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Regioni.it

n. 2251 - lunedì 6 maggio 2013

Sommario
- Il 9 maggio Conferenza delle Regioni
- Governo vuole rifinanziare la cassa integrazione in deroga
- Cassa integrazione in deroga: ultimi dati Istat e Inps
- Itaca: le centrali di committenza per gli appalti dei piccoli comuni
- Giulio Andreotti è morto. Il cordoglio delle Regioni
- Salute: circolari ministeriali su aviaria, coronavirus e viaggi

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Giulio Andreotti è morto. Il cordoglio delle Regioni

(regioni.it) Alle 13,28 del 6 maggio i primi flash delle agenzie annunciano: “E’ morto Giulio Andreotti”. Immediate le ricostruzioni giornalistiche e le note biografiche del Senatore a vita, così come le dichiarazioni e i commenti di molti rappresentanti delle istituzioni e, fra questi, diversi Presidenti di Regione.
“Apprendo con dispiacere - dichiara in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - della morte di Giulio Andreotti, membro dell'Assemblea Costituente e tra i protagonisti indiscussi della politica italiana a partire dal secondo dopoguerra. Con lui scompare una figura che ha accompagnato l'evoluzione delle istituzioni repubblicane. Alla sua famiglia voglio rivolgere le più sincere condoglianze a nome mio e della Regione Lazio”.
“'L'Italia – afferma il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro - perde un protagonista della storia politica. Giulio Andreotti ha rappresentato il Paese in ruoli di primo piano. Anche nei momenti più difficili ha sempre agito con profondo ed alto senso dello Stato. Esprimo il cordoglio della Regione Campania”.
“Con la morte di Giulio  Andreotti scompare un autentico protagonista della politica italiana, dalla Costituente fino ai primi anni di questo secolo”. Cosi' il  presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commenta la morte del  senatore. “Non ho mai condiviso le sue scelte – aggiunge Rossi - e  tanto meno lo stile politico, intriso di quel machiavellismo che tante e non positive tracce ha lasciato nella vita pubblica del paese. Però oggi non si può non ricordare come l'uomo si sia sottoposto al  rosario delle imputazioni e al calvario dei processi con assoluto rispetto verso il ruolo e le funzioni della magistratura”. “Se insomma - prosegue Rossi - la sua concezione della politica va archiviata come una delle pagine più discutibili della prima Repubblica, la compostezza con cui affrontò accuse gravi in complessi processi va invece riconosciuta, soprattutto in rapporto a tanti  comportamenti dei politici di oggi. A nome mio e della Regione Toscana rivolgo sincere condoglianze alla sua famiglia”.
“Con la morte di Andreotti termina anche simbolicamente un'epoca della storia e della politica italiana''. Lo afferma la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. “L'incidenza di Andreotti sulla politica interna e internazionale è stata di grande rilievo, e duraturo il segno lasciato. Al di là del giudizio politico cui è soggetto chiunque ricopra cariche istituzionali e politiche, gli va riconosciuto il rango dello statista europeista che - conclude - interloquiva con i grandi del mondo di allora''.
“Se ne va una figura di assoluto rilievo nella storia politica e sociale del nostro Paese, dal dopoguerra ad oggi. Una figura che ha accompagnato le vicende italiane, dagli anni del boom economico fino ai momenti più drammatici delle trasformazioni sociali''. Così Alberto Pacher, presidente della Provincia autonoma di Trento. “E certamente non possiamo dimenticare - aggiunge Pacher - il legame che lo unì, negli anni della sua formazione politica, con Alcide De Gasperi. E' a partire da quell'esperienza che Giulio Andreotti accettò di buon grado l'invito della Provincia autonoma di Trento a far parte, fin dalla sua fondazione, della giuria del Premio Alcide De Gasperi-Costruttori d'Europa. Non solo: per ben due volte, nell'occasione della prima e della seconda edizione, quando il Premio fu conferito a Helmuth Kohl prima e a Carlo Azeglio Ciampi poi, volle essere con noi, a Trento, alle cerimonie pubbliche. A confermare quel legame particolare con il nostro Trentino, 'la terra di De Gasperi', come amava ripetere”.
Anche il presidente della Regione  autonoma Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, ha espresso il suo cordoglio,  anche a nome del Governo regionale, per la morte di Giulio Andreotti.  "Con il senatore Giulio Andreotti scompare una personalita' di  altissimo livello, tra i padri fondatori della Costituzione Italiana - dichiara Rollandin - uomo politico di grande intelligenza,  protagonista di rilievo della storia contemporanea, acuto interprete  delle vicende politiche nazionali e internazionali dal secondo  dopoguerra ad oggi”. “Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Giulio  Andreotti nel corso della XIV Legislatura del Senato della Repubblica  - spiega Rollandin - quando eravamo entrambi componenti del  Gruppo Per le Autonomie, e conservo il ricordo di un uomo sempre  pronto a offrire il suo contributo per la definizione delle azioni  politiche in un ambito, quello parlamentare, che conosceva più di chiunque altro”.
“La sua morte segna l'addio a una pagina di storia nazionale. Protagonista assoluto nella Prima Repubblica, sette volte Presidente del Consiglio e più volte ministro, Andreotti ha rappresentato un'epoca molto lunga e molto importante e ha contraddistinto l'esistenza del principale partito del Dopoguerra, la Democrazia cristiana”. Cosi' il Presidente del Molise, Paolo di Laura Frattura, ricorda il senatore a vita Giulio Andreotti. Il presidente si sofferma sull'ultima visita del senatore a vita in regione, il 31 dicembre del 2008: ''Il Molise – afferma - ha avuto la fortuna di averlo visto da vicino soltanto pochi anni fa, quando già molto anziano regalò ai nostri studenti campobassani una lectio magistralis sulla Costituzione italiana. Restammo tutti colpiti da quella sua straordinaria capacità di essere, per linguaggio e stile, sempre segnati dalla leggendaria ironia, in sintonia con generazioni a lui tanto distanti. Andreotti è stato e resterà anche nel ricordo del nostro Paese un politico esemplare. Un galantuomo delle più alte Istituzioni. Alla sua famiglia - conclude Frattura – il cordoglio della nostra regione”.
“Era un libro di storia: orgoglioso di questa autonomia, di aver contribuito a costruirla e di come funziona'': nel suo ricordo dell'ex Presidente del Consiglio, Ministro e senatore a vita scomparso, il presidente della provincia di Bolzano, Luis Durnwalder sottolinea il filo rosso del lungo impegno politico di Giulio Andreotti nella questione altoatesina. ''Ha sempre guardato al futuro, consapevole che nella nuova Europa le diversità sono una ricchezza. E sapeva che le zone di confine sono diverse dal resto del Paese. Due passaggi importanti per raggiungere risultati positivi.'' Se l'Alto Adige oggi è politicamente stabilizzato, ''va reso merito ad alcune personalità con una visione politica di grande respiro, tra loro Giulio Andreotti, che negli anni hanno saputo spegnere con la ragione, la lucidità e il rispetto della dignità umana gli incendi appiccati da altri'', ha infine sottolineato Durnwalder.
 
 
 
 
 
 
 


( red / 06.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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