comprovata dalla durata dell’iscrizione, quale impresa attiva, nel registro delle imprese; l’anzianità è riferita a quella del soggetto titolare al momento della partecipazione al bando sommata a quella dell’eventuale dante causa .
Le Regioni propongono, a tal fine, la seguente ripartizione di punteggi:
anzianità di iscrizione fino a 5 anni = punti 40
anzianità di iscrizione maggiore di 5 anni e fino a 10 anni = punti 50
anzianità di iscrizione oltre 10 anni = punti 60.
2) l’anzianità acquisita nel posteggio al quale si riferisce la selezione:
in fase di prima applicazione, per le concessioni in scadenza dal 2017 al 2020, le Regioni propongono di attribuire un punteggio pari a 40 punti, per il soggetto titolare della concessione scaduta che partecipa alla selezione;
b) criterio per la concessione di posteggi dislocati nei centri storici o in aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale o presso edifici aventi tale valore:
oltre ai criteri di cui alla lettera a), comunque prioritari, le Regioni propongono di attribuire un punteggio pari a 7 punti, per l’assunzione dell’impegno da parte del soggetto candidato a rendere compatibile il servizio commerciale con la funzione territoriale ed a rispettare eventuali condizioni particolari, quali quelle correlate alla tipologia dei prodotti offerti in vendita ed alle caratteristiche della struttura utilizzata, meglio definiti dai comuni territorialmente competenti;
c) criterio relativo alla presentazione da parte dell’impresa partecipante alla selezione per l’assegnazione del posteggio del DURC o del certificato di regolarità contributiva, qualora non previsto dalle leggi regionali o provinciali come requisito obbligatorio:
le Regioni propongono di attribuire un punteggio pari a 3 punti per l’impresa che presenta i menzionati certificati.
3. Fiere
Nel caso di fiere i cui posteggi sono assegnati mediante procedure di selezione a cadenza prestabilita per il periodo corrispondente alla durata della manifestazione, fino al 7 maggio 2017, si applica il criterio di priorità dell’esperienza connessa al maggior numero di presenze pregresse nella medesima fiera.
Dall’8 maggio 2017, in fase di prima applicazione, si applicano i criteri di cui al punto 2 e, la priorità del 40 % collegato al numero delle presenze pregresse, riguarda sia le fiere la cui concessione avrà durata 12 anni, sia quelle assegnate con procedura di selezione a cadenza prestabilita (es. le fiere annuali). In questo ultimo caso il Comune garantisce per 12 anni al medesimo operatore la partecipazione alla fiera, anche se il bando avrà cadenza annuale (e pertanto la priorità del 40% verrà fatta valere ogni anno per 12 anni).
Le Regioni propongono che anche nel caso delle fiere la durata delle concessioni sia pari a 12 anni.
4. Assegnazione di posteggi nei mercati o nelle fiere di nuova istituzione/Assegnazione di posteggi isolati di nuova istituzione.
A) Nel caso di procedure di selezione per l’assegnazione di posteggi su area pubblica nei mercati o nelle fiere di nuova istituzione si applicano i seguenti criteri e relativi punteggi di priorità:
1) criterio correlato alla qualità dell’offerta: punti 05
vendita di prodotti di qualità come prodotti biologici, a km zero, prodotti tipici locali e del Made in Italy, prodotti della tradizione garantendo al consumatore una ampia possibilità di scelta anche attraverso l’organizzazione di degustazioni, per i banchi alimentari, per la promozione di tali prodotti, partecipazione alla formazione continua;
2) criterio correlato alla tipologia del servizio fornito: punti 03
impegno da parte dell’operatore a fornire ulteriori servizi come la consegna della spesa a domicilio, la vendita di prodotti pre-confezionati a seconda del target e dell’età della clientela, vendita informatizzata o on-line, disponibilità a turni di orari alternativi e/o supplementari (mercati pomeridiani);
3)criterio correlato alla presentazione di progetti innovativi, anche relativi a caratteristiche di compatibilità architettonica: punti 02
compatibilità architettonica dei banchi rispetto al territorio in cui si collocano (strutture in legno per i mercati nelle zone montane…) ottimizzando il rapporto tra la struttura ed il contesto, utilizzo di automezzi a basso impatto ambientale.
4) A parità di punteggio si applica il criterio di cui al punto 2 lett. a1) – anzianità di impresa riferita al commercio su aree pubbliche.
B) Assegnazione in concessione pluriennale di posteggi resisi disponibili o di nuova istituzione nei mercati e nelle fiere già esistenti.
Le Regioni propongono di applicare nel caso di assegnazione di posteggi di nuova istituzione in mercati già esistenti, nonché di posteggi divenuti liberi siti in mercati già istituiti, i criteri di cui al punto 2, del presente documento.
5. Prestatore proveniente da uno Stato appartenente alla U.E.
Con riferimento alla partecipazione alle procedure di selezione di prestatore proveniente da uno Stato dell’Unione Europea, il possesso dei requisiti di priorità è attestato mediante la documentazione acquisita in base alla disciplina vigente nello Stato membro e avente la medesima finalità. L’applicazione del principio di reciprocità, infatti, presuppone una efficiente cooperazione amministrativa fra i paesi dell’Unione.
6. Spunta
Per l’assegnazione transitoria dei posteggi temporaneamente non occupati dal titolare della concessione nel mercato o nella fiera, le Regioni propongono l’applicazione del criterio del maggior numero di presenze del soggetto che ha partecipato alla spunta, cumulate con quelle dell’eventuale dante causa, indipendentemente dall’effettivo utilizzo del posteggio. Il computo delle presenze avviene sulla base della documentazione acquisita dal Comune competente.
A parità di presenze, si applica prioritariamente il criterio di cui al punto 2, lett. a1) – anzianità di impresa riferita al commercio su aree pubbliche - del presente documento.
La rilevazione delle presenze non effettive deve intendersi iniziata dal 5 luglio 2012.
Ulteriori criteri possono essere individuati da ogni singola Regione o Provincia autonoma.
7. Numero massimo di posteggi assegnabili ad un medesimo soggetto giuridico nella stessa area mercatale.
Per la fase transitoria (2017/2020) rimangono invariate le disposizioni normative in vigore in ciascuna Regione o Provincia autonoma.
Decorso tale periodo transitorio, un medesimo soggetto giuridico non può avere la titolarità o il possesso di più di due concessioni di posteggio per ciascun settore merceologico (limite elevato a tre se il mercato o fiera ha più di cento posteggi) nella medesima area mercatale e quindi:
• mercato fino a cento posteggi: il medesimo soggetto può essere titolare o possessore, nel massimo, di 4 posteggi (2 settore alimentare + 2 settore non alimentare);
• mercato con oltre cento posteggi: il medesimo soggetto può essere titolare o possessore, nel massimo, di 6 posteggi (3 settore alimentare + 3 settore non alimentare).
8. Disposizioni transitorie.
Al fine di evitare eventuali disparità di trattamento tra i soggetti le cui concessioni di posteggi nei mercati e nelle fiere sono scadute prima della data di entrata in vigore del d.lgs. 59/2010, e che hanno, quindi, usufruito del rinnovo automatico, ed i soggetti titolari di concessioni scadute successivamente a tale data che non hanno usufruito di tale possibilità, si applicano, in fase di prima attuazione (2017/2020), le seguenti disposizioni transitorie:
a) le concessioni scadute e rinnovate (o rilasciate) dopo l’entrata in vigore del d.lgs 59/2010 (08 maggio 2010) sono prorogate di diritto per sette anni da tale data, quindi fino al 07 maggio 2017 compreso;
b) le concessioni che scadono dopo l’entrata in vigore dell’intesa della Conferenza unificata (05 luglio 2012) e nei cinque anni successivi sono prorogate di diritto fino al 04 luglio 2017 compreso;
c) le concessioni scadute prima dell’entrata in vigore del d. lgs 59/2010 e che sono state rinnovate automaticamente mantengono efficacia fino alla naturale scadenza prevista al momento di rilascio o di rinnovo.


( red / 29.01.13 )

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Regioni, Anci e Upi: parere su programma statistico nazionale 2014-16

Documento congiunto presentato nella Conferenza Unificata del 24 gennaio

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, L’Anci e l’Upi hanno presentato nel corso della Conferenza Unificata del 24 gennaio un documento congiunto di osservazioni al  programma statistico nazionale (Psn) per il triennio 2014-2016.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento (Pubblicato anche nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it).
punto 8) o.d.g. conferenza unificata
Le Regioni e Province Autonome, ANCI e UPI, esaminato il Programma Statistico Nazionale 2014-2016, formulano le seguenti osservazioni.
Si esprime apprezzamento sugli ulteriori progressi compiuti nell’opera di razionalizzazione del PSN già avviata con il ciclo di programmazione 2011-2013. Tra gli aspetti positivi si evidenziano, in particolare, gli obiettivi fissati in termini di sviluppo di sistemi informativi statistici, mediante la valorizzazione e l’integrazione delle fonti informative disponibili, anche di carattere amministrativo.
Si manifesta, nel contempo, crescente preoccupazione per la progressiva riduzione delle risorse dedicate alla statistica pubblica, che trova riflesso in una riduzione dei lavori previsti nel PSN, non sempre riconducibile al processo di semplificazione e riorganizzazione in atto. A fronte dell’inderogabilità degli impegni che derivano dalla normativa nazionale ed europea, ciò rischia, infatti, di tradursi in un aumento del divario, peraltro già significativo, tra la produzione informativa corrente e le esigenze conoscitive legate alla programmazione e valutazione delle politiche a livello territoriale.
Scaturisce, pertanto, dalla lettura del documento l’esigenza di avviare un confronto in “Conferenza unificata” sulle risorse umane e finanziarie da investire per soddisfare le esigenze conoscitive condivise, anche in vista dell’imminente riforma della normativa sul Sistema statistico nazionale prospettata dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (“Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”), così come convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.
In termini procedurali, si ritiene necessario perseguire, anche nella gestione del PSN, un più efficace coordinamento tra i diversi soggetti che compongono il SISTAN, per realizzare le sinergie necessarie a un ulteriore incremento dell’efficienza dei processi di produzione statistica. In questo senso, si valutano positivamente gli avanzamenti compiuti nell’attività dei Circoli di qualità, con particolare riferimento alla prevista istituzione di gruppi lavoro permanenti, che consentirà di garantire maggiore continuità alle attività di confronto inter-istituzionale. Allo stesso tempo, si auspica una maggiore valorizzazione del contributo offerto alla produzione statistica ufficiale da parte degli enti territoriali, attraverso accordi che fissino le responsabilità reciproche dei diversi soggetti coinvolti.
Nella stessa ottica di aumento della qualità e dell’efficienza della programmazione dell’attività statistica, si evidenzia infine la necessità che l’inserimento dei lavori nel PSN e la loro attuazione siano subordinati a una verifica sostanziale della natura delle attività previste e del rispetto delle disposizioni relative al ruolo degli uffici di statistica e all’organizzazione dei flussi informativi.
Al fine di soddisfare inoltre nell’ambito del PSN la prospettiva di sviluppo dei nuovi metodi di rilevazione censuaria permanente e con particolare riferimento all’uso dei registri anagrafici e degli altri archivi amministrativi presenti nelle amministrazioni locali, si sottolinea l’importanza dell’avvio immediato della sperimentazione presso i Comuni, come individuati dalla collaborazione tra l’ISTAT e l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani sul censimento continuo, tenendo conto delle esigenze informative necessarie ai policy-maker locali anche mediante l’implementazione di strumenti/indicatori (ARCHIMEDE-URBAN) nella prospettiva di dotarsi di un quadro conoscitivo imprescindibile allo svolgimento delle proprie funzioni di governo del territorio.
A fronte di quanto sopra esposto, le Regioni e Province Autonome, l’ANCI e l’UPI esprimono parere favorevole al Programma Statistico Nazionale Triennio 2014-2016 e ai lavori previsti nel medesimo.


( red / 29.01.13 )

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Vertice Durnwalder-Tondo: difendere la specialità e ampliare l'autonomia

 
(regioni.it) Friuli Venezia Giulia e Alto Adige hanno ''l'obiettivo comune di difendere la nostra specialità, ampliare e rafforzare l'autonomia e tutelare al meglio le competenze locali''. Lo ha detto il Presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, che ha ricevuto a Palazzo Widmann il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo
“Il governo nazionale - ha sottolineato il Presidente altoatesino - sta sfruttando in maniera eccessiva le Regioni a statuto speciale per raggiungere i propri traguardi di contenimento della spesa''. Alla luce delle sfide comuni da affrontare nel rapporto con Roma (crescente pressione fiscale, nuovo centralismo amministrativo, effetti della crisi), i due Presidenti hanno concordato sull'esigenza di una maggiore collaborazione, soprattutto nella fase preparatoria degli incontri della Conferenza Stato-Regioni.
Lo stesso vale per i rapporti con Bruxelles. ''A livello europeo - ha spiegato Durnwalder - è fondamentale presentarsi in maniera unitaria, è l'unico modo per far sentire la propria voce”. Un primo banco di prova di questa strategia comune sarà costituito dalla rielaborazione da parte dell'Unione europea dei programmi Interreg di sostegno a progetti transfrontalieri, considerati di importanza centrale per entrambi i territori.
A proposito di rapporti transfrontalieri, il presidente del Friuli-Venezia Giulia ha mostrato interesse per il progetto portato avanti da Alto Adige, Tirolo e Trentino, che con il Gect Euregio hanno dato una cornice istituzionale alla cooperazione fra i tre territori alpini.
Nel corso della riunione i due presidenti hanno condiviso quindi un giudizio negativo e deludente in merito all'atteggiamento del Governo nazionale nei confronti delle Autonomie Speciali, un atteggiamento dettato - è stato rilevato - anche da superficialità. Infatti la Regione e la Provincia di Bolzano hanno saputo avviare per tempo, in modo autonomo e responsabile, quelle riforme di cui il Paese ha bisogno, a cominciare dal contenimento e messa in sicurezza della spesa pubblica. Nel corso dell'incontro sono stati esaminati anche i programmi transfrontalieri Italia-Austria. I presidenti hanno condiviso la necessità di proporsi in Europa come “sistema Dolomiti”, con forme di promozione turistica unitaria, in modo da raggiungere mercati potenziali più ampi.
AUTONOMIA:DURNWALDER INCONTRA TONDO,UNITI A ROMA E BRUXELLES


( red / 29.01.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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