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Regioni.it

n. 2265 - venerdì 24 maggio 2013

Sommario3
- ISEE: verso l'intesa Stato-Regioni
- Fondi per la coesione: una duplice sfida per l'Italia
- Sanità: Governo stanzia risorse per 6 Regioni
- Valle d'Aosta:elezioni regionali il 26 maggio
- Caldoro: sui debiti P.A.il paradosso di una legge "bloccata" dalle agenzie di rating
- Delrio-Upi: Province e istituzione area vasta

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ISEE: verso l'intesa Stato-Regioni

(regioni.it) Accordo di massima raggiunto, a Roma, fra Regioni e Governo, sul nuovo regolamento per la revisione delle modalita' di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee).
E' stata accolta la proposta che il patrimonio entri nel calcolo del reddito (per un 20%) e siano allargate le fasce delle varie scale di equivalenza, in modo da favorire il più possibile le famiglie numerose.
All'incontro erano presenti il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini e il vice ministro Maria Cecilia Guerra.
“Il clima tra le Regioni e nei rapporti con il Governo è molto positivo, c'è stato un buon lavoro e molta collaborazione”: ha detto al termine, soddisfatto, il coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e assessore in Liguria, Lorenan Rambaudi. ''In Conferenza Stato-Regioni - ha quindi spiegato Rambaudi - tutte le Regioni, il 24 gennaio scorso, erano pronte ad esprimere la propria intesa al decreto, con l'eccezione della Lombardia. Il nuovo Governo ha voluto incontrare le Regioni e capire i motivi della mancata intesa; la Lombardia ha presentato due emendamenti, che non modificano la natura del decreto, e il ministro Giovannini si è detto disposto ad accogliere queste richieste”. Dunque, dopo l'intesa già arrivata da Upi e Anci, si spera che sul nuovo regolamento Isee arrivi presto anche quella delle Regioni.
Soddisfatto l'assessore al Welfare delle Marche Luca Marconi, perché, ha osservato, il decreto prevede che il calcolo Isee sia indicato su base nazionale poiché rappresenta un livello essenziale “da garantire, in maniera equa, su tutto il territorio, fatte salve le competenze regionali in materia di normazione, programmazione e gestione delle politiche sociali e sociosanitarie". "Ancora debole invece - secondo l'assessore marchigiano - il riconoscimento dei figli all'interno del nucleo. La battaglia andrà sempre più portata al livello di bilancio statale, affinché le famiglie più numerose e a basso reddito ottengano l'esonero totale dal pagamento dei servizi sociali fondamentali”.
Resta aperta, infine, la questione della compartecipazione ai costi da parte della famiglia di appartenenza, come nel caso degli anziani non autosufficienti ricoverati in una Residenza protetta: il decreto prevede tipologie differenziate di agevolazioni che intervengono a copertura di attuali lacune normative.


( red / 24.05.13 )

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Fondi per la coesione: una duplice sfida per l'Italia

Il Commissario Ue alle Politiche regionali Hahn a Roma il 27 e 28 maggio

(regioni.it) Una duplice sfida attende l'Italia sui fondi della politica di coesione Ue: 31 miliardi di cofinanziamento da spendere entro il 2015 (di cui 16,7 di finanziamenti Ue) salvo perderli e la presentazione a Bruxelles, entro i primi di luglio, di una bozza di strategia per il prossimo budget Ue 2014-2020.
E' in questo contesto che si inquadra la due giorni del commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hahn a Roma, lunedi' e martedi' (27 e 28 maggio), dove sono previsti vari incontri, a partire da quello col ministro alla Coesione territoriale Carlo Trigilia. Nelle 48 ore che il commissario trascorrera' in Italia si vedrà anche col ministro all'Economia Fabrizio Saccomanni, parteciperà al convegno ''Verso Europa 2020'' rivolto agli amministratori locali, ed incontrera' i presidenti di Calabria e Sicilia, Giuseppe Scopelliti e Rosario Crocetta, tra le regioni italiane col minor tasso di assorbimento del Fondo europeo di sviluppo regionale, rispettivamente 18,5% e 21,75% (secondo dati di febbraio).
L'auspicio di Bruxelles, spiegano fonti europee all'ANSA, e' che Roma continui a muoversi con lo spesso ''impeto'' impresso dalla gestione dell'ex ministro Fabrizio Barca, che nel 2012, in un solo anno di amministrazione, ha fatto compiere un balzo all'Italia nella spesa dei fondi. Se nel 2011, lo stivale era un fanalino di coda, col 18% di spesa rispetto ad una media Ue del 30, l'anno appena trascorso ha visto una forte
accelerazione, col raggiungimento di quota del 40% rispetto a  una media europea del 46%. Secondo gli ultimi dati disponibili l'Italia si è ora attesta al 40,4% (contro il 51,8% della media Ue). Restano però ancora 31 miliardi di euro da spendere,  di cui 16,7 provenienti dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Risorse ritenute chiave per la crescita.
C'è comunque un grande divario da colmare tra le regioni del Nord (tra queste anche la Sardegna), che in media hanno raggiunto il 46% di assorbimento dei fondi e quelle del Sud che si sono arrestate al 29,1%, con l'unica grande eccezione della Puglia, che ha raggiunto il 42,7% grazie agli sforzi del presidente Nichi Vendola che ha assunto sotto il proprio controllo il monitoraggio dei progetti ed ha lasciato al 50% il tasso di cofinanziamento.
Oltre all'esempio della Puglia, tra i casi che fonti di Bruxelles indicano come virtuosi, c'e' il programma Scuola, gestito a livello centrale ma rivolto alle sole regioni del Sud (Fondi di Convergenza) per investimenti in infrastrutture scolastiche, universitarie e centri di ricerca, che ad oggi ha speso il 44% di quanto allocato, pari a quasi 229 milioni.
Hahn chiedera' una maggiore focalizzazione e strategia degli investimenti. In particolare per quelli sul bilancio 2014-2020.
La parte di riforma della politica di coesione gia' approvata prevede infatti tre principali aree di investimento: economia a basso tenore di carbonio (efficienza energetica, rinnovabili); Pmi (lavoro sostenibile come chiave per la crescita) e ricerca e innovazione.


( red / 24.05.13 )

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Sanità: Governo stanzia risorse per 6 Regioni

Edifici a energia quasi zero

(regioni.it) Il Consiglio dei ministri del 24 maggio ha stanziato risorse per 6 regioni a favore del loro sistema sanitario. In particolare si è tenuto conto del completamento dell'istruttoria compiuta dai Tavoli di verifica degli adempimenti connessi ai Piani di rientro dai deficit sanitari.
Quindi è stato autorizzato il ministero dell'Economia ad erogare quasi 2 miliardi, a titolo di anticipo, per Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Sicilia.
Inoltre viene spiegato che l'istruttoria compiuta ''dal Ministero dell'economia nel mese di aprile con il Tavolo di verifica degli adempimenti ed il Comitato permanente per l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza ha verificato che sussistono i presupposti previsti dal decreto legge per erogare gli anticipi''.
  Queste le anticipazioni deliberate alle singole regioni:
-all'Abruzzo 118 milioni di euro
-alla Calabria 411 milioni di euro
-alla Campania 287 milioni di euro
-al Lazio 540 milioni di euro 
-al Molise 63 milioni di euro
-alla Sicilia 500 milioni di euro.
Inoltre, in materia di edilizia, l'esecutivo ha avviato l’esame del decreto sul risparmio energetico e quindi consentire la proroga degli incentivi fiscali in materia di risparmio energetico e le ristrutturazioni edilizie, prevedendo:
  • il  recepimento della Direttiva 2010/31 in materia di prestazione energetica      nell’edilizia in relazione alla quale è in corso una procedura di      infrazione nei confronti dell’Italia avviata dalla Commissione      europea.  Il decreto completa altresì il recepimento della Direttiva      2002/91/CE, che la Direttiva 2010/31/UE rifonde e contestualmente abroga.    
 
Viene, tra l’altro, così integrata la normativa di recepimento già in vigore:
- viene adottata a livello nazionale una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tenga conto, tra l’altro, delle caratteristiche termiche dell'edificio, nonché degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda;
- vengono fissati i requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi.
I requisiti minimi di prestazione energetica, da applicarsi agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono riveduti ogni 5 anni; nasce la definizione di  “edifici a energia quasi zero” e viene redatta una strategia per il loro incremento tramite l'attuazione di un Piano nazionale che comprenda l’indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. Viene infine previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici che comprenda informazioni sul consumo energetico, nonché  raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell’attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un'unità immobiliare, nonché per gli edifici occupati dalla Pubblica Amministrazione.



( red / 24.05.13 )

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Valle d'Aosta:elezioni regionali il 26 maggio

(regioni.it) Il 26 maggio 2013, le elettrici e gli elettori valdostani votano per il rinnovo del Consiglio della Valle. L’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 9 giugno 2013.
Sul sito del Consiglio regionale della Valle d’Aosta sono state pubblicate le liste con tutti i candidati.
Questi i link di documentazione:
Elenco documenti
Elezioni del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta - 26 maggio 2013
Lista dei candidati per l’elezione di n. 35 consiglieri


( red / 24.05.13 )

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Caldoro: sui debiti P.A.il paradosso di una legge "bloccata" dalle agenzie di rating

(regioni.it) Le Regioni possono indebitarsi per pagare i creditori della P.A. ma l'indebitamento potrebbe indurre le agenzie di rating ad esprimere un giudizio negativo. Lo ha denunciato il Presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, parlando all'incontro sul Mezzogiorno promosso dal quotidiano ''Il Mattino'' di Napoli.
Un indebitamento consentito per ''stimolare l'economia'', ha aggiunto ancora Caldoro, ma finisce per cacciare le Regioni in una situazione a dir poco paradossale: ''Tu sei autorizzato a indebitarti da una legge dello Stato ma il Rating lo valuta negativamente. Si ritiene che il nostro indebitamento sia più oneroso di quello commerciale. Siamo arrivati al punto che risolvere un problema ci costa di più”.
Il presidente della Regione Campania ha poi ribadito la sua posizione critica nei confronti del provvedimento del Governo, che riguarda alle misure occupazionali relative alla cassa integrazione. Siamo pronti – ha spiegato - a ricorrere in tutte le sedi giudiziarie, ''fino alla Corte costituzionale, per vederci riconosciuto un nostro diritto''. Per Caldoro il provvedimento è ''ambiguo'' perché “calcola i nostri fondi due volte” sulla cassa integrazione. Il piano di riparto delle risorse ''deve prevedere quote per tutte le Regioni'' perche' quelle previste dal Piano Azione e coesione ''sono aggiuntive''. I fondi messi da parte da Palazzo Santa Lucia, destinati alla cassa integrazione in deroga non possono essere considerati ''sostitutivi'' rispetto alle risorse nazionali. ''Attraverso un accordo che abbiamo fatto con i sindacati - dice - siamo riusciti a mettere in sicurezza i nostri cassaintegrati, individuando i soldi nel Piano azione e coesione''. Quando pero' si e' proceduto a  are il riparto, “hanno considerato anche queste risorse che non abbiamo accantonato''. ''Le nostre risorse - conclude - sono aggiuntive, non ordinarie”.

 



( red / 24.05.13 )

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Delrio-Upi: Province e istituzione area vasta

(regioni.it) Il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Graziano Delrio, ha incontrato l’Upi, l’Unione delle province italiane, discutendo del riassetto delle province nel quadro delle riforme istituzionali.
Il Presidente dell'Upi, Antonio Saitta, ha quindi sottolineato che "il Ministro Delrio ci ha confermato di considerare indispensabile per il Paese mantenere una istituzione di area vasta, con funzioni chiare di amministrazione del territorio, e di condividere la nostra richiesta di definire una proposta di riordino complessivo che passi dall'eliminazione degli enti strumentali inutili e dalla riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato sui territori. Da questo partiremo per cercare di costruire un percorso comune".
“La riforma delle istituzioni locali e delle Province – ha detto Saitta - non può più essere affrontata  all'insegna delle banalità. Serve un confronto serrato tra Governo, Parlamento, Regioni, Province e Comuni, che possa portare a definire una proposta complessiva capace di produrre risparmi reali. Noi siamo i primi a credere nella necessita' di razionalizzare le istituzioni locali. Ma vogliamo che sia chiaro che con la nostra proposta di razionalizzazione si risparmierebbero 5 miliardi e si semplificherebbe l'amministrazione".





( red / 24.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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