Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2406 - martedì 17 dicembre 2013

Sommario3
- Pendolaria 2013: rapporto Legambiente sul trasporto pubblico locale
- Riforme: un emendamento alla legge di stabilità sull'autonomia differenziata
- Il personale della P.A. nel conto annuale della Ragioneria
- Leggi regionali esaminate dal Consiglio dei ministri del 13/12/1013
- Ministero Economia: pagamento debiti P.A. ai creditori
- Delrio nomina commissioni paritetiche Fvg e Trentino

+T -T
Pendolaria 2013: rapporto Legambiente sul trasporto pubblico locale

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) E’ stato presentato da Legambiente il rapporto sul sistema del trasporto pubblico locale chiamato “Pendolaria 2013”, nel quale si evidenziano in particolare i tagli ai servizi e l’aumento delle tariffe.
Secondo questo Rapporto sono 2,9 milioni i pendolari che viaggiano in treno. Il sistema del trasporto su rotaie è praticamente spaccato in due, ''tra i successi dei Frecciarossa e la crisi dei treni regionali''.
Nel rapporto 'Pendolaria' di Legambiente emerge, tra l'altro, che ''gli ultimi tre anni sono stati il periodo piu' nero della storia dei trasporti ferroviari locali e per la vita dei pendolari'', quindi Legambiente chiede di ''investire sulle linee pendolari con nuove politiche''.
Per i pendolari - spiega Legambiente - ''il servizio non fa che peggiorare: dal 2009, mentre i passeggeri aumentavano del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 25%''. Nel 2013 ''il numero totale dei passeggeri su queste linee, per la prima volta in 10 anni, e' calato dell'1,4%''. I fondi per i trasporti su gomma e su ferro sono diminuiti dal 2009 al 2013 del 25%, passando da 6,1 miliardi a poco piu' di 4,9.
Le Regioni hanno ''trascurato la qualita' del servizio'', offrendo alle ''necessita' dei pendolari'' meno dello 0,4% del bilancio. Le situazioni peggiori in Piemonte, Lazio e Campania (sotto 0,3% del bilancio).
Dall'altra parte pero' l'offerta e' aumentata del 395% nei collegamenti tra Roma e Milano dal 2007 al 2013, mentre per i treni a lunga percorrenza (principalmente Intercity) tra il 2010 e il 2012 si sono ridotti di oltre il 24%.
Legambiente chiede al Governo di aumentare gli investimenti a favore del servizio fornito ai pendolari, di riprendere il progetto di nuovi treni e che la nuova Authority per i trasporti garantisca i diritti dei pendolari e vigili sulla trasparenza dei contratti di servizio. Ai comuni in particolare è chiesto di riqualificare gli spazi pubblici delle stazioni, di promuovere la riorganizzazione del servizio e di ripensare le scelte di riorganizzazione urbanistica. Infine va avviata una preventiva indagine sui flussi dei pendolari coinvolgendo gli Enti locali.

 

Pendolaria 2013



( red / 17.12.13 )

+T -T
Riforme: un emendamento alla legge di stabilità sull'autonomia differenziata

I commenti di Zaia e Rossi

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) L'articolo 116 della Costituzione con la "rivisitazione" che fu fatta sul Titolo V, stabilisce che "Ulteriori forme e condizioni particolari da autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119". Le materie sulle quali le Regioni possono godere di maggiori forme di autonomia sono dunque: l'istruzione, la tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, l'organizzazione della giustizia di pace.
L’argomento è tornato all’attenzione delle cronache perché la Commissione bilancio ha approvato un emendamento alla legge di stabilità, presentato da Simonetta Rubinato, che impone al governo di attivarsi entro 60 giorni dal ricevimento sulle iniziative delle Regioni presentate al Presidente del consiglio dei ministri e al ministro per gli Affari regionali. Si tratta della procedura prevista dall'art. 116, comma terzo, della Costituzione. Essa prevede la possibilità per le Regioni di ottenere dallo Stato centrale autonomia su alcune materie.
L'emendamento di Simonetta Rubinato del Pd ha preso spunto dalla norma inserita dal ministro Delrio nella legge di stabilità che concede maggiore autonomia fiscale alle province di Trento e Bolzano. "Era il momento di reagire- spiega Rubinato - e di prendere un'iniziativa concreta". E per quanto riguarda il Veneto, spiega la parlamentare, “da oggi” il Presidente Zaia non ha più alibi”. Entro marzo il governo dovrà attivarsi avviando la procedura, conclude.
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta così l'emendamento alla Legge di Stabilità approvato oggi in commissione Bilancio che impone al Governo di attivare le procedure per attribuire alle Regioni l'autonomia differenziata: “attenzione: non possiamo pensare di curare un malato grave con l'aspirina. Nel mio Veneto, con i forconi e il referendum per l'indipendenza, non possiamo pensare che la soluzione sia applicare l'articolo 116 della Costituzione”.
Decisamente più positivo il commento del Presidente della Toscana: “mi auguro che questo provvedimento arrivi a destinazione e faccia fare un passo avanti all'autonomia delle Regioni. Ciò è vero tanto più oggi in una fase in cui si rischia, con troppa facilità, di oscillare tra un federalismo degli Staterelli ed un ritorno ad un centralismo deteriore. Sono invece favorevole ad un regionalismo forte e autorevole in connessione con i poteri dello Stato”. Per Enrico Rossi, “in Toscana sarebbe interessante ottenere - d'intesa con il Ministero - questa forma di autonomia speciale sui beni culturali e sui musei, la cui valorizzazione porterebbe benefici sul piano economico con ricadute positive anche per l'occupazione qualificata”. “Capisco il presidente Zaia ma quando c'è la febbre servono anche le aspirine, un buon medico dovrebbe prescriverle e un buon paziente dovrebbe assumerle con regolarità”.
 
 

ANSA: ++ L.STABILITA': FEDERALISMO; SI' PIU' AUTONOMIA REGIONI ++

ANSA: L. STABILITA': ZAIA, NON SI CURA MALATO GRAVE CON L' ASPIRINA

ANSA:L.Stabilita':presidente Rossi, passo avanti autonomia Regioni



( red / 17.12.13 )

+T -T
Il personale della P.A. nel conto annuale della Ragioneria

Dati relativi al 2012

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) La Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato i risultati della rilevazione “Conto Annuale” relativi all’anno 2012 sul sito consultabile all’indirizzo www.contoannuale.tesoro.it. Il Conto Annuale raccoglie i dati sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione e costituisce fonte ufficiale di informazioni per le decisioni in materia di pubblico impiego da assumere nelle sedi istituzionali. Secondo una prassi ormai consolidata, in occasione della pubblicazione dei dati dell’anno 2012 sono stati aggiornati i dati dei due anni precedenti, alla luce delle variazioni effettuate a seguito dell'attività di controllo che prosegue anche oltre la pubblicazione.
Continuano a diminuire i dipendenti pubblici, per la Ragioneria dello Stato a fine 2013 è probabile una riduzione «sui livelli registrati nel 2012» (-1,4% sul 2011 per un calo di 45.000 unità). Nei primi sei mesi dell'anno nel quale si è confermato il blocco del turn over si è registrata una riduzione della consistenza del personale complessiva dello 0,62%. Per il Servizio sanitario nazione (come sottolineato da “Il Sole 24 ore Sanità”) personale in calo, precari compresi, ma costo del lavoro sempre alto.
Nel 2012 i dipendenti della Pa a tempo indeterminato erano 3.238.474 (il 5,6% in meno rispetto ai 3,4 milioni del 2007), il 55,5% dei quali è donna. La presenza femminile in termini percentuali continua a crescere ovunque, ma soprattutto nei settori dove è già largamente preminente: scuola e Servizio sanitario nazionale.
Personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato1:
 3.429.271 unità nel 2007
 3.436.814 unità nel 2008 (0,2%)
 3.376.211 unità nel 2009 (-1,8%)
 3.315.338 unità nel 2010 (-1,8%)
 3.283.590 unità nel 2011 (-1,0%)
 3.238.474 unità nel 2012 (-1,4%)
In generale, il personale a tempo indeterminato si concentra per oltre due terzi in soli tre settori: la scuola (28,75%), la sanità (22,13%) e le Regioni e gli enti locali (15,92%). Il comparto più "asciugato" è la scuola, ma tutti i settori sono stati interessati dalla dieta, in particolare i ministeri, le autonomie locali e gli enti pubblici non economici.
Per il Ssn la contrazione di dipendenti nel 2012 è stata di circa 9.000 unità (-1,3% rispetto al 2011 e anche al 2007), in linea con quella di tutto il pubblico impiego: dai 680.610 lavoratori stabili del 2007 si è arrivati a 672.051. Nei primi sei mesi del 2013 il personale dipendente risulta in calo dello 0,23 per cento. Un rallentamento del trend in calo, che invece prosegue con ritmi sostenuti per enti locali, ministeri, agenzie fiscali e vigili del fuoco.
Nelle Regioni e nel Ssn si concentrano, equamente suddivise, i due terzi delle unità annue di tempo determinato (le "unità annue" si ottengono sommando distintamente per categoria e per genere i mesi lavorati dal personale a termine e dividendo il totale di ciascuna categoria per i dodici mesi dell'anno). Su 80.413 precari, parliamo di oltre 27.000 impiegati sia nelle Regioni che nella sanità pubblica (il 3,9% del totale). Valori in calo, va però sottolineato: -8,7% nel Ssn rispetto al 2011 e -24,6% rispetto al 2007.
Nel 2012, in tutta la Pa, sono state registrate quasi 2.300 stabilizzazioni, di cui 1.449 nel Ssn. Ma l'effetto delle norme che le hanno consentite - Finanziaria 2007, Finanziaria 2008 e legge 102/2009 - si sta esaurendo.
Sia le Regioni che il Servizio sanitario continuano a registrare cali della spesa per il personale precario. Per la sanità il costo per il tempo determinato (è l'unico comparto a inviare i valori di competenza e non di cassa) risulta in diminuzione del 5% rispetto al 2011, per un calo complessivo del 7% rispetto al 2007. La spesa per i contratti di formazione lavoro si è praticamente azzerata.
Co.co.co e consulenze
Nel 2012 il numero dei contratti di collaborazione è tornato a ridursi, dopo la stasi dell'anno precedente: in tutto sono stati 37.443, dei quali 6.856 nel Ssn, in calo del 7% rispetto al 2010. Una «riduzione apprezzabile», nota la Ragioneria, «che ha portato i valori di quest'anno quasi a dimezzaere quelli del 2007».
Anche la spesa per il Servizio sanitario è più che dimezzata (-53,8% rispettp al 2007), a quota 130,88 milioni di euro. Ma il costo resta elevatissimo. «Pur avendo un numero di contratti assai inferiore a quello dell'Università o delle Regioni e autonomie locali - si legge nell'analisi del Conto annuale - presenta un costo assai superiore alla spesa di questi due comparti. In termini di valori medi ciò significa i 19.000 euro medi del costo di un co.co.co nella sanità sono quasi il doppio del costo medio di un co.co.co negli enti locali e poco meno del triplo di quello nelle università».
Un andamento analogo per gli incarichi libero professionali per attività di studio, ricerca e consulenza: nel Ssn sono stati 13.422 (su un totale di 70.884 nell'intera Pa), il 5% in meno rispetto al 2010. Ma i 20mila euro di costo medio della sanità sono oltre il quadruplo di quello degli enti locali, della ricerca
Il personale Ssn costa 40 miliardi di euro (su 160,4 complessivi), un valore pressoché stabile negli ultimi anni (-1,2% rispetto al 2011 ma +2,8% rispetto al 2007). Stabile anche la spesa per le retribuzioni lorde dei lavoratori a tempo indeterminato, a quota 27 miliardi di euro. Ma se si guarda alle retribuzioni medie annue dal 2007 sono cresciute nella sanità dell'8,4%, per un valore assoluto di 38.781 euro nel 2012. Merito esclusivo - sottolinea il Sole 24 ore sanità - dell'ultimo contratto, visto il blocco dei successivi. 
Guida alla consultazione dei dati ed approfondimenti
 
Conto della previdenza
 
Riferimenti
all’indirizzo www.contoannuale.tesoro.it. Il Conto Annuale raccoglie i dati sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione e costituisce fonte ufficiale di informazioni per le decisioni in materia di pubblico impiego da assumere nelle sedi istituzionali. Secondo una prassi ormai consolidata, in occasione della pubblicazione dei dati dell’anno 2012 sono stati aggiornati i dati dei due anni precedenti, alla luce delle variazioni effettuate a seguito dell'attività di controllo che prosegue anche oltre la pubblicazione.
Continuano a diminuire i dipendenti pubblici, per la Ragioneria dello Stato a fine 2013 è probabile una riduzione «sui livelli registrati nel 2012» (-1,4% sul 2011 per un calo di 45.000 unità). Nei primi sei mesi dell'anno nel quale si è confermato il
blocco del turn over si è registrata una riduzione della consistenza del personale complessiva dello 0,62%. Per il Servizio sanitario nazione (come sottolineato da “Il Sole 24 ore Sanità”) personale in calo, precari compresi, ma costo del lavoro sempre alto.
Nel 2012 i dipendenti della Pa a tempo indeterminato erano 3.238.474 (il 5,6% in meno rispetto ai 3,4 milioni del 2007), il 55,5% dei quali è donna. La presenza femminile in termini percentuali continua a crescere ovunque, ma soprattutto nei settori dove è già largamente preminente: scuola e Servizio sanitario nazionale.
Personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato1:
 3.429.271 unità nel 2007
 3.436.814 unità nel 2008 (0,2%)
 3.376.211 unità nel 2009 (-1,8%)
 3.315.338 unità nel 2010 (-1,8%)
 3.283.590 unità nel 2011 (-1,0%)
 3.238.474 unità nel 2012 (-1,4%)
In generale, il personale a tempo indeterminato si concentra per oltre due terzi in soli tre settori: la scuola (28,75%), la sanità (22,13%) e le Regioni e gli enti locali (15,92%). Il comparto più "asciugato" è la scuola, ma tutti i settori sono stati interessati dalla dieta, in particolare i ministeri, le autonomie locali e gli enti pubblici non economici.
Per il Ssn la contrazione di dipendenti nel 2012 è stata di circa 9.000 unità (-1,3% rispetto al 2011 e anche al 2007), in linea con quella di tutto il pubblico impiego: dai 680.610 lavoratori stabili del 2007 si è arrivati a 672.051. Nei primi sei mesi del 2013 il personale dipendente risulta in calo dello 0,23 per cento. Un rallentamento del trend in calo, che invece prosegue con ritmi sostenuti per enti locali, ministeri, agenzie fiscali e vigili del fuoco.
Nelle Regioni e nel Ssn si concentrano, equamente suddivise, i due terzi delle unità annue di tempo determinato (le "unità annue" si ottengono sommando distintamente per categoria e per genere i mesi lavorati dal personale a termine e dividendo il totale di ciascuna categoria per i dodici mesi dell'anno). Su 80.413 precari, parliamo di oltre 27.000 impiegati sia nelle Regioni che nella sanità pubblica (il 3,9% del totale). Valori in calo, va però sottolineato: -8,7% nel Ssn rispetto al 2011 e -24,6% rispetto al 2007.
Nel 2012, in tutta la Pa, sono state registrate quasi 2.300 stabilizzazioni, di cui 1.449 nel Ssn. Ma l'effetto delle norme che le hanno consentite - Finanziaria 2007, Finanziaria 2008 e legge 102/2009 - si sta esaurendo.
Sia le Regioni che il Servizio sanitario continuano a registrare cali della spesa per il personale precario. Per la sanità il costo per il tempo determinato (è l'unico comparto a inviare i valori di competenza e non di cassa) risulta in diminuzione del 5% rispetto al 2011, per un calo complessivo del 7% rispetto al 2007. La spesa per i contratti di formazione lavoro si è praticamente azzerata.
Co.co.co e consulenze
Nel 2012 il numero dei contratti di collaborazione è tornato a ridursi, dopo la stasi dell'anno precedente: in tutto sono stati 37.443, dei quali 6.856 nel Ssn, in calo del 7% rispetto al 2010. Una «riduzione apprezzabile», nota la Ragioneria, «che ha portato i valori di quest'anno quasi a dimezzaere quelli del 2007».
Anche la spesa per il Servizio sanitario è più che dimezzata (-53,8% rispettp al 2007), a quota 130,88 milioni di euro. Ma il costo resta elevatissimo. «Pur avendo un numero di contratti assai inferiore a quello dell'Università o delle Regioni e autonomie locali - si legge nell'analisi del Conto annuale - presenta un costo assai superiore alla spesa di questi due comparti. In termini di valori medi ciò significa i 19.000 euro medi del costo di un co.co.co nella sanità sono quasi il doppio del costo medio di un co.co.co negli enti locali e poco meno del triplo di quello nelle università».
Un andamento analogo per gli incarichi libero professionali per attività di studio, ricerca e consulenza: nel Ssn sono stati 13.422 (su un totale di 70.884 nell'intera Pa), il 5% in meno rispetto al 2010. Ma i 20mila euro di costo medio della sanità sono oltre il quadruplo di quello degli enti locali, della ricerca
Il personale Ssn costa 40 miliardi di euro (su 160,4 complessivi), un valore pressoché stabile negli ultimi anni (-1,2% rispetto al 2011 ma +2,8% rispetto al 2007). Stabile anche la spesa per le retribuzioni lorde dei lavoratori a tempo indeterminato, a quota 27 miliardi di euro. Ma se si guarda alle retribuzioni medie annue dal 2007 sono cresciute nella sanità dell'8,4%, per un valore assoluto di 38.781 euro nel 2012. Merito esclusivo dell'ultimo contratto, visto il blocco dei successivi. 
Guida alla consultazione dei dati ed approfondimenti
 
Conto della previdenza
 
Riferimenti


( red / 17.12.13 )

+T -T
Leggi regionali esaminate dal Consiglio dei ministri del 13/12/1013

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) Il Consiglio dei ministri del 13 dicembre 2013 ha esaminato alcune leggi regionali su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Graziano Delrio
Per le seguenti leggi regionali si è deliberata la non impugnativa:
1) Legge Regione Lombardia n. 8 del 21/10/2013 “ Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico.”
2) Legge Regione Abruzzo n. 34 del 15/10/2013 “ Modifiche alla L.R. 24 marzo 2009, n. 4 (Principi generali in materia di riordino degli Enti regionali).”
3) Legge Regione Abruzzo n. 35 del 15/10/2013 “ Modifiche alla legge regionale 10.9.1993, n. 56 (Nuove norme in materia di promozione culturale), alla l.r. n. 5 del 11.2.1999, alla l.r. n. 15 del 22.2.2000 e alla l.r. n. 2 del 10.1.2013 e contributo a favore della "Associazione Onlus Kabawil" di Pescara.”
4) Legge Regione Toscana n. 56 del 17/10/2013 “ Norme in materia di attività di tintolavanderia.”
5) Legge Regione Umbria n. 27 del 18/10/2013 “ Modificazioni ed integrazione della legge regionale 9 aprile 2013, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2013 in materia di entrate e di spese - Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali).”
6) Legge Regione Emilia Romagna n. 16 del 24/10/2013 “ Integrazione della legge regionale 15 luglio 2011, n. 8 (istituzione della commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini).
7) Legge Regione Emilia Romagna n. 17 del 24/10/2013 “ Modifiche alla legge regionale 24 maggio 2004, n. 11 (sviluppo regionale della società dell’informazione) e alla legge regionale 10 aprile 1995, n. 29 (riordinamento dell'istituto dei beni artistici, culturali e naturali della regione Emilia-Romagna).
8) Legge Regione Puglia n. 30 del 17/10/2013 “ Anticipazione di liquidità di cui all’articolo 13 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102 (Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione”
9) Legge Regione Puglia n. 31 del 22/10/2013 “Completamento del processo in attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213. Modifiche alla legge regionale 11 gennaio 1994, n. 3 (Norme per il funzionamento dei Gruppi consiliari) e alla legge regionale 30 novembre 2012, n. 34 (Riduzione dei costi della politica).”
10) Legge Regione Puglia n. 32 del 22/10/2013 “ Modifica e integrazioni alla legge regionale 25 giugno 2013, n. 17 (Disposizioni in materia di beni culturali).”
11) Legge Regione Puglia n. 33 del 22/10/2013 “ Modifica all’articolo 24 della legge regionale 25 febbraio 2010, n. 4 (Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali), come sostituito dall’articolo 2 della legge regionale 5 agosto 2013, n. 21.”
12) Legge Regione Toscana n. 57 del 18/10/2013 “ Disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia.”
13) Legge Regione Valle Aosta n. 14 del 15/10/2013 “ Erogazione di un finanziamento straordinario a favore dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta – Conservatorio della Vallè d’Aoste. Modificazioni alla legge regionale 21 novembre 2012, n. 31 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d’Aosta/Vallè d’Aoste, legge finanziaria per gli anni 2013-2015. Modificazioni di leggi regionali).”
14) Legge Regione Campania n. 15 del 30/10/2013 “ Disposizioni in materia di razionalizzazione delle società partecipate dalla regione Campania del Polo Sviluppo, Ricerca e I.C.T.”
15) Legge Regione Liguria n. 30 del 24/10/2013 “Disposizioni di carattere finanziario.”
16) Legge Regione Liguria n. 31 del 24/10/2013 “ Variazioni al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2013 della Regione Liguria (II variazione).
17) Legge Regione Lombardia n. 9 del 29/10/2013 “ Disposizioni in materia ambientale. Modifiche alle leggi regionali n. 26/2003 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), n. 7/2012 (Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione) e n. 5/2010 (Norme in materia di valutazione di impatto ambientale).
18) Legge Regione Molise n. 16 del 31/10/2013 “Disposizioni sulla gestione delle tasse automobilistiche. Sostituzione dell’articolo 19 della legge regionale 16 febbraio 1972, n. 2 (Istituzione dei tributi propri della Regione Molise).”
19) Legge Regione Piemonte n. 19 del 29/10/2013 “ Ulteriori disposizioni finanziarie per l'anno 2013 e pluriennale 2013-2015.”
20) Legge Regione Toscana n. 60 del 28/10/2013 “ Modifiche al regime transitorio dei consorzi di bonifica e coordinamento con le norme in materia di difesa del suolo. Modifiche alla l.r. 79/2012, alla l.r. 21/2012 e alla l.r. 91/1998.
21) Legge Regione Toscana n. 61 del 29/10/2013 “Norme per la nomina del Segretario dell’Autorità di bacino del Reno. Modifiche alla l.r. 13/1993.”
Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha deliberato la rinuncia totale all’impugnativa della Legge della Regione Sardegna n. 17 del 26/07/2013 recante "Ulteriori disposizioni urgenti in materia di lavoro e nel settore sociale" e della Legge della Regione Abruzzo 29 ottobre 2012, n. 51 recante “Sospensione disposizioni di cui alla legge regionale n. 1 del 10.01.2012 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria Regionale 2012) in applicazione dell'art. 17, comma 4, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98.”
Infine, è stata deliberata la rinuncia parziale all’impugnativa della Legge della Regione Abruzzo 10 gennaio 2012 n. 1 recante “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012 - 2014 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria Regionale 2012)”.



( red / 17.12.13 )

+T -T
Ministero Economia: pagamento debiti P.A. ai creditori

Monitoraggio di fine 2013

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) Ai primi di dicembre il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione  ai creditori (DL 35/2013) è in stato di avanzamento. Infatti le risorse rese disponibili agli enti debitori sono di 24,4 miliardi, l’89% dello stanziamento per il 2013. Mentre i debiti della pubblica Amministrazione pagati ai creditori ammontano a 16,3 miliardi.
I dati sono rilevati dal ministero dell’Economia che effettua il monitoraggio del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione ai soggetti creditori (persone fisiche e giuridiche) secondo quanto disposto dal Decreto legge 35/2013, Collegamento a sito esterno arricchite dal 29 novembre con le informazioni sull'attuazione del Decreto legge 102/2013 Collegamento a sito esterno con il quale il Governo ha stanziato ulteriori 7,2 miliardi di euro per il 2013. Attraverso la trasparenza riteniamo di favorire l'accelerazione di tutte le procedure interne alla PA necessarie affinché le imprese riscuotano nel più breve tempo possibile il proprio credito.

Sintesi degli stanziamenti finanziari, dei fondi erogati e dei pagamenti effettuati ai soggetti creditori grazie alle disposizioni dei decreti 35 e 102 del 2013

                 
  

Stato di attuazione D.L. 35/2013 e D.L.102/2013

  
  

Risorse    relative all'anno 2013

  
  

Enti    debitori

  
  

Risorse    stanziate dal D.L. 35/2013 (3)

  
  

Risorse    effettivamente rese disponibili agli enti debitori (4)

  
  

Pagamenti    effettuati ai creditori (5)

  

Stato

3.000

3.000

2.827

Pagamento debiti fuori bilancio dei Ministeri

500

500

327

Incremento rimborsi fiscali

2.500

2.500

2.500

Regioni   e Province autonome

16.047

13.426

8.440

Anticipazioni di liquidità (1)

13.847

11.226

7.685

Concessione di spazi finanziari (2)

2.200

2.200

755

Province   e Comuni

8.411

7.990

5.014

Anticipazioni di liquidità (1)

3.411

2.990

1.515

Concessione di spazi finanziari (2)

5.000

5.000

3.499

Importi   totali (valori assoluti)

27.458

24.416

16.281

Importi   totali (in percentuale delle risorse stanziate)

 

89%

59%

Dati in milioni di euro

(1) Per "anticipazioni di liquidità" si intendono le risorse di cassa materialmente trasferite agli enti debitori, altrimenti impossibilitati a saldare i propri debiti a causa dell'indisponibilità di cassa. Ai sensi del D.L. 35/2013, le anticipazioni a favore degli enti locali sono gestite da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., mentre le anticipazioni a favore di Regioni e Province autonome sono gestite direttamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
(2) Alle amministrazioni che dispongono di liquidità non utilizzabile a causa del Patto di stabilità sono stati concessi spazi finanziari specifici. Al momento non sono disponibili dati sull'impiego di tali spazi finanziari.
(3) Le risorse destinate al pagamento dei debiti della PA alle imprese dal D.L. 35/2013 utilizzando i diversi strumenti previsti: le anticipazioni di liquidità, la concessione di spazi finanziari sul patto di stabilità interno, il pagamento diretto di debiti fuori bilancio da parte delle Amministrazioni centrali e l'incremento di rimborsi fiscali.
(4) Gli importi già nella disponibilità degli Enti debitori, a seguito della conclusione dell'istruttoria relativa alle richieste di risorse presentate dagli Enti stessi. La quantificazione delle risorse da mettere a disposizione di ciascun soggetto debitore viene effettuata da tavoli tecnici dedicati.
(5) Gli importi già erogati ai soggetti creditori (persone fisiche o giuridiche titolari del credito e destinatarie del provvedimento).
 

Sintesi degli stanziamenti finanziari, dei fondi erogati e dei pagamenti effettuati ai soggetti creditori grazie alle disposizioni del solo decreto 35/2013

                 
  

I tranche: 18,4 mld disponibili, 14,2 mld pagati

  
  

Risorse    relative all'anno 2013

  
  

Enti    debitori

  
  

Risorse    stanziate dal D.L. 35/2013 (3)

  
  

Risorse    effettivamente rese disponibili agli enti debitori (4)

  
  

Pagamenti    effettuati ai creditori (5)

  

Stato

3.000

3.000

2.827

Pagamento debiti fuori bilancio dei Ministeri

500

500

327

Incremento rimborsi fiscali

2.500

2.500

2.500

Regioni   e Province autonome

10.200

8.817

6.381

Anticipazioni di liquidità (1)

8.000

6.617

5.626

Concessione di spazi finanziari (2)

2.200

2.200

755

Province   e Comuni

6.800

6.611

5.014

Anticipazioni di liquidità (1)

1.800

1.611

1.515

Concessione di spazi finanziari (2)

5.000

5.000

3.499

Importi   totali (valori assoluti)

20.000

18.429

14.222

Importi   totali (in percentuale delle risorse stanziate)

 

92%

71%

Dati in milioni di euro

(1) Per "anticipazioni di liquidità" si intendono le risorse di cassa materialmente trasferite agli enti debitori, altrimenti impossibilitati a saldare i propri debiti a causa dell'indisponibilità di cassa. Ai sensi del D.L. 35/2013, le anticipazioni a favore degli enti locali sono gestite da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., mentre le anticipazioni a favore di Regioni e Province autonome sono gestite direttamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
(2) Alle amministrazioni che dispongono di liquidità non utilizzabile a causa del Patto di stabilità sono stati concessi spazi finanziari specifici. Al momento non sono disponibili dati sull'impiego di tali spazi finanziari.
(3) Le risorse destinate al pagamento dei debiti della PA alle imprese dal D.L. 35/2013 utilizzando i diversi strumenti previsti: le anticipazioni di liquidità, la concessione di spazi finanziari sul patto di stabilità interno, il pagamento diretto di debiti fuori bilancio da parte delle Amministrazioni centrali e l'incremento di rimborsi fiscali.
(4) Gli importi già nella disponibilità degli Enti debitori, a seguito della conclusione dell'istruttoria relativa alle richieste di risorse presentate dagli Enti stessi. La quantificazione delle risorse da mettere a disposizione di ciascun soggetto debitore viene effettuata da tavoli tecnici dedicati.
(5) Gli importi già erogati ai soggetti creditori (persone fisiche o giuridiche titolari del credito e destinatarie del provvedimento).
 

Sintesi degli stanziamenti finanziari, dei fondi erogati e dei pagamenti effettuati ai soggetti creditori grazie alle disposizioni del solo decreto 102/2013

                 
  

Finanziamento alle amministrazioni centrali e locali    disposto dal D.L. 102/2013 per l’anno 2013, importi resi effettivamente    disponibili agli Enti debitori e importi effettivamente pagati ai creditori

  
  

Risorse    anno 2013

  
  

 

  
  

Risorse    stanziate dal D.L. 102/2013

  
  

Risorse    effettivamente rese disponibili agli enti debitori (1)

  
  

Pagamenti    effettuati ai creditori (2)

  

Regioni   e Province autonome

5.847

4.608

2.059

Province   e Comuni

1.611

1.378

 

Importi   totali (valori assoluti)

7.458

5.987

2.059

Importi   totali (in percentuale delle risorse stanziate)

 

80%

28%

Dati in milioni di euro

(1) Gli importi già nella disponibilità degli Enti debitori, a seguito della conclusione dell'istruttoria relativa alle richieste di risorse presentate dagli Enti stessi. La quantificazione delle risorse da mettere a disposizione di ciascun soggetto debitore viene effettuata da tavoli tecnici dedicati.
(2) Gli importi già erogati ai soggetti creditori (persone fisiche o giuridiche titolari del credito e destinatarie del provvedimento).

 

Presentazione sintetica (PDF, 528 Kb)

 

 

Norme di riferimento

Atti e documentazione

Documentazione precedente

Approfondimenti


Indice dei contenuti



( red / 17.12.13 )

+T -T
Delrio nomina commissioni paritetiche Fvg e Trentino

Serracchiani: autorevolezza a un organo cui è demandata l'attuazione del nostro Statuto di autonomia

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, ha provveduto alla nomina delle Commissioni paritetiche delle Regioni a statuto speciale Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.
Fanno parte della Commissione paritetica del Friuli Venezia Giulia: Riccardo Illy, Elena D'Orlando, Luciano Vandelli nominati dal Governo e Leopoldo Coen, Daniele Galasso, Ivano Strizzolo nominati dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
La Commissione paritetica del Trentino-Alto Adige risulta composta da: on. Lorenzo Dellai, on. Gianclaudio Bressa, Brunhilde Platzer, on. Daniel Alfreider, Franca Penasa, on. Michele Nicoletti nominati dal Governo, Siegfried Brugger e Roberto Pinter nominati dal Consiglio regionale, on. Karl Zeller e Alberto Zocchi nominati dal Consiglio provinciale di Bolzano, Mario Magnani e Diego Pintarelli, nominati dal Consiglio provinciale di Trento.
Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha sottolineato che "Riccardo Illy darà alla Commissione paritetica un importante contributo di concretezza ed equilibrio".

"Il profilo rigorosamente istituzionale e la visione autenticamente federalista - prosegue Serracchiani - fanno di Illy realmente la persona giusta al posto giusto. Abbiamo bisogno di ridare autorevolezza a un organo cui e' demandata l'attuazione del nostro Statuto di autonomia, e ne abbiamo particolare bisogno in questo momento, nel quale la situazione emergenziale potrebbe indurre i poteri centrali dello Stato a minimizzare ruolo e perimetro della specialita' regionale. Illy, Vandelli e D'Orlando - conclude - saranno ottimi interpreti di un corretto rapporto tra lo Stato e il Friuli Venezia Giulia".

 



( red / 17.12.13 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top