Regioni.it

n. 2258 - mercoledì 15 maggio 2013

Sommario

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Le priorità da affrontare con il Governo: Conferenza delle Regioni il 16

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 16 maggio (ore 10.00 a Roma, in Via Parigi, 11).
I Presidenti delle Regioni si confronteranno sulle “questioni prioritarie da affrontare con il nuovo esecutivo”. All’ordine del giorno rientrano, però, anche altri temi, fra questi:
- Questioni relative alla corresponsione ad ANAS dei c.d. oneri di investimento su interventi finanziati o cofinanziati con risorse ex FAS (FSC) e Fondi europei;
- Parere sui Decreti concernenti modalità ed erogazione dei contributi in favore delle attività di spettacolo dal vivo;
- Accordo interregionale per la compensazione della mobilità sanitaria per l’anno 2012;
- Informativa sulla questione dei diritti sindacali dei Medici di medicina generale al fine di garantire omogeneità di comportamento sull’intero territorio nazionale;
- Comitato di settore regioni-sanita: bozza di atto di indirizzo per l’adeguamento degli Accordi collettivi nazionali relativi alla disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, con i pediatri di libera scelta e con gli specialisti ambulatoriali (art. 1 comma 6 della L. 189/2012);
- Esame del documento contenente la posizione delle Regioni e delle Province autonome sulla revisione del Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato UE agli aiuti d’importanza minore (de minimis).
L’ordine del giorno integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it .


( red / 15.05.13 )

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Delrio: abolire le Province, ma superare problemi su area vasta

"Impegnati a istituire la Seconda Camera delle Regioni e delle Autonomie"

(regioni.it) “Ci siamo impegnati a istituire la  Seconda Camera delle Regioni e delle Autonomie con l'obiettivo di  un'integrazione tra Stato centrale e Autonomie locali sulla base di  una ripartizione piu' chiara delle competenze, a riordinare i livelli  amministrativi e ad abolire le Province". Lo ha detto il ministro  degli Affari regionali e delle autonomie Graziano Delrio, intervenuto  in Commissione Affari Costituzionali al Senato, per illustrare le  linee guida del suo ministero e gli indirizzi programmatici. Delrio “partendo dal discorso del Presidente del Consiglio” ha spiegato così alcuni degli obiettivi del suo ministero.
“Il Governo intende abolire le Province”, ma per “risolvere il problema delle funzioni degli enti di area vasta” bisognerà “trovare una nuova organizzazione del livello provinciale che metta i Comuni e le Regioni al centro”, ha spiegato Delrio, aggiungendo che “l'abolizione  delle Province non risolve problemi degli enti di area vasta, delle funzioni e degli accorpamenti. Punterò ad un confronto sereno con Regioni, Province e Comuni e confido che in tempi brevi possiamo trovare una nuova organizzazione del livello provinciale che metta Comuni e Regioni come pilastri al centro”. Delrio si è poi detto convinto che il taglio delle Province porterà “considerevoli riduzioni di costi non tanto sulle abolizioni, quanto sinergie di servizi e funzioni che si verranno a creare”.
“Il Governo comunque - ha proseguito Delrio - intende eliminare il livello intermedio, ovvero le Province, eliminando l'incertezza che si è creata in questo ultimo anno e mezzo, e salvaguardare la centralità del sistema federalista, cercando di verificare in quali casi non ha funzionato. L'autonomia ha un valore, la confusione no”. “Il Governo, c'è un impegno del premier - ha aggiunto – che per la prima volta si impegna a vedere se è possibile una riorganizzazione delle Regioni, ovvero rivedere in un piano organico tutto il sistema, mettendo al centro servizi, imprese e cittadini, Non vogliamo ripensare l'organizzazione dello Stato solo sulla base di un problema economico, abbiamo bisogno di una visione che metta al centro, appunto, servizi, cittadini e imprese. Io sono profondamente autonomista, ritengo che lo Stato debba svolgere la funzione di regolatore. E' sbagliato, secondo me, per esempio, pensare che i comuni non possano scegliere i dirigenti in modo flessibile, secondo la loro necessità”.
Tra gli altri obiettivi del dicastero rientrano la semplificazione di “oltre 7mila enti intermedi” e l’incentivazione delle unioni di Comuni e le gestioni associate delle funzioni". Delrio ha aggiunto che ci sarà “un lavoro collaborativo con il ministro per le riforme costituzionali Quagliariello" e che "l'abolizione delle Province sarà inserita nella riforma del Titolo V".
Quanto al federalismo demaniale, “è spiaggiato come una balena ma spero di rimetterla presto in mare: è un peccato avere caserme abbandonate in pieno centro, come a Firenze; è uno spreco insopportabile”. Infine, sulle autonomie a statuto speciale: “sono un valore, e c'è l'impegno del Governo a non rivederne l'impianto complessivo, semmai va data un po’ di specialità alle Regioni a statuto ordinario”.
Infine  il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie Graziano Delrio conta “attraverso la  cooperazione, di scendere drasticamente nel livello di contenzioso con le Regioni".



( red / 15.05.13 )

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Delrio: no tagli indifferenziati, ma valorizzare Comuni e Regioni

Convocare la Conferenza del coordinamento della finanza pubblica

(regioni.it) Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, è intervenuto al Senato in Commissione Affari Costituzionali per illustrare gli indirizzi programmatici del suo dicastero.
Quanto all'Imu, Delrio spiega che la sua revisione è parte del federalismo fiscale, di cui c'è bisogno per garantire che le autonomie possano fruire di tributi propri: finora, evidenzia Delrio, veniva sequestrata per metà dallo Stato, bisogna avvicinare i tributi ai livelli di governo.
Per Delrio "no ai tagli indifferenziati, ma valorizzare Comuni e Regioni per rafforzare le loro responsabilità".
"Crediamo in autonomismo cooperativo", ha poi detto Delrio  secondo il quale "il ragionamento sull'autonomia va accompagnato da un ragionamento stringente sulla responsabilita'. Nei confronti delle  autonomie locali ci sono stati tagli pesanti in questi anni, bisogna  attuare il federalismo fiscale, dare autonomia fiscale e fare in modo  che l'automomia non sia priva di responsabilita' nel sistema della  spesa, ma sia controllata e verificata".
Delrio quindi afferma che ''ènecessario ripensare all'Imu garantendo autonomia fiscale a Comuni e Regioni, per consentire loro di svolgere le funzioni''.
Secondo Delrio, il famoso principio del “pago, vedo voto” deve essere ritrovato per avvicinare sempre più il tema fiscale al governo più prossimo''. L'Imu si e' allontanata da questo principio, ''essendo meta' dello Stato''.
Sul Patto stabilità, Delrio sostiene che entro l'anno siano varate nuove misure per per allentare il patto di stabilita' interno ''che permetteranno di aumentare la capacità di manovra degli enti locali, in particolare dei piccoli comuni''.
Delrio ha ricordato che ''i tagli hanno provocato una forte depressione dell'iniziativa degli enti locali, con una pesante contrazione degli investimenti. Per questo puntiamo ad una revisione profonda del patto di stabilita' interno''.
Delrio ha aggiunto che ''il primo caso e' stato quello dell'accordo raggiunto con Regioni ed enti locali sul decreto sui pagamenti della P.A.. Cosi' e' stato ridotto del 50% l'impatto del patto di stabilita' sui piccoli comuni'' Per questo il Governo ''s'impegna a revisionare queste regole del patto in particolare sulla messa in surezza del territorio e dell'edilizia scolastica. Abbiamo cominciato un percorso e spero che entro la fine dell'anno riusciremo a mettere in campo altri provvedimenti che permetteranno di aumentare la capacita' di manovra dei piccoli comuni''.
Ad esempio sulle spese per l'edilizia scolastica e la sicurezza del territorio "perche' - ha aggiunto Delrio, in audizione in commissione Affari Costituzionali al Senato - la questione cruciale per questo Paese e' di non deprimere la spesa produttiva per gli investimenti". Per cui serve "autonomia di spesa per gli investimenti per le amministrazioni virtuose".
A proposito, il ministro ha proposto di istituire il Fondo per le amministrazioni piu' virtuose. Ha
poi chiesto di adottare il meccanismo dei costi standard previsto dal federalismo fiscale per le spese di Regioni ed Enti locali. Inoltre è da ''rivedere e rafforzare'' il sistema delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata, ''troppo spesso relegato a compiti di parerificio'', Delrio ha anche sottolineato l'importanza di convocare la Conferenza del coordinamento della finanza pubblica, finora mai convocata.
Sull’Imu spiega di aver “chiesto che la sospensione rata non determini deficit liquidita' ai comuni. Questo deve essere garantito, quel paletto non deve essere varcato. Molti comuni sono gia' in gravissimo deficit liquidita', specie al centro sud''.
''Sull'Imu capisco che vi sia da fare salto in avanti rispetto all'Imu 'sperimentale', ritengo che l'impianto federalista della tassazione vada ripreso''. Infine, per Delrio e' ''necessario iniziare il lavoro sulla riforma del catasto, ci proviamo a farla partire''.



( red / 15.05.13 )

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Basilicata, Calabria: rimodulazione fondi Fas e riqualificazione urbana

Scopelliti: 100 milioni di euro per 170 riqualificazioni dei centri storici

(regioni.it) In Basilicata si lavora alla rimodulazione del Fondo di sviluppo e coesione, mentre in Calabria si trovano risorse per la riqualificazione dei centri storici.
Si tratta di indirizzare risorse ai 4 settori ritenuti strategici (energia, agroindustria, automotive e turismo) e destinare le risorse eventualmente rimanenti sulle voci ricerca e sviluppo e contratti di sviluppo a regia regionale. E’ stato sottoscritto un verbale d’intesa da Regione, sindacati e associazioni datoriali nella Cabina di regia “Obiettivo Basilicata”.
Con la rimodulazione delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2007-2013, le parti concordarono di procedere ad una rimodulazione dei fondi Fas.
La “Cabina di regia” ha inoltre stabilito che gli interventi sul settore della ricerca e sviluppo, precedentemente elencati nella deliberazione Cipe, non sono stati ancora oggetto di aggiornamento e che pertanto la loro individuazione, in termini di destinazione delle risorse e di priorità delle azioni da porre in essere, richiederà un ulteriore confronto in seno alla stessa “Cabina di regia”.
A lavoro anche per le soluzioni per i pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese, alla luce del Patto di stabilità interno e delle novità introdotte dal decreto “sblocca crediti”, e in attesa dell’eventuale accoglimento delle richieste della Regione che prevedono, tra l’altro, la possibilità di utilizzare fuori dai tetti di spesa anche le royalty dall’attività estrattiva. La Regione ha confermato che “non vi sono problemi di risorse ma di tetto”, che per il 2013 è pari a 543 milioni di euro. Su questa somma, la Regione ha già provveduto a pagamenti per una parte (circa 260 milioni), e ne ha ora a disposizione meno di 300 con cui garantire le spese restanti. Anche alla luce delle proposte avanzate dalle associazioni datoriali, la Regione si è comunque impegnata a effettuare una ricognizione coinvolgendo tutti i dipartimenti regionali per stabilire l’esatto ammontare dei pagamenti ancora pendenti.
In Calabria il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti è stata annunciata la sottoscrizione tra la Regione e i Comuni interessati, delle nuove convenzioni in base alle quali saranno regolati i finanziamenti di riqualificazione urbana dei centri storici. Si tratta di 170 interventi, con un finanziamento di € 97.814.635,95, assegnati dalla delibera CIPE 89/2012.
IL Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha sottolineato il recupero delle risorse nel confronto col Governo: Mi sembra un segnale fortissimo per il nostro territorio. Si tratta di comuni che in certi casi avevano già anticipato le risorse con propri fondi, o che erano in fase avanzata dal punto di vista della realizzazione o che erano in itinere nel farlo ma hanno dovuto bloccare le procedure. Siamo riusciti a dare a questo atto maggiore concretezza, recuperando, cosa che forse non accadeva in passato, la certezza delle risorse. Tutto ciò significa buona amministrazione”.

 

[Basilicata] Fas, intesa in Cabina di regia e ora si lavora sullo “sblocca crediti”

[Basilicata] Ok dalla Cabina di Regia a proposta rimodulazione Fas

[Calabria] Scopelliti: in arrivo 100 milioni di euro per 170 riqualificazioni dei centri storici calabresi

 



( red / 15.05.13 )

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Elezioni regionali in Valle d'Aosta il 26 maggio

(regioni.it) Le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, avranno luogo domenica 26 maggio 2013. Da venerdì 26 aprile – si legge sul sito della Regione - è iniziato il divieto della propaganda elettorale luminosa o figurativa a carattere fisso in luogo pubblico - ivi compresi i tabelloni, gli striscioni o i drappi - di ogni forma di propaganda luminosa mobile, del lancio o getto di volantini. L’uso di altoparlanti su mezzi mobili è consentito solo per il preannuncio dell’ora e del luogo in cui si terranno comizi e riunioni di propaganda elettorale e solamente dalle ore 9.00 alle ore 21.30 del giorno della manifestazione o di quello precedente. Dallo stesso giorno ha inizio la propaganda elettorale con possibilità di affissioni esclusivamente negli speciali spazi assegnati dalla Giunta Comunale. 
Entro sabato 11 maggio sono autenticate e bloccate le liste elettorali generali e sezionali. Da martedì 21 maggio l’Ufficio comunale resta aperto quotidianamente, anche nei giorni festivi, almeno dalle ore 9 alle ore 19 e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle relative operazioni, per il ritiro delle tessere elettorali non consegnate o dei duplicati delle tessere deteriorate, smarrite o rubate.
Da sabato 25 maggio (a partire dalla mezzanotte del venerdì) inizia il divieto dei comizi, delle riunioni di propaganda e delle nuove affissioni di stampati, giornali murali, manifesti di propaganda (silenzio elettorale). Domenica 26 maggio alle ore 7.00 avranno inizio le operazioni di voto che si concluderanno alle ore 22.00. Lo spoglio dei voti avrà inizio lunedì 27 maggio alle ore 8.00 e si dovrà concludere entro le ore 13.00.  In caso di ballottaggio, l’Ufficio elettorale regionale, costituito presso il Tribunale di Aosta, comunicherà alla Presidenza della Regione il mancato raggiungimento delle condizioni di cui all’art. 50, comma 2, della L. R. 3/1993. In questo caso, le operazioni di voto per il ballottaggio avranno luogo domenica 9 giugno dalle ore 7.00 alle ore 22.00.


( red / 15.05.13 )

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Rifiuti: Orlando, affrontare emergenze che possono diventare esplosive

(regioni.it) Il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, ha affrontando il tema “rifiuti”, al di là delle vicende di prospettiva” ha spiegato che il ministero dovrà “affrontare una serie di emergenze che rischiano di diventare esplosive in tre-quattro mesi”. Il Ministro si riferisce in particolare alle situazioni in Lazio, Campania e Sicilia, la cui soluzione è sicuramente “un obiettivo ambizioso”.
Orlando ha poi ricordato che il ministero dell'Ambiente ha da solo “34 procedure di infrazione” pari ad un terzo di quelle di tutta l'Italia  e “se riuscissimo a ridurle e a riallineare il nostro Paese alle indicazioni dell'Ue sarebbe un buon successo”. Per affrontare queste emergenze, ha ricordato, gli interlocutori sono le Regioni.
Il Ministro si è poi soffermato su altri tre temi: consumo del suolo, acqua e condono, prendendo su quest’ultimo punto una posizione di netta chiusura. “Il progetto per diminuire il consumo di suolo nel nostro Paese è uno dei punti cardine che il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, si propone di portare avanti in questa legislatura. "C'è già un accordo con il ministro delle Politiche agricole", dichiara a margine di una conferenza stampa al Wwf. L'intenzione, poi, “è' di ripartire dalla proposta di legge dell'ex ministro Mario Catania”. Sulla tutela dell'acqua ''c'è un interesse politico a non lasciare vacatio dopo il referendum. E' un bene comune ma c'è anche una volontà popolare da rispettare”, ha detto il ministro dell'Ambiente. Acqua e suolo, ha spiegato, “sono due punti che il governo deve affrontare subito per questioni politiche. Quello del suolo, come ha ricordato, “è a portata di mano e sull'acqua credo ci sia l'interesse politico a non lasciar spazio dopo l'esito del referendum”. Quanto poi ad altre “idee”, il Ministro ha precisato, che “è irricevibile qualunque ipotesi di condono edilizio”.
 


( red / 15.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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