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Regioni.it

n. 2270 - venerdì 31 maggio 2013

Sommario
- Il lavoro è una priorità nell'agenda della Conferenza delle Regioni
- Napolitano: disoccupazione giovanile al centro dell'azione pubblica
- Banca d’Italia: relazione 2012
- Regioni: passa al Friuli il coordinamento della Commisione protezione civile
- Spacca eletto Capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni
- Cipe: risorse per tunnel Brennero e Torino-Lione

Audizione di fronte alle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera

+T -T
Il lavoro è una priorità nell'agenda della Conferenza delle Regioni

(regioni.it) “Il lavoro rappresenta una priorità nell’agenda della Conferenza delle Regioni”, lo ha dichiarato il Presidente Vasco Errani.
“Abbiamo espresso la massima disponibilità ad un tavolo comune con il Governo e con le parti sociali per dar vita ad un’azione strategica e affrontare “l’emergenza disoccupazione”, soprattutto in ambito giovanile, che – come ha sottolineato il Presidente della Repubblica nel messaggio per il 2 giugno indirizzato ai Prefetti – è ‘una vera e propria questione sociale’.
Anche per questi motivi oggi – nel corso di un’audizione parlamentare - abbiamo posto all’attenzione delle Camere e del Governo il tema della copertura integrale degli ammortizzatori sociali in deroga. Uno strumento che riguarda la piccola e media impresa e che interessa drammaticamente molti giovani lavoratori impegnati in realtà aziendali che rappresentano comunque oltre il 90 per cento del nostro tessuto produttivo.
Serve un’azione corale che coinvolga le istituzioni e le parti sociali di fronte ad un allarme che riguarda tutto il Paese.
E nel confronto odierno con il Ministro del lavoro, Enrico Giovannini, le Regioni hanno richiamato l’attenzione su queste necessità, ponendo l’accento su alcune priorità:
a)   Copertura finanziaria della Cig in deroga per tutto il 2013 e chiusura delle partite finanziarie ancora aperte e relative al 2012
b)  Revisione delle strumento degli ammortizzatori sociali in una logica di equiparazione dei diritti fra i lavoratori
c)   Politiche attive per il lavoro a partire dal riassetto e rilancio dei centri per l’impiego.
Ma per far questo occorre – ha concluso Errani - un impegno costante, anche in Europa, per il rilancio del lavoro. E’ questa la chiave perché si ragioni attorno ad un  migliore utilizzo delle risorse europee, estendendo le buone pratiche, considerando anche l’allentamento del patto di stabilità e ponendo al centro lo sviluppo e la crescita.
Rispetto agli ammortizzatori sociali in deroga, nel corso dell’audizione tenutasi presso la Camera dei Deputati, le Regioni sono state chiare. Serve almeno 1miliardo per consentire di erogare gli ammortizzatori sociali: gia' 11 tra Regioni e Province autonome hanno terminato le risorse e bloccato le autorizzazioni all'Inps per erogare nuove somme. Lo ha detto il coordinatore al Lavoro della Conferenza delle Regioni,Gianfranco Simoncini, alle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera.
Anche con l'ultimo decreto approvato dal Governo Letta che stanzia risorse per circa 1 miliardo per la Cig in deroga - soldi che pero' non sono ancora nelle casse delle Regioni - queste ultime riuscirebbero a pagare i lavoratori in cassa integrazione in deroga solo fino a luglio, hanno spiegato gli assessori alla commissione Lavoro e Finanze della Camera.
“Ad oggi - ha spiegato l'assessore Simoncini – abbiamo richieste per oltre 2 miliardi e mezzo ma risorse solo per 1 miliardo e 700 milioni, comprendendo anche i 288 milioni di fondi europei attinenti il Piano d'Azione e di Coesione. Risorse, queste ultime, che dovevano essere aggiuntive e non sostitutive agli interventi per gli ammortizzatori sociali”.
Complessivamente, secondo le Regioni, a fine 2013 per gli
ammortizzatori sociali serviranno 3 miliardi, mentre 2 miliardi e 400 milioni sono le risorse necessarie a coprire il 2012. La richiesta di ammortizzatori, quest'anno, e' infatti aumentata almeno del 30%.
Simoncini ha chiesto ''che i requisiti per accedere alla cassa integrazione siano universalistici: non è giusto che i dipendenti di aziende superiori ai 15 lavoratori abbiano tutele e quelli inferiori a questa cifra no''. Oltre il 90% delle aziende in Italia ha meno di 19 dipendenti, con il 70% dei
lavoratori. Infine, e' stato sollevato il problema della copertura degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2012:tuttora mancano le risorse per coprire l'intero anno. Il problema dunque è che, anche il miliardo previsto da un decreto del Governo Letta il 17 maggio scorso, non si sa quando arrivera' nelle casse delle Regioni. ''Siamo preoccupati per i tempi - ha detto Simoncini, che ha incontrato, insieme agli altri Asessori al lavoro, il ministro del Lavoro Giovannini -  e la risposta che ci e' stata data ci lascia insoddisfatti: potrebbero passare settimane e intanto, con l'effetto annuncio, i lavoratori credono che le Regioni hanno risorse che in realtà non sono mai arrivate”. 
Nell'incontro con il ministro Giovannini si è parlato anche di apprendistato, Centri per l'Impiego, anche in relazione alle riforme che riguarderanno le Province, ritardi nei pagamenti da parte dell'Inps, disoccupazione giovanile, sulla quale il Governo ha una forte volontà di incidere anche attraverso strumenti di youth guarantee.
Si è trattato di “un incontro interlocutorio che non ha dato nessuna certezza sull'erogazione delle risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga”, l'assessore al lavoro della Regione Liguria, Enrico Vesco non è soddisfatto dell'esito dell'incontro che si e' svolto il 31 maggio tra gli assessori al lavoro delle regioni italiane e il Ministro alle politiche sociali e lavoro, Enrico Giovannini. ”Il Ministro - ha sottolineato Vesco - non ci ha dato certezze sui tempi di esigibilità delle risorse da poco stanziate, un miliardo di euro a livello nazionale, necessari per arrivare almeno fino a fine luglio, pertanto non posso dire di essere soddisfatto”. Un nodo, quelle delle risorse, che si va ad aggiungere a quello dei criteri di riparto e dell'equiparazione dei diritti dei lavoratori, tra chi lavora nelle grandi e nelle piccole aziende. ''Su quest'ultimo punto - ha sottolineato Vesco – il Ministro si è reso disponibile ad aprire un tavolo di confronto con le Regioni per uniformare le modalità di erogazione della cassa integrazione in deroga su tutto il territorio nazionale, prendendo come spunto la bozza di accordo quadro nazionale prosposto dalle regioni che dovrà costituire la base per un decreto interministeriale, con una particolare attenzione al monitoraggio della spesa che è oggi all'origine del rallentamento dei pagamenti ai lavoratori”. Sul tema delle risorse, che non è ancora stato sciolto, le regioni si incontreranno nuovamente mercoledì 12 giugno con il sottosegretario Carlo Dell'Aringa, delegato dal Ministro ad occuparsi della vicenda.
Anche l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente pur esprimendo “soddisfazione e
apprezzamento per il programma di lavoro esposto dal ministro del lavoro Enrico Giovannini” ha comunque manifestato “forte preoccupazione rispetto alle risorse che il Governo intende stanziare per gli ammortizzatori sociali in deroga, in considerazione delle emergenze che arrivano dal territorio”.
Sulla stessa falsariga anche il commento, più articolato, dell’Assesore della Regione Umbria, Vincenzo Riommi: da un lato apprezzamento per l'apertura del confronto con le Regioni, dall’altro preoccupazione per i tempi dell'erogazione delle risorse relative alla cassa integrazione in deroga . “Abbiamo apprezzato in maniera convinta – ha detto Riommi - il metodo del confronto che è stato inaugurato dal ministro Giovannini rispetto a temi di importanza determinante per la tenuta della coesione sociale del paese e per lo sviluppo e l'occupazione, ma “non possiamo al tempo stesso - aggiunge -, con franchezza, non rimarcare i segnali di preoccupazione che nonostante la tempestiva emanazione da parte del nuovo Governo del decreto legge 54/2013 che rifinanzia la cassa integrazione in deroga, derivano dalla tempistica prevista per la messa a disposizione delle risorse da parte del ministero del Lavoro con il concorso del ministero dell'Economia. Infatti a fronte di uno stanziamento che comunque riteniamo inadeguato, il rischio di dilazione nei tempi di disponibilità delle risorse potrebbe arrecare gravi difficoltà anche a Regioni come l'Umbria che sono tra le poche che ancora, grazie a una virtuoso modello di gestione degli ammortizzatori sociali, sono in grado di continuare ad assicurare l'integrazione salariale a tutti coloro che ne hanno diritto. Un tema, questo delle risorse, sul quale l'Umbria e le altre Regioni continueranno a incalzare il Governo rispetto a impegni assunti e non rinviabili. Altra questione su cui abbiamo richiesto il confronto urgente - ha aggiunto l'assessore umbro - è quella relativa alla messa in sicurezza dell'attività dei Centri per l'impiego, che incardinati presso le Province, rischiano di bloccarsi il 31 dicembre di quest'anno alla luce delle norme vigenti in ordine al venir meno delle funzioni delle Province. Una preoccupazione, questa, accresciuta dalla rilevanza del ruolo di questi servizi rispetto alla mole di attività che vengono realizzate specie in un periodo caratterizzato dall'accentuarsi della crisi economica come l'attuale”.
Più categorico il giudizio dell’Assessore della Regione Puglia. “Ancora una volta per il tema  degli ammortizzatori sociali in deroga non ci sono risposte dal  governo” ha affermato Leo Caroli. “Non c'è certezza di risorse per il rifinanziamento - ha proseguito - perché ci sono 288 milioni provenienti dall'ex fondo Fas, che è cofinanziato dalle  regioni meridionali e che quindi sarebbe a rischio. Dopo i ripetuti annunci da parte del governo sullo sblocco degli ammortizzatori  sociali - ha proseguito - i lavoratori pensano che i fondi siano già nella disponibilità dell'Inps per il pagamento. Non è vero: mancano  le certezze e quindi anche i fondi sembrano del tutto virtuali. Infatti - ha continuato Caroli - nel caso dell'attingimento dai fondi ex Fas, stanziati soprattutto per il Mezzogiorno: non è chiaro  se questi saranno ripartiti tra tutte le 20 regioni. Nel caso, arriveremmo al paradosso, ad esempio, che con i fondi già stanziati  per lo sviluppo della Puglia si finanzierebbe la Cigs per la  Lombardia. Non si capisce se al contrario i fondi ex Fas ritornino invece nella disponibilità delle sole regioni meridionali: tutto ciò alimenta l'incertezza su modalità e tempi. Altre risorse inoltre - ha proseguito - sarebbero prese dai fondi per la produttività e per la  formazione: ancora non c'è alcuna certezza su tempi e modi”.      "La Regione Puglia ha comunque chiesto chiarezza sul  coinvolgimento della conferenza delle Regioni sulle decisioni e sui  nuovi criteri di redistribuzione, visto anche che si tende a stringere le maglie dei trattamenti di mobilità per favorire la Cigs:  ricordiamo che sono molti i lavoratori pugliesi in mobilità, rispetto a quelli in Cigs di altre regioni. Anche l'unica nota positiva,  l'impegno del Governo a sanare lo sbilancio del 2012 per i trattamenti autorizzati - ha concluso - resta con un punto interrogativo, perché  non è chiaro con quali risorse si possa pagare”.
Infine la Regione Sardegna ha sollecitato il governo a reperire le risorse accertate per gli ammortizzatori sociali a chiusura del 2012 e per soddisfare le aumentate richieste di quest'anno. A Montecitorio, durante l'audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome davanti alle commissioni Lavoro e Bilancio, l'assessore al Lavoro Mariano Contu ha parlato di "emergenza sociale" ricordato come la Regione abbia garantito circa 63 milioni di euro a copertura delle domande di Cig in deroga inviate da lavoratori sardi.
Le due commissioni della Camera stanno esaminando il decreto legge 54 del 21 maggio scorso sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. Per Contu è stata l'occasione di precisare che per soddisfare il solo fabbisogno del 2012 in Sardegna serve un'ulteriore assegnazione di 12 milioni e che le risorse indicate nel decreto per l'isola bastano soltanto per il mese di maggio 2013. L'assessore si è poi associato alla posizione delle altre Regioni, convinte che sia inopportuna una compartecipazione regionale al finanziamento degli ammortizzatori sociali, in realta' di competenza statale.


( sm / 31.05.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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