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n. 2249 - giovedì 2 maggio 2013

Sommario

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Primo maggio, prima il lavoro

Interventi di Caldoro, Cota, Zaia, Frattura, Crocetta, Serracchiani, Rollandin, Errani

(regioni.it) ''Bisogna rispettare il ruolo dei sindacati. CGIL, CISL e UIL garantiscono, ogni giorno, un’azione determinata a tutela del lavoro, con le altre organizzazioni e forze sociali''. Cosi' il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro in merito ai fatti avvenuti ieri a Napoli in occasione della manifestazione per il 1 maggio.
Anche Roberto Cota, presidente della regione Piemonte, stigmatizza ''chi pensa che il primo maggio debba essere un'occasione di scontro o di atteggiamenti violenti contro gli altri dimostra di non aver capito nulla del senso di questa ricorrenza''.
Cota quindi aggiunge: ''In Piemonte, col contributo di tutti, si sta cercando di fare il massimo per il lavoro e a difesa dichi lo ha perso o lo sta cercando. Con la cultura dello scontro, dei piccoli interessi contrapposti - sottolinea - non si va da nessuna parte''.
''Tutte le forme di dissenso e di protesta sono legittime ma non debbono mai travalicare il limite della civile convivenza e del confronto democratico; mai con atti di violenza.
''Ogni posizione – afferma sempre Caldoro - deve avere voce ma deve cercarla nel confronto di merito. Il nostro primo e comune obiettivo e' dare una risposta possibile, in questa difficilissima crisi, al 50% dei giovani che al Sud non trova lavoro''.
Sulla festa dei lavoratori è intervenuto Luca Zaia, presidente del Veneto, evidenziando che istituzioni, imprese e sindacati sono tutti nella stessa barca che “naviga in acque agitate e che va governata soprattutto partendo dalla concordia dell’equipaggio”.
 “Trovo che la scelta di essere tutti insieme in questa importante ricorrenza, al di là degli steccati ideologici e delle sterili contrapposizioni, e in un momento in cui sarebbe assai più facile fare della demagogia, rappresenti una scelta di civiltà e di maturità di tutte le parti sociali. Questo è davvero un 1° maggio di svolta – ha sottolineato Zaia – per comprendere e far comprendere nella giornata del lavoro, in un periodo storico in cui proprio il lavoro manca drammaticamente, che non ci sono più divisioni nel mondo del lavoro e che il destino dell’imprenditore è il destino del lavoratore, che ci si salva tutti assieme, o tutti insieme non ce la faremo”.
“Ogni giorno – riferisce il  presidente della regione Molise, Paolo Frattura -  ci ritroviamo di fronte al grido di dolore di donne e uomini che non sanno più come andare avanti. Ogni giorno in questo Palazzo accogliamo le storie della disperazione. La casa, il mutuo, le spese, i figli da crescere e mantenere a scuola e all’università diventano pensieri che sconfortano.
Noi lo sappiamo e ne soffriamo. Soffriamo all’idea che le nuove generazioni possano stare meno bene di quelle che le hanno precedute.
Proprio per questo il nostro impegno, il nostro lavoro, è in ogni minuto della giornata rivolto al superamento delle più pesanti criticità. I risultati non sono dietro l’angolo, le soluzioni sono complicate e difficili, ma volontà di recuperarle, quella, non manca. Abbiamo le capacità per farlo, ma soprattutto la determinazione di volerlo fare. Cambieremo rotta e non è solo una promessa”.
''Per la prima volta la Regione siciliana ha mandato il proprio gonfalone a Portella della Ginestra per ricordare una delle stragi piu' atroci della storia del nostro Paese'', dichiara il presidente della Sicilia, Rosario Crocetta, dopo l'incontro avuto a Palazzo d'Orleans con il presidente della Camera, Laura Boldrini.
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, afferma che ''per uscire dalla crisi sara' necessario fare uno sforzo immenso, e avremo successo solo se saremo uniti''. ''In primo luogo - ha detto Serracchiani - occorre far recuperare la rispettabilita' delle istituzioni, che tornino a essere sentite come interlocutori affidabili. E poi bisogna iniziare a risolvere i problemi concreti''.
Serracchiani ha insistito su ''una classe dirigente all'altezza'' invitando a ''fare uno sforzo collettivo, in cui a ogni livello ci sia la consapevolezza di condividere una responsabilita'''. ''Da parte mia - ha concluso - c'e' il massimo impegno alla collaborazione e al dialogo, perche' la crisi passera' se la guarderemo negli occhi e se sapremo sfidarla assieme. Alla fine ognuno deve poter dire 'ho fatto la mia parte'''.
Mentre in Valle d’Aosta il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ribadisce che “il momento è grave.  La crisi che ci ha segnato chiede soluzioni originali, fuori dagli schemi conosciuti, perche' chiede cambiamento e scelte strutturali, non semplice adeguamento e provvedimenti di congiuntura''.
Il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha sottolineato come in Emilia Romagna ci sia “una tradizione, c'è un patto dello sviluppo condiviso, anche in questi anni difficilissimi, tra le forze sociali e le forze datoriali che ci ha consentito di affrontare una crisi durissima, di rispondere a migliaia e migliaia di imprese in crisi su cui e con cui abbiamo fatto accordi di gestione'' della stessa crisi. Pertanto, afferma Errani, ''il dialogo non solo è necessario ma è una leva fondamentale per guardare avanti''.

[MOLISE] LA FESTA DEI LAVORATORI PER TORNARE A DARCI FIDUCIA E SPERANZA

[VENETO] 1° MAGGIO. ZAIA: “IMPRESE E SINDACATI INSIEME. E LE ISTITUZIONI CON LORO. UNA SCELTA DI CIVILTA’ IN UN MOMENTO IN CUI SAREBBE FACILE FAR PREVALERE LA DEMAGOGIA”

PRIMO MAGGIO: CROCETTA, PRIMA VOLTA GONFALONE REGIONE

PRIMO MAGGIO:CALDORO,DIFFICILE FESTA,GIOVANI SUD DISOCCUPATI 

PRIMO MAGGIO: COTA, CON CULTURA SCONTRO NON SI VA LONTANO

PRIMO MAGGIO: ERRANI, UNINDUSTRIA IN PIAZZA NON E' INCIUCIO

PRIMO MAGGIO: SERRACCHIANI, SFORZO IMMENSO CONTRO CRISI 

PRIMO MAGGIO: ROLLANDIN, SERVONO SOLUZIONI ORIGINALI



( red / 02.05.13 )

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Ocse: Rapporto Italia

Letta: forte politica che dia occasione di lavoro e crescita

(regioni.it) L'Italia, secondo l'Ocse, ''ha avviato un ambizioso programma di riforme'', che insieme alle misure intraprese dall'eurozona ''hanno ridotto i rischi di rallentamento economico, e potrebbero aiutarla a uscire dalla recessione gia' nel corso del 2013''.
L'Ocse nel suo ultimo rapporto sull'economia del nostro Paese prevede che nel 2013 il rapporto deficit-pil chiuderà al 3,3%, mentre il debito viaggia verso il 134% del pil.
Sempre secondo l’Ocse è al momento impossibile un calo delle tasse significativo ma un taglio della agevolazioni non giustificate puo' creare spazio a un ritocco delle aliquote.
Sono riviste al ribasso al -1,5% le stime sul pil 2013. Il taglio del debito resta la priorità.
Queste previsioni, precisa l'Ocse, sono basate su una ''stima conservativa'', dato che l'impatto sulla crescita di alcune misure, tra cui ''il piano annunciato ad aprile 2013 di ridurre significativamente i debiti arretrati della Pubblica amministrazione'', resta ''incerto''.
L'Italia deve ''promuovere un mercato del lavoro piu' inclusivo, accrescendo l'occupabilita' attraverso un sostegno attivo alla ricerca di lavoro e alla formazione, accompagnato da una piu' ampia rete di protezione sociale, invece di tentare di preservare i posti di lavoro esistenti''.
Infine se il deficit dell'Italia sara' sopra il 3% ''qualcosa bisognera' fare. E' fondamentale uscire dalla procedura di infrazione'', afferma il capoeconomista dell'Ocse Pier Carlo Padoan.
Il premier Enrico Letta al termine dell'incontro con il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, ha dichiarato: ''penso che ci sia bisogno, accanto al mantenimento degli impegni, una forte politica che dia occasione di lavoro e crescita. Penso che questa parte debba essere messa in campo subito: non e' alternativa al rigore”.
Pertanto p
revista dall'Ocse una contrazione del Pil dell'1,5% nel 2013 e una crescita dello 0,5% nel 2014. Si tratta di dati più pessimisti rispetto al -1,3% di quest'anno e al +1,3% del 2014, stimati dal precedente governo nel quadro macroeconomico contenuto nel Def, presentato ad aprile.



 

 



( red / 02.05.13 )

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Marche: chieste risorse dal 'Decreto sblocca debiti'

Spacca: attivati per poter accedere a questo prezioso strumento

(regioni.it) 37 milioni di euro ha chiesto la Regione Marche al Ministero dell'Economia dal Fondo per il pagamento dei debiti verso gli enti locali e le imprese istituito dal cosiddetto 'Decreto sblocca debiti'.
Se saranno erogati questi finanziamenti, ha spiegato il presidente Gian Mario Spacca, sarà possibile rendere subito disponibili risorse per le piccole e medie imprese e per gli enti locali. Non e' un'operazione a costo zero per la Regione: si tratta di un'anticipazione da restituire "a condizioni molto vantaggiose" in 20 anni con una rata annua di circa 2,6 milioni di euro. Secondo Spacca, oltre alle Marche, altre 4 Regioni hanno chiesto di accedere al Fondo.
Per Spacca ''il bisogno di liquidita' e' una delle maggiori emergenze che le imprese, soprattutto le micro, piccole e medie, stanno vivendo, tra la stretta sul credito (tanto che ormai si parla di credit crunch) e quella sulla finanza pubblica. Un'emergenza forte che riguarda anche gli enti locali''. 
Spacca sottolinea che “le istituzioni hanno la responsabilità morale di fare tutto il possibile nel trovare una soluzione. E' per questo che la Regione Marche si e' subito attivata per poter accedere a questo prezioso strumento messo a disposizione delle pubbliche amministrazioni''.   
In realta' i tempi di pagamento della Regione verso le imprese sono ''tra i piu' veloci a livello nazionale'', ad esempio ''130 giorni in sanita', contro una media nazionale di 269 e picchi di 793, che posizionano le Marche al secondo posto tra le Regioni a statuto ordinario''. Ma - ha detto Spacca - ''vogliamo fare molto di piu'. Grazie alle risorse del Fondo, potremo accelerare ulteriormente i tempi di pagamento e rendere subito disponibile, per gli enti locali e le imprese liquidita' per affrontare ildifficile momento''.
Se lo Stato trasferirà quanto richiesto dalla regione, circa 25 milioni di euro saranno trasferiti agli enti locali, circa 12,5 milioni alle imprese. Secondo Spacca, si tratta di risorse che di fatto ''vanno tutte alle imprese che hanno debiti con gli enti locali per lavori o forniture gia' effettuati''. Risorse alle imprese che significano anche ''lavoro''.



( red / 02.05.13 )

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Toscana: fusione comuni, geotermia e affitto giovani

Rossi: ridurre al minimo gli impatti ambientali attraverso nuove tecnologie

(regioni.it) La Toscana è attiva su diversi fronti, dalla geotermia all’unione dei comuni, agli incentivi per gli affitti ai giovani.
Il Comune toscano che si fonde potrà contare su 250 mila euro l’anno per cinque anni di maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che variano a seconda della popolazione e sono il 20 per cento, per dieci anni, dei trasferimenti erariali che gli stessi Comuni potevano vantare nel 2010. I Comuni che si fondono sono anche esentati per 3 anni dal rispetto del tetto del patto di stabilità e in questo modo possono far ripartire gli investimenti. Inoltre si sostengono anche le Unioni di Comuni.
Puntare sulla geotermia. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e l’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Fulvio Conti, hanno sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa sugli sviluppi della geotermia.
Protocollo che intende sostenere la nascita di un indotto nel settore termico con nuovi insediamenti produttivi. Enel Green Power si impegna anche a ridurre fino al 20% il prezzo di cessione del calore.
Il Protocollo sancisce inoltre il comune impegno per lo sviluppo della ricerca scientifica e dell’alta formazione nel campo dell’innovazione tecnologica nel settore geotermico sia termico, sia elettrico. E’ prevista la creazione di un polo territoriale delle energie geotermiche.
“Questo protocollo d’intesa – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – non è un punto di arrivo, ma lo start up della collaborazione con Enel a 360 gradi per lo sviluppo della ricerca, dell’imprenditoria e dell’occupazione di qualità a partire da territori che da tanti anni forniscono il calore per la produzione di energia elettrica. Vogliamo per prima cosa ridurre al minimo gli impatti ambientali attraverso nuove tecnologie capaci di unire efficienza produttiva e tutela ambientale. Allo stesso tempo vogliamo diversificare l’uso della geotermia guardando alla cosiddetta filiera del calore di cui parlerà più approfonditamente il prossimo Piano energia. Basta con l’essere contro la geotermia. E’ una ricchezza del nostro territorio, vediamo di farne un elemento di crescita e sviluppo per tutti noi così come succede in altri posti del mondo”.
Infine è attivo fino al 10 giugno il nuovo bando di Giovanisì per il contributo all’affitto rivolto ai giovani toscani di età compresa tra i 18 e i 34 anni (con priorità per la fascia 30-34) che vogliono staccarsi dalla famiglia d’origine e andare a vivere per conto proprio. La novità rispetto ai bandi precedenti è l’abbassamento dell’età per presentare domanda: basta avere raggiunto la maggiore età, mentre prima bisognava avere 25 anni.

 

[Toscana] Fusione di Comuni, la parola ai sindaci

[Toscana] Incentivi per i Comuni che si fondono e per quelli che si uniscono

[Toscana] Meno Comuni in Toscana, trend contagioso. Bugli: “Unirsi per gestire meglio i servizi”

[Toscana] Energia, Regione e Enel firmano per lo sviluppo della geotermia

[Toscana] Giovanisì, da oggi il nuovo bando per il contributo affitto: scende a 18 anni l’età per fare domanda

 



( red / 02.05.13 )

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Conferenza Stato-Regioni 11 aprile 2013: documenti approvati

(regioni.it) Di seguito i documenti approvati dalla Conferenza Stato-Regioni dell'undici aprile 2013:
 

 



( red / 02.05.13 )

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Anticorruzione: attuazione e prospetto di lettura

(regioni.it) Sullo stato di attuazione della legge anticorruzione (L. n. 190 - 6 novembre 2012: "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione") è stato redatto un prospetto di lettura a cura della segreteria della Conferenza delle Regioni – settore Affari istituzionali e generali – con le osservazioni e le note di interesse regionale.
Oltre ai riferimenti legislativi, viene anche riportata integralmente la prima Circolare ministeriale (numero 1, 25 gennaio 2013, della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica) che riguarda proprio la Legge n. 190 del 2012 e cioè sempre le “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.

La legge è entrata in vigore il 28 novembre 2012. Con l’intervento normativo sono stati introdotti numerosi strumenti per la prevenzione e la repressione del fenomeno corruttivo e sono stati individuati i soggetti preposti ad adottare iniziative in materia.mento della funzione pubblica svolge principalmente un ruolo propositivo e di coordinamento e predispone il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), che viene trasmesso ed approvato dalla C.I.V.I.T..
In base alla nuova legge, le strategie di prevenzione e contrasto della corruzione derivano dall’azione sinergica di tre soggetti:
1) il Comitato interministeriale, che ha il compito di fornire indirizzi attraverso l’elaborazione delle linee guida;
2) il Dipartimento della funzione pubblica, che opera come soggetto promotore delle strategie di prevenzione e come coordinatore della loro attuazione;
3) la C.I.V.I.T., che, in qualità di autorità nazionale anticorruzione, svolge funzioni di raccordo con le altre autorità ed esercita poteri di vigilanza e controllo per la verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione adottate dalle amministrazioni nonché sul rispetto della normativa in materia di trasparenza nelle politiche nazionali.

Infine si segnala in futuro la pubblicazione del rapporto dell’OECD sulla situazione dell’Italia in materia di prevenzione della corruzione.
 


( red / 02.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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