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Regioni.it

n. 2263 - mercoledì 22 maggio 2013

Sommario
- Riforme: Quagliariello, Senato delle Regioni e revisione del Titolo V
- Riforme: seminario Presidenti delle Regioni il 23 maggio
- Conferenza delle Regioni straordinaria il 27 maggio
- Istat: Rapporto annuale 2013
- XII giornata nazionale del sollievo, domenica 26 maggio
- Puglia: una legge contro il femminicidio

+T -T
Istat: Rapporto annuale 2013

Debiti P.A.: in sanità una quota pari a circa il 57% del totale

(regioni.it) Rapporto annuale 2013 dell’Istat. Fra i temi evidenziati ci sono anche i debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, che ammontavano a fine 2012 a 63,1 miliardi, in calo rispetto ai 65,7 miliardi dell'anno precedente. L'inversione di tendenza rispetto alla dinamica crescente registrata tra 2009 e 2011 “può essere attribuita agli effetti dei tagli della spending review”. La parte più consistente dei debiti è concentrata nel comparto sanità, con una quota pari a circa il 57% del totale.
In Italia 2,2mln di giovani non lavorano ne' studiano, la quota piu' alta in Europa. Lo certifica l'Istat secondo il quale i senza lavoro sono 6mln ma 3mln non lo cercano. Solo il 57% dei giovani lavora entro tre anni dal diploma o laurea ed il 53% dei disoccupati attende oltre un anno per trovare impiego. In profondo rosso potere d'acquisto (-4,8% nel 2012) e consumi (-4,35); 15 mln di persone sono in condizione di deprivazione o disagio economico, mentre il peso del fisco sul reddito familiare e' al top dal 1990.
Inoltre per quanto riguarda gli aspetti economici nel corso del 2012 la marcata perdita del potere d’acquisto delle famiglie, a cui ha molto contribuito l’aumento del prelievo fiscale, ha determinato un crollo dei consumi in termini reali. Gli investimenti hanno risentito della caduta dei livelli produttivi, in presenza di ampi margini di capacità produttiva ancora inutilizzata, e delle difficoltà per le imprese nell’accesso al credito bancario, che si sono riacutizzate a inizio anno.
Sono quasi 15 milioni a fine 2012 gli individui in condizione di deprivazione o disagio economico, circa il 25% della popolazione (40% al Sud). In grave disagio sono 8,6 milioni di persone, cioe' il 14,3%, con un' incidenza piu' che raddoppiata in 2 anni (6,9% nel 2010).
Le persone potenzialmente impiegabili nel processo produttivo sono quasi 6 milioni, se ai 2,74 milioni di disoccupati si sommano i 3,08 milioni di persone che si dichiarano disposte a lavorare anche se non cercano (tra loro gli scoraggiati), oppure sono alla ricerca di lavoro ma non immediatamente disponibili.
Le famiglie italiane che, tra il 2011 e il 2012, hanno ridotto la qualita' o la quantità degli alimentari acquistati, è aumentata dal 53,6% al 62,3% e nel Mezzogiorno arriva a superare il 70%. Si tratta, si legge nel rapporto Istat, soprattutto di famiglie che diminuiscono la quantita' (34,9% nel Nord e 44,1% nel Mezzogiorno), ma una percentuale non trascurabile, e in deciso aumento, e' anche quella di chi, oltre a diminuire la quantità, riduce anche la qualità dei prodotti acquistati.
Tra il 2008 e il 2012 i disoccupati sono aumentati di oltre un milione di unita', da 1,69 a 2,74 milioni, ma e' cresciuta soprattutto la disoccupazione di lunga durata, ovvero le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (+675.000 unita') che ormai rappresentano il 53% del totale (44,4% la media Ue).
Nel 2012 la propensione al risparmio delle famiglie italiane si e' attestata su livelli sensibilmente inferiori rispetto alle famiglie tedesche e francesi, avvicinandosi a quella del Regno Unito, tradizionalmente la piu' bassa d'Europa. Lo  scorso anno la propensione e' scesa all'8,2%, ovvero 0,5 punti percentuali in meno del 2011 e 4 punti percentuali in meno rispetto al 2008.
Nel 2012 la propensione al risparmio delle famiglie italiane si e' attestata su livelli sensibilmente inferiori rispetto alle famiglie tedesche e francesi, avvicinandosi a quella del Regno Unito, tradizionalmente la piu' bassa d'Europa. L'Istat spiega che lo scorso anno la propensione e' scesa all'8,2%, ovvero 0,5 punti percentuali in meno del 2011 e 4 punti percentuali in meno rispetto al 2008.
Ne Rapporto annuale 2013 dell’Istat si evidenzia inoltre che l'Italia esprime una diffusa insoddisfazione dei cittadini verso il Parlamento e i partiti politici: in una scala da zero a 10, giudizi positivi vengono attribuiti soltanto alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco.
La fiducia nelle istituzioni locali si colloca ad un livello intermedio: al governo regionale e provinciale viene assegnato dai cittadini un punteggio medio pari a 3,7, a quello comunale 4,5.

 

Rapporto annuale 2013 – La situazione del Paese - 22.05.2013

 

    

Capitolo 1 Il quadro macroeconomico e sociale

    

Capitolo 2 Il sistema delle imprese italiane: competitività e potenziale di   crescita

    

Capitolo 3 Il mercato del lavoro tra minori opportunità e maggiore partecipazione

    

Capitolo 4 Il punto di vista dei cittadini

    

Volume   integrale (pdf)

    

 

 


( red / 22.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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