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Regioni.it

n. 2268 - mercoledì 29 maggio 2013

Sommario
- Sanità e piani di rientro: audizione di Bevere e Massicci
- Femminicidio: Rambaudi, un patto fra livelli istituzionali per contrastarlo
- Giovannini: previsione Ocse aumento disoccupazione in Italia non è una sorpresa
- Riforme: "Dossier" del Servizio Studi del Senato
- Istat: bilanci consuntivi 2011 di Comuni e Province
- Bray: gli obbiettivi del Ministero dei Beni Culturali

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Bray: gli obbiettivi del Ministero dei Beni Culturali

(regioni.it) Il Ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray, ha sostenuto che "la salvaguardia del paesaggio attraverso il contenimento del consumo del suolo".
Il Ministro per i Beni Culturali lo ha sostenuto nella sua Audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero alle Commissioni Cultura di Camera e Senato riunite.
“Per rafforzare ulteriormente la tutela del paesaggio risulta particolarmente utile l'introduzione di una disciplina legislativa per il contenimento del consumo del suolo - segnala Bray- e per favorire il prioritario riuso del suolo già edificato, secondo un modello già sperimentato con ottimi risultati in altri Paesi europei".
“E’ sotto gli occhi di tutti - spiega il Ministro – il degrado delle nostre periferie urbane, dove ai capannoni industriali dismessi, alle aree agricole trasformate in depositi di materiali a cielo aperto, vanno aggiungendosi continuamente nuovi centri commerciali e nuovi piccoli agglomerati urbani, completamente scollegati dalla parte rimanente della citta'".
Il fenomeno del consumo incontrollato di suolo agricolo "ha ormai assunto, in Italia, soglie allarmanti- sottolinea Bray- se l'attuale andamento non dovesse essere immediatamente arrestato ci ritroveremmo, in pochi anni, ad aver definitivamente e irreparabilmente compromesso il nostro territorio".
E ciò genera "una serie di effetti sui quali la nostra societa', che - purtroppo vede ancora in un certo modo di fare edilizia l'unico motore dell'economia - non ha ancora riflettuto abbastanza".
Tra gli effetti negativi del consumo incontrollato di suolo ci sono "primi fra tutti la definitiva perdita di aree agricole pregiate e l'irreparabile compromissione del nostro paesaggio agrario- avverte Bray- che è elemento caratterizzante del nostro territorio, della nostra identità e della nostra cultura".
Senza contare che la "dispersione urbana", producendo centri abitati privi di servizi o centri commerciali in aree non antropizzate, "genera di per sé situazioni di disagio abitativo- avverte Bray- e determina, nel medio periodo, l'ulteriore consumo di suolo per dotare quelle aree delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui sono prive".
Il Ministro quindi intende agire per "limitare il consumo di suolo libero" e un nuovo atto di iniziativa legislativa deve avere l'obiettivo di affinare gli strumenti giuridici per pervenire all'obiettivo della riduzione del consumo del suolo, “mettendo, in primo piano, accanto alla salvaguardia degli usi agricoli del suolo, la finalita' di tutela e valorizzazione del paesaggio agrario, quale elemento qualificante e identitario della forma del territorio italiano”.
Bray si è detto anche convinto che per aprire al pubblico i tanti siti culturali statali attualmente non visitabili per mancanza di personale si possono studiare forme di concessione ai privati. Bray sottolinea: ''La via percorribile potrebbe essere quella di consentire la concessione di siti, sulla base di un progetto di restauro e di valorizzazione condiviso dall'Amministrazione, a soggetti privati''.
Questo, precisa il ministro, ''sulla base di procedure selettive di evidenza pubblica e per un periodo di tempo determinato''.
D'altra parte, spiega Bray, ''i dati del Mibac dicono che numerosi siti culturali statali sono attualmente non visitabili o sono aperti solo in determinati giorni ed orari''. E questo, sottolinea, ''e' un fenomeno molto grave, perche' la mancata fruizione dei beni rappresenta un impoverimento per la collettivita'. Impoverimento anzitutto culturale, ma anche economico, se si considerano le opportunita di lavoro che potrebbero derivare dall'apertura di questi siti e l'indotto che potrebbe essere generato''.



( red / 29.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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