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Regioni.it

n. 2190 - giovedì 31 gennaio 2013

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 6 febbraio
- UE: Errani, serve politica di coesione forte e riformata
- Gallo e Tondo su federalismo e autonomie
- Legge di stabilità: disposizioni relative a sanità e politiche sociali
- Ministero Agricoltura: elenco controlli per le imprese
- Comitato delle Regioni: Spacca eletto presidente dell'Intergruppo Adriatico-Ionico

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Conferenza delle Regioni il 6 febbraio

Sessione straordinaria monografica sul trasporto pubblico locale

(regioni.it) In base a quanto deciso nella seduta della Conferenza del 24 gennaio 2013, il Presidente Vasco Errani ha convocato  la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria monografica per mercoledì 6 febbraio 2013 alle ore 16.30 con il seguente ordine del giorno:
Ripartizione del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale anche ferroviario.

(06/02/2013) Ordine del Giorno - Conferenza Regioni e Province Autonome


( red / 31.01.13 )

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UE: Errani, serve politica di coesione forte e riformata

​(regioni.it) Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Presidente della Regione Emilia Romagna, ha fatto il punto (in un’intervista pubblicata sulla edizione italiana del sito del Comitato delle Regioni)  su priorità e aspettative delle Regioni italiane a pochi giorni dal vertice dei Capi di Stato e di Governo chiamato a definire il nuovo quadro finanziario settennale dell'UE 2014-2020 e dopo che il Comitato delle Regioni ha chiesto – con il Parlamento Europeo – che il bilancio 2014-2020 sia pari almeno all'1,14% del reddito nazionale lordo UE.
“Sono convinto -  afferma Errani - che il livello del bilancio europeo concordato sarà la cartina al tornasole della volontà politica degli Stati europei di uscire assieme dalla crisi economica e sociale che attraversa il continente. Credo infatti che proprio in questo momento sia necessario ridare fiducia agli operatori economici e, soprattutto, ai cittadini con una scelta chiara e coraggiosa di investire in un futuro di maggiore e più profonda integrazione economica, politica, istituzionale e culturale.  Nel negoziato europeo occorre ispirarsi da un lato al principio del rigore economico e finanziario e dall’altro alla salvaguardia delle politiche di sviluppo su scala europea. Sotto il primo profilo bisogna sostenere le proposte della Commissione Europea rispetto alle nuove forme di entrate (tassa sulle transazioni finanziarie e quella basata sull’Iva). E se è vero che occorre maggior rigore, è altrettanto necessario rivedere i rimborsi che molti paesi hanno negoziato nel tempo con l’Unione Europea.  Sotto il secondo profilo è chiaro che non può esserci una visione comune per l’Europa senza politiche di sviluppo nei territori ispirate a criteri, regole e obiettivi comuni. Per questo motivo occorre convincere l’Europa a non ridurre la quota del bilancio destinata alle politiche di coesione”.
Rispetto alle priorità del negoziato e sul futuro della politica della coesione, Errani sottolinea che “essendo l’Italia contributore netto dell’Unione Europea (nell’ultimo semestre del 2011 è stata addirittura il primo contributore netto), è evidente che la posizione negoziale deve tener conto della necessità di ottimizzare il livello di spesa europeo.  Il problema è la coniugazione delle misure del rigore economico con le misure per la crescita. Ritengo quindi che una politica di coesione forte e riformata debba essere un punto essenziale della strategia negoziale italiana.
Le Regioni italiane da sempre – prosegue Errani - hanno sostenuto la necessità di semplificare il ciclo della programmazione e della spesa dei fondi europei. L’Italia soffre per l’incidenza di una serie di fattori esterni al ciclo di spesa dei fondi che rende difficoltoso l’efficiente e rapido impiego delle risorse . Ma il nostro Paese soffre ancor di più per il sovraccarico burocratico delle molte regole, imposte dalla Commissione Europea. Mi riferisco, ad esempio, all’insostenibile peso dei tre livelli di controllo o alle farraginose tempistiche di assegnazione dei fondi.
E’ certamente un punto qualificante della riforma l’introduzione di un accordo di partenariato che vede le Regioni protagoniste del loro sviluppo. Così come la possibilità  di una programmazione plurifondo è anch’essa un’opzione che rende flessibili le scelte per lo sviluppo di ciascun territorio. Più controverse sono invece le scelte relative alle condizionalità che se da un lato si pongono come segnali dell’impossibilità di un’efficace programmazione, dall’altro potrebbero contribuire ad accentuare il divario tra Regioni più sviluppate e le Regioni meno sviluppate.
Rispetto alle ipotesi di introdurre regole per cui si potranno bloccare i fondi europei regionali nei paesi che non rispettano gli impegni sul consolidamento finanziario, il Presidente della Conferenza delle Regioni sottolinea che occorre “trovare soluzioni equilibrate. Non c’è dubbio che tutti i Paesi europei debbano impegnarsi a fondo sul piano finanziario per mantenere il livello di stabilità e credibilità sui mercati. E’ però chiaro che quest’impegno deve essere temperato con misure volte ad evitare un ritorno a livelli di povertà ormai dimenticati dai cittadini europei.  La percezione di un’Europa vicina ai cittadini, rigorosa sul piano finanziario ma generosa sul piano dello sviluppo e delle politiche per il welfare, è costruita anche attraverso la capacità della stessa Europa di trattare con specifica attenzione i problemi dei singoli paesi e di saper dosare scelte flessibili con situazioni differenti.
A chi dice che è inutile avere risorse a disposizione se poi non si riescono a spendere, Errani risponde che  “Non c’è dubbio che è difficile sedersi al tavolo negoziale a sostenere la necessità della politica di coesione sapendo di essere stati i penultimi in Europa in termini di assorbimento dei fondi. Oggi però anche grazie allo sforzo congiunto delle Regioni in ritardo di spesa e del Governo (in particolare del Ministro Barca) registriamo una inversione di tendenza. I dati relativi all’ultimo quadrimestre del 2011 sono fortemente positivi, avendo raggiunto un tasso di assorbimento pari al 37% con uno straordinario sforzo che ha portato l’Italia a duplicare in un solo anno la spesa dei tre anni precedenti.  Va sottolineato però che le ragioni della mancata spesa sono molteplici e spesso non addebitabili alle Regioni, ma ad altri soggetti della programmazione.  Per questo il vero sforzo che il prossimo Governo dovrà fare è quello di tessere attorno ai soggetti dello sviluppo e alla pubblica amministrazione regole chiare ed efficaci per rafforzare anche il Italia un quadro normativo e regolativo di tipo europeo.

[Comitato delle Regioni] Errani: L'Italia deve esigere una politica di coesione forte e riformata


( red / 31.01.13 )

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Gallo e Tondo su federalismo e autonomie

Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia: celebrazione dei 50 anni dello Statuto speciale

(regioni.it) Nell'Aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nel corso della celebrazione dei 50 anni dello Statuto speciale, è intervenuto anche Franco Gallo, presidente della Corte Costituzionale.
Gallo ha tra l’altro evidenziato il ricorso "estremamente ridotto" di tutte le Regioni speciali all'autonomia tributaria. "Se non si esercita l'autonomia tributaria poi è difficile svolgere l'autonomia politica", sostiene Gallo. "Capisco la preoccupazione di non aggiungere peso a peso" ha aggiunto il presidente della Consulta, rilevando però che "le spese locali che riguardano la comunità vanno finanziate in una logica di tributi collegata ai servizi locali".
''Avete utilizzato poco la potestà autonomia in materia tributaria. E' una scelta'', ha ribadito Gallo, che aggiunge: ''Capisco che c'è preoccupazione di non aggiungere peso a peso, ma devo aggiungere che le politiche fiscali servono all'autonomia politica: se non si svolge una funzione tributaria è difficile avere autonomia politica. L'autonomia tributaria significa l'autodeterminazione''.
Gallo inoltre ha sottolineato come vadano innanzitutto “smentite le opinioni in crescendo che le Regioni, sia speciali che ordinarie, siano ormai un peso ridotto nel nostro Paese. C'è una tendenza a sminuire la funzione degli enti intermedi. Lo smentisce il sistema delle conferenze Stato-Regioni''.
Sarebbe meglio avere un Senato delle Regioni, ma – secondo Gallo - gia' il sistema delle conferenze Stato-regioni da' il senso della autonomie locali, esteso a tutti gli ambiti piu' rilevanti delle politiche governative. ''Le Regioni hanno fatto sentire il loro punto di vista specie in materia di ambiente e pianificazone''. Semmai, a seguito della spending review, e' in crisi l'originario modello di armoniche relazioni con il Centro, ''per la precisione e' andato via via smarrendosi e si e' esposto a rischi di centralizzazione''.
Secondo Gallo, ''c'è da riprendere il discorso del federalismo e del regionalismo'', infatti, ''oggi ancor piu' di ieri c'e' la necessita' dell'istituto regionale'', di ''uno spazio ad un regionalismo piu' compiuto''.
Renzo Tondo, presidente della Regione Friuli Venezia-Giula, sottolinea che lo Stato non deve mortificare le autonomie virtuose per far fronte alla riduzione della spesa e al debito pubblico.
Tondo ha sostenuto che la specialita' ''resta attuale'', anche per far fronte alla concorrenza dei vicini Paesi, per cui occorerrebbe anche la fiscalita' di sviluppo per sostenere, in particolare, le imprese delle aree di confine. Tondo ha detto che l'autonomia non va rivendicata come un diritto, ma e' da coniugare con la parola responsabilita'. Il Friuli Venezia-Giulia ha ridotto i costi della politica, senza per questo ridurre i servizi. Tondo ha quindi definito ''incompatibili'' i tagli lineari da parte del Governo, anche perche' la Regione gestisce in proprio la sanita', il trasporto pubblico e gli enti locali. Il Friuli Venezia Giulia, ha poi ricordato Tondo, ''ha rappresentato un unicum in Italia, la Regione fu definita come l'ultima delle Regioni Speciali e la prima delle Ordinarie, in considerazione anche delle minori risorse di cui e' stata dotata''.
 


( red / 31.01.13 )

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Legge di stabilità: disposizioni relative a sanità e politiche sociali

Quadro sinottico curato dalla Segreteria della Conferenza delle Regioni

(regioni.it) E’ on line sul sito www.regioni.it  lo stralcio delle disposizioni relative alla sanità e alle politiche sociali, contenute nella L. 24 dicembre 2012, n. 228  Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013).
Il lavoro è stato curato dalla Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome  (Settore Salute e Politiche Sociali).
Sempre in relazione alla Legge di stabilità, la Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Settore Salute e Politiche Sociali) ha predisposto l’elenco dei provvedimenti da emanare in sede di conferenza stato regioni e conferenza unificata ai sensi della  stessa legge 24 dicembre 2012, n. 228.
Tale documentazione può essere consultata nell’archivio della sezione “Sanità” del sito www.regioni.it .
 


( red / 31.01.13 )

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Ministero Agricoltura: elenco controlli per le imprese

(regioni.it) Il sito del ministero delle  Politiche Agricole e Forestali ha pubblicato l’elenco dei controlli per le imprese agricole ed agroalimentari.
Si tratta di un’azione di trasparenza che avviene in via sperimentale ed è collegata all’attuazione di “Semplificazioni” previste dalla legge. Infatti collaborano al progetto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione e le Regioni.
On line quindi la lista dei controlli a cui possono essere assoggettate le imprese agricole ed agroalimentari, in funzione della loro dimensione e del settore di attività.
Il ministero spiega che la mappatura, la classificazione e la pubblicazione dei controlli, non hanno solamente lo scopo di fornire agli operatori informazioni e riferimenti normativi relativi ai controlli cui possono essere soggette le imprese agricole ed agroalimentari, ma costituiscono la base informativa su cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha avviato un lavoro mirato alla razionalizzazione, semplificazione e coordinamento dei controlli stessi, allo scopo di ridurre il carico amministrativo ed i disagi per le imprese, pur assicurando la migliore tutela degli interessi pubblici.
Nella fase sperimentale sarà possibile accedere alla lista dei controlli dall’apposito banner “semplificazione controlli”, presente sulla home page del sito Mipaaf ed è prevista la possibilità di interagire ed inviare commenti e suggerimenti a  semplificazione.controlli@mpaaf.gov.it; la pubblicazione definitiva dei controlli verrà resa disponibile, oltre che sul sito Mipaaf, anche su www.impresainungiorno.gov.it.
                                                                                                                              


( red / 31.01.13 )

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Comitato delle Regioni: Spacca eletto presidente dell'Intergruppo Adriatico-Ionico

(regioni.it) Il presidente della regione Marche, Gian Mario Spacca, è stato eletto  presidente dell'Intergruppo Adriatico-Ionico del Comitato delle Regioni d'Europa. In vista della nascita prevista nel 2014 della Macroregione adriatico-ionica si è costituito così un nuovo organismo composto dai gruppi politici presenti nel Parlamento europeo. Vicepresidente è stato nominato il greco Apostolos Katsifaras (gruppo Pse).
''Il Comitato delle Regioni – ha detto Spacca - ha accolto la nostra richiesta di creare un luogo di confronto tra tutte le Regioni e le istituzioni dell'area, riconoscendo il particolare momento che tutti i territori che si affacciano sui due mari stanno vivendo. Il Consiglio della Ue ha dato infatti mandato alla Commissione Europea di redigere il piano di azione per la Macroregione Adriatico-Ionica entro il 2014, l'anno di presidenza della Grecia e dell'Italia''.
Per Spacca 'il percorso verso la concretizzazione di questo obiettivo va accompagnato con il massimo coinvolgimento e la partecipazione attiva delle autorita' regionali e locali, accanto agli Stati membri. Un'azione corale, dunque, a supporto della Commissione Europea nella predisposizione del piano di azione. Solo cosi' la strategia potra' focalizzarsi sin da subito su priorita' fondamentali concertate e ampiamente condivise, grazie a un'azione di governance multilivello''.
Diverse le attivita' che svolgera' l'Intergruppo. Tra queste, un lavoro di equipe con gli intergruppi gia' esistenti, quello per la regione Baltica e quello per la regione Danubiana. ''Un lavoro utile - ha sottolineato Spacca - per recepire le esperienze delle altre due strategie macroregionali europee e valutare azioni comuni nell'ambito dei collegamenti e dei trasporti, a partire dai corridoi Baltico-Adriatico previsti da Europe Connecting Facility''.
Uno stretto collegamento sara' poi avviato tra Intergruppo AI e Commissione Europea.  
Tra i compiti dell'Intergruppo, inoltre, quello di proporre congiuntamente emendamenti relativi a prossimi pareri che abbiano attinenza con la strategia Ue Adriatico-Ionica, come ad esempio il prossimo parere che sara' elaborato dalla commissione Nat sulla strategia marittima adriatico ionica.



( red / 31.01.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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