Regioni.it

n. 2257 - martedì 14 maggio 2013

Sommario

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Pagamento debiti P.A.: il testo dell’Accordo tra Governo e Regioni

Conferenza Stato-Regioni 9 maggio 2013

(regioni.it) Di seguito il testo dell’Accordo tra Governo e Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano in Conferenza Stato-Regioni del 9 maggio, sulle modalità di riparto delle somme da destinare ai pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione.
L’Accordo sancisce tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano i seguenti termini:
1) La distribuzione tra le singole Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano degli importi delle somme da destinare ai pagamenti di cui all'articolo 2, comma 1, del citato decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, avviene, prioritariamente, con riferimento ai debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012, non estinti alla data dell'8 aprile 2013 e, successivamente, con riferimento ai debiti non esigibili per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2012, non estinti alla data dell'8 aprile 2013.
2) All'interno di ciascuna delle predette categorie - debiti esigibili e debiti non esigibili – la distribuzione avviene, per almeno due terzi dei debiti di cui al suddetto articolo 2, comma 1, con riferimento ai residui passivi, anche perenti con copertura in bilancio, nei confronti degli enti locali, a fronte dei quali vi siano corrispondenti residui attivi degli enti locali stessi; qualora i predetti residui risultino inferiori, la distribuzione avviene con riferimento alla loro totalità.
3) Le restanti risorse sono distribuite, prioritariamente, con riferimento ai debiti per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali.
4) La specifica ripartizione delle risorse della "Sezione per assicurare la liquidità alle Regioni e alle Province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari", è effettuata nella misura stabilita nella Tabella n. 1 allegata al presente accordo che ne costituisce parte integrante.
Il pagamento dei debiti da parte di ciascuna Regione e Provincia autonoma è effettuato dando priorità al credito più antico, come risultante dalla fattura o dalla richiesta equivalente di pagamento.
 
 
Il testo integrale dell’Accordo Stato-Regioni 9 maggio 2013:
 

 



( red / 14.05.13 )

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Pagamento debiti P.A.: in Parlamento il decreto legge

(regioni.it) Scuola, universita', ricerca e Expo: sono le voci 'salvate' dai tagli lineari ai ministeri, che potrebbero scattare dal 2015 per oltre 570 mln all'anno.
Dopo il via libera della Commissione Bilancio della Camera al decreto legge sui debiti della P.a. è in corso la discussione generale nell'Aula della Camera sul decreto legge per il pagamento dei debiti da parte della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Il testo, che scade il 7 giugno, deve ancora essere esaminato dal Senato.
La proposta approvata in commissione alla Camera modifica i tagli lineari ai ministeri a copertura degli oneri per i maggiori interessi del debito pubblico determinati dal dl. Tali esclusioni si aggiungono a quella, gia' prevista dal testo iniziale del dl, relativa agli stanziamenti del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
Il ministro dell'Istruzione, dell' Universita' e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, si è detta soddisfatta per l'approvazione da parte della commissione Bilancio della Camera dell'emendamento al decreto legge sui debiti della Pubblica amministrazione, che prevede l'esclusione di scuola e universita' dai tagli previsti per la copertura di parte del decreto.
''E' un'ottima notizia - ha affermato il ministro – che conferma l'attenzione di questa maggioranza nei confronti della scuola, della ricerca e dell'universita'. Si tratta di temi che, come abbiamo ribadito durante l'incontro di Sarteano, saranno centrali e prioritari nell'azione del governo''.
Finora sono previsti tagli ai fondi per l'editoria e per i paesi in via di sviluppo. Ma anche 'prelievi' dal fondo istituito nel 2004 per ridurre le tasse con la lotta all'evasione.
Sono state introdotte novità come un ampliamento alla possibilita' di compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali. E’ stato indicato al governo di indicare nel prossimo aggiornamento del Def, che arrivera' a settembre, le modalita' per proseguire la ''fase due'' del rimborso dei crediti.
La maggioranza, che attraverso i relatori aveva presentato un emendamento che dava maggiore spazio di manovra agli enti locali nel rimborso dei crediti, ha pero' fatto retromarcia sull'introduzione di una tassa sulle sigarette elettroniche.
L'esigenza di finanziare la norma ha fatto pero' cercare un'altra copertura. Così è stato introdotto un  mini taglio al fondo Ispe (per gli interventi strutturali di politica economica) da 15 milioni tra 2014 e 2015. E' il fondo della finanziaria del 2005 per restituire sotto forma di calo tasse i maggiori proventi della lotta all'evasione. Tra i tagli sono poi state alleggerite alcune somme appostate presso il Tesoro per i ministeri del Welfare (5,5 milioni) e degli Affari Esteri (19,8 milioni). Dal 2015, inoltre, scattano tagli  anche sui fondi per l'Editoria (17,35 milioni), con una riduzione del 12% sui 144 milioni previsti, e sugli aiuti in favore dei Paesi in via di Sviluppo (20 milioni), con un taglio di quasi il 18%. Il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia assicura comunque che ''tutti i tagli fatti in emergenza sul 2015, all'interno del dl Pa, sono previsti solo in una logica di equilibrio dei conti e saranno ripristinati con la prossima legge di stabilita'''.
Si amplia il meccanismo di compensazione per le imprese, consentendo di utilizzare anche i debiti fino al dicembre 2012 (prima era fino ad aprile 2012). Per la ''fase 2'' del rimborso, poi, si parte da settembre. Un bilancio sara' fatto con la nota di aggiornamento del Def, che conterra' non solo le nuove previsioni macro economiche ma anche indicazioni su come intervenire per restituire gli ulteriori debiti delle amministrazioni pubbliche.

 



( red / 14.05.13 )

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Bankitalia, Istat: aumenta debito pubblico, diminuisce l'inflazione

(regioni.it) Aumenta il debito pubblico. La banca d’Italia fornisce i dati di marzo del debito pubblico: 2.034,7 miliardi. L’Istat invece fornisce i dati economici sull’inflazione.
Sempre secondo i dati diffusi da Bankitalia le entrate tributarie del primo trimestre salgono dello 0,8% a quota 83,8 miliardi.
In calo il mercato della casa 2012, peggior livello da '85. Ad aprile l'inflazione su base annua crolla, con la crescita che si ferma all'1,1% dall'1,6% di marzo. L'Istat rivede al ribasso le stime (+1,2%). Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo resta invece fermo. Il forte rallentamento e' dovuto principalmente alla frenata registrata per i beni energetici. Quella di aprile e' la settima frenata consecutiva, con il tasso di crescita dei prezzi al consumo che si ferma al livello piu' basso dal dicembre del 2009 (1,0%).
Nel solo mese di marzo - risulta dal supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla finanza pubblica - le entrate tributarie sono state pari a 26,043 miliardi di euro, in lieve calo (-0,7%) rispetto ai 26,237 miliardi incassati a marzo del 2012.
Nei primi tre mesi del 2013 le entrate tributarie si sono attestate a quota 83,829 miliardi di euro, in leggero rialzo (+0,79%) rispetto allo stesso trimestre del 2012 (83,17 mld).
Il debito pubblico italiano a marzo è aumentato di 17,11 miliardi di euro rispetto a febbraio 2013 e di 79,6 miliardi di euro rispetto a marzo del 2012.



( red / 14.05.13 )

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Vendola e Zaia su virtuosità regionale e patto di stabilità

(regioni.it) Virtuosità e patto di stabilità. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dichiara: ''Mi sono permesso di dire a Maroni, presidente della Regione Lombardia, e a Zaia, presidente della Regione Veneto, che per me non ci sono differenze politiche che tengano, quando si tratta di difendere la virtu' e gli interessi delle nostre popolazioni''
“Zaia e Maroni li ho già incontrati – precisa Vendola- perche' finora i provvedimenti dei governi hanno avuto una caratteristica: hanno aiutato le Regioni che hanno scialacquato, disamministrato, e hanno punito le Regioni che hanno amministrato in maniera virtuosa''. ''Chi ha tanti soldi in cassa come la Puglia, la Lombardia e il Veneto - ha sottolineato Vendola - e' stato penalizzato''.
''Il governatore Vendola ha ragione”, ha risposto Zaia: “di fronte all'assurdita' di un patto di stabilita' che blocca in Tesoreria i soldi 'veri' delle Regioni virtuose (un miliardo 300 milioni solo per il Veneto) unicamente per garantire i buchi in bilancio di quelle sprecone, i colori politici non esistono'', afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. interno. ''Invito Vendola – prosegue Zaia - a fare fronte comune per riportare sui nostri territori i nostri soldi, per pagare i nostri fornitori e per ridare ossigeno alle economie locali. Lo ripeto: un conto e' il pareggio di bilancio, un conto e' quell'invenzione perversa che si chiama patto di stabilita' interno''.
''Al Veneto, alla Lombardia, alla Puglia, a tutte le regioni che hanno saputo ben amministrare i soldi pubblici - conclude Zaia - va consentito di poter utilizzare quello che è loro. E di nessun altro''.
 

PATTO STABILITA':ZAIA; OK VENDOLA SU DIFESA REGIONI VIRTUOSE

[Puglia] Patto di stabilità

PATTO STABILITA': VENDOLA, CON MARONI E ZAIA LOTTA COMUNE

 



( red / 14.05.13 )

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Turismo: Bandiere blu 2013

Sono 135 le spiagge premiate

(regioni.it) Le “bandiere blu” 2013 delle spiagge italiane sono 135, in leggero aumento rispetto all’anno precedente che erano invece 131. Il certificato di qualità è fornito dalla Fondazione per l'educazione ambientale (Fee).
Quindi per la stagione 2013 sono salite a 135 (131 nel 2012), le località di riviera con 248 spiagge (due in più rispetto all'anno scorso) che possono fregiarsi del sigillo di qualità della Fondazione per l'educazione ambientale. Alto il numero delle conferme (86%) rispetto al 2012 e buono anche il rendimento degli approdi turistici. La Liguria aumenta a 20 (+2) le localita' vincitrici e guida la classifica regionale. Con 18 spiagge doc seguono le Marche e la Toscana con 17.
Il numero delle conferme è dell’86% rispetto al 2012 e buono anche il rendimento degli approdi turistici, che salgono a 62 (61 nel 2012) a dimostrazione che un numero significativo di porti turistici ha intrapreso scelte di sostenibilita' garantendo la qualita' e la quantita' dei servizi erogati nella piena compatibilita' ambientale.
Sono nove i nuovi ingressi fra Adriatico e Tirreno: Francavilla al mare (Abruzzo), Fermo e Pedaso (Marche), Campomarino (Molise), Tortoli' (Sardegna), Carrara (Toscana), Framura e San Lorenzo al mare (Liguria) e Levico Terme, debutto per la localita' sul lago in Trentino; cinque le spiagge eliminate di cui tre Calabria (Marina di Gioiosa Jonica, Amendolara, Cariati), una in Abruzzo (Scanno) e una in Sicilia (Pozzallo).
L'Abruzzo mantiene le sue 14, la Campania conferma le sue 13, la Puglia le sue 10, l'Emilia Romagna le 8, il Lazio le 5 come nel 2012.
La Sardegna aumenta di una localita' e sale a 7, nessuna novita' per il Veneto con 6 Bandiere Blu, mentre il Molise  guadagna un riconoscimento ricevendo 3 Bandiere Blu. La Sicilia scende a 4, perdendo una localita' mentre la Calabria scende a 3 perdendo ben 3 Bandiere. Friuli Venezia Giulia e Piemonte confermano le 2 Bandiere Blu dell'anno scorso, la Basilicata e la Lombardia, confermano una sola bandiera blu.

Le Bandiere Blu 2013:

- PIEMONTE (2): Cannero Riviera (Verbania); Cannobio Lido

(Verbania)

- LOMBARDIA (1): Gardone Riviera (Brescia)

- TRENTINO ALTO ADIGE (1): Levico terme - Lido (Trento)

- LIGURIA (20): Camporosso, Bordighera, Sanremo-Imperatrice, San Lorenzo al Mare (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona-Fornaci, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Framura, Lerici, Ameglia-Fiumaretta (La Spezia)

- TOSCANA (17): Carrara-Marina di Carrara (Massa-Carrara); Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca); Pisa-marina di Pisa, Calambrone, Tirrenia (Pisa); Livorno-Antignano/Quercianella, Rosignano Marittimo - Castiglioncello/Vada, Cecina-Marina/Le Gorette, marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Piombino-parco naturale della Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto)

- FRIULI VENEZIA GIULIA (1): Grado (Gorizia), Lignano Sabbia d'Oro (Udine)

- VENETO (6): San Michele al Tagliamento-Bibione, Caorle, Eraclea-Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia-Lido di Venezia (Venezia);

- EMILIA ROMAGNA (8): Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara); Ravenna-Lidi Ravennati, Cervia-Milano Marittima/Pinarella/Cervia (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forli'-Cesena); Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico (Rimini)

- MARCHE (18): Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona-Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena-Porto Potenza Picena, Civitanova Marche (Macerata); Fermo Lido-Marina Palmese, Pedaso (Fermo); Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno);

- ABRUZZO (14): Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi (Teramo); Francavilla al mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto-Punta Penna/Vignola San Nicola, San Salvo (Chieti);)

- MOLISE (3): Termoli, Petacciato-Marina, Campomarino-Lido (Campobasso);

- LAZIO (5): Anzio (Roma); Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Ventotene-Cala Nave (Latina);

- CAMPANIA (13): Massa Lubrense, Anacapri-Punta Faro/Gradola (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone/Capitello, Pollica-Acciaroli/Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro, Vibonati, Sapri (Salerno);

- BASILICATA (1): Maratea (Potenza)

- PUGLIA (10): Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare, Monopoli-Lido Rosso/Castello S.Stefano/Capitolo (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Otranto, Melendugno, Salve, Castro (Lecce);

- CALABRIA (3): Ciro' Marina, Melissa-Torre Melissa (Crotone); Roccella Jonica (Reggio Calabria);

- SICILIA (4): Lipari-Lipari/Vulcano (Messina); Ispica Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento);

- SARDEGNA (7): Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca/Capo Testa ponente, La Maddalena-Spalmatore/Punta Tegge, Palau-Palau Vecchio/Sciumara (Olbia-Tempio); Castelsardo-Ampurias (Sassari); Oristano-Torre Grande (Oristano); Tortoli'-Lido di Orri/Lido di Cea (Ogliastra), Quartu Sant'Elena-Poetto (Cagliari).




( red / 14.05.13 )

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Spettacolo: nasce Assoteatro

(regioni.it) Creare una sorta di “dorsale del teatro privato italiano” che faccia massa critica e divenga interlocutore nazionale con l’obiettivo di ottenere una legge quadro sullo Spettacolo dal vivo, promuovere una semplificazione normativa sulle leggi per la sicurezza e soprattutto attivare agevolazioni fiscali e creditizie. Sono questi i traguardi che si pone “Assoteatro”, la nuova associazione che riunisce già più di un centinaio di teatri, case di produzione, compagnie e società di distribuzione e che il 13 maggio ha tenuto al teatro Duse di Bologna la sua prima assemblea costitutiva.
La sigla, nella quale sono già confluiti i maggiori gruppi esistenti su tutto il territorio nazionale, punta a riunire dunque in un'unica grande realtà le varie anime del Teatro privato italiano e dello spettacolo dal vivo.
“Il problema - ha spiegato oggi ai cronisti l'attore e presidente del Sai Giulio Scarpati, intervenuto al Duse - è quello di creare un comparto di settore tra diversi soggetti per riuscire ad ottenere ciò che in tanti anni non si è ottenuto: una legge sullo spettacolo dal vivo la cui non realizzazione deriva non solo dall'incuria ma anche da una precisa volontà politica di lasciare tutto indefinito in modo che si possano attuare politiche sbagliate clientelari in base a cui si danno soldi in maniera non trasparente e non chiara”.
“Chiediamo forme di agevolazioni fiscali e creditizie a tutela del comparto - ha aggiunto Ivaldo Vernelli dello stabile del Veneto, tra i promotori di Assoteatro - a cominciare da una riduzione dell'Iva dal 10 al 4% come avviene già per l'editoria". Un modo per sostenere trasversalmente il teatro, alleggerendo quindi anche il peso delle erogazioni pubbliche. “Rivendichiamo la possibilità di una gestione agevolata e quindi maggiormente autonoma" ha rimarcato Vernelli chiedendo anche di attivare "forme come il credito d'imposta che valgono per il cinema e non per noi, ma anche misure come il tax credit e il tax shelter”.
Si aggiungono obiettivi mirati a salvare la distribuzione degli spettacoli, la costituzione di un albo e l'attivazione di convenzioni, consulenze e servizi. Quanto ai fondi pubblici, “chiediamo che la programmazione delle erogazioni del Fus (Fondo Unico dello spettacolo) diventi triennale” ha rimarcato Vernelli, sollecitando dunque una visione di più lungo respiro. Rispetto al nuovo Governo, Vernelli si dice fiducioso del fatto che "dal premier Letta avremo sicuramente appoggio, ma abbiamo grandi aspettative anche dal ministro Zanonato al quale chiediamo un incontro".
Sul fronte del pubblico in sala, secondo Vernelli “la crisi non ha ridotto gli spettatori, ma c'è un problema serio di finanziamenti che sono stati tagliati agli enti locali" e che quindi non arrivano più ai teatri che tengono viva la cultura sui territori. “Per questo chiediamo che gli enti locali possano difendere la loro capacità di investimento - ha concluso Vernelli - ma al contempo vengano agevolate forme di gestione più indipendenti”.
Il tutto in un'ottica di maggiore equilibrio delle erogazioni. “Il settore è molto vessato da regole e regolette - ha aggiunto Pietro Longhi del teatro Manzoni di Roma - ma soprattutto accade che
un teatro abbia zero fondi pubblici e a 100 metri ce ne sia uno con centinaia di migliaia di euro di sostegno, serve un sistema diverso dunque, dove l'appartenenza e le raccomandazioni politiche non servano e dove non esistano tangenti”. “Oltre a questo vanno aiutati i giovani - ha concluso Longhi - nei primi anni di attività, così come deve cessare la prassi della continua questua degli attori che sono costretti a rivolgersi a tutti con il cappello in mano”.
“La cultura non può più essere vista come un costo da tagliare - ha detto dal palco il presidente del Teatro Duse Walter Mramor - ma bisogna capire che il futuro del Paese dipende dalla centralità che sarà accordata all'impegno culturale e al teatro privato che rappresenta l'ossatura del teatro italiano e la sua parte più vitale".
Dello stesso avviso l'assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna Massimo Mezzetti che è intervenuto all'assemblea, ricordando come "investire sulla cultura, anche in tempo di crisi, non
è un torto, ma la colpa del settore è quella di un'eccessiva frammentazione e atomizzazione”. Osservazione subito raccolta da Giovanni Vernassa, tra i gestori che hanno rilanciato il Duse di
Bologna. “In 10 anni i fondi agli enti locali per la distribuzione degli spettacoli di sono ridotti ad un decimo - ha avvertito – è chiaro che a questo punto o ci mettiamo insieme per fare massa critica o spariamo. Questa è la nostra ultima spiaggia”.
Il percorso di Assoteatro ha preso il via il 17 dicembre al Link Campus University di Roma, quindi un secondo incontro si è tenuto il 18 febbraio al Teatro Brancaccio di Roma. Da qui sono nati gruppi di lavoro distinti; oggi le commissioni, terminato il lavoro di studio su questione associativa, politiche fiscali, lavoro e servizi, illustreranno le conclusioni dal palco di Bologna dove verrà sintetizzato il manifesto e verrà stabilita la struttura organizzativa. Il passo successivo sarà aprire un tavolo di confronto con il Governo, ma anche gli organismi nazionali coinvolti nel settore come la Siae, l'Inail e l'Inps.



( red / 14.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Capo redattore: Giuseppe Schifini
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