Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2261 - lunedì 20 maggio 2013

Sommario3
- Emilia-Romagna: ad un anno dal terremoto il punto sulla ricostruzione
- Mobilità sanitaria: accordo interregionale per compensazione
- UE: Comitato delle Regioni, decidere insieme sulla crescita
- Spettacolo: documento sui contributi per le attività dal vivo
- 5° Rapporto sulla condizione dei malati oncologici
- Save the Children: futuro bambini, Italia agli ultimi posti in Europa

+T -T
Emilia-Romagna: ad un anno dal terremoto il punto sulla ricostruzione

(regioni.it) E’ passato un anno dal terremoto in Emilia Romagna. E sono molte le iniziative previste per ricordare la tragedia e la ricostruzione. In quel 29 maggio del 2012 ci fu la scossa più disastrosa.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato come il Paese si ritrovi unito nel dolore e nel ricordo. E il presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta sarà in Emilia la settimana prossima: “per commemorare e accelerare sulla ricostruzione”.
Il presidente Vasco Errani ha tracciato un bilancio della ricostruzione: "Molto resta da fare ma abbiamo scritto una pagina per molti versi inedita, grazie a un grande lavoro di comunità".
“Tutte le cifre, i programmi e le immagini di questi dodici mesi in un video e un aggiornato dossier scaricabile da uno speciale sito web regionale.
“Un anno in cui c’è stata una reazione straordinaria – ha sottolineato Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla Ricostruzione - frutto di una cultura profonda, di un grande lavoro di comunità. Un anno in cui è stato creato un impianto solido e flessibile, definita su una pagina bianca una gestione delle emergenze per molti versi inedita. Un anno in cui molto è stato fatto senza nascondere i problemi ma sempre tenendo ferma una priorità: le richieste dei cittadini e delle imprese terremotate sono dei diritti e come tali vanno rispettati. Ora si va avanti continuando non a porsi delle scadenze ma degli obiettivi di qualità, per uscire dal dramma del sisma più efficienti e rinnovati di prima”.
E’ stato quindi prodotto un dossier riepilogativo di questi primi dodici mesi dalle scosse, documento consultabile e scaricabile dallo speciale sito web www.regione.emilia-romagna.it/a-un-anno-dal-terremoto. Tra qualche giorno sarà resa disponibile un’applicazione per visualizzare lo speciale sui tablet. Sullo stesso sito è visibile il documentario “L’Emilia adesso: 365 giorni dopo il sisma” e un calendario dei numerosi appuntamenti di questo mese nelle aree colpite.
Particolarmente approfondito il capitolo dedicato dal presidente Errani alle risorse, con una stima complessiva dei fondi a disposizione che “arriverà sopra i 10 miliardi, cui si debbono aggiungere i 6 miliardi resi disponibili dalla Cassa depositi e prestiti senza interessi alla restituzione. Risorse che per case e imprese dovrebbero coprire il fabbisogno”. E comunque, Errani ha voluto specificare che “in ogni caso se le risorse non dovessero essere sufficienti cercheremo una copertura. Inoltre, secondo i nostri calcoli potrebbe mancare 1 miliardo per il completo finanziamento delle opere pubbliche, cifra che potrebbe essere necessaria nei prossimi anni e che ci proponiamo di mettere a punto nei primi mesi del 2014”. E se si arrivasse a questo obiettivo, ha aggiunto, “sarebbe la prima volta che in un sistema di finanziamento del genere il cerchio trova una piena quadratura”.
Ma Errani ha voluto puntualizzare anche che “dobbiamo ancora concludere una verifica sull’incidenza reale delle assicurazioni nel computo dei danni, perché vogliamo che ogni nostra richiesta sia trasparente e seria, commisurata alla reale necessità”.
 “Il sisma – ha dichiarato Errani – ci ha in qualche modo costretti a fare nuovi poli scolastici e nuove integrazioni tra i diversi livelli, anticipando così ciò che sarebbe dovuto in ogni caso accadere a livello nazionale e regionale”.
“Così come – ha detto ancora il presidente – avremo alla fine centri storici più vivibili e un sistema delle imprese innovato, frutto anche di una ricostruzione fondata su alcune regole fondamentali: la certezza della verifica di un diritto al risarcimento, il contrasto alla criminalità organizzata con il tema delle white list. Per la prima volta si sta sperimentando insieme alle Prefetture un sistema di contrasto alle infiltrazioni criminali che richiede un lavoro finora mai realizzato. Tutto ciò purtroppo richiede dei tempi, ma credo siano ben spesi”.
“E tutto questo – dice Errani - lo abbiamo fatto anche grazie al volontariato, al dipartimento della Protezione civile guidata dal prefetto Gabrielli, alla collaborazione con i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, agli artisti che hanno donato il proprio apporto, ai tanti cittadini che con piccole e grandi donazioni hanno espresso solidarietà cui noi rispondiamo con la trasparenza e l’efficienza, mettendo tutto in rete, non come accaduto in altre situazioni”.
Anche Papa Francesco, nella recita del Regina Coeli, dopo la messa di Pentecoste celebrata in Piazza San Pietro per i membri dei movimenti ecclesiali ha voluto ricordare: “nella preghiera - le parole del Papa – le popolazioni dell'Emilia Romagna che il 20 maggio dell'anno scorso furono colpite dal terremoto''.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad un anno dal terremoto che ha colpito i territori dell'Emilia-Romagna, interessando anche la Lombardia e il Veneto, ha sottolineato infine quanti hanno subito gravi lutti e ingenti danni personali e materiali. Tragedie come questa infliggono una ferita al Paese intero che si deve ritrovare unito nel dolore e nel ricordo. In questa ricorrenza desidero rinnovare il mio vivo apprezzamento per l'esempio di forza e di coesione offerto dalle popolazioni nel reagire alla sciagura ed il mio ringraziamento ai tanti cittadini che spontaneamente accorsero in aiuto prestando il loro sostegno nei momenti più difficili con generosità e alto senso civico. Nella certezza che lo stesso spirito continuerà ad animare il processo di ricostruzione esprimo alle comunità colpite la vicinanza mia e di tutti gli italiani".

[Emilia - Romagna] Sisma, così rinasce il centro storico di Cento. Tre mesi di iniziative e spettacoli. Il 7 e 8 giugno "Notturno di Carnevale"

[Emilia - Romagna] Sisma, lo sport per la ricostruzione. Martedì 21 in Regione presentazione del "Meeting della rinascita" con Mezzetti, Suprani, Fizzoni e Broglia

[Emilia - Romagna] Inv./ Caregiver Day regionale, conferenza stampa martedì 21 maggio alle 12 con l'assessore Marzocchi 

[Emilia - Romagna] Muzzarelli ai sindacati: "Quella di ieri era una conferenza stampa e non un incontro. Abbiamo sempre lavorato insieme e continueremo a farlo".

[Emilia - Romagna] Terremoto - Accordo tra la Regione Emilia-Romagna, le associazioni imprenditoriali e sindacali del settore delle costruzioni emiliano-romagnole, Inail, Inps, Anci e Upi per realizzare servizi di cooperazione applicativa sul Durc a supporto dei comuni colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012

[Emilia - Romagna] Terremoto - A un anno dalle prime scosse il presidente Vasco Errani traccia un bilancio della ricostruzione



( red / 20.05.13 )

+T -T
Mobilità sanitaria: accordo interregionale per compensazione

(Regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 16 maggio, ha approvato l’Accordo interregionale per la compensazione della mobilità sanitaria (versione in vigore per le attività dell’anno 2012).
Il Documento è stato già inviato dal Presidente della Conferenza delle Regioni ai Presidenti e agli Assessori alla sanità delle Regioni e delle Province autonome ed è stato pubblicato integralmente nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it .
Si riporta di seguito la premessa e l’indice.
Premessa
Con il finanziamento dei Servizi Sanitari Regionali, basato su un modello di allocazione territoriale delle risorse con l’ attribuzione di quote pro-capite per ciascun cittadino residente e con il finanziamento delle strutture erogatrici con corrispettivi unitari per ciascuna prestazione, si è posta la necessità di compensare i costi sostenuti per prestazioni rese a cittadini in ambiti regionali diversi da quelli che hanno ottenuto il finanziamento pro-capite.
La compensazione interregionale della mobilità sanitaria è stata inizialmente regolata dalle note del Ministero della Salute 100/scps/4.4583 del 23 marzo 1994, 100/scps/4.6593 del 9 maggio 1996 e 100/scps/4.344spec. del 28 gennaio 1997. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Commissione Salute hanno approvato in tempi successivi documenti che hanno integrato e modificato le citate note ministeriali.
Le Regioni e Province Autonome assumono ora il presente documento come Accordo per la
disciplina della compensazione interregionale della mobilità sanitaria.
Questo documento, al fine di porre in essere una procedura uniforme, definisce in maniera univoca le prestazioni da porre in compensazione e che dovranno essere documentate tramite modelli riassuntivi e i dati analitici in formato elettronico delle prestazioni erogate.
Prestazioni in compensazione:
  • · Ricoveri ospedalieri e day hospital (flusso A)
  • · Medicina generale (flusso B)
  • · Specialistica ambulatoriale (flusso C)
  • · Farmaceutica (flusso D)
  • · Cure termali (flusso E)
  • · Somministrazione diretta di farmaci (flusso F)
  • · Trasporti con ambulanza ed elisoccorso (flusso G)
Vengono inoltre individuate le caratteristiche dei flussi informativi (tracciati record), stabiliti i tempi e le modalità di trasmissione dei dati, delle contestazione e delle relative risposte.
Entro il 15 maggio Invio dei dati di attività
Entro il 15 luglio Invio delle contestazioni
Entro il 15 ottobre Invio delle controdeduzioni
Tutte le attività non elencate tra le prestazioni in compensazione e tutte le attività che necessitano di autorizzazioni preventive (ad esempio le dispensazioni di assistenza integrativa, ecc.) devono essere addebitate tramite fatturazione diretta.
Per evitare l’insorgere di contestazioni è auspicabile che per tutte le attività non ricomprese in compensazione nella mobilità (esempio ricoveri extraospedalieri, assistenza domiciliare non compresa nel flusso B), venga inviata una comunicazione alla USL di residenza del soggetto.
Regioni e Province Autonome verranno di seguito denominate “regioni” o “regione”. Per eventuali errori formali successivamente riscontrati il gruppo tecnico dei referenti potrà apportare all’unanimità le adeguate correzioni.
Indice
Premessa pag. 3
Invio dei record di attività pag. 4
Contestazioni sui record di attività pag. 9
Il sistema di indicatori per la verifica della appropriatezza pag. 12
della attività di ricovero ospedaliero
Risposta alle contestazioni (controdeduzioni) pag. 17
Composizioni bilaterali e collegio arbitrale pag. 20
Prescrizioni comuni a tutti i tracciati record pag. 22
Ricoveri ospedalieri e day hospital (flusso A) pag. 27
Tracciato record pag. 30
Medicina generale (flusso B) pag. 33
Tracciato record pag. 35
Specialistica ambulatoriale (flusso C) pag. 36
Tracciato record pag. 40
Farmaceutica (flusso D) pag. 43
Tracciato record pag. 46
Cure termali (flusso E) pag. 48
Tracciato record pag. 50
Somministrazione diretta di farmaci (flusso F) pag. 52
Tracciato record pag. 60
Trasporti con ambulanza ed elisoccorso (flusso G) pag. 63
Tracciato record pag. 65
Accordo Interregionale Plasmaderivazione pag. 67
Cessione di emocomponenti labili pag. 70
Tariffa Unica Convenzionale (TUC) pag. 82


( red / 20.05.13 )

+T -T
UE: Comitato delle Regioni, decidere insieme sulla crescita

(regioni.it) Il Comitato delle Regioni UE sostiene che bisogna decidere insieme sulla crescita. E’ la sollecitazione proveniente da Ramon Luis Valcarcel Siso, presidente del Comitato delle Regioni Ue, in occasione di una conferenza sugli investimenti nelle regioni e nelle città europee.
E nonostante i tagli al bilancio, le autorità locali e regionali sono ancora responsabili di due terzi della spesa pubblica dell'Ue e per questo devono essere ''presenti e tenuti in considerazione'' al momento di decidere le nuove politiche Ue per la crescita.
Secondo Valcarcel Siso ''se non si tiene conto di dove vengono fatti gli investimenti, la strategia europea avrà un successo inferiore a quello desiderato e questa sembra essere ormai un'idea condivisa da tutte le istituzioni Ue''.
Sul problema che le banche tendono a non dare liquidità alle piccole e medie imprese, per il periodo 2013-2015, è intervenuto il presidente della Bei, presidente della Bei: ''insieme ad altri partner contiamo di fare da volano per investimenti fra i 180 e i 200 miliardi di euro complessivi. Sosteniamo gli enti locali e dobbiamo farlo con i partner in loco'' ha affermato Hoyer, spiegando anche che il ruolo della Bei ''come istituzione pubblica e' quello di colmare le lacune del mercato''. Allo stesso tempo il presidente della Bei ha chiesto alle regioni di ''combinare iniziative e creare pacchetti'' di progetti abbastanza grandi da poter essere co-finanziati dalla banca Ue. Hoyer ha sottolineato come la sfida futura per l'Ue sul mercato globale sia quella dell'innovazione.
E in un'Europa a due velocità fra Paesi del Nord e Paesi del Sud oggi ''per innovare e fare ricerca serve un partenariato pubblico-privato'' ha aggiunto il presidente del Comitato delle Regioni Ue.
Infatti il nodo da sciogliere è la richiesta di poter fare investimenti superando il tetto di spesa imposto dal patto di stabilità.
''Si registra un consenso di fondo - ha detto Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni - da parte della Commissione europea e della Banca europea d'investimenti sull'esclusione degli investimenti dai conteggi per il patto di stabilita', su una base selettiva e temporanea''. Un'idea su cui frena invece il premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker, secondo cui ''i bilanci dello Stato devono indicare tutte le spese, che vanno trattate tutte allo stesso modo'', altrimenti il rischio e' quello di ricadere nell'indebitamento eccessivo.



( red / 20.05.13 )

+T -T
Spettacolo: documento sui contributi per le attività dal vivo

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 16 maggio 2013 ha approvato un documento sui  contributi a favore delle attività dello spettacolo dal vivo. Si tratta di un parere favorevole in merito ai relativi Decreti.
Nel testo la Conferenza ha ribadito di essere sempre in attesa di un confronto sulla
governance del settore che consenta di affrontare le questioni aperte da alcune sentenze delle Corte Costituzionale.
Il documento che si riporta integralemente è stato pubblicato nella sezione "Conferenze" del sito www.regioni.it.
Parere, ai sensi degli articoli 2, comma 4, sui Decreti concernenti modalità ed erogazione dei contributi in favore delle attività di spettacolo dal vivo
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome rileva, in termini generali, che l’avvenuto taglio dei fondi aggrava la già complessa situazione finanziaria del settore dello spettacolo dal vivo ed invita, pertanto, a prevedere un reintegro a breve termine del FUS.
Si indicano a seguire alcune osservazioni puntuali.
Appare poco adeguato inserire già nel decreto la possibilità di scostamenti significativi per tutti i settori dei vari ambiti di spettacolo. In questo modo si rende poco incisivo il parere delle Regioni in quanto il MiBAC potrà poi apportare variazioni significative sulla ripartizione dei settori in fase di assegnazione delle risorse.
Per quanto riguarda la ripartizione delle risorse 2013 per le Attività musicali, si evidenzia il decremento del valore complessivo assegnato al settore. Si propone la diminuzione dello stanziamento per la categoria Concertistica e corali, che racchiude un numero elevato di soggetti eterogenei con la conseguenza di un’eccessiva frammentazione dei contributi.
Anche se ridotti rispetto al 2012, risultano comunque sproporzionate le risorse appostate per i Progetti speciali e le Attività concertistiche all’estero. In un periodo di difficoltà del settore della prosa dovrebbero essere maggiormente tutelate le attività stabili e continuative di forte valenza imprenditoriale. Si propone pertanto la diminuzione della quota di risorse appostata per i Progetti Speciali in favore dei Teatri Stabili e delle imprese di produzione di rilevanza nazionale. Si auspica la necessità di redistribuzione di detta quota a favore di soggetti stabili e continuativi, in particolare i Teatri di tradizione, che svolgono anche attività di tipo concertistico e corale di alto livello qualitativo.
Per quanto riguarda la ripartizione delle risorse 2013 per le Attività di danza, nel rilevare il permanere dello scarso peso del settore nella ripartizione delle risorse, si propone un innalzamento dello stanziamento per i soggetti di promozione della danza e perfezionamento professionale e un innalzamento dello stanziamento delle rassegne e festival. Si rileva inoltre che gli scostamenti previsti per il settore sono mediamente più alti rispetto agli altri.
Per quanto riguarda la ripartizione delle risorse 2013 per le Attività teatrali, si evidenzia il decremento del valore complessivo assegnato al settore a fronte del mantenimento dei soggetti beneficiari.
Esprimendo parere favorevole in merito ai Decreti in oggetto, la Conferenza ribadisce, tuttavia, che si è in attesa da anni di avere un confronto sulla governance del settore, a partire dalle sentenze delle Corte Costituzionale che hanno ravvisato la necessità di un adeguamento della vigente legislazione al "nuovo" dettato costituzionale.


( red / 20.05.13 )

+T -T
5° Rapporto sulla condizione dei malati oncologici

(regioni.it) Nell'ambito delle manifestazioni indette per celebrare la 8^ Giornata nazionale del malato oncologico, giovedì 16 maggio 2013 è stato presentato il "5° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici", che prosegue e approfondisce le analisi avviate nel 2009 dalla FAVO e dal Censis sulla stessa materia. Hanno aderito alla costituzione dell'Osservatorio ed hanno fornito contributi rilevanti all'elaborazione del Rapporto il sistema delle Associazioni del volontariato oncologico attraverso la FAVO, il Censis, l'Associazione italiana degli oncologi medici (AIOM), l'Associazione italiana di radioterapia oncologica (AIRO), la Società Italiana di Ematologia (SIE), Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), Federsanità-Anci, la federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG), la Società Italiana di Psico Oncologia (SIPO), la Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO), il Coordinamento Generale Medico-Legale dell'INPS e la Direzione generale del Sistema informativo del Ministero della Salute.
Più di un milione di persone (esattamente 1 milione 285mila) sono tornate a una vita normale a cinque anni da una diagnosi di tumore, con un calo della mortalità complessiva in un anno del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine. Sono queste alcune delle 'luci' sulla vita dei pazienti oncologici evidenziate dal rapporto presentato proprio il 16 maggio dalla Favo, la federazione delle associazioni di volontariato, insieme a molte ombre, soprattutto dal punto di vista dell'assistenza territoriale.
Ogni anno nel nostro Paese, scrive il rapporto, si registrano 364mila nuovi casi di tumore: 202.500  negli uomini e 162.000 nelle donne.
Ecco (nella sintesi fornita dall’Ansa) i principali dati del 5° rapporto.
Pochi posti letto in hospice: il 30% dei malati di tumore, afferma il rapporto, muore in una struttura per acuti. Uno dei motivi è la carenza di hospice. Ad esempio, a fronte di 598 posti letto in hospice in Lombardia e 241 in Emilia Romagna, se ne registrano solo 20 in Campania e 7 in Calabria.
Molte strutture non adeguate: un gruppo di lavoro ha individuato i parametri per stabilire i volumi minimi di attività per singola neoplasia, al di sotto dei quali le strutture chirurgiche non dovrebbero essere abilitate ad affrontare le varie patologie. Rispetto ai 1.015 centri che si occupano di cancro del colon retto, solo 196 risultano adeguati; dei 906 del tumore della mammella, solo 193; dei 702 del polmone solo 96 e dei 624 della prostata solo 118.
Assistenza domiciliare e radioterapie con grandi disparità: la situazione dell'assistenza domiciliare mostra marcate differenze regionali (si va dai 153 casi per 100mila abitanti in Toscana ai 91 nel Lazio fino ai 34,6 in Emilia Romagna).
Disomogeneita' territoriale nella distribuzione dei centri di Radioterapia oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord, 51 al Centro e 50 al Sud. E i LINAC (acceleratori lineari), apparecchiature fondamentali per i trattamenti radioterapici, sono ben al di sotto degli standard europei: ve ne sono 361, con una media nazionale di 6.1 per 1 milione di abitanti (quella attesa dalla UE è compresa fra 7 e 8).
Migliora terapia dolore: migliorano rispetto al passato i servizi di terapia del dolore,presenti nell'85% delle realtà sanitarie (89% al Nord, 81% alCentro, 80% al Sud-Isole). nel 33% delle oncologie però nonsono presenti spazi informativi dedicati all'orientamentosull'accesso ai servizi, all'informazione sulla malattiaoncologica e sui diritti legati alla vita lavorativa.
Secondo la Favo la ricetta per migliorare le condizioni dei malati e allo stesso tempo risparmiare risorse passa per una maggiore assistenza territoriale, che però non e' garantita ovunque: “il 30% dei pazienti con cancro muore in strutture ospedaliere destinate al contrasto di patologie acute, generando gravi sofferenze umane e familiari - afferma il presidente Favo Francesco De Lorenzo -. E' chiara l'inappropriatezza di questi ricoveri. Vanno poi considerati gli alti costi pro-die delle degenze in centri complessi e ad alto tasso tecnologico”.
[FAVO] - V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici - 16.05.2013
[Agenzie] FAVO: V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici


( red / 20.05.13 )

+T -T
Save the Children: futuro bambini, Italia agli ultimi posti in Europa

(regioni.it) L’Italia è agli ultimi posti UE nel garantire un futuro migliore ai bambini. Sono i dati diffusi da Save the Children che ha pubblicato una nuova ricerca in occasione del lancio della campagna Allarme Infanzia.
L'Italia è peggio solo di Grecia e Bulgaria per “povertà di futuro”, deprivando bambini e adolescenti di opportunità, prospettive e competenze.
Quattro le principali 'ruberie' ai danni di bambini e adolescenti: il taglio dei fondi per minori e famiglia, la mancanza di risorse per una vita dignitosa, il basso livello di istruzione e di lavoro. Secondo la ricerca, il 25% dei ragazzi vede il futuro più duro di quello dei genitori e l'80% dichiara di aver fatto rinunce causa la crisi.
L'Italia, rende noto il dossier dell'organizzazione internazionale realizzato da Ipsos, è al 18mo posto nell'Europa a 27 per la spesa per l'infanzia e la famiglia, pari all'1% del pil. Quasi il 29% di bambini sotto i 6 anni (circa 950.000) vive ai limiti della poverta', tanto che il nostro paese è al 21mo posto in Europa per rischio poverta' ed esclusione sociale fra i minori di eta' 0-6 anni e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale.
Il nostro Paese è al 22mo posto per quanto riguarda il basso livello d'istruzione (il 28,7% tra i 25 e i 34 anni), per dispersione scolastica (18,2% di under 25) ed e' all'ultimo posto per tasso di laureati (il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni). Quanto al lavoro, i giovani disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo, mentre i neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano l'Italia al 25mo posto su 27.
Inoltre è emerso che gli adolescenti vivono fra la paura per il futuro e un certo ottimismo proprio dell'età, che fa pensare loro che la riuscita nella vita dipenda da loro stessi (37%). In mezzo i "consapevoli", cioè coloro che temono di incontrare varie difficoltà ma che troveranno il modo di cavarsela (13%).

 

Allarme Infanzia: Italia agli ultimi posti in Europa per “povertà di futuro” di bambini e adolescenti

 



( red / 20.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top