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Regioni.it

n. 2267 - martedì 28 maggio 2013

Sommario
- Corte dei Conti: Rapporto 2013 su finanza pubblica
- Fondi europei: Trigilia incontra le Regioni e il Commissario Hahn
- UE: Rapporto Annuale 2012 Governo sugli interventi nelle aree sottoutilizzate
- Scuola: Anci-Upi chiedono sessione Conferenza Unificata dedicata
- Elezioni comunali del 26 e 27 maggio 2013: i risultati on line
- Trentino: incontro Pacher - Delrio su conti pubblici

Situazione economica del sistema sanitario migliore del passato

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Corte dei Conti: Rapporto 2013 su finanza pubblica

Contributo Amministrazioni locali al risultato complessivo di finanza pubblica è stato migliore delle attese

(regioni.it) Rapporto 2013 della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica. “Ciò che serve all'Italia dall'Europa sono stimoli per crescere di più, non deroghe per spendere di più''. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, presentando il rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica.
Giampaolino afferma inoltre che la riduzione della pressione fiscale è un obiettivo ''non facile da coniugare con il rispetto degli obiettivi europei''. Il presidente della Corte dei Conti ha evidenziato che ''di piu' immediata percorribilita' potrebbe rivelarsi una scelta volta ad aumentare l'equita' distributiva del prelievo''. Parlando di agevolazioni ha sottolineato come possa essere una ''illusione'' pensare di trovare dei fondi da una razionalizzazione per un'eventuale riduzione d'imposta.
In Italia, nel periodo 2009-2013, ''la mancata crescita nominale del Pil ha superato i 230 miliardi'', inoltre ''il consuntivo di legislatura ha mancato il conseguimento del programmato pareggio di bilancio'' per 50 miliardi.
''Il passaggio alla nuova legislatura sembra proporre un primo tentativo di operare in discontinuità da una politica di bilancio che, a partire dall'estate 2011, ha dovuto fare affidamento su consistenti aumenti di imposte, nonostante le condizioni di profonda recessione in cui versava l'economia'', ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino.
''L'intensita' delle politiche di rigore adottate dalla generalita' dei Paesi europei e' stata, essa stessa, una rilevante concausa dell'avvitamento verso la recessione''. Giampaolino ha aggiunto anche che ''la perdita permanente di prodotto si e' tradotta in una caduta del gettito fiscale ma non in una riduzione della pressione fiscale''.
In Europa ''l'emergenza della decrescita e delle disoccupazione appare oggi acquisire quanto meno un rilievo analogo a quello assegnato al percorso di riequilibrio di disavanzi e debito pubblico'', comunque ''il livello crescente dello stock di debito pubblico non consente di interpretare in modo men che rigoroso il sentiero di risanamento. Sarebbero gli stess mercati a punire'' questa scelta.
La perdita permanente di Pil,  nell'arco della legislatura passata, "si e' tradotto in una caduta del gettito fiscale superiore alle attese" di quasi 90 miliardi.
Il contributo delle Amministrazioni locali al risultato complessivo di finanza pubblica è stato nel 2012 migliore delle attese: a consuntivo il settore ha registrato un avanzo pari allo 0,2 per cento del Pil. La riduzione delle spese correnti è stata più sostenuta del previsto (-1 per cento contro il -0,4); maggiore anche la flessione della spesa in conto capitale (-7,6 per cento contro il -5,7 per cento). Dal lato delle entrate, il calo dei trasferimenti, superiore al programmato, è stato compensato dall’aumento delle entrate tributarie, cresciute in termini assoluti di poco meno di 8 miliardi.
Il quadro di previsione contenuto nel DEF 2013 incorpora obiettivi ancora stringenti: nel 2015 la spesa corrente non sanitaria risulta in flessione rispetto al 2012 di circa il 7 per cento, quella in conto capitale, dopo la crescita resa possibile dal DL n. 35/2013, registrerebbe una ulteriore contrazione di poco meno del 9 per cento rispetto all’anno appena concluso. Un quadro che sconta, quindi, una forte tenuta degli obiettivi del Patto di stabilità interno e il rapido maturare delle misure di contenimento della spesa che accompagnano l’operare della regola fiscale.
Una scelta difficile anche considerando che, pur tra molte contraddizioni e distorsioni, il Patto ha consentito comunque una contrazione della spesa mentre si stanno rafforzando le esperienze di gestione territoriale del vincolo da cui trarre elementi di flessibilità e una più efficace programmazione degli investimenti.
Limitati sono stati nell’esercizio i casi di non rispetto (nessuna Regione, il 3,6 per cento dei Comuni e il 9 per cento delle Province) mentre trova conferma la tendenza ad un maggior ruolo delle Regioni nel raccordo e nel coordinamento degli interventi delle Amministrazioni locali e di quelli infrastrutturali di matrice comunitaria. Una funzione determinante per consentire di conciliare vincoli alla spesa con la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e con l’adeguamento delle dotazioni infrastrutturali alle necessità di crescita economica. La proliferazione delle forme con cui si è tentato di corrispondere all’esigenza di maggiore flessibilità e differenziazione del Patto per gli enti locali.
La legislatura che si apre vede una situazione economica del sistema sanitario migliore del passato. Anche il 2012 ha confermato i progressi già evidenziati negli ultimi esercizi nel contenimento dei costi e nel riassorbimento di ingiustificati disavanzi gestionali.
I risultati raggiunti nell’azione di controllo della spesa sanitaria e in quella volta all’assorbimento dei disavanzi nelle Regioni in squilibrio strutturale appaiono al di là dei ritardi nei pagamenti, incoraggianti. Essi sono il frutto di un sistema che si è venuto consolidando in questi anni. Un sistema che ha, come elementi chiave, una rete di valutazione che consente un monitoraggio efficace e attento in grado di fare del benchmarking uno strumento di controllo ed indirizzo effettivo; un ridisegno delle regole contabili che contribuisce con gradualità a rafforzare le ragioni di un aggiustamento strutturale; una struttura di governo a livello centrale che, nel confronto con le realtà territoriali, accompagna il perseguimento di obiettivi di contenimento della spesa con interventi di adeguamento delle strutture, miglioramenti nella strumentazione e investimenti sulla formazione del capitale umano. Il settore si trova, tuttavia, oggi di fronte a scelte ancora impegnative, afferma sempre il Rapporto della Corte dei Conti. 
Se da un lato sono sempre stringenti i vincoli per il superamento delle inefficienze, dall’altro sono forti le tensioni che si cominciano a manifestare sul fronte della garanzia di adeguati livelli di assistenza, mentre restano da chiarire le dimensioni di persistenti squilibri finanziari, come evidenziato recentemente dagli interventi urgenti disposti dal DL n. 35 del 2013. Non mancano, infatti, segnali preoccupanti sul fronte della qualità dei servizi garantiti ai cittadini. Sono ancora previsti rilevanti tagli delle risorse destinate al settore mentre, cresciute le compartecipazioni alla spesa, sempre più limitate appaiono le possibilità di ricorrere ad ulteriori entrate straordinarie e limitati sono i margini di flessibilità per tutte le realtà territoriali.
La mancata definizione nel corso nel 2012 del nuovo Patto della salute è la rappresentazione di sintesi della difficile fase che ancora attende la sanità nonostante i progressi che si sono compiuti in questi anni. Di qui, l’importanza e l’urgenza di potenziare gli strumenti a disposizione delle Amministrazioni territoriali, di accelerare gli interventi di riadeguamento delle strutture e di miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni rese ai cittadini e di portare a regime la revisione dei meccanismi che governano il funzionamento del settore.







( red / 28.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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