Regioni.it

n. 2255 - venerdì 10 maggio 2013

Sommario

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Decreto debiti P.A. : il parere delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso un parere sull’Accordo per l’attuazione dell’art. 2 del DL 35/2013(Debiti P.A.). Le Regioni hanno formulato sul testo osservazioni ed emendamenti contenuti in un documento consegnato al governo in occasione della Conferenza Stato-Regioni del 9 maggio.
Si riporta si seguito il testo senza gli emendamenti che sono comunque consultabili nella versione integrale del documento pubblicata nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it.
Le Regioni approvano il testo dell’Accordo presentata dal Governo per l’attuazione dell’art. 2 del DL 35/2013 e ritengono di integrare il “criterio proporzionale” per il riparto delle somme a disposizione per gli anni 2013 e 2014 a favore delle Regioni a valere sul “Fondo per assicurare la liquidità per il pagamento dei debiti, certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziaria e sanitari” con i criteri di priorità contenuti nell’Accordo.
Le Regioni concordano sulla specifica ripartizione del Fondo – Sez. Regioni e Province autonome - di cui all’Allegato.
Regioni e Governo concordano, altresì, sulla necessità di inserire nella legge di conversione del DL 35/2013 gli emendamenti allegati già presentati in Conferenza Unificata l’11 aprile scorso.
In particolare, riguardo all’emendamento “per il pagamento di ulteriori 2,1 miliardi dei debiti di parte capitale a favore delle imprese da parte degli enti locali”, le Regioni ne sottolineano la strategicità evidenziandone la condivisione con ANCI e UPI e il sostegno delle associazioni di categoria imprenditoriali, in quanto valorizza il rafforzamento della sinergia istituzionale e consente di sbloccare ulteriori 2,1 miliardi di euro per il pagamento alle imprese creditrici di Comuni e Province.
Ai fini della copertura finanziaria di questo emendamento in termini di saldo netto da finanziare, la copertura può essere individuata nell’ambito delle disponibilità previste a valere sul saldo netto da finanziare contenuto nell’articolo 12 del DL 35/2013. Eventualmente in subordine, può trovare copertura nella quota regionale del Fondo per assicurare liquidità al pagamento dei debiti regionali e in alternativa nella quota del Fondo relativa ai debiti diversi da quelli finanziari e sanitari.
Roma, 9 maggio 2013


( red / 10.05.13 )

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Cassa integrazione in deroga: Simoncini, la posizione delle Regioni

(regioni.it)  Oggi l’emergenza cassa integrazione in deroga è uno dei punti principali e più urgenti dell’agenda di governo. Le Regioni, però, avevano da tempo (sin da giugno dello scorso anno) sollevato il tema in diverse posizioni ufficiali e comunicati stampa (riportate nei link in fondo alla notizia) del Presidente Vasco Errani.
In particolare i temi su cui stano insistendo le regioni  - come ha ricordato l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione della regione Toscana, Gianfranco Simoncini (coordinatore del settore lavoro per la IX Commissione della Conferenza delle Regioni)- riguardano proprio il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e dei contratti di solidarietà, le modifiche ai requisiti per la conservazione dello stato di disoccupazione, la proroga dell’iscrizione alle liste di mobilità, il riassetto dei servizi per le politiche attive per il lavoro, le modifiche alle norme per l’apprendistato e certezze sul cofinanziamento dei nuovi fondi europei. Argomenti confluiti in un documento predisposto dagli Assessori delle Regioni l’8 maggio nel corso della riunione della commissione. Sulla base di questo documento, gli Assessori delle Regioni hanno chiesto un incontro al ministro del lavoro Enrico Giovannini.
“Per gli ammortizzatori sociali in deroga – spiega Simoncini – ribadiamo la necessità di rifinanziarli con urgenza con un decreto legge immediato per assicurare la copertura di tutto il 2013, per cui il fabbisogno stimato ammonterebbe a circa 3 miliardi. Si ricorda fra l’altro che, ad oggi, non sono mai stati emanati nemmeno i decreti predisposti dal precedente governo per la ripartizione dei 260 milioni già stanziati: ne sollecitiamo con forza l’emanazione, sulla base della ripartizione invitata al ministero fin dal 28 marzo scorso, ma rimasta senza risposta”. Per la gestione degli ammortizzatori in deroga, le Regioni si pongono l’obiettivo di valutare regole condivise che, pur considerando le specificità territoriali, garantiscano a tutti i cittadini parità di trattamento. Abbiamo poi chiesto anche il rifinanziamento dei contratti di solidarietà, che si sono rivelati efficaci nell’attutire le conseguenze sociali della crisi occupazionale e rappresentano quindi una alternativa al ricorso alla cassa integrazione”.
Fra i problemi che richiedono una tempestiva azione del governo ci sono anche quelli, sollevati dall’entrata in vigore della legge 92 (Fornero), che modifica lo status di disoccupazione che la nuova disciplina applica solo ad alcune categorie di lavoratori, escludendo ad esempio i lavoratori autonomi e parasubordinati, che verrebbero così a perdere diritti e indennità. L’altro grave problema è quello legato alla mancata proroga dell’iscrizione alle liste di mobilità dei lavoratori licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti, con ricadute immediate per un consistente numero di lavoratori licenziati che non potrebbe beneficiare degli incentivi previdenziali e per le aziende che non potrebbero utilizzare gli sgravi fiscali per la riassunzione.
“Non c’è tempo da perdere – osserva l’assessore – perché le Regioni sono chiamate a breve ad attuare le norme nazionali. Per velocizzare i tempi proponiamo un accordo Stato Regioni che consenta, intanto, almeno di posticipare le nuove regole. Quanto alle liste di mobilità, si richiede la proroga della legge e il rifinanziamento per il 2013 degli sgravi per le aziende che assumono i lavoratori iscritti”.
Le Regioni hanno riconfermato che la discussione sul riassetto delle politiche attive per il lavoro debba avvenire sulla base di quattro capisaldi: territorialità, efficienza, intreccio fra pubblico e privato, uniformità delle prestazioni fondamentali, mentre si dicono favorevoli alla sperimentazione della “staffetta generazionale” per favorire l’ingresso del lavoro delle nuove generazioni, chiedendone un incremento dello stanziamento. Sull’apprendistato la linea è quella di rendere più flessibile il salario in ingresso per l’apprendistato di primo livello e di estendere il ventaglio delle qualifiche e la durata. “Abbiamo inoltre affrontato il problema del fondi strutturali – spiega l’assessore – per chiedere al governo l’anticipazione delle risorse, risorse che rappresentano, soprattutto per quanto riguarda l’Fse, la fonte principale di finanziamento degli interventi per il lavoro. La mancata anticipazione metterebbe a rischio la continuità dei servizi”.
 


( red / 10.05.13 )

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Debiti P.A.: Zingaretti, riconosciuti al Lazio complessivamente 5 miliardi

2542 milioni per onorare i debiti non sanitari

(regioni.it) “Il Governo ha appena riconosciuto alla Regione Lazio 2 miliardi e 542 milioni di euro per onorare i debiti non sanitari, più del 40% delle risorse ripartite il 9 maggio nella seduta della Conferenza delle Regioni (vedi notizia precedente). Un successo storico per il Lazio, di cui sono particolarmente soddisfatto perché' ci permette di offrire alle famiglie e alle imprese una boccata di Ossigeno”. Lo afferma in una nota Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio.
“Utilizzeremo questa somma per onorare i debiti certi, liquidi ed esigibili non sanitari della Regione verso enti locali e fornitori. Queste risorse, unite ai 786 milioni di euro che ci sono già stati riconosciuti per la sanità - continua Zingaretti - e soprattutto alla ben piu' consistente quota che dovremmo ottenere nelle prossime settimane per il 2014, sempre riferita ai debiti della Sanità, ci porterà a vederci riconoscere dal Governo un totale di oltre 5 miliardi di euro".
“Questo risultato - conclude il Presidente della Regione Lazio - è stato reso possibile dal grande impegno istituzionale e tecnico degli uffici della Regione, che in poco tempo sono riusciti a predisporre tutti gli adempimenti del caso. Ed anche dalla grande compattezza della maggioranza e dal senso di responsabilità dell'opposizione.
Le risorse accordate in queste ore ci verranno liquidate entro il mese di giugno, e noi le trasferiremo tempestivamente a chi ne ha diritto. Un'iniezione di liquidità che servirà – ha concluso Zingaretti - a dare respiro alle nostre aziende in difficoltà, mettendole nelle condizioni di programmare con più serenità il proprio futuro e di pensare a prospettive di sviluppo che ci aiutino a portare i nostri territori fuori dalla crisi".


( red / 10.05.13 )

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Superticket: Agenas,previsti 800 milioni, ma incassati solo 400 - 500

(regioni.it) Un'indagine dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), presentata il 9 maggio a Roma, condotta per valutare gli effetti  della crisi economica e del superticket sull'assistenza specialistica, ha registrato una diminuzione dell'8,5% delle  prestazioni specialistiche erogate, specialmente negli esami di  laboratorio. E’ stato poi rilevato un decremento maggiore nelle prestazioni dei presidi privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale. Sono quindi questi gli  effetti principali del superticket sugli italiani,.
La ricerca, intitolata 'Remolet', ha coinvolto 11 regioni  italiane che coprono l'80% della popolazione generale: Piemonte,  Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria,  Lazio, Campania, Sicilia. Calabria e Puglia stanno per inviare i loro  dati, portando il dato complessivo al 90% della nostra popolazione.
Alle varie realtà regionali è stato chiesto di fornire dati relativi al numero di prestazioni specialistiche ambulatoriali, ai totali dei  valori tariffari e dei ticket riscossi, nei tre settori in cui viene suddivisa l'attività specialistica: diagnostica, laboratorio e attività clinica. Il periodo preso in esame confronta il primo semestre del 2011 con quello del 2012.
Nelle 11 Regioni, dunque, si registra un forte calo di  prestazioni tra il 2011 e 2012. "La riduzione - spiega Cesare  Cislaghi, coordinatore del progetto Remolet - si e' avvertita  maggiormente nel privato (-11,8%) che nel pubblico (-7,6%), e si è registrata in particolar modo per le prestazioni dei non esenti
(-17,6%)". Nel frattempo - si legge nell'indagine - i ticket sono  aumentati nel totale incassato, ma meno di quanto si prevedeva. Anzi,  in alcune Regioni, prosegue Cislaghi, "i ticket per le prestazioni di  laboratorio hanno dato addirittura un gettito inferiore". Il problema, secondo l'Agenas, è che il "superticket doveva portare ad circa 800  milioni in più all'anno al Fondo sanità, ma l'incasso reale è di circa 400-500 milioni”.
Cislaghi ricorda che “il 50% degli italiani ha accesso, almeno una volta all'anno, ad una prestazione specialistica, ma che solo 15 milioni di italiani hanno pagato il ticket”, per una media di 150 euro a testa. “Per il ticket - osserva Cislaghi - un quarto della popolazione italiana ha dunque pagato 150
euro a testa, per un totale di circa 2,2 miliardi di euro. Questo vuol dire che se tutti pagassimo 150 euro, avremmo 8 miliardi, ovvero il  doppio dell'Imu”.
Il pericolo ora è l'arrivo di nuovi ticket. Giovanni Bissoni,  Presidente Agenas, mette in guardia. "Si dice che la manovra preveda  l'entrata dal 2014 di altri 2 miliardi di ticket - avverte - ma questo lavoro dimostra che siamo di fronte ad una spesa già non sostenibile. Siamo di fronte a percentuali che ci dicono che il problema c'è. Su chi paga, è più devastante di Iva e Imu”. A Bissoni preoccupa la  diminuzione degli esami di laboratorio, “che tocca da vicino molti aspetti del Ssn”.


( red / 10.05.13 )

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I mutui contratti nel 2011 dagli enti territoriali: indagine della Ragioneria

(regioni.it) La  Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato sul proprio sito una  “Indagine sui mutui contratti dagli enti territoriali per il finanziamento degli investimenti”, relativa all’anno 2011 
Si tratta di  un aggiornamento relativo dell'indagine statistica sull'entità dei mutui concessi alle Regioni, alle Province autonome e agli Enti Locali per il finanziamento degli investimenti pubblici e sul livello della relativa esposizione debitoria.


( red / 10.05.13 )

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Fondi europei: Marini, serve un quadro di risorse più coerente con gli obiettivi

(regioni.it) “Ritengo che sia inevitabile e assolutamente necessario, ancor più di prima, che la prossima stagione della programmazione dei fondi comunitari sia indirizzata verso gli squilibri che la crisi economica ha determinato in tutta l'Europa, affinché le politiche regionali possano agire sugli effetti strutturali che la crisi ha prodotto nelle economie nazionali e locali”. E' quanto affermato da Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, intervenuta ai lavori del Forum europeo sugli scenari di Europa 2020 e la sfida dell'Umbria. “La lunga e pesante crisi economica - ha detto - ha determinato un impoverimento delle popolazioni e dei sistemi economici locali. Occorre, quindi, agire innanzitutto sui nodi strutturali che hanno minato alla base i sistemi economici, favorendo il più possibile quelle politiche capaci di invertire questo pesante declino, sia sul versante del lavoro e dei lavoratori, sia su quello delle imprese''.
Per Marini, “la strategia che deve essere attuata per la ripresa non deve però essere ‘disancorata' dalla realtà, ma ad essa deve essere fortemente collegata. Non possiamo con la cosiddetta ''strategia Europa 2020' correre il rischio di ripetere ciò che è avvenuto con l'Agenda di Lisbona quando si sono immaginate politiche per una Europa ideale, più competitiva che però è crollata sotto il peso di una crisi economica devastante, anche se - va detto - non prevedibile nella sua portata planetaria”. La Presidente ha fatto riferimento ad una seconda criticità, quella del 'budget' per le politiche di coesione dell'UE. “Abbiamo più volte detto alla Commissione Europea, come sistema delle Regioni d'Europa, che le risorse per politiche regionali  - così come le ha immaginate la stessa Commissione – sono insufficienti e non adeguate agli obiettivi che pure sono da tutti condivisi. E lo stesso Parlamento Europeo ha condiviso questa nostra posizione. E' auspicabile che la Commissione accolga queste istanze e definisca un quadro di risorse più coerente con gli obiettivi che si intendono perseguire con la nuova stagione della programmazione dei fondi europei.
Peraltro, come Regioni questi restano ormai gli unici strumenti che abbiamo per attuare politiche di sviluppo e di crescita”.


( red / 10.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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