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Regioni.it

n. 2270 - venerdì 31 maggio 2013

Sommario
- Il lavoro è una priorità nell'agenda della Conferenza delle Regioni
- Napolitano: disoccupazione giovanile al centro dell'azione pubblica
- Banca d’Italia: relazione 2012
- Regioni: passa al Friuli il coordinamento della Commisione protezione civile
- Spacca eletto Capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni
- Cipe: risorse per tunnel Brennero e Torino-Lione

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Banca d’Italia: relazione 2012

Visco: riduzioni di imposte selettive nel medio termine, privilegiando lavoro e produzione

(regioni.it) E’ stata presentata dal Governatore Ignazio Visco la relazione 2012 della Banca d’Italia, riflettendo anche sull’andamento economico e le prospettive del nostro Paese.
''La recessione sta segnando profondamente il potenziale produttivo, rischia di ripercuotersi sulla coesione sociale'', ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ricordando come ''il pil del 2012 sia inferiore del 7% al 2007 e il reddito disponibile delle famiglie di oltre il 9, la produzione industriale di un quarto''.
Per quanto riguarda le riforme, "l'aggiustamento richiesto e cosi' a lungo rinviato - ha detto Visco nel corso dell'assemblea annuale di Bankitalia - ha una portata storica che necessita del contributo decisivo della politica, ma anche della societa'".
Visco chiede 'riduzioni di imposte selettive nel medio termine, privilegiando lavoro e produzione'. Esorta a sfruttare strumenti ed agevolazioni per il lavoro ai giovani ma a questi chiarisce: non potranno piu' contare di rimpiazzare i piu' anziani nel loro posto di lavoro. Dice poi no alla 'difesa delle rendite' ed accusa: 'l'azione di riforma ha perso vigore anche per il progressivo deterioramento del clima politico'. Chiarisce infine che 'per quest'anno non vi sono margini di aumento del disavanzo'.
Aggiunge Visco: ''i sacrifici compiuti per conseguire e consolidare la stabilita' finanziaria rispondono a rigidita' a lungo trascurate, a ritardi accumulati nel tempo. L'uscita dalla procedura di deficit eccessivo ne e' un primo frutto, da non dissipare. Va considerato un investimento su cui costruire''.
Bisogna spezzare la spirale negativa credito-recessione e risolvere l'emergenza lavoro. "Riduzioni di imposte, necessarie nel medio termine,pianificabili fin d'ora non possono che essere selettive, privilegiando il lavoro e la produzione".
La contrazione dell’economia italiana nel 2012, che ha riguardato sia l’industria sia i servizi, è stata in larga parte determinata dalle conseguenze della crisi del debito sovrano. Le tensioni sul mercato del credito e l’aggiustamento del bilancio pubblico hanno inciso su tutte le componenti della domanda nazionale. Gli investimenti delle imprese hanno risentito dei vincoli finanziari, degli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata e delle sfavorevoli prospettive della domanda. I consumi delle famiglie hanno subito gli effetti della flessione del reddito disponibile, riconducibile sia al carico fiscale, sia alle persistenti difficoltà del mercato del lavoro. Gli indicatori del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese si sono attestati su livelli molto bassi.
Le esportazioni hanno sostenuto la domanda. Hanno tuttavia rallentato, nonostante il miglioramento della competitività di prezzo, riflettendo soprattutto la debolezza delle vendite verso i paesi dell’area dell’euro. A seguito della marcata contrazione delle importazioni, l’interscambio con l’estero ha comunque fornito un contributo largamente positivo alla dinamica del PIL (circa tre punti percentuali). Il saldo delle partite correnti è migliorato in misura sensibile, tornando in avanzo nell’ultimo trimestre del 2012, per la prima volta dall’estate del 2005. Il riassorbimento degli squilibri nei conti con l’estero si è accompagnato a una minore sottrazione di risparmio da parte del settore pubblico; il saggio di risparmio privato è invece lievemente diminuito, scendendo al minimo storico.
Il calo del PIL è proseguito all’inizio di quest’anno, pur attenuandosi. In prospettiva, sostiene la Banca d’Italia,  uno stimolo alla domanda interna potrà derivare da una tempestiva attuazione delle misure per il pagamento di una parte rilevante dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche.
L’inflazione al consumo è salita lievemente nella media del 2012, al 3,0 per cento, per effetto dell’inasprimento delle imposte indirette che l’hanno sostenuta per quasi un punto percentuale, mentre si sono attenuate le pressioni provenienti dalle componenti importate; è poi rapidamente scesa dallo scorso autunno, con l’esaurirsi dell’impatto dei fattori di natura fiscale, riportandosi in linea con quella media dell’area dell’euro.
Nel 2012 la spesa delle famiglie, dopo aver ristagnato nella media del triennio precedente, si è fortemente ridotta (-4,3 per cento; tav. 8.1); in termini pro capite è tornata attorno ai valori del 1998. Secondo le valutazioni, di bankitalia oltre metà della contrazione è legata al calo del reddito disponibile delle famiglie, per effetto delle misure di correzione dei conti pubblici e delle sfavorevoli dinamiche occupazionali, e al deterioramento delle opinioni sulla situazione economica.
Le spese delle Amministrazioni locali, al netto dei trasferimenti ad altri enti pubblici, sono diminuite del 2,5 per cento (a 234,7 miliardi). La componente corrente è diminuita dell’1,7 per cento (a 206,7 miliardi), per effetto della contrazione dei redditi da lavoro e delle prestazioni sociali in natura (del 2,4 e del 3,3 per cento, rispettivamente, a 69,2 e 42,1 miliardi); i consumi intermedi sono invece aumentati dello 0,9 per cento (a 65,2 miliardi), pur decelerando ulteriormente.

 

RELAZIONE ANNUALE SUL 2012 - 31.05.2013

          

Assemblea Ordinaria dei Partecipanti. Considerazioni finali del Governatore - 31.05.2013

          

RELAZIONE SULLA GESTIONE E SULLE ATTIVITÀ DELLA BANCA D’ITALIA 2013 - 31.05.2013




( red / 31.05.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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