Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2190 - giovedì 31 gennaio 2013

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 6 febbraio
- UE: Errani, serve politica di coesione forte e riformata
- Gallo e Tondo su federalismo e autonomie
- Legge di stabilità: disposizioni relative a sanità e politiche sociali
- Ministero Agricoltura: elenco controlli per le imprese
- Comitato delle Regioni: Spacca eletto presidente dell'Intergruppo Adriatico-Ionico

+T -T
UE: Errani, serve politica di coesione forte e riformata

​(regioni.it) Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Presidente della Regione Emilia Romagna, ha fatto il punto (in un’intervista pubblicata sulla edizione italiana del sito del Comitato delle Regioni)  su priorità e aspettative delle Regioni italiane a pochi giorni dal vertice dei Capi di Stato e di Governo chiamato a definire il nuovo quadro finanziario settennale dell'UE 2014-2020 e dopo che il Comitato delle Regioni ha chiesto – con il Parlamento Europeo – che il bilancio 2014-2020 sia pari almeno all'1,14% del reddito nazionale lordo UE.
“Sono convinto -  afferma Errani - che il livello del bilancio europeo concordato sarà la cartina al tornasole della volontà politica degli Stati europei di uscire assieme dalla crisi economica e sociale che attraversa il continente. Credo infatti che proprio in questo momento sia necessario ridare fiducia agli operatori economici e, soprattutto, ai cittadini con una scelta chiara e coraggiosa di investire in un futuro di maggiore e più profonda integrazione economica, politica, istituzionale e culturale.  Nel negoziato europeo occorre ispirarsi da un lato al principio del rigore economico e finanziario e dall’altro alla salvaguardia delle politiche di sviluppo su scala europea. Sotto il primo profilo bisogna sostenere le proposte della Commissione Europea rispetto alle nuove forme di entrate (tassa sulle transazioni finanziarie e quella basata sull’Iva). E se è vero che occorre maggior rigore, è altrettanto necessario rivedere i rimborsi che molti paesi hanno negoziato nel tempo con l’Unione Europea.  Sotto il secondo profilo è chiaro che non può esserci una visione comune per l’Europa senza politiche di sviluppo nei territori ispirate a criteri, regole e obiettivi comuni. Per questo motivo occorre convincere l’Europa a non ridurre la quota del bilancio destinata alle politiche di coesione”.
Rispetto alle priorità del negoziato e sul futuro della politica della coesione, Errani sottolinea che “essendo l’Italia contributore netto dell’Unione Europea (nell’ultimo semestre del 2011 è stata addirittura il primo contributore netto), è evidente che la posizione negoziale deve tener conto della necessità di ottimizzare il livello di spesa europeo.  Il problema è la coniugazione delle misure del rigore economico con le misure per la crescita. Ritengo quindi che una politica di coesione forte e riformata debba essere un punto essenziale della strategia negoziale italiana.
Le Regioni italiane da sempre – prosegue Errani - hanno sostenuto la necessità di semplificare il ciclo della programmazione e della spesa dei fondi europei. L’Italia soffre per l’incidenza di una serie di fattori esterni al ciclo di spesa dei fondi che rende difficoltoso l’efficiente e rapido impiego delle risorse . Ma il nostro Paese soffre ancor di più per il sovraccarico burocratico delle molte regole, imposte dalla Commissione Europea. Mi riferisco, ad esempio, all’insostenibile peso dei tre livelli di controllo o alle farraginose tempistiche di assegnazione dei fondi.
E’ certamente un punto qualificante della riforma l’introduzione di un accordo di partenariato che vede le Regioni protagoniste del loro sviluppo. Così come la possibilità  di una programmazione plurifondo è anch’essa un’opzione che rende flessibili le scelte per lo sviluppo di ciascun territorio. Più controverse sono invece le scelte relative alle condizionalità che se da un lato si pongono come segnali dell’impossibilità di un’efficace programmazione, dall’altro potrebbero contribuire ad accentuare il divario tra Regioni più sviluppate e le Regioni meno sviluppate.
Rispetto alle ipotesi di introdurre regole per cui si potranno bloccare i fondi europei regionali nei paesi che non rispettano gli impegni sul consolidamento finanziario, il Presidente della Conferenza delle Regioni sottolinea che occorre “trovare soluzioni equilibrate. Non c’è dubbio che tutti i Paesi europei debbano impegnarsi a fondo sul piano finanziario per mantenere il livello di stabilità e credibilità sui mercati. E’ però chiaro che quest’impegno deve essere temperato con misure volte ad evitare un ritorno a livelli di povertà ormai dimenticati dai cittadini europei.  La percezione di un’Europa vicina ai cittadini, rigorosa sul piano finanziario ma generosa sul piano dello sviluppo e delle politiche per il welfare, è costruita anche attraverso la capacità della stessa Europa di trattare con specifica attenzione i problemi dei singoli paesi e di saper dosare scelte flessibili con situazioni differenti.
A chi dice che è inutile avere risorse a disposizione se poi non si riescono a spendere, Errani risponde che  “Non c’è dubbio che è difficile sedersi al tavolo negoziale a sostenere la necessità della politica di coesione sapendo di essere stati i penultimi in Europa in termini di assorbimento dei fondi. Oggi però anche grazie allo sforzo congiunto delle Regioni in ritardo di spesa e del Governo (in particolare del Ministro Barca) registriamo una inversione di tendenza. I dati relativi all’ultimo quadrimestre del 2011 sono fortemente positivi, avendo raggiunto un tasso di assorbimento pari al 37% con uno straordinario sforzo che ha portato l’Italia a duplicare in un solo anno la spesa dei tre anni precedenti.  Va sottolineato però che le ragioni della mancata spesa sono molteplici e spesso non addebitabili alle Regioni, ma ad altri soggetti della programmazione.  Per questo il vero sforzo che il prossimo Governo dovrà fare è quello di tessere attorno ai soggetti dello sviluppo e alla pubblica amministrazione regole chiare ed efficaci per rafforzare anche il Italia un quadro normativo e regolativo di tipo europeo.

[Comitato delle Regioni] Errani: L'Italia deve esigere una politica di coesione forte e riformata


( red / 31.01.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top