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Regioni.it

n. 2399 - venerdì 6 dicembre 2013

Sommario
- Censis: gli italiani bocciano i tagli alla sanità
- Censis: l'Italia non investe in protezione sociale
- Lorenzin: dai costi standard il nuovo Patto Salute
- "Porcellum": Caldoro, Vendola, Marini, Zaia e Maroni su sentenza Consulta
- Riparto fondo sanitario: Caldoro, risorse siano distribuite con equità
- Carrozza: posti insufficienti per medici specializzandi

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"Porcellum": Caldoro, Vendola, Marini, Zaia e Maroni su sentenza Consulta

(regioni.it) La Corte costituzionale il 4 dicembre ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte – si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Consulta - ha altresì dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza. Le motivazioni saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici. Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali".
“Vedremo le  motivazioni, ma credo che il premio di maggioranza sia un premio di governabilità che esiste in tutta Europa. E' evidente che la Consulta ne ha evidenziato la non proporzionalità”. Cosi' il Presidente della  Regione Campania Stefano Caldoro, ha commentato la decisione della Corte Costituzionale sul cosidetto 'Porcellum'.
“Un sistema che tenda a premiare la governabilità è necessario - aggiunge Caldoro - altrimenti si torna al vecchio proporzionale e questo nessuno lo vuole. Il Parlamento e il Governo hanno un'occasione storica di fare le riforme e di farle subito: sono d'accordo sul fare subito la legge elettorale e le altre riforme  necessarie, come quella sugli enti locali che preveda lo scioglimento  delle Regioni e la riorganizzazione in macroaree. Non serve troppo tempo”, conclude Caldoro.
“La Corte Costituzionale ha fatto un'opera santa: certi populisti d'Italia che si apprestavano a cavalcare il porcello selvaggio per raggiungere i propri obiettivi, sono stati scalzati dal maiale”, ha detto il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.   “E' bene commentare che cosa è accaduto” - ha aggiunto – “la Corte Costituzionale ha dichiarato che impedire ai cittadini di scegliersi il proprio eletto con il voto di preferenza, non è costituzionale. E poi la Corte Costituzionale ha dichiarato che un premio di maggioranza che ricorda le leggi del fascismo, non è costituzionale”. “Viva la Costituzione italiana – ha sottolineato Vendola - che ci mette al riparo dalle violenze che vengono inferte alla nostra democrazia. Questa sentenza della Corte Costituzionale è uno schiaffo ai populismi e ai populisti, perché è del tutto evidente che un premio di maggioranza abnorme può consentire a una minoranza di guadagnare tutto e attraverso l'assenza dei voti di preferenza può consentire a ristrette oligarchie di selezionare rappresentanze servili. Noi – ha concluso - abbiamo bisogno di istituzioni abitate da uomini e donne liberi”.
"La roba strana e' che la Consulta abbia deciso che e' incostituzionale questa legge elettorale e che abbia fatto un comunicato stampa per renderlo pubblico, prima della sentenza per dar modo alla politica di fare una nuova legge elettorale. In sostanza si sta chiedendo ad un Parlamento delegittmato di fare una legge per legittimarsi. Direi che vadano a casa tutti". Cosi' Luca Zaia, a Rete Veneta. "Pare che il presidente Letta stia preparando un ddl, dovrebbero farlo i parlamentari, che sono pagati per questo. Ripeto: vadano a casa tutti. Non abbiamo piu' bisogno di annunci. Nei paesi federalisti c'è il Senato delle Regioni, in modo che si applichi il fedearlismo vero'', conclude il Presidente del Veneto.
La sentenza della Corte Costituzionale "non puo' far cancellare la positivita' di un sistema elettorale basato sul principio maggioritario che ha in questi anni garantito, nel rispetto dei risultati elettorali, la stabilita' di governo nelle Regioni come nei Comuni": e' quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini (membro della segreteria nazionale del Pd), la quale sottolinea tuttavia di ritenere "importante e da rispettare la sentenza che ha definito incostituzionale in fondamentali parti l'attuale legge elettorale".    "I cittadini - sostiene Marini - hanno diritto ad eleggere direttamente i loro rappresentanti nelle istituzioni e ritengo sbagliate liste o listini bloccati, che impediscono all'elettore di esercitare il diritto di scelta dei propri rappresentanti. Occorre, dunque, una nuova legge elettorale che consenta ai cittadini elettori di sapere con certezza chi hanno eletto con il loro voto al vertice di una istituzione e la maggioranza politica a suo sostegno".    "Abbiamo la necessita' - afferma la presidente Marini - soprattutto in una fase come quella che vive il Paese, di avere istituzioni guidate da eletti in grado di poter decidere e governare, anche per poter dare le urgenti risposte ai bisogni di riforme e di cambiamento di cui il Paese necessita".    "La sentenza della Corte Costituzionale non puo', quindi, essere utilizzata per aprire a tentativi, in materia di sistema elettorale, di un ritorno al passato (cosi' come vedo emergere da posizioni espresse anche all'interno del mio partito, il Pd) - rendendo cosi' ancor piu' instabili - conclude Marini - il governo e la funzione delle istituzioni elettive".
"Adesso c'è questa strana situazione, per cui interpretando come interpreto io la sentenza della Consulta, non c'è più una legge elettorale, perché non rivive neanche il mattarellum”. E' questa l'opinione di Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia. “Se il Parlamento non fa una nuova legge elettorale", continuail Presidente lombardo (a margine della presentazione dei progetti 'Italian luxury in the world' e 'Compriamo Made in Europe', a Milano) “non si può andare al voto" e la conseguenza “è la garanzia di lunga vita al governo”, ironizza. In ogni caso, il presidente lombardo non considera l'attuale Parlamento delegittimato, “anzi, è chiamato a fare una nuova legge elettorale” e “mi auguro che la faccia rapidamente, perché non si può impedire, ai cittadini, il ricorso alle elezioni, se dovessero verificarsi le condizioni”. “Mi pare”, conclude, “che siamo molto vicino a questo”.


( red / 06.12.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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