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Regioni.it

n. 2268 - mercoledì 29 maggio 2013

Sommario
- Sanità e piani di rientro: audizione di Bevere e Massicci
- Femminicidio: Rambaudi, un patto fra livelli istituzionali per contrastarlo
- Giovannini: previsione Ocse aumento disoccupazione in Italia non è una sorpresa
- Riforme: "Dossier" del Servizio Studi del Senato
- Istat: bilanci consuntivi 2011 di Comuni e Province
- Bray: gli obbiettivi del Ministero dei Beni Culturali

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Riforme: "Dossier" del Servizio Studi del Senato

(regioni.it) Mentre in Parlamento è in corso la discussione delle mozioni relative all'avvio del percorso delle riforme costituzionali. Il “Servizio Studi” del Senato ha elaborato e pubblicato dossier (n. 14) del Servizio Studi che mette a confronto i testi dei progetti elaborati in un arco temporale che va dalla XIII alla scorsa XVI Legislatura (1997-2012), nella quale si è avuta l'approvazione (il 25 luglio 2012) da parte dell'Assemblea del Senato di un disegno di legge costituzionale, trasmesso alla Camera dei deputati (A.C. n. 5386).
Il  dossier contiene una tabella di raffronto tra i testi di alcuni progetti di riforma della Parte II della Costituzione. La tabella è organizzata nella maniera seguente:
- nella prima colonna è riportato il testo vigente della Costituzione;
- nella seconda colonna sono riportate le modifiche proposte dal testo approvato dal Senato nella XVI legislatura (A.C. n. 5386);
- nella terza colonna, le modifiche delineate dalle proposte di legge costituzionale A.C. n. 553 e abb.-A della XV legislatura (cosiddetta 'bozza Violante', nel testo unificato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati il 17 ottobre 2007)1;
- nella quarta colonna, le modifiche proposte dal disegno di legge costituzionale approvato in duplice deliberazione dal Parlamento nel corso della XIV legislatura (A.S. n. 2544-D), indi sottoposto (ai sensi dell'articolo 138, comma 3 della Costituzione) a referendum, che si svolse il 25-26 giugno 2006 e non lo confermò, talché la revisione costituzionale prospettata non giunse a compimento;
- nella quinta colonna, le modifiche proposte da testi elaborati o esaminati dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali istituita nella XIII legislatura (qui brevemente indicata come 'Bicamerale D'Alema') (A.C. n. 3931-A - A.S. n. 2583-A).
La scelta - per una maneggevolezza del testo a fronte - ha condotto a selezionare un numero limitato di testi. Non sono stati inclusi alcuni altri progetti più risalenti, che pur hanno costituito momenti significativi del dibattito politico e parlamentare.
Per quanto riguarda la scorsa legislatura (la XVI) si è considerato, ai fini del raffronto, il solo testo quale approvato dall'Assemblea del Senato.  Quel testo – si legge nella introduzione del Dossier) modificava per alcune rilevanti parti il progetto quale adottato dalla Commissione affari costituzionali del Senato (conferente il mandato al relatore il 29 maggio 2012) e da questa trasmesso all'Assemblea.
La divaricazione tra i due testi, il referente e l'infine approvato dall'Aula, ha soprattutto riguardato la configurazione della forma di governo, se a premierato oppure semi-presidenziale (nel primo caso, con il Presidente del Consiglio esclusivo intestatario della relazione fiduciaria con le due Camere, e potere di proposta di scioglimento quando la fiducia da esso richiesta fosse negata, nonché introduzione della sfiducia 'costruttiva'; nel secondo caso, con elezione popolare diretta del Presidente della Repubblica, suo potere di nomina del Primo ministro nonché di scioglimento delle Camere, e sua presidenza del Consiglio dei ministri salvo delega al Primo ministro).
Questa variazione tra l'esame in Commissione e la deliberazione in Assemblea, benché significativa, non ha importato cesura tra i due testi su diversi altri profili, riguardo ai quali essi presentano (pur se talora con modificate previsioni) una medesima impostazione:
- abbassamento dell'età richiesta per l'elettorato passivo nonché (nell'elezione del Senato) per l'elettorato attivo;
- riduzione del numero dei parlamentari (complessivamente di circa il 20 per cento dei componenti il Parlamento);
- trasformazione del bicameralismo da paritario a differenziato, con esclusivo riguardo al procedimento legislativo (con previsione di un bicameralismo paritario 'obbligatorio' solo per i disegni di legge su alcune materie, 'eventuale' per tutti gli altri; per i primi, previsione dell'assegnazione in prima lettura diversificata tra le due Camere, a seconda del contenuto prevalente del disegno di legge);
- determinazione di tempi del procedimento legislativo cogenti (sul punto, testo referente e testo deliberato dal Senato recano diverse previsioni, più restrittive nel secondo testo);
- raccordo (entro il Senato) con le autonomie territoriali regionali (benché calibrato dal testo referente e dal testo infine approvato dal Senato in modo assai diverso);
- ampliamento dei poteri del Governo nel procedimento legislativo (riconoscendogli una triplice potestà di richiesta circa un disegno di legge: di iscrizione con priorità all'ordine del giorno delle Camere, previsione che verrebbe così costituzionalizzata; di esame e voto finale entro un termine determinato; decorso quel termine, di voto parlamentare 'bloccato', senza emendamenti agli articoli);
- introduzione di disposizioni prefiguranti in qualche misura uno 'statuto delle Opposizioni'.


( red / 29.05.13 )
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