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Regioni.it

n. 2268 - mercoledì 29 maggio 2013

Sommario3
- Sanità e piani di rientro: audizione di Bevere e Massicci
- Femminicidio: Rambaudi, un patto fra livelli istituzionali per contrastarlo
- Giovannini: previsione Ocse aumento disoccupazione in Italia non è una sorpresa
- Riforme: "Dossier" del Servizio Studi del Senato
- Istat: bilanci consuntivi 2011 di Comuni e Province
- Bray: gli obbiettivi del Ministero dei Beni Culturali

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Sanità e piani di rientro: audizione di Bevere e Massicci

(regioni.it) Erogazione adeguata dei Livelli Essenziali di Assistenza,  assistenza residenziale e semiresidenziale per pazienti anziani e pazienti terminali con organizzazione di posti letto in Hospice, assistenza nelle Cure Palliative, verifica della tipologia e della qualita' delle prestazioni erogate, miglioramento e incremento dei programmi di prevenzione e screening oncologico: sono questi i nodi da sciogliere nelle Regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia) per le quali è in corso di attuazione un Piano di Rientro dai disavanzi in Sanità. Lo ha spiegato il 29 maggio Francesco Bevere, direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, nel corso dell'Audizione informale svoltasi in Commissione Igiene e Sanita' al Senato. E anche se Abruzzo, Molise e Calabria non hanno ancora trasmesso la bozza operativa relativa ai programmi per 2013-2015, in tutte le regioni si registrano miglioramenti nell'andamento dei conti (una conferma ulteriore dopo quanto riportato dall'autorevole Rapporto della Corte dei Conti, vedi "Regioni.it" n. 2267).
A cominciare dal decremento dell'ospedalizzazione totale, con consistenti riduzioni, sia del ricorso a ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza, sia all'ospedalizzazione della popolazione ultrasettantacinquenne (con l'eccezione del Molise, dove ''il tasso di ospedalizzazione della popolazione ultra-settantacinquenne si mantiene piu' elevato del valore medio nazionale, senza mostrare segnali di riduzione'').  Alla quale, pero', fa' da contraltare una generale carenza di posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie ed una dotazione insufficiente di posti letto presso RSA per anziani. Carenze si registrano anche relativamente all'erogazione di assistenza territoriale.
Molto da fare, ancora in Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia per quanto riguarda la prevenzione, con particolare riferimento all'area degli screening oncologici.
In generale la dettagliata relazione di Bevere ha posto l'accento sui numerosi aspetti positivi e i risultati raggiunti dalle Regioni in piano di rientro (migliore gestione delle strutture sanitarie, punti nascita, razionalizzazione della spesa farmaceutica), ma fra le innumerevoli criticità ha segnalato in più di un caso la non completa o insufficiente riorganizzazione della rete ospedaliera, contenziosi con le strutture private accreditate e, per quanto riguarda la Calabria, ''carenza di comportamento collaborativo tra struttura regionale, Commissario e Sub commissari”.
Dunque migliorano i conti delle Regioni in piano di rientro, ma resta il nodo livelli di assistenza. Questa in estrema sintesi la principale conclusione che si può trarre dall'Audizione informale in Commissione Sanità del Senato, presieduta da Emilia Grazia de Biasi, di Francesco Massicci, Ispettore generale capo Igespes della Ragioneria generale dello Stato  e di Francesco Bevere, direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, sulle problematiche che riguardano le Regioni sottoposte ai piani di rientro dai disavanzi sanitari.
“Questa prima audizione - spiega all'Adnkronos Salute la  Senatrice Nerina Dirindin - è stata fatta insieme, cosa  significativa, con esperti dei ministeri dell'Economia e della Salute, proprio per dare il segno che i due aspetti, la verifica dei livelli di assistenza e il monitoraggio dei bilanci, sono ugualmente importanti e che l'uno non può prevalere sull'altro. Entrambi ci hanno dato sinteticamente conto di ciò che è scritto negli ultimi documenti che sono usciti dai due ministeri. In particolare il dottor Massicci ha descritto i passi avanti che hanno fatto molte regioni sotto piano di rientro nel governo della spesa e nel miglioramento della contabilità. Il dottor Bevere, invece, ha segnalato le difficoltà che si hanno nel monitorare e nel garantire i livelli di assistenza. Questo - continua Dirindin - è stato un primo incontro, ce ne sarà un successivo”. Non c'è stato tempo per parlare della questione dei ticket, conclude Dirindin: l'argomento verrà affrontato negli incontri successivi.
La Presidente Emilia Grazia De Biase, nel corso dell'audizione informale di Bevere e Massicci, sulle problematiche che riguardano le regioni sottoposte ai piani di rientro dai disavanzi sanitari, ha reso noto che la documentazione consegnata sarà resa disponibile alla pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.


( red / 29.05.13 )

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Femminicidio: Rambaudi, un patto fra livelli istituzionali per contrastarlo

(regioni.it) Serve ed è urgente un “un piano nazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio e un patto tra i livelli istituzionali di prevenzione e contrasto al fenomeno”, a chiederlo è Lorena Rambaudi, assessore al Welfare e alle Pari opportunità della Regione Liguria e coordinatrice della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni al Ministro alle Pari Opportunità Josefa Idem dopo l'ennesimo caso di violenza ai danni di una donna che si è verificato a Loano.
“I fatti di cronaca che si sono succeduti in questi giorni - afferma Rambaudi - di violenza estrema contro le donne sia in Liguria che in Italia non fanno che confermare come, purtroppo, il femminicidio sia diventata un'emergenza nazionale, sulla quale non ha più senso fare interventi residuali e frazionati".



( red / 29.05.13 )

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Giovannini: previsione Ocse aumento disoccupazione in Italia non è una sorpresa

Governo lavora a piano sul lavoro

(regioni.it) L'Ocse ha pubblicato il suo "Economic outlook": le previsione sull’andamento dell’economia mondiale. In Italia ''la disoccupazione è cresciuta abbastanza in fretta'' negli ultimi anni, e continuerà ad aumentare anche il prossimo anno.
Secondo le stime Ocse la percentuale di senza lavoro in Italia salira' dal 10,6% del 2012 all'11,9% nel 2013, e poi fino al 12,5% nel 2014.
Per il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, la previsione Ocse di un forte aumento della disoccupazione in Italia per il prossimo anno "non e' una sorpresa" ed e' per questo che il governo sta lavorando a un piano sul lavoro che sara' presentato a fine giugno-inizi di luglio”.
"Che nel 2014 anche in presenza di una ripresa ci sia un aumento della disoccupazione - spiega il ministro Giovannini - era anche nelle previsioni del Def. Quindi l'aumento della disoccupazione non è una sorpresa. Abbiamo un'ampia capacità produttiva inutilizzata e tanta cassa integrazione".
Ridurre la disoccupazione giovanile è la priorità del Governo che cerca appoggio in Europa e punta ad utilizzare ''tutte le disponibilita' che ci saranno'' dopo la chiusura della procedura per deficit eccessivo. Nel contempo si prevede che la Commissione fara' una serie di raccomandazioni all'Italia tra cui proprio completare la riforma del mercato del lavoro per renderlo piu' flessibile e migliorare il sistema di formazione e i servizi di collocamento. Giovannini quindi afferma: ''Se anche avessimo tanti fondi, sappiamo che in Italia la debolezza sono i servizi all'impiego, non adeguati per gestire una forte domanda'', per questo ''il sottosegretario Dell'Aringa ha avviato un percorso per approfondire questo tema'' assieme alle Regioni.
In valori assoluti, a marzo c'erano 48,3 milioni di persone senza lavoro nell'area Ocse, 0,4 milioni in meno rispetto a febbraio, ma ancora 13,6 milioni in piu' rispetto a luglio 2008, vale a dire l'inizio della grande crisi.
Nell'area euro, il tasso di disoccupazione ha infatti raggiunto un nuovo record al 12,1% (un punto in piu'), con l'Italia che e' rimasta stabile all'11,5%.
In particolare, secondo l'Ocse, oltre un giovane su tre e' senza lavoro in Italia, Portogallo e Repubblica slovacca e oltre la metà in Grecia e Spagna.
Inoltre l'Ocse, ad un mese dal suo ultimo rapporto sull'economia italiana, ritocca di nuovo al ribasso le stime del nostro Pil, che passa da -1,5% a -1,8% per il 2013, e da +0,5% a +0,4% per il 2014.
Per uscire dalla crisi, l'Italia deve ''consolidare le riforme positive per la crescita'' ed ''evitare riduzioni premature delle tasse'', scrive sempre l'Ocse nel suo Economic outlook.
''In assenza di eventi avversi, la crescita nelle economie avanzate dovrebbe gradualmente rafforzarsi dopo la meta' del 2013 e lungo il 2014, aiutata dal supporto di politiche monetarie accomodanti, dal miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari e da un graduale ritorno della fiducia''.
La previsione è però divergente tra diversi Paesi, precisa l'organizzazione, e in particolare ''e' previsto che gli Stati Uniti crescano piu' in fretta delle altre economie Ocse''. ''La recessione in Italia continuera' per tutto il 2013, con gli effetti del consolidamento di bilancio e le condizioni restrittive del credito che pesano sull'attivita' economica''. Nel 2014 dovrebbe invece arrivare la ripresa, ma la crescita ''restera' lenta, malgrado il rafforzamento delle esportazioni e il minore consolidamento''.

 

[OCSE] - Austria, Lussemburgo e Singapore tra i Paesi firmatari-sul finire del segreto fiscale - 29.05.2013 (Versione inglese)

[OCSE] - Economia globale avanza, ma il ritmo della ripresa varia, dice OECD Economic Outlook - 29.05.2013 (Versione inglese)

>ANSA-FOCUS/ GIOVANNINI A UE,PRIORITA' E' DISOCCUPAZIONE GIOVANI

LAVORO: ISTAT, OLTRE 700MILA GIOVANI OCCUPATI IN MENO DAL 2008 =

 



( red / 29.05.13 )

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Riforme: "Dossier" del Servizio Studi del Senato

(regioni.it) Mentre in Parlamento è in corso la discussione delle mozioni relative all'avvio del percorso delle riforme costituzionali. Il “Servizio Studi” del Senato ha elaborato e pubblicato dossier (n. 14) del Servizio Studi che mette a confronto i testi dei progetti elaborati in un arco temporale che va dalla XIII alla scorsa XVI Legislatura (1997-2012), nella quale si è avuta l'approvazione (il 25 luglio 2012) da parte dell'Assemblea del Senato di un disegno di legge costituzionale, trasmesso alla Camera dei deputati (A.C. n. 5386).
Il  dossier contiene una tabella di raffronto tra i testi di alcuni progetti di riforma della Parte II della Costituzione. La tabella è organizzata nella maniera seguente:
-
nella prima colonna è riportato il testo vigente della Costituzione;
-
nella seconda colonna sono riportate le modifiche proposte dal testo approvato dal Senato nella XVI legislatura (A.C. n. 5386);
-
nella terza colonna, le modifiche delineate dalle proposte di legge costituzionale A.C. n. 553 e abb.-A della XV legislatura (cosiddetta 'bozza Violante', nel testo unificato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati il 17 ottobre 2007)1;
-
nella quarta colonna, le modifiche proposte dal disegno di legge costituzionale approvato in duplice deliberazione dal Parlamento nel corso della XIV legislatura (A.S. n. 2544-D), indi sottoposto (ai sensi dell'articolo 138, comma 3 della Costituzione) a referendum, che si svolse il 25-26 giugno 2006 e non lo confermò, talché la revisione costituzionale prospettata non giunse a compimento;
-
nella quinta colonna, le modifiche proposte da testi elaborati o esaminati dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali istituita nella XIII legislatura (qui brevemente indicata come 'Bicamerale D'Alema') (A.C. n. 3931-A - A.S. n. 2583-A).
La scelta - per una maneggevolezza del testo a fronte - ha condotto a selezionare un numero limitato di testi. Non sono stati inclusi alcuni altri progetti più risalenti, che pur hanno costituito momenti significativi del dibattito politico e parlamentare.
Per quanto riguarda la scorsa legislatura (la XVI) si è considerato, ai fini del raffronto, il solo testo quale approvato dall'Assemblea del Senato.  Quel testo – si legge nella introduzione del Dossier) modificava per alcune rilevanti parti il progetto quale adottato dalla Commissione affari costituzionali del Senato (conferente il mandato al relatore il 29 maggio 2012) e da questa trasmesso all'Assemblea.
La divaricazione tra i due testi, il referente e l'infine approvato dall'Aula, ha soprattutto riguardato la configurazione della forma di governo, se a premierato oppure semi-presidenziale (nel primo caso, con il Presidente del Consiglio esclusivo intestatario della relazione fiduciaria con le due Camere, e potere di proposta di scioglimento quando la fiducia da esso richiesta fosse negata, nonché introduzione della sfiducia 'costruttiva'; nel secondo caso, con elezione popolare diretta del Presidente della Repubblica, suo potere di nomina del Primo ministro nonché di scioglimento delle Camere, e sua presidenza del Consiglio dei ministri salvo delega al Primo ministro).
Questa variazione tra l'esame in Commissione e la deliberazione in Assemblea, benché significativa, non ha importato cesura tra i due testi su diversi altri profili, riguardo ai quali essi presentano (pur se talora con modificate previsioni) una medesima impostazione:
- abbassamento dell'età richiesta per l'elettorato passivo nonché (nell'elezione del Senato) per l'elettorato attivo;
- riduzione del numero dei parlamentari (complessivamente di circa il 20 per cento dei componenti il Parlamento);
- trasformazione del bicameralismo da paritario a differenziato, con esclusivo riguardo al procedimento legislativo (con previsione di un bicameralismo paritario 'obbligatorio' solo per i disegni di legge su alcune materie, 'eventuale' per tutti gli altri; per i primi, previsione dell'assegnazione in prima lettura diversificata tra le due Camere, a seconda del contenuto prevalente del disegno di legge);
- determinazione di tempi del procedimento legislativo cogenti (sul punto, testo referente e testo deliberato dal Senato recano diverse previsioni, più restrittive nel secondo testo);
- raccordo (entro il Senato) con le autonomie territoriali regionali (benché calibrato dal testo referente e dal testo infine approvato dal Senato in modo assai diverso);
- ampliamento dei poteri del Governo nel procedimento legislativo (riconoscendogli una triplice potestà di richiesta circa un disegno di legge: di iscrizione con priorità all'ordine del giorno delle Camere, previsione che verrebbe così costituzionalizzata; di esame e voto finale entro un termine determinato; decorso quel termine, di voto parlamentare 'bloccato', senza emendamenti agli articoli);
- introduzione di disposizioni prefiguranti in qualche misura uno 'statuto delle Opposizioni'.


( red / 29.05.13 )

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Istat: bilanci consuntivi 2011 di Comuni e Province

Indice clima di fiducia delle imprese

(regioni) L’Istat ha reso noti i dati sui bilanci consuntivi 2011 di Comuni e Province e l’attuale indice del clima di fiducia delle imprese. L'analisi del clima di fiducia indica un miglioramento degli indicatori nei beni di consumo, nei beni intermedi e nei beni strumentali.
A maggio l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane sale a 79,8 da 74,9 di aprile.
Si riscontra un miglioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, in particolare dei servizi di mercato dove cresce da 68,4 di aprile a 76,5. L'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere passa da 87,9 di aprile a 88,5; per le imprese di costruzione sale da 78,4 di aprile a 81,8. Nel commercio al dettaglio passa da 78,1 di aprile a 80,5.
L'Istat ha inoltre diffuso del 2011 i 'Bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali''.
E nel 2011 i Comuni italiani hanno riscosso in media 562 euro di tasse per ogni contribuente: il valore piu' elevato delle entrate tributarie pro capite si registra nei Comuni della Liguria con 819 euro per abitante, quello minimo in quelli del Trentino Alto Adige/Sudtirol con 229 euro per abitante.
I Comuni delle Regioni a statuto ordinario del Centro-Nord registrano valori superiori al dato medio nazionale, con l'eccezione del Veneto.
Tutte le Regioni a statuto speciale e quelle a statuto ordinario del Sud, tranne la Campania e l'Abruzzo, presentano valori pro capite inferiori alla media nazionale.
Gli indicatori pro capite evidenziano una notevole variabilità fra regioni intorno al dato medio nazionale, pari a 195 euro per abitante. I valori pro capite piu' elevati sono relativi alle regioni a statuto speciale che variano dai 1.123 euro della Valle d'Aosta/Valle'e d'Aoste ai 551 euro della Sicilia; il valore piu' basso si registra per i comuni dell'Emilia-Romagna (75 euro per abitante).
Il valore più elevato delle entrate tributarie pro capite (pari a 562 euro) si registra nei comuni della Liguria (819 euro per abitante), quello minimo in quelli del Trentino Alto Adige/Südtirol (229 euro per abitante). I comuni delle regioni a statuto ordinario del Centro-Nord registrano valori superiori al dato medio nazionale, con l’eccezione del Veneto.
Tutte le regioni a statuto speciale e quelle a statuto ordinario del Sud, tranne la Campania e l’Abruzzo, presentano valori pro capite inferiori alla media nazionale. Gli indicatori pro capite relativi ai contributi e trasferimenti correnti mettono in luce una notevole variabilità fra regioni intorno al dato medio nazionale, pari a 195 euro per abitante.
I valori pro capite più elevati sono relativi alle regioni a statuto speciale che variano dai 1.123 euro della Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste ai 551 euro della Sicilia; il valore più basso si registra per i comuni dell’Emilia-Romagna (75 euro per abitante).
Quanto alle entrate extra-tributarie, in tutte le regioni del Sud eccetto il Molise, i valori pro capite si attestano al di sotto della media nazionale (pari a 211 euro), mentre i valori pro capite più elevati si riscontrano per le regioni del Nord e della Toscana.
In particolare il valore più elevato, pari a 517 euro, si rileva nel Trentino Alto Adige/Südtirol, mentre quello minimo, di 80 euro, nella regione Puglia.
Come negli anni passati, le differenze fra regioni derivano principalmente dalla entità variabile dei proventi dei servizi, i cui livelli di offerta locale sono fortemente differenziati tra comuni per quantità, tipologia e forma di gestione.
Analizzando i dati secondo l’ampiezza demografica dei comuni, per quelli con più di 60.000 abitanti si riscontrano i valori pro capite più elevati per le entrate correnti (1.301 euro), per le entrate tributarie (732 euro), per le entrate da contributi e trasferimenti (272 euro) e per le entrate extra-tributarie (298 euro), confermano l’andamento già rilevato nell’esercizio precedente.

ENTRATE CORRENTI DELLA AMMINISTRAZIONI COMUNALI PER CATEGORIA, REGIONE E CLASSE DI AMPIEZZA DEMOGRAFICA. Anno 2011, dati provvisori, valori assoluti in milioni di euro e valori pro capite in euro

 

Valori assoluti

Valori pro capite

Valori assoluti

Valori pro capite

Valori assoluti

Valori pro capite

Valori assoluti

Valori pro capite

Piemonte

2.693

618

355

81

983

225

4.030

925

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

61

484

142

1.123

44

350

248

1.957

Liguria

1.284

819

216

138

406

259

1.906

1.216

Lombardia

5.499

567

872

90

2.841

293

9.212

950

Trentino-Alto Adige/Südtirol

235

229

833

810

533

517

1.601

1.555

Bolzano-Bozen

117

233

430

853

309

613

857

1.698

Trento

118

225

403

768

223

425

744

1.418

Veneto

2.580

532

400

82

860

177

3.840

791

Friuli-Venezia Giulia

436

358

820

673

329

270

1.584

1.301

Emilia-Romagna

2.543

586

327

75

1.078

248

3.948

909

Toscana

2.221

606

291

79

1.058

288

3.570

973

Umbria

546

619

95

107

179

203

820

929

Marche

880

571

156

101

329

213

1.365

886

Lazio

4.248

772

1.297

236

1.255

228

6.800

1.236

Abruzzo

770

589

390

299

201

154

1.360

1.041

Molise

165

526

69

220

68

217

301

962

Campania

3.565

618

598

104

846

147

5.008

869

Puglia

2.233

551

368

91

325

80

2.927

723

Basilicata

312

540

104

180

70

122

486

842

Calabria

1.017

519

270

138

327

167

1.613

824

Sicilia

1.530

306

2.757

551

553

111

4.840

968

Sardegna

576

352

1.205

736

223

136

2.004

1.224

ITALIA

33.393

562

11.564

195

12.507

211

57.464

968

Clima di fiducia delle imprese

A maggio 2013 l’indice del clima di fiducia delle imprese sale a 79,8 da 74,9 di aprile
Comunicato stampa, mercoledì 29 maggio 2013

Bilanci consuntivi amministrazioni comunali

Nel 2011 le entrate complessive accertate delle amministrazioni comunali sono 77.249 milioni di euro
Comunicato stampa, mercoledì 29 maggio 2013

Bilanci consuntivi amministrazioni provinciali

Nel 2011 le entrate complessive accertate delle amministrazioni provinciali sono 11.674 milioni di euro
Comunicato stampa, mercoledì 29 maggio 2013



( red / 29.05.13 )

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Bray: gli obbiettivi del Ministero dei Beni Culturali

(regioni.it) Il Ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray, ha sostenuto che "la salvaguardia del paesaggio attraverso il contenimento del consumo del suolo".
Il Ministro per i Beni Culturali lo ha sostenuto nella sua Audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero alle Commissioni Cultura di Camera e Senato riunite.
“Per rafforzare ulteriormente la tutela del paesaggio risulta particolarmente utile l'introduzione di una disciplina legislativa per il contenimento del consumo del suolo - segnala Bray- e per favorire il prioritario riuso del suolo già edificato, secondo un modello già sperimentato con ottimi risultati in altri Paesi europei".
“E’ sotto gli occhi di tutti - spiega il Ministro – il degrado delle nostre periferie urbane, dove ai capannoni industriali dismessi, alle aree agricole trasformate in depositi di materiali a cielo aperto, vanno aggiungendosi continuamente nuovi centri commerciali e nuovi piccoli agglomerati urbani, completamente scollegati dalla parte rimanente della citta'".
Il fenomeno del consumo incontrollato di suolo agricolo "ha ormai assunto, in Italia, soglie allarmanti- sottolinea Bray- se l'attuale andamento non dovesse essere immediatamente arrestato ci ritroveremmo, in pochi anni, ad aver definitivamente e irreparabilmente compromesso il nostro territorio".
E ciò genera "una serie di effetti sui quali la nostra societa', che - purtroppo vede ancora in un certo modo di fare edilizia l'unico motore dell'economia - non ha ancora riflettuto abbastanza".
Tra gli effetti negativi del consumo incontrollato di suolo ci sono "primi fra tutti la definitiva perdita di aree agricole pregiate e l'irreparabile compromissione del nostro paesaggio agrario- avverte Bray- che è elemento caratterizzante del nostro territorio, della nostra identità e della nostra cultura".
Senza contare che la "dispersione urbana", producendo centri abitati privi di servizi o centri commerciali in aree non antropizzate, "genera di per sé situazioni di disagio abitativo- avverte Bray- e determina, nel medio periodo, l'ulteriore consumo di suolo per dotare quelle aree delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui sono prive".
Il Ministro quindi intende agire per "limitare il consumo di suolo libero" e un nuovo atto di iniziativa legislativa deve avere l'obiettivo di affinare gli strumenti giuridici per pervenire all'obiettivo della riduzione del consumo del suolo, “mettendo, in primo piano, accanto alla salvaguardia degli usi agricoli del suolo, la finalita' di tutela e valorizzazione del paesaggio agrario, quale elemento qualificante e identitario della forma del territorio italiano”.
Bray si è detto anche convinto che per aprire al pubblico i tanti siti culturali statali attualmente non visitabili per mancanza di personale si possono studiare forme di concessione ai privati. Bray sottolinea: ''La via percorribile potrebbe essere quella di consentire la concessione di siti, sulla base di un progetto di restauro e di valorizzazione condiviso dall'Amministrazione, a soggetti privati''.
Questo, precisa il ministro, ''sulla base di procedure selettive di evidenza pubblica e per un periodo di tempo determinato''.
D'altra parte, spiega Bray, ''i dati del Mibac dicono che numerosi siti culturali statali sono attualmente non visitabili o sono aperti solo in determinati giorni ed orari''. E questo, sottolinea, ''e' un fenomeno molto grave, perche' la mancata fruizione dei beni rappresenta un impoverimento per la collettivita'. Impoverimento anzitutto culturale, ma anche economico, se si considerano le opportunita di lavoro che potrebbero derivare dall'apertura di questi siti e l'indotto che potrebbe essere generato''.



( red / 29.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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