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Regioni.it

n. 2269 - giovedì 30 maggio 2013

Sommario3
- Napolitano: Repubblica all'altezza dell'articolo 1 della Costituzione
- Rossi su occupazione giovanile
- Ammortizzatori sociali in deroga: il 31 maggio audizione delle Regioni
- Ministero Economia: dati su ammortizzatori sociali in deroga
- Terremoto Emilia-Romagna: incontro Letta, Errani, Delrio
- Moody' declassa 4 Regioni: le reazioni di Caldoro e Zingaretti

Istat: dati su Cig e occupazione grandi imprese

+T -T
Napolitano: Repubblica all'altezza dell'articolo 1 della Costituzione

Disoccupazione giovanile è un problema che sentiamo molto acutamente e drammaticamente

(regioni.it) Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ribadito quanto sia importante affrontare subito il tema del lavoro, in particolare del creare occasioni di lavoro per i giovani: “dobbiamo essere una Repubblica all'altezza dell'articolo 1 della Costituzione” a cui “si devono uniformare tutti gli attori sociali e le rappresentanze politiche”. Siamo in ritardo sul dilagare della disoccupazione giovanile sia in occidente che nei Paesi emergenti. Un problema che Italia “sentiamo molto acutamente e drammaticamente”.
E' "da seguire con grande serietà" l'esperienza francese dei 'contratti di generazione', "il passaggio  del testimone da un anziano ad un giovane" nel lavoro. "Vedra' il  governo se ci sono le condizioni per fare qualcosa di simile anche in  Italia" ha detto Giorgio Napolitano, intervistato dal Tg5.
Per Napolitano quel primo articolo della Costituzione ebbe grande significato: “si discusse moltissimo in Assemblea Costituente, e si scelse questa dizione anziché l'altra 'una Repubblica dei lavoratori'. 'Fondata sul lavoro' è qualcosa di più, significa che c'è un principio regolatore a cui si devono uniformare tutti gli attori sociali e tutte le rappresentanze politiche".Il Capo dello Stato ha quindi fatto presente che "rispetto ad allora, quello della disoccupazione giovanile non è un problema puramente italiano. Il più importante settimanale internazionale di economia, The Economist, è uscito con una copertina e un editoriale il cui titolo è 'Una generazione senza lavoro' : si parla di 26 milioni di giovani solo nei paesi del mondo cosiddetto ricco che non sono più nel processo formativo, non stanno facendo addestramento e non hanno lavoro; nell'insieme, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha fatto la cifra di 75 milioni di giovani disoccupati, qualcosa di simile alla popolazione di un grande paese. La verità - ha sottolineato il Presidente Napolitano - è che sono cambiate le tecnologie, sono cambiati i termini della competizione, si è colto molto in ritardo il rischio di un dilagare della disoccupazione giovanile sia in Occidente sia anche nei paesi emergenti o in una parte di essi, e in Italia questo problema lo sentiamo molto acutamente e drammaticamente".
E l’Istat ha pubblicato i dati di marzo 2013 sull’occupazione nelle grandi imprese, che al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) segna una flessione dello 0,1% rispetto a febbraio. Al netto dei dipendenti in Cig l'occupazione aumenta dello 0,1%.
Nel confronto con marzo 2012 l’occupazione nelle grandi imprese diminuisce dell’1,4% al lordo della Cig e dell’1,3% al netto dei dipendenti in Cig. Il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) diminuisce, rispetto a marzo 2012, del 2,2%. Rispetto a marzo 2012 la retribuzione lorda per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumenta del 2,0% e il costo del lavoro per dipendente dell’1,9%.
Infine l'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 32 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 1,3 ore ogni mille rispetto a marzo 2012.
Quanto a cosa si può fare per restituire fiducia ai giovani che si sentono trascurati da una politica che avvertono come lontana e indifferente, il Presidente Napolitano ha rilevato: "Si deve innanzitutto garantire la massima attenzione da parte delle Istituzioni - Governo, Parlamento e anche Regioni ed Enti locali - per la condizione dei giovani che rischia davvero di essere molto critica : ci si sente privi di prospettive, e si deve reagire anche a questo stato d'animo, a questa deriva psicologica. Certamente non bastano le assicurazioni, ma intanto credo che già solo il mettere l'accento sul problema serva, e poi occorrono decisioni, scelte concrete come quelle di cui proprio in questo momento si sta parlando in Italia e in Europa".
Alla domanda sulla preoccupazione che tanti giovani laureati, specializzati, cerchino fortuna altrove, il Presidente Napolitano ha risposto che la questione "è creare le condizioni perché possano tornare, e in questo senso varie norme di legge già sono state approvate : una in particolare per iniziativa di due parlamentari (allora erano semplici parlamentari) degli opposti schieramenti, l'onorevole Enrico Letta, attualmente Presidente del Consiglio, e l'onorevole Maurizio Lupi, attualmente Ministro del governo Letta". 
E' importante creare le condizioni perché i giovani  "trovino lavoro qui, o perché possano tornare qui occupandosi in modo adeguato".
Sulle misure che varerà il governo relative all'occupazione giovanile e, in particolare, sulla cosiddetta "staffetta generazionale", il Presidente Napolitano ha detto: "Questo è un tema a cui si sta lavorando con la dovuta attenzione, senza precipitare decisioni che non abbiano un solido fondamento. E' comunque da seguire con grande serietà l'esperienza che si sta facendo in Francia, dove anche il Presidente Hollande ne ha parlato di recente: si dà rilievo ai cosiddetti "contratti di generazione", il passaggio del testimone da un anziano a un giovane nei luoghi di lavoro. Vedremo se ci sono le condizioni per fare qualcosa di simile anche in Italia, lo vedrà il governo".

 

 http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=36679

ISTAT - OCCUPAZIONE ALLE DIPENDENZE NELLE GRANDI IMPRESE

Marzo 2013 (a), variazioni percentuali (indici in base 2010=100)

 

Destagionalizzati (b)                                                            Grezzi

 

 

 

Mar 13 Feb13

Gen -Mar 13 Ott-Dic 12

Mar 13 Mar 12

Gen-Mar 13 Gen-Mar 12

Indici

 

Industria lordo Cig

97,1

+0,2

-0,1

-1,2

-1,5

netto Cig

96,5

+0,7

0,0

-1,3

-2,0

Servizi lordo Cig

98,2

-0,2

-0,4

-1,5

-1,4

netto Cig

98,0

-0,3

-0,3

-1,3

-1,2

Totale lordo Cig

97,8

-0,1

-0,4

-1,4

-1,4

netto Cig

97,6

+0,1

-0,2

-1,3

-1,5

31- Dati provvisori.

32- Gli indici vengono destagionalizzati utilizzando il metodo diretto, ossia separatamente per ciascun settore di attività economica e per l’indice totale. Le serie aggregate, trattate con questo metodo, possono differire da quelle che si otterrebbero dalla sintesi degli indici dei livelli inferiori di classificazione (metodo indiretto).

 

Ore di cassa integrazione guadagni

La cassa integrazione guadagni utilizzata a marzo è pari a 32,0 ore ogni mille ore lavorate, con una diminuzione tendenziale di 0,8 ore ogni mille ore.

 

Nell’industria le grandi imprese hanno utilizzato a marzo 79,1 ore di Cig ogni mille ore lavorate, con un aumento di 2,8 ore rispetto allo stesso mese del 2012. Le grandi imprese dei servizi hanno utilizzato 7,9 ore di Cig per mille ore lavorate; rispetto a marzo 2012 si registra una riduzione di 2,3 ore per mille ore lavorate.

 

PROSPETTO 4. ORE DI CIG E ORE DI SCIOPERO NELLE GRANDI IMPRESE.

Marzo 2013 (a), rapporto per 1.000 ore lavorate

 

 

INDICATORI

 

Mar 2013

Mar 2013 (b) Mar 2012

Gen-Mar 2013 (b) Gen-Mar   2012

Industria

 

 

 

Ore di cassa integrazione guadagni

79,1

+2,8

+8,3

Ore di sciopero

0,5

-5,2

-2,4

Servizi

 

 

 

Ore di cassa integrazione guadagni

7,9

-2,3

-1,6

Ore di sciopero

0,3

-1,3

-0,6

Totale

 

 

 

Ore di cassa integrazione guadagni

32,0

-0,8

+1,3

Ore di sciopero

0,4

-2,6

-1,2

33- Dati provvisori.

34- Differenze assolute.

 

Prezzi alla produzione dell’industria

Lavoro e retribuzioni grandi imprese

A marzo 2013 l'occupazione al lordo della cig cala dello 0,1% su febbraio e dell’1,4% in un anno
Comunicato stampa, giovedì 30 maggio 2013

 



( gs / 30.05.13 )

Hahn: progetti pronti per gli accordi di partenariato entro fine luglio

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Rossi su occupazione giovanile

Proposte al Comitato delle Regioni UE

 (regioni.it) Procedere ''in modo spedito'' e con ''attenzione alla qualita'''. E' questo l'appello che il commissario Ue alle politiche regionali Johannes Hahn ha rivolto nel suo intervento alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni. Il commissario ha richiamato l'importanza di ''avere i progetti pronti per gli accordi di partenariato entro fine luglio, senza eccezioni'' per la programmazione 2014-2020.
Mentre il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha presentato una serie di proposte al Comitato delle Regioni Ue sul pacchetto per l'Occupazione giovanile ed in particolare sul quadro europeo di qualità per i tirocini della Commissione Ue.
''Anticipare al 2013 – ha detto Rossi – la disponibilita'' di 6 miliardi previsti dalla Commissione Ue per le politiche occupazionali giovanili come chiede il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz'' e ''ampliare fino ai 30 anni di eta' la fascia d'eta' coinvolta dalle opportunita'' contenute nella strategia sui giovani'':
Rossi ha anche sottolineato che la Toscana è una Regione da tempo in prima linea in Europa sul tema della lotta alla disoccupazione giovanile col progetto 'Giovanisi'', che punta ad offrire ai giovani un ingresso nel mondo del lavoro, attraverso i tirocini, dopo quattro mesi dalla fine dell'iter scolastico-universitario. Una ''buona pratica'' gia'' presentata in tutta Europa, che come spiega lo stesso Rossi ''presa a modello positivo grazie all'impegno del commissario Lazlo Andor e di Martin Schulz''.



( red / 30.05.13 )

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Ammortizzatori sociali in deroga: il 31 maggio audizione delle Regioni

Simoncini: cambiare le norme sullo status di disoccupato

(regioni.it) Il 31 maggio, alle ore 10.45, presso la Sala del Mappamondo (ingresso: Piazza del parlamento 24) della Camera dei deputati, si terrà un’Audizione di rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome nell’ ambito dell’esame del disegno di legge; "Conversione in legge del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54, recante interventi urgenti in tema di sospensione dell'imposta municipale propria, di rifinanziamento di ammortizzatori sociali in deroga, di proroga in materia di lavoro a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni e di eliminazione degli stipendi dei parlamentari membri del Governo" (AC 1012).
La delegazione della Conferenza delle Regioni sarà guidata dall’Assessore Gianfranco Simoncini, Coordinatore della materia lavoro nell’ambito della “Commissione istruzione, lavoro, innovazione e ricerca” della Conferenza delle Regioni.
Accanto alle necessità di un adeguato finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga si sta ponendo al centro del confronto politico il “ripensamento” complessivo degli ammortizzatori sociali. A questo proposito Simoncini ha inviato al Ministro del lavoro Enrico Giovannini una lettera con cui ha manifestato l’urgenza di cambiare le norme sullo status di disoccupato. La legge Fornero ha escluso la possibilità di conservare lo stato di disoccupazione per coloro che, pur non avendo un rapporto di lavoro subordinato, hanno comunque lavorato con forme contrattuali parasubordinate, part time o autonome, indipendentemente dal reddito percepito. una esclusione che, se non sarà modificata, scrive l'assessore, “produrrà notevoli effetti negativi dal punto di vista sociale, anche perché lo stato di disoccupazione è il presupposto per una serie di agevolazioni e benefici, sia statali che regionali, come l'indennità previdenziale o l'esenzione dalle spese sanitarie”. Inoltre, secondo la regione, ''la nuova disciplina rischia di tradursi in un incentivo per i lavoratori disoccupati ad accettare occasioni di lavoro non regolare, in modo da non perdere lo status di disoccupato”.
Le Regioni, che avevano qualche settimana fa già sollecitato un intervento del governo, avevano anche deciso di posticipare il recepimento del decreto attuativo della norma al 30 giugno. Ora la questione viene posta nuovamente con urgenza.
All’orizzonte c’è anche il problema del futuro assetto dei centri per l’impiego anche in relazione alle riforme che toccheranno le Province. L'assessore al lavoro e alla formazione della Regione Campania, Severino Nappi (che ha partecipato il 30 maggio al workshop ''Il lavoro nel Mezzogiorno tra efficienza dei servizi e riassetto delle funzioni'', organizzato nell'ambito del Forum PA di Roma, presso lo stand della Regione Campania) ha sottolineato di aver “portato al confronto nazionale le proposte della Campania per modernizzare i servizi per il lavoro. 'Con la regia regionale i Centri per l'impiego devono diventare veri e propri Centri di servizio nei quali offrire a chi è espulso dal lavoro e a chi cerca occupazione strumenti reali per favorirne l'inserimento. “Penso - sottolinea l'assessore - all' accompagnamento nella ricerca di opportunità di lavoro, a percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale, aiuto al dialogo con le imprese e la PA, informazioni sulle misure di incentivo, animazione territoriale per coordinare e gestire le occasioni di sviluppo e di impiego. ''La proposta della Giunta Caldoro che verrà portata al tavolo della Conferenza delle Regioni e del ministro del Lavoro punta a coinvolgere gli operatori pubblici e privati (Università, Agenzie per il Lavoro, associazioni sindacali e datoriali) in una logica di sistema nella quale la governance – ha concluso nappi - è pubblica e unitaria, ma gli attori si muovono autonomamente”.
La notizia della convocazione dell'Audizione (tratta dal sito della Camera)





( red / 30.05.13 )

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Ministero Economia: dati su ammortizzatori sociali in deroga

(regioni.it) Il Ministero dell'Economia ha sintetizzato l'ultimo provvedimento del Governo che interessa Imu e Cassa integrazione in deroga, spiegando che per il 2012 il fabbisogno per ammortizzatori sociali in deroga (inclusi oneri figurativi) è di 2,1 miliardi di euro da "Deroghe" regionali e di 0,2 miliardi di euro da "Deroghe" plurilocalizzate in più regioni concesse dal Ministero del lavoro.
Per quanto riguarda invece il 2013 la situazione è la seguente:
Il fabbisogno per ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2013 sarà contenuto, anche mediante il dialogo con le parti sociali e le autonomie, mediante:
- un sistema di verifiche e minitoraggio della spesa;
- criteri maggiormente selettivi sia delle richieste resentate dalle imprese, sia delle risorse effettivamente erogate;
- oltre a 1 miliardo di euro circa risultano già finanziati dalla ‘legge Fornero’ per la cassa integrazione in deroga; il Governo prevede un ulteriore finanziamento di circa un miliardo;
- vengono sbloccate le risorse (per 57 milioni) per i contratti di solidarietà;
- p
roroga al 31 dicembre, nei limiti delle disponibilità di bilancio, degli strumenti giuridici per avvalersi dei lavoratori a tempo determinato della P.A. al fine di garantire i servizi essenziali;
- p
roroga al 31 dicembre 2013 dei contratti a tempo determinato degli Sportelli unici per l’immigrazione delle Prefetture-Utg e degli Uffici immigrazione delle Questure del Ministero dell’interno (10 milioni).

Ammortizzatori sociali in deroga: modalità di copertura

 

Importo

 

Fonti   di copertura

 

1.000 Mln €

 

Stanziati dalla c.d.   Legge Fornero (L. 92/2012)

288 Mln €

Risorse Piano di Azione   e Coesione, attuando la prevista riprogrammazione dei Fondi

 

strutturali UE 2007-2013 (attivabile in via amministrativa);

250 Mln €

Disponibili dal Fondo per gli sgravi contributivi per i contratti   di secondo livello per l’anno

 

2013. Fondi che non sarebbero stati utilizzati nel 2013 e che saranno reintegrati.

 246 Mln €

 Risorse derivanti dalla formazione   professionale mediante procedura amministrativa diretta.

 100 Mln €

 Utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione iscritti al bilancio per l’anno 2016 (che non sarebbero state   utilizzate)

 

 100 Mln €

 Fondi inutilizzati   derivanti dall’accordo Italia   – Libia (per la costruzione di nuove infrastrutture)

 57 Mln €

 Sblocco risorse per i contratti di solidarietà

 19 Mln €

 Utilizzo Sanzioni Antitrust

 10 Mln €

 Utilizzo fondi disponibili presso Consap per   usura ed estorsione

 

2,070 Mln €

 

TOTALE


Primi interventi di politica economica:  Ammortizzatori sociali in deroga, precari P.A. ed IMU →



( red / 30.05.13 )

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Terremoto Emilia-Romagna: incontro Letta, Errani, Delrio

Errani: mai più senza una cornice chiara di norme e risorse

(regioni.it) "Vogliamo lavorare moltissimo per dare risposte", ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta a Bologna ad un anno dal terremoto che sconvolse l'Emilia-Romagna, incontrando il presidente della regione Vasco Errani e il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio.
Quindi per fare il punto della situazione ad un anno dal terremoto si è svolta anche una visita ad alcune aziende e ad alcuni siti colpiti da sisma. Per Errani l'Italia non deve stare ''mai piu' senza una cornice chiara di norme e risorse'' nell'affrontare emergenze come quelle del terremoto.
Enrico Letta ha ringraziato il prefetto Gabrielli "per aver accettato la mia richiesta di restare ancora a fianco del governo, e del presidente del Consiglio, perchè terrò io la delega per la Protezione civile", afferma  il presidente del Consiglio a Reggio Emilia, sottolineando anche, sempre riferito al capo della Protezione civile, quanto sia "un sollievo per me poter contare su di lui, non solo per le fronteggiare le emergenze ma per imparare da quelle vissute".
Il presidente Errani ha sottolineato che l'Italia non deve stare ''mai piu' senza una cornice chiara di norme e risorse'' nell'affrontare emergenze come quelle del terremoto che ha colpito l'Emilia.
Il presidente della regione Emilia-Romagna, ha poi aggiunto che ''noi siamo partiti da zero: il Paese ha bisogno di norme certe perchè non riparta da zero'' davanti alle emergenze.
''Abbiamo fatto molto ma molto resta da fare - ha detto Errani -: non e' tempo di celebrazioni e autocelebrazioni'', pur riconoscendo ''con il giusto orgoglio il lavoro di tutti coloro che si sono impegnati''.
Con la ricostruzione post sisma l'Emilia dara' il suo aiuto al Governo Letta "nella sua battaglia per cambiare il Paese". Errani ha sostenuto che  Letta "e' impegnato in un grande sforzo di riforme- sottolinea Errani- e ha tutto il mio sostegno. Tutti sono chiamati a fare uno scatto, in un Paese pero' dove in ogni convegno si parla di cambiamento partendo dal fatto che io sono gia' cambiato e che tocca agli altri farlo. Lei, presidente, deve convincere che il cambiamento riguarda tutti" e l'Emilia-Romagna dara' "un contributo alla sua battaglia per cambiare il Paese".
Infine una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 e' stata registrata alle 3:49 nella Pianura padana tra le province di Reggio Emilia, Modena e Mantova. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 5 km di profondita' ed epicentro in prossimita' dei comuni reggiani di Fabbrico, Reggiolo e Rio Saliceto, di quello modenese di Novi e di quelli mantovani di Gonzaga e Moglia.



( red / 30.05.13 )

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Moody' declassa 4 Regioni: le reazioni di Caldoro e Zingaretti

(regioni.it) il 29 maggio Moody's ha tagliato il rating di quattro regioni italiane. L'agenzia internazionale abbassa di un gradino, a 'Ba1' da 'Baa3', la propria valutazione su Campania, Piemonte e Sicilia. Il rating del Lazio è tagliato invece di due gradini, a 'Ba2' da 'Baa3'. L'outlook e' negativo per tutte e quattro le regioni. Il downgrade delle quattro regioni italiane ''riflette i crescenti timori sulla loro posizione finanziaria. I tagli alle risorse dovuti all'austerity stanno mettendo sotto pressione i bilanci delle regioni, traducendosi in una rigidita' fiscale. Le pressioni di liquidita' in atto hanno contribuito all'accumulo di debiti commerciali'', afferma Moody's, sottolineando che Piemonte, Campania, Sicilia e Lazio dovranno probabilmente risanare ulteriormente i propri conti, anche con una razionalizzazione delle spese e un aumento delle tasse.
Il giudizio così negativo non è stato condiviso dalle Regioni interessate che hanno risposto con note puntuali e osservazioni di merito.
“Moody's – ha detto il Presidente della Regione  Lazio, Nicola Zingaretti - omette nella sua valutazione che noi stiamo applicando una nuova politica economica messa in campo dal Governo italiano per aggredire il debito e quindi si tratta di una valutazione che ovviamente rispettiamo ma che non è fatta nei nostri confronti ma piuttosto nei confronti di tutte le regioni che hanno accesso al fondo di 40 miliardi per pagare i debiti della P.A.”.
Alessandra Sartore, assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio, “pur ritenendo attendibile l'analisi effettuata da Moody's sull'attuale condizione finanziaria della Regione Lazio”, non condivide il giudizio negativo che l'Agenzia attribuisce al percorso attuativo del DL 35/2013. La finalità
del provvedimento non è di portare a un incremento del disavanzo degli Enti territoriali ma, al contrario, di favorire il consolidamento dei conti pubblici. Grazie a questo la Regione Lazio ridurrà il proprio disavanzo finanziario di quasi il 50% rispetto al valore attuale. L'iniezione di liquidità prevista dal provvedimento, pari a circa 5 miliardi di euro per il Lazio, favorirà il tempestivo pagamento dei debiti commerciali a favore dei creditori, e stimolerà il tessuto economico e produttivo della Regione”.
“Sulla base di stime prudenziali, mutuate da quelle formulate nel Def nazionale, la crescita del Pil regionale connessa al provvedimento è attesa all'1,1%. Le misure di copertura dei maggiori oneri connessi al rimborso dell'anticipazione sono tali da garantire il perseguimento dell'equilibrio di bilancio e da assicurare un margine di risparmio da destinare agli investimenti pubblici prioritari per il territorio. In questo modo- conclude Sartore - si precostituiscono le condizioni per non ricorrere più, in futuro, al mercato finanziario per il finanziamento degli investimenti pubblici”.
Dura la reazione del Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che ha avviato "una forte azione contro questa decisione, in tutte le sedi". In un video sul suo blog, Caldoro spiega il perché di una scelta per la quale ha già avviato procedure. "Ragioni storiche antiche fanno penalizzare l'azione di
ogni giorno - dice - si alzano i costi del debito sulla base di un ulteriore aumento delle tasse per pagare il debito stesso”. La Campania, dunque, si vede declassare perché "vuole pagare il debito commerciale, il debito verso le imprese e i cittadini per far riprendere il nostro territorio e lo Stato ci da' le risorse per farlo". "Il declassamento - affonda Caldoro - ci viene prima di aver contratto il debito, ma solo per opportunità di farlo. Riteniamo questo un condizionamento eccessivo da parte del mercato. E risponderemo". Il presidente della giunta campana sottolinea come "la legge (quella che consente di pagare i debiti della P.A.) aveva punti deboli, l'avevamo detto e denunciato", ricordando di aver scritto giorni prima del declassamento al Governo in proposito, chiedendo di adottare il modello Spagna, dove “lo Stato si è messo davanti a garantire il debito" di tutte le regioni, un modello di corresponsabilità. "Continueremo a fare questa battaglia", conclude.

Dalle agenzie di stampa:

CRISI: MOODY'S TAGLIA RATING PIEMONTE,CAMPANIA,SICILIA,LAZIO



( red / 30.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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