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Regioni.it

n. 2188 - martedì 29 gennaio 2013

Sommario
- Piano sviluppo aeroportuale: atto di indirizzo
- Programmazione fondi strutturali: Crocetta, non cristallizzare gap Nord-Sud
- Obiettivo del Patto di stabilità interno 2013: ripartizione tra le Regioni
- Aree pubbliche: Documento delle Regioni sui posteggi
- Regioni, Anci e Upi: parere su programma statistico nazionale 2014-16
- Vertice Durnwalder-Tondo: difendere la specialità e ampliare l'autonomia

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Piano sviluppo aeroportuale: atto di indirizzo

Proposta Governo individuazione aeroporti nazionali

(regioni.it) E’ stato varato dal Governo il Piano nazionale aeroporti che pone le basi al riordino nazionale di tutti gli scali.
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, ha infatti emanato l'Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale. Il provvedimento sarà ora inviato alla Conferenza Stato-Regioni. Nel Piano proposto all’attenzione delle Regioni sono stati individuati 31 aeroporti di interesse nazionale, che saranno oggetto di interventi infrastrutturali. Non è previsto nessun nuovo scalo.
In molti casi è prevista la dismissione di quote societarie pubbliche per favorire l'ingresso dei privati. Quelli non di interesse nazionale dovranno essere trasferiti alle Regioni che ne valuteranno la diversa destinazione d'uso e/o la chiusura.
Si dice soddisfatto il ministro Passera: “Colmata una lacuna che durava da 26 anni”.
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in merito al piano aeroporti, afferma: ''nel piano Passera non ci sono nuovi scali, ma Grazzanise resta la soluzione del futuro''. Aggiunge Caldoro sui due scali campani già esistenti, Napoli e Salerno. ''Ok Napoli in top ten, grande successo 'decolla' Salerno''.
Mentre il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, sottolinea come "il riconoscimento dell'interesse nazionale dell'Aeroporto delle Marche è straordinariamente significativo perchè agevola la strategia di valorizzazione dell'infrastruttura aeroportuale in una prospettiva interregionale, che guarda all'Adriatico e che diviene utile nell'integrazione del sistema nazionale dei trasporti aerei".
Spacca ha evidenziato anche l'imprtanza dell'inserimento dello scalo nella rete europea Comprehensive Network e ha parlato di "un'iniezione di nuova e ulteriore fiducia e uno stimolo a crescere ancora di piu', anche alla luce del fatto che, nel centro Italia, solo Pescara e Ancona sono inseriti tra gli aeroporti di rilievo nazionale nel Piano di riassetto, al medesimo livello".
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a proposito del'aeroporto di Pescara rimane scalo di interesse nazionale, afferma che si tratta di un ''risultato importante che apre nuove prospettive per lo scalo abruzzese'', che aggiunge come ''la decisione del Governo e' il riconoscimento del lavoro della regione Abruzzo e delle scelte di programmazione che questo Esecutivo ha fatto negli ultimi anni''. ''Abbiamo sempre pensato - aggiunge Chiodi - che lo sviluppo dell'intero territorio regionale passasse attraverso la valorizzazione e il potenziamento dell'aeroporto d'Abruzzo. Su quella struttura abbiamo investito risorse umane e finanziarie, abbiamo avviato un processo di razionalizzazione dei costi che ha convinto il Governo stesso che la struttura non e' un carrozzone a servizio della politica ma che possiede delle forti potenzialita' con una finalita' strategica ben definita. Ora l'essere presente nell'elenco degli scali nazionali di serie A non fa altro che incrementare le possibilita' di crescita dello scalo aeroportuale''.
Infine l’assessore della Regione Emilia-Romagna, Alfredo Peri, afferma "Apprendiamo solo attraverso i comunicati stampa dell'avvenuta approvazione del Piano Aeroporti da parte del Governo uscente. E' evidente che ne dovrà seguire un’attenta analisi, in particolare da parte delle Regioni che non sono state preventivamente informate nel merito. Ancor più in relazione al fatto che, secondo la proposta del Governo, alle Regioni verrebbero attribuite competenze poco chiare. La proposta formalizzata da questo Governo non potrà che essere rivalutata dal nuovo Governo che uscirà dalle prossime elezioni e dal necessario ed approfondito confronto con le Regioni".
Nell’atto di indirizzo si individuano degli aeroporti di interesse nazionale: “Nel nostro Paese sono attualmente operativi 112 aeroporti, di cui 90 aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea), 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare”.
Gli aeroporti individuati di interesse nazionale sono i seguenti:
• Aeroporti inseriti nella Core Network (considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari): Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia.
• Aeroporti inseriti nella Comprehensive Network: o Con traffico superiore a 1 mln di passeggeri annui: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona. o Con traffico superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (unicità nell’ambito regionale o servizio a un territorio di scarsa accessibilità): Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste. o Indispensabili per la continuità territoriale: Lampedusa, Pantelleria.
• Aeroporti non facenti parte delle reti europee: o Con traffico vicino al milione di passeggeri e con trend in crescita: Rimini. o Destinati a delocalizzare traffico di grandi aeroporti: Salerno.
Per questi scali è previsto sia il mantenimento della concessione nazionale, sia la soluzione delle criticità relative al rilascio della concessione in gestione totale, ove essa sia mancante.
Gli aeroporti di interesse nazionale potranno inoltre essere interessati da un programma di infrastrutturazione che ne potenzi la capacità, l’accessibilità, l’intermodalità, a partire da Roma Fiumicino (realizzazione di una nuova pista, potenziamento delle aree di imbarco e dei Terminal), Malpensa e Venezia (miglioramento dell’accessibilità delle strutture e della interconnessione con l’alta velocità). Il potenziamento di diversi altri scali è previsto nel medio-lungo periodo.
Gli aeroporti non di interesse nazionale dovranno essere invece trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa destinazione d’uso e/o la possibilità di chiusura.
E’ prevista, da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti in raccordo con gli altri enti competenti, una serie di razionalizzazioni:
- Semplificazione procedurale  per un’approvazione più celere dei contratti di programma. - Servizi di navigazione aerea: revisione dell’orario di apertura degli aeroporti e/o degli orari di fornitura dei servizi, con possibile chiusura notturna degli aeroporti con traffico limitato o con criticità di impatto ambientale; modifica del servizio di controllo aereo passando da un servizio di torre ad un servizio di AFIS (Servizio Informazioni di Volo Aeroportuali) negli aeroporti con scarso traffico commerciale; rimodulazione delle tariffe relative ai servizi di assistenza in fase di decollo e atterraggio. - Servizi generali alla clientela: ridefinizione delle risorse umane e finanziarie destinate ai servizi antincendio, ai controlli di sicurezza e doganali e ad altre tipologie di servizi.
La proposta di individuazione degli aeroporti di interesse nazionale sarà ora inviata all’attenzione della Conferenza Permanente Stato-Regioni e Province Autonome, mentre le proposte di razionalizzazione dei servizi saranno da subito oggetto di tavoli operativi tra il Mit e le altre amministrazioni competenti (Enac, Enav, altri ministeri, Regioni ed enti locali…).
La collaborazione con le Regioni sarà fondamentale” ha sottolineato Passera. “L’Atto che oggi inviamo alla Conferenza Stato-Regioni è un altro tassello importante della modernizzazione normativa che, nel corso di quest’anno, abbiamo portato avanti sul fronte infrastrutturale ” ha evidenziato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia. “La proposta di Piano che abbiamo formulato da finalmente applicazione ai princìpi della normativa europea e nazionale di settore, proponendo un modello di sviluppo aeroportuale di grande respiro. Questo piano, che è dunque frutto di un lungo processo normativo, può essere un’opportunità importante per riformare e dare organicità al settore aeroportuale” ha concluso Ciaccia.
                                                                                                                            


( red / 29.01.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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