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Regioni.it

n. 2270 - venerdì 31 maggio 2013

Sommario3
- Il lavoro è una priorità nell'agenda della Conferenza delle Regioni
- Napolitano: disoccupazione giovanile al centro dell'azione pubblica
- Banca d’Italia: relazione 2012
- Regioni: passa al Friuli il coordinamento della Commisione protezione civile
- Spacca eletto Capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni
- Cipe: risorse per tunnel Brennero e Torino-Lione

Audizione di fronte alle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera

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Il lavoro è una priorità nell'agenda della Conferenza delle Regioni

(regioni.it) “Il lavoro rappresenta una priorità nell’agenda della Conferenza delle Regioni”, lo ha dichiarato il Presidente Vasco Errani.
“Abbiamo espresso la massima disponibilità ad un tavolo comune con il Governo e con le parti sociali per dar vita ad un’azione strategica e affrontare “l’emergenza disoccupazione”, soprattutto in ambito giovanile, che – come ha sottolineato il Presidente della Repubblica nel messaggio per il 2 giugno indirizzato ai Prefetti – è ‘una vera e propria questione sociale’.
Anche per questi motivi oggi – nel corso di un’audizione parlamentare - abbiamo posto all’attenzione delle Camere e del Governo il tema della copertura integrale degli ammortizzatori sociali in deroga. Uno strumento che riguarda la piccola e media impresa e che interessa drammaticamente molti giovani lavoratori impegnati in realtà aziendali che rappresentano comunque oltre il 90 per cento del nostro tessuto produttivo.
Serve un’azione corale che coinvolga le istituzioni e le parti sociali di fronte ad un allarme che riguarda tutto il Paese.
E nel confronto odierno con il Ministro del lavoro, Enrico Giovannini, le Regioni hanno richiamato l’attenzione su queste necessità, ponendo l’accento su alcune priorità:
a)   Copertura finanziaria della Cig in deroga per tutto il 2013 e chiusura delle partite finanziarie ancora aperte e relative al 2012
b)  Revisione delle strumento degli ammortizzatori sociali in una logica di equiparazione dei diritti fra i lavoratori
c)   Politiche attive per il lavoro a partire dal riassetto e rilancio dei centri per l’impiego.
Ma per far questo occorre – ha concluso Errani - un impegno costante, anche in Europa, per il rilancio del lavoro. E’ questa la chiave perché si ragioni attorno ad un  migliore utilizzo delle risorse europee, estendendo le buone pratiche, considerando anche l’allentamento del patto di stabilità e ponendo al centro lo sviluppo e la crescita.
Rispetto agli ammortizzatori sociali in deroga, nel corso dell’audizione tenutasi presso la Camera dei Deputati, le Regioni sono state chiare. Serve almeno 1miliardo per consentire di erogare gli ammortizzatori sociali: gia' 11 tra Regioni e Province autonome hanno terminato le risorse e bloccato le autorizzazioni all'Inps per erogare nuove somme. Lo ha detto il coordinatore al Lavoro della Conferenza delle Regioni,Gianfranco Simoncini, alle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera.
Anche con l'ultimo decreto approvato dal Governo Letta che stanzia risorse per circa 1 miliardo per la Cig in deroga - soldi che pero' non sono ancora nelle casse delle Regioni - queste ultime riuscirebbero a pagare i lavoratori in cassa integrazione in deroga solo fino a luglio, hanno spiegato gli assessori alla commissione Lavoro e Finanze della Camera.
“Ad oggi - ha spiegato l'assessore Simoncini – abbiamo richieste per oltre 2 miliardi e mezzo ma risorse solo per 1 miliardo e 700 milioni, comprendendo anche i 288 milioni di fondi europei attinenti il Piano d'Azione e di Coesione. Risorse, queste ultime, che dovevano essere aggiuntive e non sostitutive agli interventi per gli ammortizzatori sociali”.
Complessivamente, secondo le Regioni, a fine 2013 per gli
ammortizzatori sociali serviranno 3 miliardi, mentre 2 miliardi e 400 milioni sono le risorse necessarie a coprire il 2012. La richiesta di ammortizzatori, quest'anno, e' infatti aumentata almeno del 30%.
Simoncini ha chiesto ''che i requisiti per accedere alla cassa integrazione siano universalistici: non è giusto che i dipendenti di aziende superiori ai 15 lavoratori abbiano tutele e quelli inferiori a questa cifra no''. Oltre il 90% delle aziende in Italia ha meno di 19 dipendenti, con il 70% dei
lavoratori. Infine, e' stato sollevato il problema della copertura degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2012:tuttora mancano le risorse per coprire l'intero anno. Il problema dunque è che, anche il miliardo previsto da un decreto del Governo Letta il 17 maggio scorso, non si sa quando arrivera' nelle casse delle Regioni. ''Siamo preoccupati per i tempi - ha detto Simoncini, che ha incontrato, insieme agli altri Asessori al lavoro, il ministro del Lavoro Giovannini -  e la risposta che ci e' stata data ci lascia insoddisfatti: potrebbero passare settimane e intanto, con l'effetto annuncio, i lavoratori credono che le Regioni hanno risorse che in realtà non sono mai arrivate”. 
Nell'incontro con il ministro Giovannini si è parlato anche di apprendistato, Centri per l'Impiego, anche in relazione alle riforme che riguarderanno le Province, ritardi nei pagamenti da parte dell'Inps, disoccupazione giovanile, sulla quale il Governo ha una forte volontà di incidere anche attraverso strumenti di youth guarantee.
Si è trattato di “un incontro interlocutorio che non ha dato nessuna certezza sull'erogazione delle risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga”, l'assessore al lavoro della Regione Liguria, Enrico Vesco non è soddisfatto dell'esito dell'incontro che si e' svolto il 31 maggio tra gli assessori al lavoro delle regioni italiane e il Ministro alle politiche sociali e lavoro, Enrico Giovannini. ”Il Ministro - ha sottolineato Vesco - non ci ha dato certezze sui tempi di esigibilità delle risorse da poco stanziate, un miliardo di euro a livello nazionale, necessari per arrivare almeno fino a fine luglio, pertanto non posso dire di essere soddisfatto”. Un nodo, quelle delle risorse, che si va ad aggiungere a quello dei criteri di riparto e dell'equiparazione dei diritti dei lavoratori, tra chi lavora nelle grandi e nelle piccole aziende. ''Su quest'ultimo punto - ha sottolineato Vesco – il Ministro si è reso disponibile ad aprire un tavolo di confronto con le Regioni per uniformare le modalità di erogazione della cassa integrazione in deroga su tutto il territorio nazionale, prendendo come spunto la bozza di accordo quadro nazionale prosposto dalle regioni che dovrà costituire la base per un decreto interministeriale, con una particolare attenzione al monitoraggio della spesa che è oggi all'origine del rallentamento dei pagamenti ai lavoratori”. Sul tema delle risorse, che non è ancora stato sciolto, le regioni si incontreranno nuovamente mercoledì 12 giugno con il sottosegretario Carlo Dell'Aringa, delegato dal Ministro ad occuparsi della vicenda.
Anche l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente pur esprimendo “soddisfazione e
apprezzamento per il programma di lavoro esposto dal ministro del lavoro Enrico Giovannini” ha comunque manifestato “forte preoccupazione rispetto alle risorse che il Governo intende stanziare per gli ammortizzatori sociali in deroga, in considerazione delle emergenze che arrivano dal territorio”.
Sulla stessa falsariga anche il commento, più articolato, dell’Assesore della Regione Umbria, Vincenzo Riommi: da un lato apprezzamento per l'apertura del confronto con le Regioni, dall’altro preoccupazione per i tempi dell'erogazione delle risorse relative alla cassa integrazione in deroga . “Abbiamo apprezzato in maniera convinta – ha detto Riommi - il metodo del confronto che è stato inaugurato dal ministro Giovannini rispetto a temi di importanza determinante per la tenuta della coesione sociale del paese e per lo sviluppo e l'occupazione, ma “non possiamo al tempo stesso - aggiunge -, con franchezza, non rimarcare i segnali di preoccupazione che nonostante la tempestiva emanazione da parte del nuovo Governo del decreto legge 54/2013 che rifinanzia la cassa integrazione in deroga, derivano dalla tempistica prevista per la messa a disposizione delle risorse da parte del ministero del Lavoro con il concorso del ministero dell'Economia. Infatti a fronte di uno stanziamento che comunque riteniamo inadeguato, il rischio di dilazione nei tempi di disponibilità delle risorse potrebbe arrecare gravi difficoltà anche a Regioni come l'Umbria che sono tra le poche che ancora, grazie a una virtuoso modello di gestione degli ammortizzatori sociali, sono in grado di continuare ad assicurare l'integrazione salariale a tutti coloro che ne hanno diritto. Un tema, questo delle risorse, sul quale l'Umbria e le altre Regioni continueranno a incalzare il Governo rispetto a impegni assunti e non rinviabili. Altra questione su cui abbiamo richiesto il confronto urgente - ha aggiunto l'assessore umbro - è quella relativa alla messa in sicurezza dell'attività dei Centri per l'impiego, che incardinati presso le Province, rischiano di bloccarsi il 31 dicembre di quest'anno alla luce delle norme vigenti in ordine al venir meno delle funzioni delle Province. Una preoccupazione, questa, accresciuta dalla rilevanza del ruolo di questi servizi rispetto alla mole di attività che vengono realizzate specie in un periodo caratterizzato dall'accentuarsi della crisi economica come l'attuale”.
Più categorico il giudizio dell’Assessore della Regione Puglia. “Ancora una volta per il tema  degli ammortizzatori sociali in deroga non ci sono risposte dal  governo” ha affermato Leo Caroli. “Non c'è certezza di risorse per il rifinanziamento - ha proseguito - perché ci sono 288 milioni provenienti dall'ex fondo Fas, che è cofinanziato dalle  regioni meridionali e che quindi sarebbe a rischio. Dopo i ripetuti annunci da parte del governo sullo sblocco degli ammortizzatori  sociali - ha proseguito - i lavoratori pensano che i fondi siano già nella disponibilità dell'Inps per il pagamento. Non è vero: mancano  le certezze e quindi anche i fondi sembrano del tutto virtuali. Infatti - ha continuato Caroli - nel caso dell'attingimento dai fondi ex Fas, stanziati soprattutto per il Mezzogiorno: non è chiaro  se questi saranno ripartiti tra tutte le 20 regioni. Nel caso, arriveremmo al paradosso, ad esempio, che con i fondi già stanziati  per lo sviluppo della Puglia si finanzierebbe la Cigs per la  Lombardia. Non si capisce se al contrario i fondi ex Fas ritornino invece nella disponibilità delle sole regioni meridionali: tutto ciò alimenta l'incertezza su modalità e tempi. Altre risorse inoltre - ha proseguito - sarebbero prese dai fondi per la produttività e per la  formazione: ancora non c'è alcuna certezza su tempi e modi”.      "La Regione Puglia ha comunque chiesto chiarezza sul  coinvolgimento della conferenza delle Regioni sulle decisioni e sui  nuovi criteri di redistribuzione, visto anche che si tende a stringere le maglie dei trattamenti di mobilità per favorire la Cigs:  ricordiamo che sono molti i lavoratori pugliesi in mobilità, rispetto a quelli in Cigs di altre regioni. Anche l'unica nota positiva,  l'impegno del Governo a sanare lo sbilancio del 2012 per i trattamenti autorizzati - ha concluso - resta con un punto interrogativo, perché  non è chiaro con quali risorse si possa pagare”.
Infine la Regione Sardegna ha sollecitato il governo a reperire le risorse accertate per gli ammortizzatori sociali a chiusura del 2012 e per soddisfare le aumentate richieste di quest'anno. A Montecitorio, durante l'audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome davanti alle commissioni Lavoro e Bilancio, l'assessore al Lavoro Mariano Contu ha parlato di "emergenza sociale" ricordato come la Regione abbia garantito circa 63 milioni di euro a copertura delle domande di Cig in deroga inviate da lavoratori sardi.
Le due commissioni della Camera stanno esaminando il decreto legge 54 del 21 maggio scorso sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. Per Contu è stata l'occasione di precisare che per soddisfare il solo fabbisogno del 2012 in Sardegna serve un'ulteriore assegnazione di 12 milioni e che le risorse indicate nel decreto per l'isola bastano soltanto per il mese di maggio 2013. L'assessore si è poi associato alla posizione delle altre Regioni, convinte che sia inopportuna una compartecipazione regionale al finanziamento degli ammortizzatori sociali, in realta' di competenza statale.


( sm / 31.05.13 )

Istat: 3 milioni 276 mila disoccupati

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Napolitano: disoccupazione giovanile al centro dell'azione pubblica

Messaggio ai prefetti per il 2 giugno

(regioni) L'Istat rileva che il numero dei disoccupati nel primo trimestre del 2013 è pari a 3 milioni 276 mila persone. La disoccupazione nel primo trimestre ha toccato il 12,8%, e ad aprile il 125, sono livelli più alti dal 1977, con una punta del 41,9% nella fascia dei 15-24enni.
I disoccupati sono quasi mezzo milione in più in un anno. E in tal senso c'è un nuovo monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in un messaggio per il 2 giugno chiede di 'farsi carico della disoccupazione e del disagio sociale' cercando 'soluzioni tempestive ed efficaci e 'riorientando l'utilizzo delle risorse pubbliche' verso crescita e coesione sociale per ridare fiducia.
Napolitano sollecita attenzione alla ''questione sociale” che “si esprime soprattutto nella dilagante disoccupazione giovanile, bisogna farsi carico ponendola al centro dell'azione pubblica, che deve connotarsi per un impegno sempre piu' assiduo nella ricerca di soluzioni tempestive ed efficaci alle pressanti istanze dei cittadini''.
Napolitano, in occasione del 2 giugno, anniversario della nascita della Repubblica, ha inviato un messaggio ai Prefetti d'Italia, affinchè se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno:  '' La fiducia potra' rinascere - ed essere a sua volta volano di migliori risultati - se le risposte saranno coerenti e mirate in uno sforzo continuo, volto a razionalizzare e semplificare gli apparati e l'azione amministrativa ed a riorientare l'utilizzo delle risorse pubbliche perche' possa concretamente avviarsi una nuova fase di sviluppo e di coesione sociale.
In questa direzione, chiedo a Voi Prefetti, chiamati ad una interlocuzione sistematica con le componenti istituzionali e le forze sociali attive sul territorio, di dare il massimo impulso ad iniziative per una maggiore apertura, efficacia e trasparenza dell'azione pubblica, favorendo la semplificazione e un lavoro comune delle amministrazioni che tenga conto delle esigenze piu' avvertite in ambito locale”.
Il numero dei disoccupati nel primo trimestre del 2013 segna ''un ulteriore forte aumento'' su base tendenziale, in rialzo del 17,0%, con quasi mezzo milione di persone in cerca di lavoro in piu' (+475 mila unita' in un anno) rileva l'Istat.
Se nel primo trimestre del 2013 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) e' salito al 41,9% (6,0 punti percentuali in piu' nel raffronto tendenziale), per le ragazze del Mezzogiorno tocca addirittura il picco del 52,8%.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) sale al 40,5% ad aprile 2013. Si tratta del livello piu' alto dall'inizio delle serie mensili (gennaio 2004) e trimestrali (primo trimestre 1977). In cerca di lavoro sono 656 mila ragazzi.
Infine a maggio l'inflazione su base annua e' pari all'1,2%, dall'1,1% di aprile.

 

 

Occupati e disoccupati (mensili)

Ad aprile 2013 il tasso di disoccupazione sale al 12,0%, +0,1 punti percentuali rispetto a marzo
Comunicato stampa, venerdì 31 maggio 2013

Occupati e disoccupati (trimestrali)

Nel I trimestre 2013 il numero degli occupati si riduce di 410 mila unità su base annua
Comunicato stampa, venerdì 31 maggio 2013

Prezzi al consumo (provvisori)

A maggio 2013 il NIC registra un aumento dello 0,1% su aprile e dell’1,2% in un anno
Comunicato stampa, venerdì 31 maggio 2013



( red / 31.05.13 )

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Banca d’Italia: relazione 2012

Visco: riduzioni di imposte selettive nel medio termine, privilegiando lavoro e produzione

(regioni.it) E’ stata presentata dal Governatore Ignazio Visco la relazione 2012 della Banca d’Italia, riflettendo anche sull’andamento economico e le prospettive del nostro Paese.
''La recessione sta segnando profondamente il potenziale produttivo, rischia di ripercuotersi sulla coesione sociale'', ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ricordando come ''il pil del 2012 sia inferiore del 7% al 2007 e il reddito disponibile delle famiglie di oltre il 9, la produzione industriale di un quarto''.
Per quanto riguarda le riforme, "l'aggiustamento richiesto e cosi' a lungo rinviato - ha detto Visco nel corso dell'assemblea annuale di Bankitalia - ha una portata storica che necessita del contributo decisivo della politica, ma anche della societa'".
Visco chiede 'riduzioni di imposte selettive nel medio termine, privilegiando lavoro e produzione'. Esorta a sfruttare strumenti ed agevolazioni per il lavoro ai giovani ma a questi chiarisce: non potranno piu' contare di rimpiazzare i piu' anziani nel loro posto di lavoro. Dice poi no alla 'difesa delle rendite' ed accusa: 'l'azione di riforma ha perso vigore anche per il progressivo deterioramento del clima politico'. Chiarisce infine che 'per quest'anno non vi sono margini di aumento del disavanzo'.
Aggiunge Visco: ''i sacrifici compiuti per conseguire e consolidare la stabilita' finanziaria rispondono a rigidita' a lungo trascurate, a ritardi accumulati nel tempo. L'uscita dalla procedura di deficit eccessivo ne e' un primo frutto, da non dissipare. Va considerato un investimento su cui costruire''.
Bisogna s
pezzare la spirale negativa credito-recessione e risolvere l'emergenza lavoro. "Riduzioni di imposte, necessarie nel medio termine,pianificabili fin d'ora non possono che essere selettive, privilegiando il lavoro e la produzione".
La contrazione dell’economia italiana nel 2012, che ha riguardato sia l’industria sia i servizi, è stata in larga parte determinata dalle conseguenze della crisi del debito sovrano. Le tensioni sul mercato del credito e l’aggiustamento del bilancio pubblico hanno inciso su tutte le componenti della domanda nazionale. Gli investimenti delle imprese hanno risentito dei vincoli finanziari, degli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata e delle sfavorevoli prospettive della domanda. I consumi delle famiglie hanno subito gli effetti della flessione del reddito disponibile, riconducibile sia al carico fiscale, sia alle persistenti difficoltà del mercato del lavoro. Gli indicatori del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese si sono attestati su livelli molto bassi.

Le esportazioni hanno sostenuto la domanda. Hanno tuttavia rallentato, nonostante il miglioramento della competitività di prezzo, riflettendo soprattutto la debolezza delle vendite verso i paesi dell’area dell’euro. A seguito della marcata contrazione delle importazioni, l’interscambio con l’estero ha comunque fornito un contributo largamente positivo alla dinamica del PIL (circa tre punti percentuali). Il saldo delle partite correnti è migliorato in misura sensibile, tornando in avanzo nell’ultimo trimestre del 2012, per la prima volta dall’estate del 2005. Il riassorbimento degli squilibri nei conti con l’estero si è accompagnato a una minore sottrazione di risparmio da parte del settore pubblico; il saggio di risparmio privato è invece lievemente diminuito, scendendo al minimo storico.
Il calo del PIL è proseguito all’inizio di quest’anno, pur attenuandosi. In prospettiva, sostiene la Banca d’Italia,  uno stimolo alla domanda interna potrà derivare da una tempestiva attuazione delle misure per il pagamento di una parte rilevante dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche.

L’inflazione al consumo è salita lievemente nella media del 2012, al 3,0 per cento, per effetto dell’inasprimento delle imposte indirette che l’hanno sostenuta per quasi un punto percentuale, mentre si sono attenuate le pressioni provenienti dalle componenti importate; è poi rapidamente scesa dallo scorso autunno, con l’esaurirsi dell’impatto dei fattori di natura fiscale, riportandosi in linea con quella media dell’area dell’euro.
Nel 2012 la spesa delle famiglie, dopo aver ristagnato nella media del triennio precedente, si è fortemente ridotta (-4,3 per cento; tav. 8.1); in termini pro capite è tornata attorno ai valori del 1998. Secondo le valutazioni, di bankitalia oltre metà della contrazione è legata al calo del reddito disponibile delle famiglie, per effetto delle misure di correzione dei conti pubblici e delle sfavorevoli dinamiche occupazionali, e al deterioramento delle opinioni sulla situazione economica.
Le spese delle Amministrazioni locali, al netto dei trasferimenti ad altri enti pubblici, sono diminuite del 2,5 per cento (a 234,7 miliardi). La componente corrente è diminuita dell’1,7 per cento (a 206,7 miliardi), per effetto della contrazione dei redditi da lavoro e delle prestazioni sociali in natura (del 2,4 e del 3,3 per cento, rispettivamente, a 69,2 e 42,1 miliardi); i consumi intermedi sono invece aumentati dello 0,9 per cento (a 65,2 miliardi), pur decelerando ulteriormente.

 

RELAZIONE ANNUALE SUL 2012 - 31.05.2013

Assemblea Ordinaria dei Partecipanti. Considerazioni finali del Governatore - 31.05.2013

RELAZIONE SULLA GESTIONE E SULLE ATTIVITÀ DELLA BANCA D’ITALIA 2013 - 31.05.2013




( red / 31.05.13 )

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Regioni: passa al Friuli il coordinamento della Commisione protezione civile

(regioni.it) Il 22 maggio è stato formalizzato i il passaggio di consegne (in videoconferenza) del coordinamento della Commissione “Protezione civile” della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che passa dalla Provincia autonoma di Trento alla Regione Friuli Venezia Giulia.
Nelle prossime settimane si terrà un incontro - a Palmanova - per ribadire una collaborazione importante in un settore delicato e strategico qual è quello della protezione civile.
In questi giorni, quindi, dopo due anni, la Provincia autonoma di Trento cessa il suo ruolo di coordinamento nell'ambito della Commissione speciale protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Subentra appunto la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il passaggio è stato sancito oggi da un simbolico incontro "virtuale", in videoconferenza.
A Trento, nella sede della Protezione civile, c'erano il presidente Alberto Pacher; il dirigente generale Raffaele De Col che nell'ambito della Commissione nazionale ha svolto per due anni il ruolo di coordinatore tecnico; il capo della Protezione civile trentina, Roberto Bertoldi; Vittorio Cristofori, dirigente nel Dipartimento protezione civile. In Friuli Venezia Giulia c'erano invece Paolo Panontin, assessore alla protezione civile della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Guglielmo Berlasso, direttore della protezione civile.

 



( red / 31.05.13 )

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Spacca eletto Capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni

Errani: "è un fatto importante"

(regioni.it) Il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, e' stato eletto a capo della delegazione italiana nell'ambito del Comitato delle Regioni d'Europa. Si tratta dell'organismo che riunisce i rappresentanti italiani di tutti i gruppi politici, tra i quali il Ppe, il Pse e l'Alde.
L'elezione è avvenuta il 30 maggio a Bruxelles, nel corso della riunione della delegazione italiana, cui ha partecipato anche l'ambasciatore italiano presso l'Ue, Ferdinando Nelli Feroci.
“L’elezione del Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca a Capo della delegazione italiana a Bruxelles presso il Comitato delle Regioni d’Europa è un fatto importante” lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
“L’indicazione del Presidente della Regione Marche alla guida della delegazione italiana presso il Comitato delle Regioni è solo l’ultimo importante riconoscimento ad un impegno costante per la rappresentanza degli interessi delle Comunità regionali e locali italiane a Bruxelles.
A Spacca – ha concluso Errani – vanno i migliori auguri di buon lavoro, nella certezza che, attraverso la sua azione sarà possibile stabilire un maggiore raccordo tra la Conferenza delle Regioni e l’organismo europeo del Comitato delle Regioni. Una collaborazione che è imprescindibile soprattutto in questa fase che sta portando alla nuova programmazione dei fondi europei con scelte che saranno fondamentali per lo sviluppo e il lavoro”.


( red / 31.05.13 )

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Cipe: risorse per tunnel Brennero e Torino-Lione

(regioni.it) "Nella prima seduta del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica del Governo Letta, sono state prese alcune decisioni urgenti.
Il presidente del  Consiglio ha presieduto la seduta e il ministro delle Politiche  agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo, “in qualità di ministro più giovane tra i presenti, ha svolto il ruolo di segretario del Comitato".
Il Cipe ha individuato una nuova articolazione dei lotti costruttivi della galleria di base del Valico del Brennero, incluso nell’asse ferroviario Monaco-Verona, e autorizzato il secondo lotto costruttivo, assegnando 297 milioni di euro a valere sulle risorse previste dalla legge di stabilità 2013.
Il Cipe ha inoltre assegnato, a valere sulle medesime risorse, circa 25 milioni di euro per il completamento della copertura finanziaria del primo lotto costruttivo della stessa opera. Il Comitato ha anche preso atto della modifica del cronoprogramma e dell’incremento del costo a vita intera dell’opera, per la parte italiana, a 4,865 miliardi di euro.
Questa decisione risponde all’esigenza di far partire rapidamente i lavori su una infrastruttura inclusa nella rete ferroviaria transeuropea (TEN-T), parte del corridoio europeo n.1 Berlino - Verona / Milano – Bologna – Napoli – Messina – Palermo, e dare così adempimento ad impegni internazionali assunti con l’Austria.
Il CIPE ha infine rimodulato un finanziamento di 10 milioni di euro, già deciso nel 2012, per specifiche opere e misure compensative dell’impatto territoriale e sociale della Nuova linea ferroviaria Torino-Lione nei territori su cui insiste l’opera in questione, anticipando al 2014 l’assegnazione di 8 milioni di euro precedentemente prevista per il 2016. Tale anticipazione ha comportato il posticipo al 2016 di parte dei finanziamenti stanziati per la S.S. 172 “dei Trulli”, già previsti al 2014.



( red / 31.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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