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Regioni.it

n. 2261 - lunedì 20 maggio 2013

Sommario
- Emilia-Romagna: ad un anno dal terremoto il punto sulla ricostruzione
- Mobilità sanitaria: accordo interregionale per compensazione
- UE: Comitato delle Regioni, decidere insieme sulla crescita
- Spettacolo: documento sui contributi per le attività dal vivo
- 5° Rapporto sulla condizione dei malati oncologici
- Save the Children: futuro bambini, Italia agli ultimi posti in Europa

+T -T
5° Rapporto sulla condizione dei malati oncologici

(regioni.it) Nell'ambito delle manifestazioni indette per celebrare la 8^ Giornata nazionale del malato oncologico, giovedì 16 maggio 2013 è stato presentato il "5° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici", che prosegue e approfondisce le analisi avviate nel 2009 dalla FAVO e dal Censis sulla stessa materia. Hanno aderito alla costituzione dell'Osservatorio ed hanno fornito contributi rilevanti all'elaborazione del Rapporto il sistema delle Associazioni del volontariato oncologico attraverso la FAVO, il Censis, l'Associazione italiana degli oncologi medici (AIOM), l'Associazione italiana di radioterapia oncologica (AIRO), la Società Italiana di Ematologia (SIE), Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), Federsanità-Anci, la federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG), la Società Italiana di Psico Oncologia (SIPO), la Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO), il Coordinamento Generale Medico-Legale dell'INPS e la Direzione generale del Sistema informativo del Ministero della Salute.
Più di un milione di persone (esattamente 1 milione 285mila) sono tornate a una vita normale a cinque anni da una diagnosi di tumore, con un calo della mortalità complessiva in un anno del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine. Sono queste alcune delle 'luci' sulla vita dei pazienti oncologici evidenziate dal rapporto presentato proprio il 16 maggio dalla Favo, la federazione delle associazioni di volontariato, insieme a molte ombre, soprattutto dal punto di vista dell'assistenza territoriale.
Ogni anno nel nostro Paese, scrive il rapporto, si registrano 364mila nuovi casi di tumore: 202.500  negli uomini e 162.000 nelle donne.
Ecco (nella sintesi fornita dall’Ansa) i principali dati del 5° rapporto.
Pochi posti letto in hospice: il 30% dei malati di tumore, afferma il rapporto, muore in una struttura per acuti. Uno dei motivi è la carenza di hospice. Ad esempio, a fronte di 598 posti letto in hospice in Lombardia e 241 in Emilia Romagna, se ne registrano solo 20 in Campania e 7 in Calabria.
Molte strutture non adeguate: un gruppo di lavoro ha individuato i parametri per stabilire i volumi minimi di attività per singola neoplasia, al di sotto dei quali le strutture chirurgiche non dovrebbero essere abilitate ad affrontare le varie patologie. Rispetto ai 1.015 centri che si occupano di cancro del colon retto, solo 196 risultano adeguati; dei 906 del tumore della mammella, solo 193; dei 702 del polmone solo 96 e dei 624 della prostata solo 118.
Assistenza domiciliare e radioterapie con grandi disparità: la situazione dell'assistenza domiciliare mostra marcate differenze regionali (si va dai 153 casi per 100mila abitanti in Toscana ai 91 nel Lazio fino ai 34,6 in Emilia Romagna).
Disomogeneita' territoriale nella distribuzione dei centri di Radioterapia oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord, 51 al Centro e 50 al Sud. E i LINAC (acceleratori lineari), apparecchiature fondamentali per i trattamenti radioterapici, sono ben al di sotto degli standard europei: ve ne sono 361, con una media nazionale di 6.1 per 1 milione di abitanti (quella attesa dalla UE è compresa fra 7 e 8).
Migliora terapia dolore: migliorano rispetto al passato i servizi di terapia del dolore,presenti nell'85% delle realtà sanitarie (89% al Nord, 81% alCentro, 80% al Sud-Isole). nel 33% delle oncologie però nonsono presenti spazi informativi dedicati all'orientamentosull'accesso ai servizi, all'informazione sulla malattiaoncologica e sui diritti legati alla vita lavorativa.
Secondo la Favo la ricetta per migliorare le condizioni dei malati e allo stesso tempo risparmiare risorse passa per una maggiore assistenza territoriale, che però non e' garantita ovunque: “il 30% dei pazienti con cancro muore in strutture ospedaliere destinate al contrasto di patologie acute, generando gravi sofferenze umane e familiari - afferma il presidente Favo Francesco De Lorenzo -. E' chiara l'inappropriatezza di questi ricoveri. Vanno poi considerati gli alti costi pro-die delle degenze in centri complessi e ad alto tasso tecnologico”.
[FAVO] - V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici - 16.05.2013
[Agenzie] FAVO: V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici


( red / 20.05.13 )
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