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Regioni.it

n. 2265 - venerdì 24 maggio 2013

Sommario
- ISEE: verso l'intesa Stato-Regioni
- Fondi per la coesione: una duplice sfida per l'Italia
- Sanità: Governo stanzia risorse per 6 Regioni
- Valle d'Aosta:elezioni regionali il 26 maggio
- Caldoro: sui debiti P.A.il paradosso di una legge "bloccata" dalle agenzie di rating
- Delrio-Upi: Province e istituzione area vasta

+T -T
Sanità: Governo stanzia risorse per 6 Regioni

Edifici a energia quasi zero

(regioni.it) Il Consiglio dei ministri del 24 maggio ha stanziato risorse per 6 regioni a favore del loro sistema sanitario. In particolare si è tenuto conto del completamento dell'istruttoria compiuta dai Tavoli di verifica degli adempimenti connessi ai Piani di rientro dai deficit sanitari.
Quindi è stato autorizzato il ministero dell'Economia ad erogare quasi 2 miliardi, a titolo di anticipo, per Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Sicilia.
Inoltre viene spiegato che l'istruttoria compiuta ''dal Ministero dell'economia nel mese di aprile con il Tavolo di verifica degli adempimenti ed il Comitato permanente per l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza ha verificato che sussistono i presupposti previsti dal decreto legge per erogare gli anticipi''.
  Queste le anticipazioni deliberate alle singole regioni:
-all'Abruzzo 118 milioni di euro
-alla Calabria 411 milioni di euro
-alla Campania 287 milioni di euro
-al Lazio 540 milioni di euro 
-al Molise 63 milioni di euro
-alla Sicilia 500 milioni di euro.
Inoltre, in materia di edilizia, l'esecutivo ha avviato l’esame del decreto sul risparmio energetico e quindi consentire la proroga degli incentivi fiscali in materia di risparmio energetico e le ristrutturazioni edilizie, prevedendo:
il  recepimento della Direttiva 2010/31 in materia di prestazione energetica      nell’edilizia in relazione alla quale è in corso una procedura di      infrazione nei confronti dell’Italia avviata dalla Commissione      europea.  Il decreto completa altresì il recepimento della Direttiva      2002/91/CE, che la Direttiva 2010/31/UE rifonde e contestualmente abroga.    
 
Viene, tra l’altro, così integrata la normativa di recepimento già in vigore:
- viene adottata a livello nazionale una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tenga conto, tra l’altro, delle caratteristiche termiche dell'edificio, nonché degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda;
- vengono fissati i requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi.
I requisiti minimi di prestazione energetica, da applicarsi agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono riveduti ogni 5 anni; nasce la definizione di  “edifici a energia quasi zero” e viene redatta una strategia per il loro incremento tramite l'attuazione di un Piano nazionale che comprenda l’indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. Viene infine previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici che comprenda informazioni sul consumo energetico, nonché  raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell’attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un'unità immobiliare, nonché per gli edifici occupati dalla Pubblica Amministrazione.



( red / 24.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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