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Regioni.it

n. 2402 - mercoledì 11 dicembre 2013

Sommario3
- Letta rinnova "fiducia" in Parlamento
- Trigilia: nuovo ciclo programmazione fondi UE 2014-2020
- Corte dei Conti: Raffaele Squitieri, discorso di insediamento nuovo presidente
- Seminario su “Semestre di Presidenza italiana dell’Ue"
- Contratto pubblico di appalto in modalità elettronica: proposta di Intesa
- Le future Regioni secondo la Società geografica italiana

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Letta rinnova "fiducia" in Parlamento

Le riforme priorità per il Paese

(Regioni.it 2402 - 11/12/2013) Nell'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, alla Camera dei Deputati sul voto di fiducia al Governo, si affrontano anche i temi delle riforme istituzionali, oltre quello dell’urgenza di una nuova legge elettorale: dalla riduzione del numero dei parlamentari all'abolizione delle province, dalla fine del bicameralismo perfetto alla riforma del titolo V  della Costituzione.
Letta afferma che abbiamo “rapidamente definire i ddl  costituzionali per raggiungere questi obiettivi” e che sarà utilissimo in tal senso “il lavoro del comitato dei saggi” nominati dal presidente della Repubblica.
“Per questo – propone il presidente del Consiglio Enrico Letta - che si lavori sulla procedura dell'attuale articolo 138 della Costituzione e che ci si concentri su quattro obiettivi di cambiamento. 
  • Primo: la riduzione del numero dei parlamentari, priorità largamente condivisa in questo Parlamento.
  • Secondo: l'abolizione delle Province dalla Costituzione. Il disegno di legge in materia è stato depositato da tempo dal governo. Si aspettava l’approvazione definitiva del DDL che istituiva procedure ad hoc per le riforme costituzionali. A questo punto è bene procedere subito.
  • Terzo: la fine del bicameralismo perfetto con un'unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi e l'altra, che esprima più compiutamente il disegno di raccordo con le autonomie già presente nella Carta.
  • Quarto: una riforma del Titolo V della Costituzione che metta ordine nel rapporto tra centro e poteri decentrati, migliori il ruolo della specialità e      chiarisca le responsabilità di ciascun livello di governo, limitando al  massimo quelle concorrenti, in favore della competenza esclusiva dello      Stato o delle Regioni”.





( red / 11.12.13 )

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Trigilia: nuovo ciclo programmazione fondi UE 2014-2020

(Regioni.it 2402 - 11/12/2013) Il ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, ha presentato la proposta del nuovo ciclo di programmazione fondi europei per il periodo 2014-2020. Si tratta di 117 miliardi. Trigilia ha spiegato che dall'Ue arriveranno 32,2 mld, altrettanti saranno erogati con il cofinanziamento nazionale e 55 mld dal Fondo Sviluppo e Coesione.
L'accordo, sostiene Trigilia, “e' il frutto di un lungo percorso di preparazione e di discussione con vari soggetti, come Ministeri, Regioni e associazione e organizzazioni di categoria". La versione dell'accordo tuttavia, ha aggiunto il ministro, "non e' ancora quella finale e deve essere completata in diverse parti".
Trigilia annuncia: "Con il ministro dell'Economia Saccomanni ho preso un impegno per rivedere nei primi mesi del 2014 il valore del Patto di stabilita' e per riportarlo, rispetto a 1 miliardo previsto nel prossimo anno, almeno a un valore di 1,8 miliardi, com'è stato quest'anno",  e "per il patto si cerchera' di attingere, come e' stato fatto per il 2013, dal Fondo sviluppo e coesione".
In sede Ue, ha ribadito Trigilia, "chiederemo lo scorporo del cofinanziamento dal rapporto deficit/pil e cio' per consentire un piu' ampio margine di manovra alle Regioni, alle quali si chiede da una parte di spendere e dall'altra di non farlo per non infrangere i vincoli del patto di stabilita'". In ogni caso "il patto di stabilita' troppo stretto non e' sufficiente a spiegare l'incapacita' di spesa delle Regioni".
Il nuovo corso di programmazione stanzierà 3,19 miliardi per la ricerca lo sviluppo tecnologico e l'innovazione, 1,8 miliardi per migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, 3,1 miliardi per la riduzione delle emissioni di carbonio, 848 milioni per la prevenzione e la gestione dei rischi per il cambiamento climatico, 2,7 miliardi per la tutela dell'ambiente e la promozione dell'uso efficiente delle risorse, 1,7 miliardi per la promozione di sistemi di trasporto sostenibile, 4 miliardi per la mobilità dei lavoratori, 3,1 miliardi per combattere l'inclusione sociale e per combattere la povertà e le forme di discriminazione, 4 miliardi per l'istruzione e 586 milioni per l'efficienza della pubblica amministrazione.
Ad esempio tra gli obiettivi c'è il superamento dei divari digitali, cioè la possibilità o la capacità di accedere alla rete per usufruire dei servizi offerti, rappresenta l’obiettivo principale dell’Agenda digitale europea e incide direttamente sulla capacità di innovazione che i territori sono in grado di esprimere. La situazione italiana è molto differenziata e ancora lontana da molti dei target europei, soprattutto per una generalizzata debolezza della domanda, anche in quei territori nei quali il digital divide è stato ridotto in termini di infrastrutturazione e copertura di banda larga. In tutte le Regioni del Mezzogiorno, esclusa la Sardegna, la quota di famiglie che dichiarano di possedere l’accesso a internet nel 2012 è inferiore alla media nazionale (55,5 per cento). Tra queste, Basilicata, Calabria e Sicilia sono le Regioni con i peggiori risultati.

 Obiettivi tematici e risultati attesi per fondo
Obiettivo tematico 1 - Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione (Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione)
Obiettivo tematico 2 - Agenda digitale (Migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, Nonché l'impiego e la qualità delle medesime)
Obiettivo Tematico 3 - Competitività dei sistemi produttivi (Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura)
Obiettivo Tematico 4 - Energia sostenibile e qualità della vita (Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori)
Obiettivo Tematico 5 - Clima e rischi ambientali (Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi)
Obiettivo Tematico 6 - Tutela dell’ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali (Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse)
Obiettivo Tematico 7 - Mobilità sostenibile di persone e merci (Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete)
Obiettivo Tematico 8 - Occupazione (Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori)
Obiettivo Tematico 9 - Inclusione sociale e lotta alla povertà (Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione)
Obiettivo Tematico 10 - Istruzione e formazione (Investire nell’istruzione, formazione e formazione professionale, per le competenze e l’apprendimento permanente)
Obiettivo tematico 11 – Capacità istituzionale e amministrativa (rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un’amministrazione pubblica efficiente)



( red / 11.12.13 )

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Corte dei Conti: Raffaele Squitieri, discorso di insediamento nuovo presidente

(Regioni.it 2402 - 11/12/2013) (regioni.it) Il nuovo presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, nel suo discorso di insediamento dell’11 dicembre 2013, ha sostenuto che “Il problema dell'economia italiana è un problema di crescita. Ma in un'economia nella quale la spesa pubblica vale più della metà del prodotto, nessuna crescita è possibile se quella spesa pubblica non si farà più efficace ed efficiente”.
Nel suo discorso di insediamento il presidente della magistratura contabile auspica anche un "organico riordino legislativo" in materia e i controlli sugli enti locali non si traducano "in inutili appesantimenti".
Un sistema di crescente autonomia degli enti "non può trasformarsi in arbitrio" ed esige perciò "controlli continui ed efficienti, che non devono tradursi in inutili appesantimenti ma, al contrario, assicurare la tutela essenziale dell'interesse pubblico e dell'unità nazionale, presidiata dalla Corte dei Conti”.                                                                                                                     

11 dicembre 2013 - Cerimonia insediamento Presidente della Corte dei conti      

**PA: SQUITIERI, DA OPACITA' IMPATTO NEGATIVO DEVASTANTE SU ECONOMIA** =    

**CRISI: SQUITIERI, FISCO 45% PRODOTTO, SPENDERE MEGLIO RISORSE PRELIEVO** = 

CONTI PUBBLICI: SQUITIERI, IN ITALIA DEBITO TRA I PIU' ALTI DEL MONDO =

11 dicembre 2013 - Cerimonia insediamento Presidente della Corte dei conti

14 novembre 2013 - Nomina del nuovo Segretario Generale

13 novembre 2013 - Nomina del nuovo Capo di Gabinetto

6 novembre 2013 - Sezione delle Autonomie - Audizione presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

 

 



( red / 11.12.13 )

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Seminario su “Semestre di Presidenza italiana dell’Ue"

Funzioni della Presidenza, priorità italiane e opportunità per le Regioni

(Regioni.it 2402 - 11/12/2013) Nell’ambito del ciclo di seminari specialistici sulle politiche europee promossi e organizzati dal Cinsedo (Centro interregionale studi e documentazione) si svolgerà venerdì 13 dicembre 2013 (ore 10.30 – 13.30) un seminario dedicato al semestre di Presidenza italiana dell’Ue:
“Semestre di Presidenza italiana dell’Ue (Luglio – Dicembre 2014): funzioni della Presidenza, priorità italiane e opportunità per le Regioni” (Venerdi 13 dicembre 2013, ore 10.30 – 13.30 CINSEDO, via Parigi 11, Roma).
Nel semestre UE è possibile che la Presidenza italiana sia chiamata inoltre a prendere l'iniziativa di convocare una nuova Conferenza intergovernativa per la modifica dei Trattati: non è escluso che la Commissione europea proponga nuove iniziative in materia di governance economica della zona Euro e che tali iniziative richiedano modifiche dei Trattati.
Nel corso del semestre europeo spetterà alla Presidenza italiana, tra l'altro, gestire anche alcune nomine. Si ricorda infatti che la Presidenza UE del secondo semestre 2014 comporta una serie di scadenze istituzionali e tra queste:
- la nomina della nuova Commissione: il Presidente designato dal Consiglio europeo sarà eletto dal PE nel Luglio 2014. Dopo le proposte per la nomina dei Commissari da parte dei governi e le audizioni da parte del PE, la nuova Commissione sarà votata dal PE ed entrerà in carica il 1/11/2014.
- la nomina del nuovo Presidente permanente del Consiglio europeo, il nuovo Alto Rappresentante ed il nuovo Presidente dell'Euro-gruppo.
 

 

 



( red / 11.12.13 )

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Contratto pubblico di appalto in modalità elettronica: proposta di Intesa

Documento della Conferenza delle Regioni del 5 dicembre

(Regioni.it 2402 - 11/12/2013) La Conferenza delle Regioni in relazione al Contratto pubblico di appalto in modalità elettronica ha approvato, nella riunione del 5 dicembre, un proposta di intesa Governo-Regioni-ANCI . Tale documento è stato consegnato al Governo in occasione della discussione in Conferenza Unificata dell’Intesa sulle modalità di stipula dei contratti pubblici conclusi ai sensi dell’articolo 6, comma 3 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221.
Si riporta di seguito il testo integrale (pubblicato anche nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it)
La disposizione di cui all’articolo 11, comma 13 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 così come modificata dall’articolo 6 del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179, stabilisce che a partire dal 1° gennaio 2013 "Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata”.
Il presente documento è finalizzato ad offrire alle pubbliche amministrazioni indicazioni per affrontare i diversi aspetti operativi e organizzativi derivanti dalla stipula in modalità elettronica dei contratti pubblici relativi ad appalti e concessioni di lavori, servizi e forniture.
A fini di inquadramento è opportuno evidenziare come il contratto stipulato in modalità elettronica sia riconducibile ai concetti più generali di documento informatico, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell’Amministrazione Digitale ed alle relative regole tecniche in corso di emanazione.
Il contratto stipulato in modalità elettronica è formato tramite l’utilizzo di appositi strumenti software oppure tramite acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un contratto cartaceo.
Le indicazioni contenute nel presente documento possono essere adottate anche per la stipula di accordi fra amministrazioni di cui all’art. 15 L. 241/1990.
Caratteristiche tecniche
Indipendentemente dal metodo adottato per la sua formazione, il contratto stipulato in modalità elettronica deve assumere le caratteristiche di integrità e immodificabilità, in modo che forma e contenuto non siano alterabili e ne sia garantita la staticità nella fase di conservazione.
Come indicato nelle regole tecniche inerenti la formazione del documento informatico in corso di emanazione, le caratteristiche di integrità e di immodificabilità sono determinate da operazioni diverse tra le quali la sottoscrizione con firma digitale ovvero con firma elettronica qualificata.
Inoltre, al fine di assicurare l’indipendenza dalle piattaforme tecnologiche, l’interoperabilità tra sistemi informatici e la durata nel tempo dei dati in termini di accesso e di leggibilità, deve essere prodotto in uno dei formati scelto in coerenza con le indicazioni contenute nell’allegato delle emanande regole tecniche relativo ai formati dei documenti informatici, pubblicato sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale. Nella scelta è opportuno privilegiare i formati che siano standard internazionali (de jure e de facto) o, quando necessario, formati proprietari le cui specifiche tecniche siano pubbliche, dandone opportuna evidenza nel manuale di conservazione dei documenti informatici; ad esempio formati utilizzabili possono essere PDF/A, RTF, TXT, JPEG, XML.
Formati diversi possono essere scelti nei casi in cui la natura del documento informatico lo richieda per un utilizzo specifico nel suo contesto tipico; tali formati devono essere indicati nel manuale di conservazione motivandone le scelte effettuate.
Modalità di sottoscrizione del contratto
Le tipologie di firme-elettroniche
Poiché le modalità di sottoscrizione dei contratti, in relazione a quanto disposto dall’art.52 bis della legge n. 89/1913 e dall’art.21 comma 2 bis del D.lgs n. 82/2005, si differenziano in relazione alle forme del contratto stesso, al fine di una più immediata lettura, si procederà con una trattazione separata per
- l’atto pubblico amministrativo (a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione giudicatrice) e le scritture private autenticate
- Scritture private
Le tipologie di firma elettronica da utilizzare, in relazione a quanto disposto dall’art. 21 comma 2 del D.lgs n. 82/2005 e dalle relative regole tecniche approvate con DPCM del 22 Febbraio 2013, nonché dall’art. 25 del D.lgs n. 82/2005,sono le seguenti:
• Firma digitale (ivi compresa quella generata con procedure di firma remota)
• Firma elettronica qualificata (ivi compresa quella generata con procedure di firma remota)
• Firma elettronica avanzata
Per le definizioni delle tipologie di firma digitale, elettronica qualificata ed avanzata si rimanda all’art.1 del D.lgs n. 82/2005 e art.1 DPCM del 22 Febbraio 2013, tali firme possono essere autenticate, ai sensi dell’art. 25 d.lgs. n. 82/05 il quale consente altresì di procedere anche mediante acquisizione digitale della sottoscrizione autografa.
Firma digitale del pubblico ufficiale rogante
L’art. 23-ter della legge notarile n. 89/1913, così come integrata dal decreto legislativo n. 110/2010, precisa che il certificato qualificato associato del notaio (il certificato elettronico conforme ai requisiti di cui all’allegato 1 della direttiva 1999/93/CE, rilasciati da certificatori che rispondono ai requisiti di cui all’allegato II della medesima direttiva) deve contenere, sulla base delle comunicazioni inviate dai consigli notarili distrettuali, anche l’informazione relativa all’iscrizione a ruolo e che deve essere garantita l’immediata sospensione o revoca del certificato in tutti i casi previsti dalla normativa vigente in materia di firme elettroniche.
Le prescrizioni dettate nella sopracitata norma sostituiscono a tutti gli effetti non solo la sottoscrizione autografa del notaio ma anche l’apposizione del sigillo notarile sul contratto cartaceo.
Nelle Amministrazioni pubbliche, allo stesso modo, l’Ufficiale rogante, laddove sia prevista l’apposizione del sigillo in calce agli atti dallo stesso ricevuti, si dovrà dotare di una firma digitale che abbia le caratteristiche di “firma funzione” che, pertanto, attesti non solo l’identità dell’Ufficiale rogante che interviene nell’atto ma anche la funzione svolta.
Firme elettroniche qualificate e digitali
Le parti possono sottoscrivere i contratti di appalto utilizzando la firma digitale o la firma elettronica qualificata; in relazione a ciò si evidenzia che le imprese sono dotate di firma digitale rilasciate alle stesse dalla Camera di Commercio, il cui utilizzo è previsto anche per adempimenti fiscali.
Per quanto attiene alla verifica delle firme elettroniche qualificate e digitali, come previsto dall’art. 14 comma 1 del DPCM del 22 Febbraio 2013, i certificatori che rilasciano certificati qualificati forniscono ovvero indicano almeno un sistema che consenta di effettuare ai terzi la verifica delle firme elettroniche qualificate e delle firme digitali. Parimenti è utilizzabile l’applicazione europea “Digital Signature Service” (DSS), che consente anche di verificare firme digitali basate su certificati emessi da certificatori stabiliti in altri Stati membri, resa disponibile sul sito http://dss.digitpa.gov.it/dss-webapp/signature.jsp. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della Agenzia per l’italia digitale all’indirizzo http://www.digitpa.gov.it/firme-elettroniche/software-di-verifica-della-firma-digitale. Si ricorda l'importanza di mantenere sempre aggiornati i prodotti di firma e verifica delle firme digitali in uso al fine di evitare spiacevoli conseguenze (firme non valide, notifiche di revoca o sospensione non tempestive o verifiche errate). Poiché il valore delle firme elettroniche qualificate e digitali nel tempo è legato alla scadenza o revoca del certificato qualificato del sottoscrittore (come definito dall’art. 62 del DPCM del 22 Febbraio 2013), occorre preservarne la validità associando al documento sottoscritto un riferimento temporale opponibile a terzi. L’art. 41 del DPCM del 22 Febbraio 2013, elenca i riferimenti temporali opponibili a terzi tra cui la marca temporale rilasciata da certificatori accreditati, il riferimento temporale contenuto nella segnatura di protocollo, il riferimento temporale ottenuto attraverso la procedura di conservazione, ad opera di un pubblico ufficiale o di una pubblica amministrazione, quello ottenuto attraverso l’utilizzo della posta elettronica certificata o della marcatura postale elettronica
Acquisizione digitale della sottoscrizione autografa
Qualora la parte non disponga di alcun tipo di firma elettronica è possibile procedere all'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa di cui all’art.25 comma 2 del D.lgs n. 82/2005
Per l'utilizzazione di tale modalità occorre la presenza di un pubblico ufficiale che, dopo aver verificato l’identità personale ed i poteri dei soggetti che appongono la firma, ne attesta l’autenticità apponendo la propria firma digitale.
Tale firma potrebbe essere eventualmente utilizzata negli atti in forma pubblica amministrativa o nelle scritture private autenticate in quanto l'ufficiale rogante può autenticare l’acquisizione digitale della sottoscrizione autografa o le firme elettroniche secondo quanto disposto dall’art.25 comma 2 del D.lgs n. 82/2005 mentre non è utilizzabile nel caso della scrittura privata la quale non prevede la presenza di un pubblico ufficiale.
L’acquisizione digitale della sottoscrizione autografa può avvenire tramite scansione della firma autografa apposta su un foglio bianco. La firma così acquisita viene incorporata come immagine al contratto informatico. Sul contratto informatico l'ufficiale rogante attesta l'autenticità della firma.
Occorre evidenziare che in caso di utilizzazione di tale modalità le singole amministrazioni dovrebbero creare un sistema di conservazione della firma autografa apposta sul foglio bianco in modo da poter collegare tale documento cartaceo contenente la firma autografa a quello informatico firmato digitalmente che contiene la scansione della firma . In alternativa a tale modalità è possibile acquisire digitalmente la firma autografa tramite strumenti quali i tablet.
Atto pubblico amministrativo a mezzo Ufficiale Rogante
Le parti sottoscrivono personalmente il contratto stipulato in modalità elettronica in presenza dell’Ufficiale rogante con firma digitale o con firma elettronica qualificata, l’Ufficiale rogante deve accertare la validità del certificato di firma utilizzato, attraverso la verifica che non risulti scaduto di validità o revocato o sospeso.
In proposito si sottolinea che l’apposizione di una firma digitale o di un altro tipo di firma elettronica qualificata basata su un certificato elettronico revocato, scaduto o sospeso equivale a mancata sottoscrizione.
In esito alla verifica di validità delle firme, l’Ufficiale rogante appone personalmente, sempre in presenza delle parti, la propria firma digitale.
Scritture private autenticate
Qualora l'atto sia stipulato a mezzo di scrittura privata autenticata l'autenticazione della firma digitale o della firma elettronica qualificata consiste in una attestazione, da parte dell’Ufficiale rogante, che la firma è stata apposta in sua presenza dal titolare, con l’indicazione della data e del luogo e della validità dell’eventuale certificato elettronico utilizzato. Detta attestazione può essere contenuta nello stesso contratto formato in modalità elettronica, o in un ulteriore documento informatico contenente l’impronta del contratto e collegato ad esso. Il documento sottoscritto dalle parti e la dichiarazione di autentica redatta dall’Ufficiale rogante devono costituire, così come avviene utilizzando la tradizionale modalità cartacea, un tutt’uno e devono pertanto necessariamente essere connessi inscindibilmente.
Scrittura privata
La scrittura privata può essere sottoscritta contestualmente dalle parti o a distanza .
In caso di sottoscrizione contestuale le parti sottoscrivono personalmente il contratto stipulato in modalità elettronica con firma digitale o con firma elettronica qualificata valida.
In caso di sottoscrizione a distanza il contratto deve essere predisposto dall'amministrazione ed inviato a mezzo mail/pec alla parte, la quale provvederà ad apporre la propria firma digitale e invierà il contratto firmato all'amministrazione la quale apporrà la propria firma digitale. In tal caso è necessario comunicare al proponente, tramite PEC, l’avvenuta sottoscrizione in quanto da tale comunicazione decorreranno gli effetti dell'atto.
Con le linee guida previste dal DPCM 22 Febbraio 2013, da emanarsi a cura dell'Agenzia per l'Italia Digitale, allo scopo di realizzare soluzioni di firma elettronica avanzata conformi alle regole tecniche, potranno essere fornite anche possibili modalità di sottoscrizione dei contratti con firma elettronica avanzata.
Si evidenzia che, al fine di evitare il rischio di modifiche al contenuto del contratto da parte del privato, è possibile “bloccare” i singoli files che compongono il contratto e che devono essere sottoscritti attraverso l'apposizione da parte del dirigente dell'amministrazione di una firma debole (firma in formato PDF apposta con certificato di autenticazione) non valida ai fini della sottoscrizione ma in grado di rendere la documentazione immodificabile.
Aggregato documentale informatico
Per ogni contratto formato in modalità elettronica è necessario che nel sistema di gestione documentale sia creato un aggregato documentale informatico (fascicolo) che contiene i documenti che formano il contratto (contratto ed eventuali allegati) e quelli che sono ad esso collegati, unitamente ai metadati che descrivono l'aggregato e i singoli documenti che compongono l'aggregato stesso. Gli aggregati documentali informatici devono essere versati al sistema di conservazione in maniera unitaria per essere conservati unitariamente così come sono stati costituiti dall'ufficio “produttore”.
Si evidenzia che qualora al contratto informatico debba essere allegato un documento redatto su supporto cartaceo, l’Ufficiale rogante provvede, ai sensi dell’articolo 22, commi 1e 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ad allegarne copia per immagine con attestazione di conformità.
Modalità tecniche di annotazione
Il contratto stipulato in modalità elettronica è oggetto di repertoriazione al fine di garantirne l’identificazione univoca e certa nel sistema di gestione documentale.
I dati relativi a tale operazione sono associati al contratto stipulato in modalità elettronica secondo le modalità indicate nelle regole tecniche inerenti il protocollo informatico in corso di emanazione.
Caratteristiche del sistema di conservazione
Gli aggregati documentali informatici dei contratti stipulati in modalità elettronica vengono conservati in modo permanente nel sistema di conservazione che ne assicura la conservazione tramite l’adozione di regole, procedure e tecnologie, garantendo le caratteristiche di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità, reperibilità dei singoli documenti conservati.
Le componenti funzionali del sistema di conservazione assicurano il trattamento dell’intero ciclo di gestione degli aggregati e dei contratti conservati nell’ambito del processo di conservazione, secondo le modalità descritte nel manuale di conservazione.
Il sistema di conservazione garantisce l’accesso ai contratti conservati indipendentemente dall’evolversi del contesto tecnologico.
Regole, procedure e standard utilizzabili quali riferimento per il sistema di conservazione sono riportati nelle regole tecniche in materia di sistema di conservazione in corso di emanazione che prendono spunto dallo standard internazionale OAIS - Open Archival Information System (standard IS0:14721:2003) che definisce concetti, modelli (anche organizzativi) e funzionalità inerenti la conservazione degli archivi digitali.
Gli aspetti organizzativi
La natura del documento informatico è tale per cui deve essere “conservato” fin dal momento della sua formazione perché ne vengano garantite le caratteristiche di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità, reperibilità, nonché il valore giuridico.
Questo comporta che anche il sistema di gestione documentale debba essere in grado di garantire tali caratteristiche. Le regole di conservazione si potrebbero differenziare a seconda dei sistemi presenti nelle amministrazioni anche al fine di definire le diverse responsabilità.
In un caso si potrebbe adottare un adeguato sistema di gestione documentale che prevede anche la “preservazione” dei contratti stipulati in modalità elettronica. Una volta che i singoli documenti del contratto e il relativo aggregato sono perfezionati, nonché il contratto non sia più in essere, questi possono essere unitariamente versati al sistema di conservazione, secondo le regole descritte nel manuale della conservazione.
Di contro, nel caso in cui lo si reputi preferibile, o l'amministrazione non sia dotata di un siffatto sistema di gestione documentale, i contratti potrebbero essere versati direttamente al sistema di conservazione.
Le responsabilità dei soggetti
Nell’ambito del sistema di conservazione sono individuati almeno i seguenti ruoli:
• il produttore, diverso dal soggetto che forma il contratto stipulato in modalità elettronica, che è l’ufficio responsabile del trasferimento nel sistema di conservazione degli aggregati documentali informatici dei contratti secondo le modalità operative definite nel manuale di conservazione;
• l’utente che richiede al sistema di conservazione l’accesso al contratto stipulato in modalità elettronica per acquisire le informazioni di interesse nei limiti previsti dalla legge;
• il responsabile della conservazione che definisce e attua le politiche complessive del sistema di conservazione e ne governa la gestione con piena responsabilità ed autonomia, in relazione al modello organizzativo adottato.
La definizione del manuale di conservazione
Il manuale di conservazione illustra dettagliatamente l’organizzazione, i soggetti coinvolti e i ruoli svolti dagli stessi, il modello di funzionamento, la descrizione del processo, la descrizione delle architetture e delle infrastrutture utilizzate, le misure di sicurezza adottate e ogni altra informazione utile alla gestione e alla verifica del funzionamento, nel tempo, del sistema di conservazione.
Definizione di contesti operativi
Il sistema di conservazione opera secondo modelli organizzativi esplicitamente definiti nel manuale di conservazione.
La conservazione può essere svolta all’interno della struttura organizzativa dell’amministrazione o può essere affidata a conservatori, pubblici o privati, accreditati presso l’Agenzia per l’Italia Digitale, i quali, possedendo i requisiti più elevati in termine di qualità e sicurezza, offrono idonee garanzie organizzative e tecnologiche. In quest’ultimo caso la conservazione può essere affidata mediante contratto o convenzione di servizio che preveda l’obbligo del rispetto del manuale di conservazione predisposto dal responsabile della stessa.
Le attività richieste per la conservazione a lungo termine dei contratti stipulati in modalità elettronica richiedono interventi particolarmente complessi sotto il profilo infrastrutturale, tecnologico, organizzativo e professionale, oltre che impegnativi dal punto di vista economico e finanziario.
Difficilmente tali interventi sono sostenibili da una singola struttura; da qui la convenienza di perseguire economie di scala e di scopo mediante la realizzazione di strutture preposte alla conservazione, serventi più amministrazioni, come i poli archivistici.
Laddove non siano già presenti sistemi di conservazione, nelle more della predisposizione degli stessi, i contratti possono essere conservati con modalità diverse, definite con i responsabili dei sistemi infornativi delle amministrazioni, che garantiscano comunque l'autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità dei contratti.
Registrazione del contratto
Anche per la registrazione del contratto occorre distinguere tra gli atti in forma pubblica amministrativa e le scritture private .
Per gli atti in forma pubblica amministrativa soggetti a registrazione a termine fisso la registrazione all’Agenzia delle Entrate avverrà con modalità telematica ai sensi dell'art. 3 bis del D.Lgs. n. 463/1997, e gli obblighi fiscali attinenti l'imposta di registro e bollo saranno assolti secondo le modalità definite dai decreti di cui all'art. 21 co. 5 del D.Lgs. n. 82/2005, mentre per l'imposta di bollo se viene rilasciata alla parte copia conforme all'originale occorre attenersi a quanto previsto per le scritture private mentre in caso di copia semplice la stessa non è assoggettata a bollo.
Per le scritture private soggetti a registrazione in caso d'uso in quanto assoggettate ad IVA Il contratto e suoi allegati sono soggetti all’assolvimento dell’imposta di bollo.
Per l'assolvimento dell'obbligo sulla base delle attuali indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, in attesa di una modifica legislativa che individui una modalità forfettaria di assolvimento del bollo, è necessario procedere alla stampa del contratto (formato da tutti i suoi elementi) e procedere al calcolo dell’imposta di bollo sull’esemplare cartaceo.
Il contraente dovrà presentare prima della firma del contratto il o i contrassegni telematici sostitutivi della marca da bollo di cui all’art. 3 lett. a) del DPR 642/1972 per l’importo richiesto dall'amministrazione(1).
Il o i contrassegni telematici dovranno essere apposti e successivamente annullati sulla stampa cartacea del contratto che dovrà essere conservata agli atti dell’ufficio (2).
Al contraente sarà rilasciata una copia analogica conforme all’originale informatico da assoggettare anch’essa all’imposta di bollo nella stessa misura prevista per il contratto originale oppure sarà possibile rilasciare una copia analogica semplice del contratto (stampa del file) non soggetta ad imposta di bollo.
In alternativa all’apposizione dei contrassegni telematici potrebbe essere utilizzato il bollo virtuale di cui al DM 7 giugno 1973, in base al quale "L’intendente di finanza, su richiesta degli interessati, può autorizzare a pagare in modo virtuale, con l’osservanza delle norme di cui all’art. 15 del decreto presidenziale 26 ottobre 1972, n. 642, l’imposta di bollo dovuta" su alcuni atti e documenti tra cui secondo l’art. 3 le scritture private contenenti convenzioni o dichiarazioni anche unilaterali con le quali si creano, si modificano, si estinguono, si accertano o si documentano rapporti giuridici di ogni specie. Si evidenzia però che questa soluzione comporta una complessità organizzativa in quanto impone di nominare agente contabile ogni funzionario autorizzato ad apporre il bollo virtuale con i conseguenti oneri di resa del conto.
Roma, 5 dicembre 2013
1 E’ possibile apporre un unico contrassegno telematico sostitutivo per l’importo complessivo dell’imposta di bollo dovuta o, in alternativa, apporre un numero di contrassegni da Euro 16,00 da calcolare ed applicare ogni 4 pagine o 100 righi del contratto ed allegati. Si ricorda che ai fini del calcolo del bollo per gli allegati la numerazione delle pagine riprende da ciascun allegato.
2 Nell’ultima pagina del contratto, dovrà essere riportata la seguente dicitura: "Il presente contratto viene regolarizzato ai fini dell’imposta di bollo attraverso l’apposizione di un contrassegno telematico sostitutivo per un importo di Euro _____
(oppure: di numero __ contrassegni telematici di Euro 16,00 ciascuno), che vengono apposti sulla copia analogica del presente contratto ed allegati, conservata agli atti dell’Ufficio".


( red / 11.12.13 )

+T -T
Le future Regioni secondo la Società geografica italiana

(Regioni.it 2402 - 11/12/2013) Trentuno o trentasei nuove regioni a statuto speciale per 'ridisegnare' l'assetto territoriale, amministrativo e giuridico dell'Italia, con una riorganizzazione  territoriale e un miglioramento dei servizi, a fronte di un  abbattimento dei costi. E' la proposta che la Società geografica italiana ha elaborato, in collaborazione con il ministero per gli Affari regionali e le Autonomie,  e che è stata presentata il 10 dicembre alla stampa.
Si tratta di possibili 'nuovi' ambiti regionali “che non  escludono le dimensioni provinciali e regionali attuali, ma le ridefiniscono in ragione della dinamica degli eco-sistemi urbani quale fondamento della possibile competitività, della coesione economica e  della valorizzazione dei contesti territoriali. Il disegno che ne emerge, “suscettibile di un inevitabile dibattito politico, prevede  inoltre la definizione di livelli di aggregazione comunale (e non di un accorpamento delle province), volti a perseguire adeguatezza  funzionale e sensibili risparmi di spesa”.
Un disegno dell'Italia, quindi, ''in regioni assolutamente  autonome che possano legiferare in completa autonomia, in rispetto di  quanto previsto dall'art. 5 relativamente alla promozione delle  autonomie favorendo il decentramento amministrativo''. La proposta  della Società geografica ''deve necessariamente accompagnarsi alla  riscrittura costituzionale, unitamente alla ridefinizione  dell'attribuzione alle nuove entità dei ruoli e dei poteri, in  particolare di quelli legislativi. Si aggiungano gli effetti di questa attribuzione sul contenimento della spesa, i rapporti con la  programmazione comunitaria, il contributo a una più efficiente e dinamica autonomia.
Il lavoro della Società geografica italiana è partito dalla considerazione delle difficoltà incontrate in Italia dal processo di decentramento amministrativo: le Regioni a statuto ordinario hanno sofferto e soffrono tutt'ora della mancata piena disponibilità di importanti competenze in ragione del ritardato  trasferimento da parte dello Stato, e tutte assieme non dispongono di  un adeguato spazio politico rispetto alla gestione centrale del potere. Un altro punto controverso riguarda la configurazione geografica, spesso ostacolo ai processi di sviluppo, da riconsiderare sulla base di una partizione territoriale coerente, che consenta di perseguire fini collettivi, non solo nei processi economici, ma anche di coesione sociale,
Il fondamento metodologico scelto è dato dall'individuazione di sistemi urbani, o meglio di “eco-sistemi urbani”, con l'obiettivo di “territorializzare” unendo in una visione unitaria, la dimensione economica, le esigenze di inclusione sociale, i caratteri patrimoniali e ambientali, evitando la sovrapposizione di competenze. Si tratta,  sottolinea la nota, ''di utilizzare il più estesamente possibile il  medesimo ritaglio territoriale per l'esercizio del maggior numero  possibile di funzioni, eliminando (accorpando o scomponendo) gli  ambiti di esercizio funzionale non coincidenti''.
Nelle regioni individuate, oltre ai nuovi confini geografici, si sono poi individuate diverse articolazioni interne: Aree  metropolitane, Polarità Urbane (soglia di 90mila abitanti), Comunità territoriali. Questa ipotesi di riorganizzazione delle istituzioni locali porterebbe a distribuire la popolazione nazionale per il 36,3 % (21,6 milioni di abitanti) nelle Aree metropolitane, per il 9,2% (5,5  milioni di abitanti) nelle Polarità urbane e per il 54,5 % (32,4  milioni di abitanti) nelle Comunità territoriali. Oltre undici  milioni di abitanti (circa un terzo della popolazione totale del  paese) ricadrebbero in Comunità contigue alle Polarità urbane.
Ecco le regioni previste nelle proposte. Per l'ipotesi di 31 Regioni: 1) del Tanaro, 2) La grande Torino, 3) Valsesia/Piemonte settentrionale, 4) La Grande Milano, 5) Insubria, 6) Liguria, 7) del Garda, 8) Dolomitia, 9) Veneto, 10) Friuli/Iulia, 11) Emilia/La Grande Bologna, 12) Padania orientale/Romagna, 13) Tirrenia, 14) La grande Firenze, 15) Etruria, 16) Umbria, 17) Marche, 18) Roma Capitale, 19) Ciociaria, 20) Abruzzo, 21) Napoletano, 22) Campania, 23) Daunia, 24) Puglia, 25) Salento, 26) Basilicata 27) Calabria 28. Sicilia Ionica, 29) Sicilia occidentale, 30) Sardegna settentrionale, 31) Sardegna meridionale. Per la proposta che prevede 36 enti, alle 31 precedenti si aggiungono Valle d'Aosta, Padania occidentale/le citta' del Po, Padania orientale/del delta, Alto Adige, dello Stretto.


da sito della Società geografica italiana
Il Riordino Territoriale dello Stato

La nostra proposta di Riordino Territoriale dello Stato

Riordino Territoriale dello Stato

LA SOCIETA' GEOGRAFICA ALLO STUDIO DI UN NUOVO RIORDINO TERRITORIALE DELLO STATO: DIVIDIAMO L'ITALIA IN 35/40 REGIONI



( red / 11.12.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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