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Regioni.it

n. 2395 - lunedì 2 dicembre 2013

Sommario3
- Sanità: statistiche internazionali Ocse 2013
- Ministero Salute: la mappa dei Lea 2011
- Stasi: costruire modello sanitario più competitivo
- Caldoro e Zaia su riforma Regioni
- Riforme Enti locali: Ddl Delrio alla Camera
- Federalismo fiscale: Ocse promuove Italia

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Sanità: statistiche internazionali Ocse 2013

Indicatori sui sistemi sanitari internazionali

(regioni.it) L’Ocse presenta gli indicatori sullo stato di salute dei sistemi sanitari internazionali.
Infatti l’edizione di “Health at a Glance” fornisce gli ultimi dati comparabili sulle performance dei sistemi sanitari nei paesi OCSE.
Questa pubblicazione prende come base principale  OECD Health Statistics 2013 , la serie più completa di statistiche e indicatori per confrontare i sistemi sanitari di tutti i 34 paesi membri dell'OCSE. 
La spesa sanitaria pro-capite italiana si é ridotta del 2% in termini reali nel 2011. Si stima che un’ulteriore riduzione pari allo 0,4% si sia verificata nel 2012. Secondo l’ultima versione di “Health at a Glance”, la spesa sanitaria ha registrato una contrazione in altri 10 paesi Europei nel biennio 2009-2011 a seguito della crisi e della conseguente necessità di consolidamento fiscale.
Secondo l’OCSE, tale condizione richiede all’Italia, così come agli altri paesi, di migliorare la produttività, l’efficienza e la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario.
L’Italia ha messo in atto misure al fine di contenere i costi e migliorare l’integrità fiscale: il Patto per la Salute 2010-12 ha posto una grande enfasi sul controllo della spesa pubblica attraverso la riduzione del numero di posti letto, dei ricoveri e della durata delle degenze.
Negli ultimi anni, l’Italia é riuscita a contenere la propria spesa farmaceutica grazie all’aumentata competitività e alla riduzione dei prezzi. Ciononostante, la quota di farmaci generici resta una delle più basse tra i paesi OCSE, con meno di un sesto del volume complessivo dei farmaci venduti. Tale quota è assai più bassa di quanto non si registri in altri paesi Europei quali Germania, Regno Unito o Danimarca dove i farmaci generici rappresentano circa i tre quarti del mercato.
Scarica il PDF della pubblicazione  
> consultare il  libro web  sul iLibrary online.

 



( red / 02.12.13 )

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Ministero Salute: la mappa dei Lea 2011

(regioni.it) Il Ministero della Salute ha pubblicato il Rapporto 2011 sull’erogazione dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), evidenziando in particolare che rispetto al 2010 c’è stata una diminuzione dei ricoveri ospedalieri e un aumento dell’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera erogata nelle Regioni.
Rispetto al 2010 nel monitoraggio dei Lea viene evidenziato che c’è stato un miglioramento per la Liguria che avendo assolto gli impegni previsti risulta adempiente e con Lazio, Sicilia, e Molise che migliorano la situazione critica assolvendo alcuni impegni e che quindi possono diventare adempienti.
Le note negative riguardano l’elevata percentuale di parti cesarei in alcune Regioni, la bassa e temporalmente stabile percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro tre giorni e il mancato aumento dell’adesione ai programmi di screening.
Il monitoraggio dell'adempimento e) "Mantenimento dell'erogazione dei LEA" è stato realizzato attraverso l’utilizzo di un definito set di 21 indicatori (Griglia Lea) ripartiti tra l’attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l’assistenza territoriale e l’assistenza ospedaliera erogati dalle Regioni.
I risultati del monitoraggio per l’anno 2011 sono evidenziati nel documento "Adempimento mantenimento dell’erogazione dei LEA - anno 2011” (pdf, 4 Mb). Nella pubblicazione si illustrano in particolare gli indicatori utilizzati, la metodologia di valutazione complessiva e sintetica dell’insieme degli indicatori e i risultati ottenuti dalle Regioni sottoposte alla “Verifica degli adempimenti LEA 2011” attraverso una classificazione a tre livelli (adempienza, adempienza con impegno, critica). Per la prima volta sono riportati anche i dati delle Regioni Valle D'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e delle Province Autonome di Trento e Bolzano per il triennio 2009-2011.
Per ogni Regione si evidenzia un "Rosone" (composto di 29 settori circolari) di ampiezza pari al peso dell'indicatore, e 4 anelli concentrici per quante sono le classi delle soglie di valutazione. Per ogni settore, posizione e colore dell'etichetta si evidenziano punti di forza (verde) e livelli crescenti di criticità (dal giallo al viola, fino al rosso).

[MINISTERO DELLA SALUTE] - Livelli Essenziali di Assistenza, Griglia LEA - Rapporto sull’erogazione 2011 - 14.11.2013

Livelli Essenziali di Assistenza, Griglia LEA - Rapporto sull’erogazione 2011

Abruzzo
Regione adempiente con impegno su alcuni indicatori
Valle d'Aosta
Regione non sottoposta a verifica
Basilicata
Regione adempiente
Provincia Autonoma di Bolzano
Regione non sottoposta a verifica
Calabria
Regione con criticità
Campania
Regione con criticità
Emilia Romagna
Regione adempiente
Friuli Venezia Giulia
Regione non sottoposta a verifica
Lazio
Regione adempiente con impegno su alcuni indicatori
Liguria
Regione adempiente
Lombardia
Regione adempiente
Marche
Regione adempiente
Molise
Regione adempiente con impegno su alcuni indicatori
Piemonte
Regione adempiente
Puglia
Regione con criticità
Sardegna
Regione non sottoposta a verifica
Sicilia
Regione adempiente con impegno su alcuni indicatori
Toscana
Regione adempiente
Provincia Autonoma di Trento
Regione non sottoposta a verifica
Umbria
Regione adempiente
Veneto
Regione adempiente



( red / 02.12.13 )

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Stasi: costruire modello sanitario più competitivo

Il vicepresidente della Regione Calabria al Forum Risk Management

(regioni.it) L'ottavo Forum Risk Management è stato dedicato al tema delle Infezioni Ospedaliere. Il Forum, che si è svolto ad Arezzo, è stato promosso dal Ministero della Salute, dall'Istituto Superiore di Sanita', dalla Regione Toscana e dalla Fondazione Sicurezza in Sanità.
In Italia contraggono un' infezione correlata all'assistenza (ICA) dal 5 al 8% dei pazienti ricoverati, che significa dalle 450.000 alle 700.000 infezioni; di queste ben il 30% sono prevedibili, tradotto in numeri dalle 135.000 alle 210.000 infezioni.
La vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, ha spiegato nel corso del Forum "Risk Management in Sanità” che "in Italia c'è una sanità pubblica regionalizzata e disomogenea per livelli di spesa e servizi erogati, ed il Sud risulta essere fortemente disallineato rispetto alla media nazionale. Le diseguaglianze tra regioni si sono acuite negli ultimi anni a causa dell'attuazione di 'Piani di rientro' che hanno provocato forte diminuzione della spesa e di conseguenza una minore allocazione di risorse pro-capite destinate ai servizi sanitari delle regioni in piano di rientro. Ma la cosa piu' grave e' che negli anni oltre alla minore spesa pro capite si e' verificata anche una minor destinazione di risorse, con una differenza che per la Calabria e la Campania oggi si attesta a circa 150 euro per cittadino in meno su una media annuale di 1800 euro".
"Nonostante tutto la Calabria - ha aggiunto Stasi - ha fatto passi da gigante. In tre anni di Governo Scopelliti, siamo passati da un bilancio economico sanitario di tipo 'orale' ad un bilancio certificato, con un deficit annuo controllato che  nel 2012 ammonta a soli 70 milioni di euro, contro i 254 milioni del 2009.  Se la Calabria potesse recuperare parte dei 150 euro di differenza per ogni cittadino calabrese, non solo avrebbe la possibilita' di chiudere a pareggio gia' nel 2013, ma potrebbe contare su maggiori risorse da investire in tecnologie ed innovazione. Il lavoro portato avanti dal Commissario al piano di rientro Giuseppe Scopelliti  ha inoltre fatto registrare anche altri risultati positivi come una misurabile diminuzione di ricoveri impropri, oltre che una consistente riduzione dei costi su beni e servizi. Inoltre, con grandi sacrifici, e nonostante l'impossibilita' di fare investimenti, e' stato raggiunto un recupero storico sul tema dei Lea che per la prima volta nel 2012 hanno superato la sufficienza raggiungendo un punteggio pari a 132, contro un punteggio di 88 punti del 2009".
"Sappiamo che tutto questo non basta - ha ancora affermato la Vicepresidente Stasi - e che c'e' molto altro ancora da fare, ne siamo convinti, ma da soli e con le risorse disponibili risulta impossibile fare un salto in avanti importante e determinante. Quello che chiediamo e' che le nuove regole diano la possibilita' di un riequilibrio della quota pro capite sul riparto del Fsn, non per alimentare gli sprechi, ma per allineare ai costi standard anche le dotazioni ed i servizi sanitari standard. Il messaggio chiaro ed inequivocabile che vogliamo dare, dunque, e' l'esigenza condivisa di una reale ed epocale riforma della sanita', che pur rispettando l'esigenza di contenimento della spesa, realizzi un modello  di assistenza sanitaria uguale danord a sud".
"La riforma dei costi standard ed il nuovo Patto per la Salute - ha concluso la vicepresidente Stasi - devono essere l'occasione irrinunciabile per provare a costruire un unico modello sanitario nazionale che renda l'Italia piu' competitiva in Europa".

 


( red / 02.12.13 )

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Caldoro e Zaia su riforma Regioni

(regioni.it) I presidenti di Campania e Veneto, Stefano Caldoro e Luca Zaia, hanno riproposto il tema delle riforme istituzionali e in particolare di quella delle Regioni.
Per Zaia  bisogna ridisegnare i confini regionali: "Penso sia giunta l'ora di ridisegnare i confini regionali visto che siamo in presenza di regioni che hanno meno abitanti di alcune province: ci sono regioni con 250 mila abitanti contro un Veneto che ne ha quasi 5 milioni
“Per certi versi ha ragione chi punta il dito contro le Regioni - ha dichiarato Zaia - ma avremmo un risparmio di 30 miliardi di euro l'anno semplicemente obbligando tutti ad applicare i costi della pubblica amministrazione del Veneto. Si prenda il Veneto e alcune altre regioni come elementi di virtuosita' e si faccia in modo che questa diventi la prassi per tutti”.
Mentre il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, afferma che  "Il paese attende da troppo tempo le riforme e si deve intervenire con tempestivita' ed efficacia. Bisogna modernizzare per favorire la competitività modificando l'assetto dei poteri locali”.
Una riforma che ''deve partire dalla Regioni, il malato piu' grave” , secondo Caldoro ''le Regioni devono sciogliersi, diventare meno e piu' grandi, devono perdere i poteri di gestione e fare solo quello che la Costituzione aveva previsto: programmazione e pianificazione''. Caldoro critica, infine, anche il modello previsto per le Citta' metropolitane: "Nascono con tutti i difetti delle regioni e senza i pregi di queste''. ''Si prevedono perimetri amministrativi rigidi incompatibili con una programmazione di funzioni metropolitane moderne come avviene nel resto dell'Europa''.
 


( red / 02.12.13 )

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Riforme Enti locali: Ddl Delrio alla Camera

Intervento del ministro per gli affari regionali

(regioni.it) Il ministro per gli affari regionali, Graziano Delrio, è intervenuto alla Camera per il ddl sulla riforma degli enti locali, spiegando tra l’altro che "inserire qui una riforma delle regioni avrebbe significato, ovviamente, andare entro confini e campi non di competenza di un disegno di legge, ma piu' che altro riservati alla revisione del Titolo V, alle competenze rispettive di Stato e regioni, e quindi avrebbe significato, sostanzialmente, porsi un obiettivo non credibile".
Delrio ha sottoineato che il Paese è malato di 'benaltrismo': troppo spesso le riforme sono fallite esattamente perchè non si è ritenuto di fare passi avanti, ma si è ritenuto di aspirare a un ottimo, che poi non si è mai concretizzato. C'e' una malattia che si potrebbe definire del 'benaltrismo': c'e' sempre ben altro da fare quando si tratta di cambiare le cose”.
“Noi - ha aggiunto Delrio - siamo profondamente convinti che il progetto di legge sia improntato a principi di autonomia, di rispetto delle autonomie. Abbiamo una visione molto chiara che è stata qui espressa dal presidente del consiglio, e cioè che il sistema istituzionale italiano deve basarsi su due pilastri: il primo e' quello delle regioni, l'altro e' quello dei comuni”.
“Vi sono troppi enti che si occupano delle stesse cose e questo e' uno dei motivi per cui il federalismo in cui noi crediamo e che noi crediamo sia una straordinaria risorsa per questo Paese, perche' riteniamo che il principio di autonomia sia una straordinaria risorsa per questo Paese, non e' decollato. Uno dei motivi per cui il federalismo italiano non e' decollato e' anche proprio esattamente per il fatto che non vi sia stata chiarezza nell'attribuzione delle funzioni e che la carta delle autonomie sia stata per troppo tempo rimandata e poi mai declinata definitivamente”.

 


( red / 02.12.13 )

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Federalismo fiscale: Ocse promuove Italia

Bene tassazione sulle proprietà immobiliari

(regioni.it) L'Ocse promuove la tassazione sulla casa (Imu) e il federalismo fiscale avviato in Italia. Infatti nel rapporto Ocse 2013 sul Federalismo Fiscale, si sottolinea come la modifica della tassazione sulle proprietà immobiliari in Italia e quella varata l'anno successivo in Irlanda “rappresentano due esempi di riforme di successo”. L'Ocse riconosce “l'impopolarità delle tasse sulle proprietà immobiliari, il che  spiega come riforme in questo senso siano adottate di rado", anche per via delle "resistenze dei proprietari di immobili".
Inoltre l'Ocse invita i governi ad aumentare la quota di tassazione di competenza delle amministrazioni  locali e sottolinea come solo l'Italia - con la legge delega 42 del maggio 2009 sul federalismo fiscale - abbia attuato una simile  politica. Nel rapporto 2013 sul federalismo fiscale l'Ocse indica l'utilità di un aumento della tassazione a carico delle amministrazioni locali con una conseguente riduzione dei trasferimenti da parte di quella centrale.
In questo modo, scrive l'Ocse, "si potrebbe ridurre la spesa  totale e aumentare la responsabilita' fiscale delle amministrazioni locali". I trasferimenti da parte dello Stato, infine, secondo l'Ocse dovebbero servire a "colmare le disuguaglianze" fra  realtà locali ricche e povere e a "co-finanziare i progetti di utilità generale".

http://www.oecd.org/health/


( red / 02.12.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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