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Regioni.it

n. 2254 - giovedì 9 maggio 2013

Sommario
- Errani: presto confronto Regioni - Letta
- Conferenza Stato-Regioni 9 maggio: Accordo su pagamento debiti P.A.
- Scuola: Province, con i tagli difficile garantire apertura medie superiori
- Scopelliti: tavolo tecnico sulle società miste
- Trasporti: ampliare quota fondo TPL fuori dal patto di stabilità
- Corte dei Conti boccia ultime misure Governo Monti

+T -T
Conferenza Stato-Regioni 9 maggio: Accordo su pagamento debiti P.A.

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha raggiunto il 9 maggio un accordo unanime sul riparto dei fondi destinati al pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione. Lo ha annunciato il presidente Vasco Errani al termine della Conferenza delle Regioni. L’accordo nel pomeriggio ha poi visto il varo della Conferenza Stato-Regioni.
In Toscana il riparto dei fondi per i debiti della Pubblica Amministrazione comporta risorse per 160 milioni di euro: una parte sono residui passivi verso gli enti locali, una parte sono debiti verso le Ferrovie.
''La Regione Toscana paga entro 60-80 giorni - ha spiegato il presidente della Toscana Enrico Rossi - e non ha particolari problemi di liquidità ''.
Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, spiega che con ''L'accordo raggiunto oggi tra le Regioni per il riparto dei fondi per i debiti della Pubblica Amministrazione ci aiuta a chiudere una serie di partite importanti''.
Scopelliti ha spiegato che ''la richiesta della Calabria era originariamente di 600 milioni ma che escludendo quelli fuori bilancio si arrivava a 499 milioni. Saranno erogati fondi pari al 55% e dunque 278 milioni di euro''.
Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, afferma: ''Lavoriamo a testa a bassa e i risultati si vedono. Del Piemonte viene apprezzato il lavoro di risanamento e di riforma che sta facendo questo governo regionale''.
Il via libera dalla conferenza delle Regioni al riparto dei fondi previsti dal decreto sblocca crediti  assegna alla Regione Piemonte 1 miliardo e 231 milioni di euro.
Il presidente della Campania Stefano Caldoro sottolinea: "L'accordo e' avvenuto all'unanimita' delle Regioni e questo e' sempre un fatto positivo. Noi avevamo chiesto 2,9 mld di  euro, abbiamo ottenuto poco piu' di 1,6 mld di euro".
Caldoro ha inoltre precisato che ci sono "alcune regioni che  non hanno chiesto nulla perche' non hanno ritardi nei pagamenti alle  imprese".
Soddisfatto, il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio. ''E' una buona giornata: il Governo ha chiuso un accordo con Regioni, Province e Comuni. E' un primo segno di un nuovo Patto per la Repubblica", ha osservato. "Per i comuni - ha aggiunto Delrio - significa ampliare i margini del patto di stabilita', che ha un impatto depressivo. Ne abbiamo ridotto l'impatto sui comuni del 45%. Altra buona notizia, riguarda le Regioni con le quali abbiamo ampliato di 2,1 miliardi il patto di stabilita' verticale. Le imprese - ha detto Delrio - potranno essere soddisfatte: e' un primo passo per fare, finalmente, pagamenti in tempi utili".
L'accordo raggiunto nel pomeriggio in Conferenza Stato-regioni, infatti, sblocca altri 2,1 miliardi per il pagamento dei debiti di parte capitale a favore delle imprese da parte degli enti locali. Massimo Garavaglia, assessore al Bilancio in Lombardia e coordinatore della Commissione Bilancio della Conferenza delle Regioni, ha aggiunto che ''in sintesi si tratta di 2,1 miliardi di euro che tramite le Regioni e i comuni andranno alle imprese. A questo punto ci aspettiamo che l'emendamento proposto dalle Regioni venga inserito nel decreto sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese in discussione in commissione Bilancio della Camera".
"Con i presidenti delle regioni – ha infine sottolineato Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, intervenendo sulle principali questioni politiche Governo-Regioni sul tappeto -  abbiamo discusso di come porci nei confronti del governo Letta: siamo preoccupati che ci sia una sostanziale continuita' con lo stile del governo Monti, uno stile da scarica barile".
"Noi non siamo un bancomat - ha aggiunto Vendola - siamo un pezzo della democrazia del Paese. I precedenti, dal governo Berlusconi al governo Monti, non sono incoraggianti".
Vendola ha enumerato tutti i temi sul tappeto: gli esodati, la cassa integrazione in deroga, il rinvio dell'Imu e il congelamento dell'aumento dell'Iva, il rinnovo dei contratti a tempo determinato della pubblica amministrazione.
''Con quali risorse - si e' chiesto - si intende finanziare questi interventi? Quali salvadanai si intende rompere? Finora sono stati rotti solo i salvadanai delle regioni, si e' rastrellato solo dalle periferie. Se e' cosi' - ha detto Vendola - non saremo disponibili o per lo meno la Puglia la Puglia lo sara' in modo militante''.

 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
  
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
 


( red / 09.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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