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Regioni.it

n. 2288 - mercoledì 26 giugno 2013

Sommario3
- Governo approva il pacchetto lavoro
- Pacchetto Giovani: Regioni auspicano maggiore coinvolgimento
- Trigilia: pacchetto lavoro, risorse ed interventi
- Letta su incendi boschivi
- Imprese: Dossier su semplificazione e liberalizzazione mercato dei servizi
- Riforme: emendamento Pdl per integrare il Comitato dei 40

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Governo approva il pacchetto lavoro

(regioni.it) Stanziati per il pacchetto lavoro nel complesso 1,5 miliardi tra fondi europei e risorse nazionali. Lo spiega il premier Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri del 26 giugno: “è un provvedimento importante, da 1 miliardo e mezzo di euro che mi consentirà di andare in Europa a fare la battaglia contro la disoccupazione giovanile. Daremo un colpo duro a questa piaga".
Letta aggiunge: “vogliamo aiutare il lavoro di qualità e il lavoro di qualità è soprattutto quello a tempo indeterminato” e “l'intensità è maggiore al sud dato che quelle regioni hanno tasso disoccupazione più alto ma l'intervento è generalizzato”.
Nel Mezzogiorno vi sono 1.250.000 giovani (15-29 anni) che non studiano né lavorano, più che nell’intero CentroNord. Un giovane meridionale su 3 oggi non studia né lavora. I giovani diplomati del Sud hanno nel 2012 un tasso di occupazione del 31% e i giovani laureati del 49%; tassi entrambi di circa 15 punti inferiori rispetto al resto del paese; la durata media della ricerca della prima occupazione supera i tre anni.
“Le decisioni andranno ad aiutare – ribadisce Letta - l'assunzione in un arco di tempo di 18 mesi, potrebbero essere interessati 200mila giovani italiani con intensità maggiore nel centro sud. Puntiamo a dare un colpo duro alla grandissima piaga della disoccupazione giovanile che è la bandiera di una battaglia che vogliamo combattere con forza e determinazione”.
L'assunzione a tempo indeterminato di giovani tra 18 e 29 anni aumenta la base occupazionale e determina ''l'azzeramento totale dei contributi per i primi 18 mesi'' e per ''12 mesi'' nei casi di trasformazione in tempo indeterminato”.
Delle 200mila persone che potrebbero essere coinvolte, 100mila saranno quelle che potranno beneficiare degli sgravi contributivi mentre altre 100mila sono coinvolte nelle altre misure di ''inclusione''.
Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha quindi sottolineato che il provvedimento per rilanciare l'occupazione giovanile con gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni “riguarda sia il sud che il centro nord”.
Sgravi per incentivare assunzioni di under 29 con persone a carico; per nuovi assunti a tempo indeterminato contributi azzerati per 18 mesi; 12 mesi per le trasformazioni.

Il governo ha deciso anche il rinvio di 3 mesi dell'aumento dal 21 al 22% dell'Iva, che sarebbe scattato dal primo luglio.
Letta ha spiegato che il Parlamento valuterà la possibilità di un ulteriore differimento.
Gli obiettivi perseguiti dal Governo attraverso gli interventi previsti dal decreto-legge mirano ad aumentare il contenuto occupazionale della ripresa accelerando la creazione di posti di lavoro, soprattutto a tempo indeterminato; creando nuove opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, per ridurre la disoccupazione e l’inattività, favorendo l’alternanza scuola-lavoro; sostenendo il reinserimento lavorativo di chi fruisce di ammortizzatori sociali; incentivando le assunzioni di categorie deboli della società, come le persone con disabilità (sarà previsto un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità). Si interviene inoltre per potenziare il sistema delle politiche attive del lavoro, per aumentare le tutele dei lavoratori, migliorare la trasparenza e l’efficienza dei meccanismi di conciliazione in caso di licenziamento. Infine, il decreto, che vuole dare risposte concrete alle Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività (“semestre europeo”), prevede un forte intervento per sostenere il reddito delle persone maggiormente in difficoltà, specialmente nel Mezzogiorno, cioè l’area caratterizzata da tassi di povertà più elevati. Gli interventi previsti dal decreto legge rappresentano solo il primo passo della strategia del Governo per aumentare l’occupazione, specialmente giovanile, ridurre l’inattività e attenuare il disagio sociale. Un secondo gruppo di misure verrà definito non appena le istituzioni europee avranno approvato le regole per l’utilizzo dei fondi strutturali relativi al periodo 2014-2020 e di quelli per la “Garanzia giovani”.
Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato
Vengono stanziati 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 (500 milioni per le regioni del Mezzogiorno, 294 milioni per le restanti) per incentivare l’assunzione di lavoratori in età compresa tra i 18 e i 29 anni e che godano di almeno una di queste condizioni:
a) Siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
b) Siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
c) Siano lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico.
L’incentivo per il datore di lavoro è pari a un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali complessiva per un periodo di 18 mesi e non può superare i 650 euro per lavoratore. Se, invece, il datore di lavoro trasforma un contratto in essere da determinato a “indeterminato” il periodo di incentivazione è di 12 mesi. Alla trasformazione deve comunque corrispondere un’ulteriore assunzione di lavoratore.
Un apprendistato che abbia valore
In una logica di una disciplina maggiormente omogenea sull’intero territorio nazionale, entro il 30 settembre 2013 la conferenza Stato-Regioni dovrà adottare le linee guida che disciplinino il contratto di apprendistato professionalizzante che le piccole e medie imprese e le microimprese dovranno adottare entro il 31 dicembre 2015.
Favorire i tirocini formativi
- Fino al 31 dicembre 2015 è istituito presso il Ministero del lavoro un fondo di 2 milioni di euro annui per permettere alle amministrazioni che non abbiano a tal fine risorse proprie di corrispondere le indennità per la partecipazione ai tirocini formativi.
- È anche autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per promuovere l’alternanza tra studio e lavoro e quindi l’attività di tirocinio curriculare per gli studenti iscritti ai corsi di laurea nell’anno 2013-2014.
- Per creare nuove opportunità di lavoro e di formazione per i giovani, per ridurre la disoccupazione e l’inattività. Il provvedimento prevede il finanziamento di un ampio programma di tirocini formativi per giovani residenti nel Mezzogiorno che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione, di età compresa fra i 18 e i 29 anni; un incentivo alle università che sottoscriveranno un protocollo standard definito dal Ministero dell’università e della ricerca per il finanziamento delle attività di tirocinio curriculare presso enti pubblici e privati per gli studenti universitari più meritevoli e in difficoltà economiche; un coordinamento più stretto con la formazione realizzata dagli istituti tecnici. Viene poi istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un’apposita struttura di missione, in vista dell’avvio della “Garanzia giovani”.
Un aiuto al Mezzogiorno
- In considerazione della grave situazione occupazionale che interessa i giovani residenti nelle aree del Mezzogiorno si è deciso di rifinanziare:
a) con 80 milioni di euro, delle misure per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità;
b) con 80 milioni di euro il Piano di Azione Coesione rivolta a enti e organizzazioni del privato sociale che coinvolgano giovani in progetti di valorizzazione dei beni pubblici e per l’inclusione sociale;
c) con 168 milioni di euro, borse di tirocinio formativo per giovani disoccupati, che non studiano, che non partecipano ad alcuna attività di formazione.
- Per ridurre la povertà e per sostenere le famiglie del Mezzogiorno in difficoltà, viene avviato il programma “Promozione dell’inclusione sociale, finanziato con 167 milioni di euro.
Migliorare il funzionamento del mercato del lavoro
Si prevede una serie di interventi, in particolare relativi alla legge 92/2012 volti a chiarire la natura dei contratti e di semplificazione. In particolare sui contratti a termine e di somministrazione (come l’abrogazione del divieto di proroga del contratto “acausale”), contratti di lavoro intermittente, lavoro a progetto e lavoro accessorio.
Rafforzare le tutele per i lavoratori e migliorare la trasparenza
In particolare, in caso di tentativo di conciliazione la mancata presentazione di una delle parti sarà valutata dal giudice nella sua decisione finale; estensione anche ai co.co.pro. delle norme contro le cosiddette “dimissioni in bianco”; rivalutazione del 9.6% delle ammende con rivalutazione della metà del flusso che ne deriva al rafforzamento di misure di vigilanza e prevenzione in materia di sicurezza sul luogo del lavoro; il monitoraggio dei contratti aziendali con deposito obbligatorio presso le direzioni territoriali del lavoro; comunicazioni obbligatorie relative all’assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei contratti valgono a tutti gli effetti.


Comunicato stampa

Diretta (VIDEO)


( red / 26.06.13 )

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Pacchetto Giovani: Regioni auspicano maggiore coinvolgimento

Lavoro: 4 questioni prioritarie nel confronto con il Sottosegretario Dell'Aringa

(regioni.it) Sono quattro le questioni poste dalle Regioni nel corso del confronto del 26 giugno con il Sottosegretario al lavoro, Carlo Dell’Aringa. “Come Regioni – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - abbiamo chiesto un maggiore coinvolgimento nel Decreto legge “Pacchetto Giovani”. E’ infatti auspicabile che durante l’iter parlamentare il decreto possa recepire suggerimenti e proposte provenienti dai territori”.  In particolare – hanno spiegato il Presidente Vasco Errani e l’Assessore Gianfranco Simoncini (che coordina la materia lavoro nell’ambito della Commissione istruzione e lavoro, innovazione e ricerca della Conferenza delle Regioni) - il Decreto può rappresentare una buona occasione per superare lo strumento degli ammortizzatori sociali in deroga, anche attraverso una specifica Delega al Governo, con l’obiettivo di assicurare una uguale copertura dei diritti a tutti i lavoratori”.
“La seconda richiesta, ribadita in più occasioni ed in tutte le sedi istituzionali dalla Conferenza delle Regioni – ha aggiunto Simoncini - è la riproposizione di una drammatica urgenza: occorre ripartire immediatamente le risorse stanziate dal Decreto Legge 54/2013. C’è infatti, rispetto ai tempi, fortissima preoccupazione da parte delle Regioni per situazioni che in moltissimi casi sono caratterizzate da tensioni sociali. Per questo motivo abbiamo manifestato oggi una forte insoddisfazione per l’assenza di risposte puntuali su tale questione da parte del Governo.  La terza questione – ha proseguito Simoncini - è relativa alla definizione dei criteri per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, come previsto dallo stesso decreto legge 54/2013. Preliminarmente, prima ancora di entrare nel merito, occorre quanto meno un’ipotesi  relativa alla entità delle risorse che sarà possibile impiegare in tale direzione nel prossimo biennio. Senza un quadro delle risorse è infatti difficile immaginare qualunque tipo di criterio. Anche perché non si può continuare ad andare avanti in una situazione in cui le Regioni sono quasi costrette a questuare le risorse rispetto alla necessità di garantire i diritti dei lavoratori che finiscono per avere risposte dopo mesi e che vivono situazioni quasi ai limiti dell’indigenza. Si spiega anche in quest’ottica – ha concluso Simoncini - l’ultima richiesta delle Regioni. Occorre che i prossimi confronti con  il Ministero del Lavoro sul tema degli ammortizzatori sociali in deroga vedano la partecipazione anche del Ministero dell’Economia”.



( red / 26.06.13 )

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Trigilia: pacchetto lavoro, risorse ed interventi

Riprogrammazione dei Fondi Strutturali 2007-13

(regioni.it) Il Ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia ha spiegato la strategia del Governo per l’occupazione giovanile nell'ambito dell’intervento di riprogrammazione dei Fondi Strutturali 2007-13, in coerenza con i Piani d’Azione Coesione del 2012-13.
Trigilia fornisce alcuni dati dell’intervento a favore del lavoro giovanile, che è così organizzato:
  1. incentivazione della      creazione di lavoro a tempo indeterminato (500 milioni di euro);
  2. incentivazione      dell’autoimprenditorialità e dell’impresa sociale (250 milioni);
  3. avvicinamento dei      giovani che non studiano e non lavorano (NEET) al lavoro attraverso     tirocini (150 milioni);
  4. contrasto alla povertà estrema (circa 170 milioni).
1) La misura principale del primo asse incentiva direttamente la creazione di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, per i giovani fino a 29 anni di età, attraverso una sensibile riduzione del relativo costo per le imprese. La riduzione è pari al 33% della retribuzione lorda complessiva per un periodo di 18 mesi (con una dotazione di 500 milioni). L’impatto di tale misura sarà rafforzato dalla sua durata nel tempo, almeno fino al giugno 2015, grazie alla certezza del suo rifinanziamento in caso di esaurimento delle risorse; si tenderà così a rendere massimo l’effetto di stimolo di nuove assunzioni non già programmate.
2) Il secondo asse interviene potenziando due strumenti di politica economica già attivi. Da un lato con un rifinanziamento della legge 185 sull’autoimpiego e l’autoimprenditorialità (170 milioni); dall’altro con un rifinanziamento della misura “giovani del non profit” (già definita nel Piani d’Azione Coesione) per sostenere progetti del privato sociale.
3) Parallelamente, come terzo asse, questo impatto sarà rafforzato dalla contemporanea attivazione di una misura per la promozione di stage/tirocini nelle imprese per i giovani NEET, che potranno consentire un processo di progressivo inserimento. Quest’ultima misura ha una ulteriore dotazione di circa 150 milioni di euro, e prevede l’erogazione di un contributo di 3.000 euro per uno stage di sei mesi direttamente al tirocinante, così come un meccanismo gestionale che faciliti l’incontro delle richiesta delle imprese e delle disponibilità delle persone.
4) Il quarto ed ultimo asse interviene sulla povertà estrema. Per motivare questo indispensabile intervento per la coesione sociale, basta ricordare che al Sud un cittadino su tre della popolazione ha sperimentato forme di grave deprivazione in uno degli ultimi due anni (uno su cinque nell’intero paese, Sud incluso). Il 12% dei meridionali è in permanente condizione di grave deprivazione. Con questa misura viene estesa a tutti i comuni del Mezzogiorno la sperimentazione della nuova carta acquisti per le famiglie in stato di indigenza estrema, già prevista per le maggiori città dell’intero paese.
L’impatto dell’intervento “Il Mezzogiorno al lavoro per l’Italia. Prima parte” sarà sensibile. Esso coinvolgerà oltre 300.000 persone: in particolare oltre 150.000 cittadini in condizione di povertà estrema. Determinerà la creazione di circa 80.000 nuovi posti di lavoro nel 2013-14.
Il suo impatto sull’economia del Mezzogiorno produrrà una crescita del PIL stimabile in circa il +0,2% rispetto al livello atteso per il 2014 e il +0,4% per il 2015 e oltre.
Come per tutti gli interventi nel Mezzogiorno, di esso beneficerà l’intera economia nazionale: in particolare l’impatto aggiuntivo sulla produzione nel CentroNord sarà fra i 100 e i 200 milioni di euro all’anno, grazie alla fornitura addizionale di beni e servizi al Mezzogiorno.
Le misure previste sono destinate a durare nel medio periodo: esse potranno essere rifinanziate sia a valere di ulteriori riprogrammazioni dei fondi 2007-13, sia attraverso l’appostamento di nuove risorse sui programmi per il 2014-20.
Nelle prossime settimane il Ministro per la Coesione Territoriale definirà gli specifici contenuti dell’intervento: “Il Mezzogiorno al lavoro per l’Italia. Seconda parte”, che si muoverà con la stessa logica e che conterrà misure di rapido impatto per il rafforzamento strutturale delle imprese e dei territori del Mezzogiorno, compiendo un ulteriore passo verso il rapido e proficuo impiego dei Fondi Strutturali 2007-13 non ancora spesi.




( red / 26.06.13 )

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Letta su incendi boschivi

Raccomandazioni del premier inviate alle Regioni

(regioni.it) Sugli incendi boschivi le Regioni hanno fatto tutto quello che dovevano per la prevenzione antincendi? Così il capo della Protezione civile Franco Gabrielli dopo le polemiche per gli incendi divampati in Sardegna e sull'utilizzo della flotta aerea dello Stato dice: “è da un anno che, in completa solitudine, ho sollevato la questione' della scarsità di risorse, che ha dimezzato di fatto la flotta a disposizione'. Dal premier Letta raccomandazioni a Regioni: mancano risorse, serve sforzo comune.
''Come il prefetto Gabrielli ben sa – ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci - le considerazioni circa la sua solitudine nella richiesta di mezzi aerei per fronteggiare il fuoco non possono essere riferite al caso Sardegna. Infatti la Regione ha sollecitato costantemente il Governo affinchè la nostra isola fosse presidiata in maniera adeguata. L'ultima, di una lunga serie di richieste, risale a maggio. Sul punto è lo Stato che deve assumersi le sue responsabilità e adottare tutte le misure necessarie per non lasciare soli nè la Protezione Civile, nè gli amministratori locali, nè i cittadini''.
Sorveglianza del territorio, bonifica dei terreni bruciati, "puntuale attivita' di prevenzione e pianificazione" ma, soprattutto, accordi tra le Regioni limitrofe per l'utilizzo della flotta aera dello Stato, "piu' che dimezzata a causa della mancanza di risorse finanziarie".
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, scrive delle "Raccomandazioni per un piu' efficace contrasto agli incendi boschivi" a tutte le Regioni e le Province autonome.
Le raccomandazioni del premier sono state inviate a tutte le Regioni il 20 giugno, dunque prima che scoppiasse la polemica per la gestione degli incendi in Sardegna. Nella circolare Letta ricorda che gli incendi sono "sicuramente prodotti, nella quasi totalita'" dei casi, "dalla mano dell'uomo" e per questo le azioni di contrasto devono comprendere "in primis, campagne di sensibilizzazione ed educazione all'ambiente, nonche' attivita' di prevenzione e di monitoraggio continuo del territorio che consentano di mettere in atto un tempestivo e piu' efficace primo intervento". In questo quadro, le "squadre di terra rimangono indispensabili e determinanti nella lotta attiva" mentre i mezzi aerei "evidentemente, devono essere considerati una misura complementare, da utilizzare nelle situazioni piu' gravi, in termini di rischio residuo".
Si tratta di indicazioni, scrive Letta ai presidenti di Regioni e Province autonome, che "assumono particolare rilevanza alla luce della forte riduzione del numero di velivoli che compongono la flotta dello Stato che, quest'anno", sara' "piu' che dimezzata rispetto allo scorso anno e che, allo stato attuale, potra' contare sostanzialmente sui Canadair".
Ecco perche' e' "necessario uno sforzo comune e sinergico per ottimizzare l'impiego delle flotte aeree antincendio regionali e quella di Stato". Come? Attraverso accordi e gemellaggi tra le Regioni limitrofe. "Risulta del tutto evidente l'opportunita' che le Regioni - scrive il premier - nella propria programmazione delle attivita' di lotta attiva, provvedano ad implementare ed innovare le strategie d'impiego delle proprie risorse, anche mettendo a fattor comune, in particolare con le regioni limitrofe tramite intese e accordi, i mezzi disponibili e integrando la composizione delle flotte con velivoli che abbiano caratteristiche di impiego differenziate". In sostanza, il "sistema Paese, a tutti i livelli di responsabilita', deve affrontare, con la dovuta attenzione, il
fenomeno incendi che rappresenta un'emergenza di carattere ambientale ed economico".
Dunque, conclude Letta, "auspico che siano messe in atto le azioni previste dal nostro ordinamento con una sinergica attivita' di sorveglianza del territorio e di avvistamento, che coinvolta efficacemente risorse regionali e statali, al fine di garantire un efficace e tempestivo intervento di spegnimento da terra e di bonifica, una puntuale attivita' di prevenzione e di pianificazione, nonche' un adeguato coordinamento del flusso di informazioni tra i diversi soggetti competenti".

 

INCENDI: TOSCANA; IN BILANCIO 2013 STANZIATI 11 MLN EURO ASSESSORE SALVADORI REPLICA A DICHIARAZIONI GABRIELLI

[Friuli - Venezia Giulia] INCENDI: FORESTALI DOMANO ROGO IN VAL VENZONASSA, A QUOTA 1150 METRI

[Toscana] Incendi, Salvadori a Gabrielli: “La Toscana ha fatto i compiti. In bilancio 2013 stanziati 11 milioni”

INCENDI: CAPPELLACCI, SARDEGNA HA SOLLECITATO MEZZI

INCENDI:LETTA, ACCORDI TRA REGIONI PER UTILIZZO FLOTTA AEREA

INCENDI: GABRIELLI, CHE HANNO FATTO LE REGIONI? DA UN ANNO SOLLEVO DA SOLO PROBLEMA RISORSE PER FLOTTA AEREA

[Sardegna] INCENDI: CAPPELLACCI, SARDEGNA HA SOLLECITATO MEZZI PER FRONTEGGIARE IL FUOCO

[Molise] Pineta di Campomarino lido, avviate le operazioni di pulizia

ANSA/ INCENDI: GRAVI DANNI IN GALLURA,CHIESTA CALAMITA' NATURALE

INCENDI: CAPPELLACCI A GOVERNO, SUBITO CANADAIR IN SARDEGNA

[Emilia - Romagna] Protezione civile - Incendi boschivi, il 1° luglio scatta la fase di attenzione

[Abruzzo] INCENDI BOSCHIVI: ACCORDO REGIONE/FORESTALE PER INTERVENTI

[Bolzano] Oltre 13 milioni di euro a favore delle attività per gli anziani e per l’assistenza sociale

[Calabria] L’Assessore Trematerra interviene in merito alle dichiarazioni del Consigliere Guccione

INCENDI: AL VIA CAMPAGNA ESTIVA, INVIATE DIRETTIVE A REGIONI

[Puglia] L’assessore Minervini ha presentato la campagna AIB 2013

 



( red / 26.06.13 )

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Imprese: Dossier su semplificazione e liberalizzazione mercato dei servizi

(regioni.it) Pubblicata l’edizione 2013 del “Dossier sulle imprese e la semplificazione degli oneri amministrativi e la liberalizzazione del mercato dei servizi” (il primo studio è stato pubblicato il 23 gennaio 2012, cfr. “Regioni.it” n. 1957).
Il Dossier - elaborato dalla Segreteria della Conferenza in collaborazione con la Commissione Attività produttive - è diviso in sei sezioni. 
1. Sportello Unico Attività Produttive
2. Avvio ed esercizio dell’attività
3.  Certificazioni delle imprese e acquisizioni d’ufficio (modifiche al DPR 445/2000)
controlli e sanzioni
4. Comunicazioni Telematiche tra PP.AA. e tra imprese e PP.AA.
5. Norme sul procedimento amministrativo
6. Misurazione Oneri Amministrativi (MOA) e altre misure di semplificazione.
Ciascuna sezione contiene una “guida ragionata” delle diverse disposizioni normative con i link diretti agli articoli delle norme citate. Inoltre, continua ad essere riportata tutta la normativa citata del periodo 2008- 2012 e, per semplificarne la lettura, anche gli abstract dei diversi articoli di legge.
 “Si è ritenuto opportuno – si legge nella introduzione - predisporre una versione aggiornata del Dossier elaborato lo scorso anno, quale strumento da mettere a disposizione degli Assessori e dei tecnici per agevolare la lettura delle disposizioni introdotte nell’ordinamento in tema di semplificazione, segnalando le recenti innovazioni legislative che in parte hanno contribuito a correggere sovrapposizioni e incoerenze derivanti dalle diverse disposizioni normative previgenti riportate nel precedente Dossier.
Le novità più significative a cui si fa riferimento sono contenute nei decreti “Libera Italia” e “Semplifica Italia” che, oltre ad introdurre interventi diretti di semplificazione, hanno rappresentato l’occasione per instaurare una collaborazione stabile tra Stato, Regioni ed Enti Locali per la definizione degli ambiti di intervento e delle iniziative legislative e/o amministrative più opportune. L’Accordo sottoscritto in Conferenza Unificata lo scorso 10 maggio 2012 e il Tavolo interistituzionale costituito presso la Presidenza del Consiglio, in attuazione dello stesso, sono gli strumenti operativi scelti per attuare la leale collaborazione nonché per attivare le necessarie sinergie fra tutti i livelli di governo in materia di semplificazione”.
 


( red / 26.06.13 )

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Riforme: emendamento Pdl per integrare il Comitato dei 40

(regioni.it) Un emendamento del Pdl accoglie la richiesta di Regioni, Comuni e Province di entrare, senza diritto di voto, nel Comitato dei 40 che esaminerà i progetti di riforma costituzionale: ''degli articoli di cui alla parte seconda della Costituzione''.
L’emendamento del Pdl propone di integrare il Comitato dei 40, per quanto riguarda la riforma del titolo V della Costituzione, con dodici rappresentanti degli enti locali: ''6 presidenti di Regioni, 4 sindaci e 2 presidenti di Provincia designati in sede di Conferenza unificata'' devono poter partecipare ''senza diritto di voto con la facolta' di presentare proposte emendative, pareri ed osservazioni''. Il Pdl chiede inoltre che al Comitato dei 40 siano assegnati i progetti di riforma presentati su quei temi nella XVII legislatura, eliminando il limite temporale alla ''data di conclusione dei suoi lavori''.
E' uno dei sei emendamenti presentati dal Pdl al ddl costituzionale del governo.
Si fa sempre riferimento all'intervento su ''forma di Stato, forma di Governo e bicameralismo'', ma elimina la limitazione ai titoli I, II, III e V della parte seconda della Carta.
Sui tempi, il Pdl propone una formulazione più blanda di quella del governo: i lavori del Parlamento sono organizzati in modo da ''consentire'' (e non ''assicurare'', come prevede il testo firmato da Letta) il varo delle riforme ''entro diciotto mesi''.
Tra le modifiche, tutte a prima firma Donato Bruno, la richiesta di ricomprendere tra i 20 componenti della 'Commissione dei 40' anche i presidenti della commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, "che ne fanno parte di diritto".
Un altro emendamento prevede che "i componenti del Comitato sono nominati dai Presidenti delle Camere, d'intesa tra loro, tra i membri delle predette Commissioni. Ai Presidenti delle Commissioni e' affidata congiuntamente la Presidenza del Comitato".



( red / 26.06.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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