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Regioni.it

n. 2276 - lunedì 10 giugno 2013

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 13 giugno
- Infanzia e adolescenza: Relazione al Parlamento 2013 del Garante
- Commissione Igiene e Sanità: indagine su ''sostenibilita''' SSN
- Sanità: Marini, Cota e Zaia su politiche sanitarie
- UE: Trigilia sull’utilizzo dei fondi comunitari
- Istat: cala Pil e produzione industriale

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Conferenza delle Regioni il 13 giugno

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 13 giugno 2013 alle ore 10.00 (in Via Parigi, 11 a Roma).
L’ordine del giorno è il seguente:
1) Approvazione resoconti sommari sedute del 9 e 16 maggio 2013;
2) Comunicazioni del Presidente;
3) Esame questioni all’o.d.g. della Conferenza Unificata (vedi “Regioni.it” n. 2275);
4) Esame questioni all’o.d.g. della Conferenza Stato-Regioni (vedi “Regioni.it” n. 2275);
5) COMMISSIONE AFFARI FINANZIARI - Regione Lombardia / COMMISSIONE INFRASTRUTTURE, MOBILITA’ E GOVERNO DEL TERRITORIO – Regione CampaniaMateria Edilizia Residenziale Pubblica, Coordinamento Regione Basilicata
a) Valutazione del documento in materia di tassazione degli immobili predisposto nell'ambito dell'indagine conoscitiva promossa dalla Commissione Finanze del Senato della Repubblica - Punto esaminato dalle Commissioni congiunte nella riunione del 5 giugno 2013;
b) Questioni relative alla richiesta Regione Lazio in merito al Fondo ex Gescal per l'edilizia sovvenzionata - Punto esaminato dalle Commissioni congiunte nella riunione del 5 giugno 2013;
c) Orientamenti e proposte della Commissione ambito ERP in materia di Politiche abitative - Punto esaminato dalle Commissioni congiunte nella riunione del 5 giugno 2013;
6) COMMISSIONE INFRASTRUTTURE, MOBILITA’ E GOVERNO DEL TERRITORIO – Regione Campania
a) Programma infrastrutture strategiche - Approvazione ordine del giorno relativo al X Allegato – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 29 maggio 2013;
b) Nuovi obblighi in materia di trasparenza e pubblicità e loro impatto sull’affidamento dei contratti pubblici - Approvazione 'vademecum' ITACA - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 29 maggio 2013;
c) Art. 16-bis legge 135/12 (Fondo unico nazionale per il TPL): urgenti problematiche interpretative – Punto all’esame della Commissione nella riunione del 12 giugno 2013;
d) Contratto pubblico di appalto in modalità elettronica/informatica e problematiche applicative - Proposta di emendamento - Punto all’esame della Commissione nella riunione del 12 giugno 2013;
e) Contributo statale sui mutui per la sostituzione autobus o altri sistemi di TPL (legge 194/98 e ss.mm.) - Problema del definanziamento del relativo capitolo di spesa - Punto all’esame della Commissione nella riunione del 12 giugno 2013;
f) TPL marittimo e procedura di privatizzazione delle società Caremar, Laziomar e Saremar - Richiesta di proroga - Punto all’esame della Commissione nella riunione del 12 giugno 2013;
7) COMMISSIONE SALUTE – Regione Veneto
a) Documento attuativo del Piano Nazionale di Azioni per la Salute mentale con particolare riferimento alle strutture residenziali psichiatriche - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione dell’8 maggio 2013;
b) Informativa sulla questione relativa alla somministrazione a domicilio di farmaci ad alto costo per le malattie rare - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 27 marzo 2013;
8) COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – Regione Marche
Posizione delle Regioni in merito all’art. 36 del Decreto- legge 179/12, come convertito dalla Legge n. 221/12, 17 dicembre 2012, concernente misure in materia di patrimonializzazione dei Confidi - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 15 maggio 2013;
9) COMITATO DI SETTORE REGIONI – SANITA’
a) Comunicazioni del Presidente ;
b) Informativa sulla Bozza di atto di indirizzo per l’adeguamento degli Accordi collettivi nazionali che disciplinano i rapporti con i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali in applicazione dell’art. 1 comma 6 della Legge 189/2012;
10) Richiesta di assegnazione di personale regionale alla Conferenza Stato-Regioni (art. 10 del D.lgs n. 281/1997);
11) Varie ed eventuali.
SEDUTA RISERVATA
12) DESIGNAZIONI
a) Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Superiore per la conservazione ed il restauro, ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettera e) dei decreti del ministro per i beni e le attività culturali del 7 ottobre 2008: rinnovo – un rappresentante regionale;
b) Commissione per la cinematografia - Sottocommissione per il riconoscimento dell’interesse culturale, ricostituzione ai sensi del D.M. 8 febbraio 2013:1 rappresentante per la Sezione per il riconoscimento dell’interesse culturale dei lungometraggi e 2 rappresentanti per la Sezione per il riconoscimento dell’interesse culturale delle opere prime e dei cortometraggi;
c) Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea (ITALRAP):rinnovo del mandato di un esperto delle Regioni ai sensi dell’art. 168 del D.P.R. 18 del 1967 e dell’art. 58 della legge 52 del 1996;
13) COMITATO DELLE REGIONI
a) Verifica dei poteri dei componenti di parte regionale della Delegazione Italiana a seguito delle elezioni nella Regione Friuli Venezia Giulia e delle dimissioni del componente designato dalla Regione Valle d’Aosta – Decisione in merito alla procedura di nomina ai sensi della Legge 234 del 2012, articolo 27;
b) Richiesta del Presidente della Regione Toscana, componente supplente del Comitato, di essere nominato componente titolare.


( red / 10.06.13 )

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Infanzia e adolescenza: Relazione al Parlamento 2013 del Garante

(regioni.it) Le politiche per l’infanzia nel nostro Paese dimostrano di essere ancora carenti, soprattutto verso le fasce più deboli della popolazione e quindi nelle nostre aree depresse.
E’ molto vicina ad essere una vera e propria dichiarazione di fallimento quella che proviene dalla Relazione al Parlamento 2013 del Garante per l'infanzia e l'adolescenza.
In particolare c’è una scarsa attenzione verso le necessità materiali e i diritti dei minori, lo Stato non investe.
Vive in povertà il 17,6% di bambini ed adolescenti, il 7% in povertà assoluta. C’è soprattutto il rischio di povertà ed esclusione sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie con tre o più minorenni.
E’ evidente la necessità di una ''inversione di rotta''. Il presidente del Senato, Grasso, aprendo la presentazione della Relazione del Garante per l'Infanzia e l'adolescenza ha richiamato l’attenzione di una spesa pubblica ben indirizzata in tal senso: “soprattutto quella destinata ai minori, non è un costo ma un investimento fondamentale che 'paga' sia in termini di tutela di diritti che in un'ottica di razionalizzazione e risparmio per il futuro''.
“Un fattore come la poverta', che in Italia riguarda essenzialmente il Mezzogiorno, tocca da vicino molti bambini e le loro famiglie e spesso porta all'emarginazione e alla discriminazione. Il sostegno alle famiglie, a partire dalla maternita' e dal lavoro femminile, e' imprescindibile per qualsiasi progetto che voglia onestamente parlare di politiche per l'infanzia e l'adolescenza''.
''L'Italia - ha ricordato Grasso -  su 29 Paesi e, insieme agli altri Paesi dell'Europa meridionale, si trova nella terza fascia piu' bassa della classifica sull'indigenza infantile relativa, con il 17% dei bambini sotto la soglia di povertà”.
Non siamo piu' di fronte ad un 'disagio sociale'; dobbiamo parlare di una vera e propria 'questione sociale' da porre al centro dell'attenzione e dell'azione pubblica''.
Ci sono anche i dati forniti dal 6° Rapporto Crc (acronimo della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, Convention on the Rights of the Child),nel qual e si evidenzia che il 32,3 % dei minori in Italia è a rischio povertà, e continuano a diminuire le risorse destinate alle politiche per l'infanzia e l'adolescenza
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Relazione annuale 2012 dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza - 10.06.2013



( red / 10.06.13 )

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Commissione Igiene e Sanità: indagine su ''sostenibilita''' SSN

Lorenzin: strategia nazionale condivisa dalle Regioni

(regioni.it) La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha approvato la proposta di svolgere una indagine sulla ''sostenibilita''' del sistema sanitario nazionale.
Il ministro della salute. Beatrice Lorenzin, nelle audizioni svolte nei giorni scorsi sia al Senato sia alla Camera e ulteriormente programmate per la prossima settimana, ha rappresentato l'esigenza di un approccio innovativo alla spesa sanitaria e quindi di un efficace coordinamento.
L'indagine dovrà pertanto consentire di individuare nei prossimi mesi reali e concordate modalità d'intervento senza ridurre ulteriormente le prestazioni a sostegno delle fasce più deboli della popolazione.
La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha anche deciso di svolgere una indagine sugli effetti dell'inquinamento ambientale sulla incidenza dei tumori.
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato in una intervista dell’8 giugno a “Il Messaggero” che ''Il non pagare il ticket quando il reddito invece lo permetterebbe e' una vera ingiustizia sociale, perche' significa caricare altri di questo peso portando, oltretutto, importanti squilibri alle casse del servizio sanitario''. .
E’ preventivata una stretta sui falsi poveri ''è un compito del ministero dell'Economia, ma non posso non registrare che il numero di esenti per reddito e' molto alto e diversamente distribuito per Regione. Quando si ripenserà ad una riforma complessiva del fisco sicuramente si dovranno tenere presenti anche i carichi familiari e i sistemi di accertamento equi''.
Lorenzin auspica ''una nuova fase in cui ci sia una strategia nazionale condivisa dalle Regioni che garantisca tagli alla spesa improduttiva e tuteli la salute''. Tra gli sprechi da eliminare, i pasti sono ''una priorita' per ridurre i costi ma anche per riorganizzare la ristorazione in corsia che cosi' come e' non soddisfa nessuno''.
Nell'intervista Lorenzin affronta il tema del passaggio dalla spesa storica ai costi standard. ''Abbiamo sollecitato il ministero dell'Economia - afferma Lorenzin - per ricevere i criteri per le cinque Regioni che devono andare in sperimentazione in modo di partire come previsto dalla legge in tre Regioni: una al Nord, una al Centro e una al Sud''.

sabato 8 giugno 2013



( red / 10.06.13 )

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Sanità: Marini, Cota e Zaia su politiche sanitarie

(regioni) Sulle principali questioni di politica sanitaria sono intervenuti in questi giorni anche i presidenti Marini, Cota e Zaia, sottolineando alcuni nodi ancora da sciogliere.
''Va aperto al più presto il confronto con il Governo per il nuovo Patto per la salute – ha dichiarato il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini - coordinatrice vicaria dell'area sanità della Conferenza delle Regioni - che dovrà segnare l'avvio della riforma del sistema sanitario, che però non potrà certo attuarsi, come si sente dire, ad invarianza della spesa. Soprattuto perchè il fondo sanitario ha subito in questi anni tagli considerevoli''.
''Certamente la spesa sanitaria - ha ribadito Marini - deve essere oggetto di revisione e riorganizzazione, ma questo deve avvenire in tempi congrui. Come Regioni siamo pronti a fare la nostra parte e lo abbiamo recentemente detto sia al presidente del consiglio, Enrico Letta, sia al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin. Le Regioni italiane vogliono riformare e migliorare il sistema sanitario, a partire dalla riforma della medicina generale di base, convinte innanzitutto del suo carattere pubblico ed universalistico''.
''In questa sede - secondo Marini - dovrà essere fatta chiarezza su un punto centrale, e cioè il rapporto tra livelli essenziali di assistenza e la loro sostenibilità finanziaria. Insomma, ai cittadini va detto con chiarezza quali prestazioni essenziali la sanità pubblica può garantire''.
Infine la Marini si e' detta ''rammaricata del fatto che il ministro Lorenzin non sia qui perche' le avrei ribadito la contrarieta' ai ticket e soprattutto la assoluta insostenibilita' dell'ulteriore loro incremento previsto per il primo gennaio 2014''. Per Marini, i ticket sanitari sono ''iniqui e inefficaci, avendo determinato solo un aggravio di spesa per le famiglie ed uno spostamento di cittadini verso il privato''.
Mentre il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, è intervenuto sul sistema sanitario piemontese, affermando che ''tiene perchè in poco tempo siamo intervenuti a fronte della situazione fuori controllo che abbiamo ereditato''.
''Possiamo andare avanti a parlare di tutte le principali competenze regionali - aggiunge Cota - e vedere come la linea seguita sia sempre stata, complessivamente, quella giusta”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia,  ''Abbiamo un progetto per la cura e la salute dei veneti e non un piano ispirato esclusivamente a una miope logica del risparmio''.    Lo ha osservato oggi a Noale parlando del Piano socio-sanitario regionale le cui schede operative - ha confermato - saranno approvate fra pochi giorni.    Intervendendo a margine dell'inaugurazione della nuova casa di riposo 'Santa Maria dei Battuti' Zaia ha definito ''spazzatura'' le indiscrezioni sulle schede apparse sulla stampa e ''rilanciate da comitati nati e cresciuti per scongiurare chiusure di ospedali che nessuno ha mai avuto intenzione di chiudere''.    ''La verita' e' che noi stiamo puntando sulla specializzazione e sulla prevenzione - ha proseguito Zaia - nella consapevolezza che non e' l'ospedale con piu' posti letto quello necessariamente piu' bello ed efficiente''. Ricordando che la ospedalizzazione media in veneto e' di 7 giorni contro i 30 di altre realta' regionali, Zaia e' entrato nel merito delle cifre. ''Roma ci aveva imposto un taglio di 1.800 posti letto, poi scesi a 1.600 per il riconoscimento che in Veneto esiste una immigrazione sanitaria da altre zone per l'alta qualita' delle prestazione - ha ribadito Zaia - considerando che di quei 1.600 posti ancora da razionalizzare 1,200 li traformeremo in ospedali di comunita', restano soltanto 400 posti letto da tagliare che, divisi per i 75 ospedali veneti, fa una media di 4 posti letto da tagliare per nosocomio''.   
''Questa e soltanto questa e' la verita' - ha concluso Zaia - in Veneto si vive di piu' perche' la sanita' funziona e su questo noi vogliamo continuare a investire. Cio' non sarebbe possibile se la mia giunta non avesse riportato il bilancio della sanita' in attivo uscendo da un deficit cronico. Merito del fatto che da noi un pasto in ospedale costa 6-7 euro contro i 60 di altre regioni, una siringa 5 centesimi contro i 25 di altre realta'''.

 

SANITA': COTA, STOP STRUMENTALIZZAZIONI, STRADA E' GIUSTA

SANITA': MARINI (UMBRIA), OK RIFORMA MA NO INVARIANZA SPESA 'NO AUMENTO TICKET, HANNO SOLO AGGRAVATO SPESA FAMIGLIE' 

REGIONI: VENETO; ZAIA, PIANO SANITARIO PUNTA SU PREVENZIONE GOVERNATORE RESPINGE CRITICHE SU PROSSIME SCHEDE OPERATIVE

 

 



( red / 10.06.13 )

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UE: Trigilia sull’utilizzo dei fondi comunitari

(regioni) Il ministro della coesione territoriale, Carlo Trigilia, è intervenuto sull’utilizzo dei fondi comunitari da parte del nostro Paese che ha raggiunto finora il 40% della spesa certificata. Stiamo parlando del periodo che va dal 2007 al 2015. Con questo ritmo è difficile immaginare, almeno per ora, un utilizzo completo fino al 2015.
Quindi al 31 maggio scorso 2013 la spesa certificata presentata dall'Italia a Bruxelles nell'attuazione dei programmi finanziati dai fondi comunitari ha raggiunto il 40% della dotazione totale superando di 1,3 punti il target nazionale.
Sono i dati aggiornati e validati dalla Ragioneria generale dello Stato e dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica relativi alla spesa certificata, che misura lo stato di attuazione della politica di coesione per il complesso delle Regioni italiane.
Comunque rispetto ai dati validati il 31 dicembre scorso, si nota un miglioramento che, per quanto non particolarmente significativo, è in linea con la serie storica della spesa certificata dall'Italia alla Commissione europea. Proprio per migliorare le performance dei programmi italiani, nel mese di aprile sono state decise ulteriori misure di accelerazione i cui effetti si dovrebbero dispiegare gia' dalla scadenza del prossimo ottobre.
Come per le precedenti scadenze, permangono importanti differenze tra il Nord e il Sud (ma anche all'interno delle due grandi aree): le Regioni più sviluppate raggiungono il 49,4% della spesa certificata, mentre le Regioni meno sviluppate  si fermano al 35,7%, anche se per queste ultime e' necessario tener conto della presenza di significative opere infrastrutturali che richiedono tempi di attuazione più lunghi. Scendendo al dettaglio dei 52 programmi, l'ammontare delle spese certificate ha superato il target in 35 casi, è rimasto entro la soglia di tolleranza in 11 casi, non ha raggiunto il livello minimo in 6 casi.
Il mancato raggiungimento dei target potra' comportare riprogrammazioni che terranno conto della necessita' sia di rafforzare i settori maggiormente in grado di sostenere l'ulteriore accelerazione richiesta, sia di massimizzare l'apporto in favore delle priorita' del PAC.
In questo caso tuttavia, il mancato raggiungimento dei target e' soggetto a una valutazione da parte delle amministrazioni interessate circa le cause che lo ha determinato, prima di procedere all'adozione di misure correttive. ''Questi risultati - ha commentato il ministro per la Coesione territoriale CarloTrigilia - confermano che rimangono difficolta' nella realizzazione degli interventi programmati nonostante l'impegno di tutte le amministrazioni pubbliche, locali, regionali e centrali, le sollecitazioni e il contributo di conoscenza del partenariato economico e sociale, la pressione dei mass media favorita da una accresciuta trasparenza informativa''. ''Occorre dunque – ha proseguito - procedere il piu' rapidamente possibile con uno sforzo straordinario e con la collaborazione di tutte le amministrazioni a una riprogrammazione delle risorse non ancora spese, secondo le priorita' che il Governo si e' dato, a partire dalle misure per affrontare il problema della disoccupazione giovanile''.

Figura 4 ‐ Stato di attuazione politica di coesione

Figura 5 ‐ Stato di attuazione politica di coesione


( red / 10.06.13 )

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Istat: cala Pil e produzione industriale

(regioni.it) L’istat rileva un peggioramento del nostro prodotto interno lordo (Pil) ne primo trimestre di quest’anno e un nuovo calo della produzione industriale.
Nel 2013 il Pil è diminuito dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto al primo trimestre 2012. E’ quindi rivista al ribasso la stima preliminare, diffusa il 15 maggio, che vedeva un calo congiunturale dello 0,5% e tendenziale del 2,3%.
La variazione acquisita per il 2013 e' pari a -1,6%. Nel primo trimestre del 2013 le esportazioni sono calate, rispetto al trimestre precedente dell'1,9%, segnando il peggior dato dal primo trimestre del 2009.
In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono scese dell’1,6%, il totale delle risorse (PIL e importazioni di beni e servizi) dello 0,9%. Dal lato della domanda, sia la componente interna sia quella estera hanno registrato una flessione: gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 3,3%, i consumi finali nazionali dello 0,3% e le esportazioni dell’1,9%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è diminuita dello 0,5% mentre quella della PA e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) è aumentata dello 0,1%. Alla contrazione degli investimenti hanno contribuito tutte le componenti, con una flessione dell’1,7% della spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti, del 7,0% dei mezzi di trasporto e del 3,9% degli investimenti in costruzioni.
Inoltre c’è un nuovo calo della produzione industriale italiana, che ad aprile segna un -0,3% su base mensile, mentre il calo e' del 4,6% rispetto ad aprile 2012.
Per trovare un dato di variazione positiva su base annua bisogna risalire ad agosto 2011. Calano in modo significativo i beni di consumo (-5,8%) e, in misura minore, i beni strumentali e i beni intermedi. Segna un calo piu' contenuto l'energia. Nel settore auto, su base annua la produzione e' diminuita del 14,3%.



( red / 10.06.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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