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Regioni.it

n. 2406 - martedì 17 dicembre 2013

Sommario
- Pendolaria 2013: rapporto Legambiente sul trasporto pubblico locale
- Riforme: un emendamento alla legge di stabilità sull'autonomia differenziata
- Il personale della P.A. nel conto annuale della Ragioneria
- Leggi regionali esaminate dal Consiglio dei ministri del 13/12/1013
- Ministero Economia: pagamento debiti P.A. ai creditori
- Delrio nomina commissioni paritetiche Fvg e Trentino

+T -T
Il personale della P.A. nel conto annuale della Ragioneria

Dati relativi al 2012

(Regioni.it 2406 - 17/12/2013) La Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato i risultati della rilevazione “Conto Annuale” relativi all’anno 2012 sul sito consultabile all’indirizzo www.contoannuale.tesoro.it. Il Conto Annuale raccoglie i dati sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione e costituisce fonte ufficiale di informazioni per le decisioni in materia di pubblico impiego da assumere nelle sedi istituzionali. Secondo una prassi ormai consolidata, in occasione della pubblicazione dei dati dell’anno 2012 sono stati aggiornati i dati dei due anni precedenti, alla luce delle variazioni effettuate a seguito dell'attività di controllo che prosegue anche oltre la pubblicazione.
Continuano a diminuire i dipendenti pubblici, per la Ragioneria dello Stato a fine 2013 è probabile una riduzione «sui livelli registrati nel 2012» (-1,4% sul 2011 per un calo di 45.000 unità). Nei primi sei mesi dell'anno nel quale si è confermato il blocco del turn over si è registrata una riduzione della consistenza del personale complessiva dello 0,62%. Per il Servizio sanitario nazione (come sottolineato da “Il Sole 24 ore Sanità”) personale in calo, precari compresi, ma costo del lavoro sempre alto.
Nel 2012 i dipendenti della Pa a tempo indeterminato erano 3.238.474 (il 5,6% in meno rispetto ai 3,4 milioni del 2007), il 55,5% dei quali è donna. La presenza femminile in termini percentuali continua a crescere ovunque, ma soprattutto nei settori dove è già largamente preminente: scuola e Servizio sanitario nazionale.
Personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato1:
 3.429.271 unità nel 2007
 3.436.814 unità nel 2008 (0,2%)
 3.376.211 unità nel 2009 (-1,8%)
 3.315.338 unità nel 2010 (-1,8%)
 3.283.590 unità nel 2011 (-1,0%)
 3.238.474 unità nel 2012 (-1,4%)
In generale, il personale a tempo indeterminato si concentra per oltre due terzi in soli tre settori: la scuola (28,75%), la sanità (22,13%) e le Regioni e gli enti locali (15,92%). Il comparto più "asciugato" è la scuola, ma tutti i settori sono stati interessati dalla dieta, in particolare i ministeri, le autonomie locali e gli enti pubblici non economici.
Per il Ssn la contrazione di dipendenti nel 2012 è stata di circa 9.000 unità (-1,3% rispetto al 2011 e anche al 2007), in linea con quella di tutto il pubblico impiego: dai 680.610 lavoratori stabili del 2007 si è arrivati a 672.051. Nei primi sei mesi del 2013 il personale dipendente risulta in calo dello 0,23 per cento. Un rallentamento del trend in calo, che invece prosegue con ritmi sostenuti per enti locali, ministeri, agenzie fiscali e vigili del fuoco.
Nelle Regioni e nel Ssn si concentrano, equamente suddivise, i due terzi delle unità annue di tempo determinato (le "unità annue" si ottengono sommando distintamente per categoria e per genere i mesi lavorati dal personale a termine e dividendo il totale di ciascuna categoria per i dodici mesi dell'anno). Su 80.413 precari, parliamo di oltre 27.000 impiegati sia nelle Regioni che nella sanità pubblica (il 3,9% del totale). Valori in calo, va però sottolineato: -8,7% nel Ssn rispetto al 2011 e -24,6% rispetto al 2007.
Nel 2012, in tutta la Pa, sono state registrate quasi 2.300 stabilizzazioni, di cui 1.449 nel Ssn. Ma l'effetto delle norme che le hanno consentite - Finanziaria 2007, Finanziaria 2008 e legge 102/2009 - si sta esaurendo.
Sia le Regioni che il Servizio sanitario continuano a registrare cali della spesa per il personale precario. Per la sanità il costo per il tempo determinato (è l'unico comparto a inviare i valori di competenza e non di cassa) risulta in diminuzione del 5% rispetto al 2011, per un calo complessivo del 7% rispetto al 2007. La spesa per i contratti di formazione lavoro si è praticamente azzerata.
Co.co.co e consulenze
Nel 2012 il numero dei contratti di collaborazione è tornato a ridursi, dopo la stasi dell'anno precedente: in tutto sono stati 37.443, dei quali 6.856 nel Ssn, in calo del 7% rispetto al 2010. Una «riduzione apprezzabile», nota la Ragioneria, «che ha portato i valori di quest'anno quasi a dimezzaere quelli del 2007».
Anche la spesa per il Servizio sanitario è più che dimezzata (-53,8% rispettp al 2007), a quota 130,88 milioni di euro. Ma il costo resta elevatissimo. «Pur avendo un numero di contratti assai inferiore a quello dell'Università o delle Regioni e autonomie locali - si legge nell'analisi del Conto annuale - presenta un costo assai superiore alla spesa di questi due comparti. In termini di valori medi ciò significa i 19.000 euro medi del costo di un co.co.co nella sanità sono quasi il doppio del costo medio di un co.co.co negli enti locali e poco meno del triplo di quello nelle università».
Un andamento analogo per gli incarichi libero professionali per attività di studio, ricerca e consulenza: nel Ssn sono stati 13.422 (su un totale di 70.884 nell'intera Pa), il 5% in meno rispetto al 2010. Ma i 20mila euro di costo medio della sanità sono oltre il quadruplo di quello degli enti locali, della ricerca
Il personale Ssn costa 40 miliardi di euro (su 160,4 complessivi), un valore pressoché stabile negli ultimi anni (-1,2% rispetto al 2011 ma +2,8% rispetto al 2007). Stabile anche la spesa per le retribuzioni lorde dei lavoratori a tempo indeterminato, a quota 27 miliardi di euro. Ma se si guarda alle retribuzioni medie annue dal 2007 sono cresciute nella sanità dell'8,4%, per un valore assoluto di 38.781 euro nel 2012. Merito esclusivo - sottolinea il Sole 24 ore sanità - dell'ultimo contratto, visto il blocco dei successivi. 
Guida alla consultazione dei dati ed approfondimenti
 
Conto della previdenza
 
Riferimenti
all’indirizzo www.contoannuale.tesoro.it. Il Conto Annuale raccoglie i dati sulla consistenza e i costi del personale della Pubblica Amministrazione e costituisce fonte ufficiale di informazioni per le decisioni in materia di pubblico impiego da assumere nelle sedi istituzionali. Secondo una prassi ormai consolidata, in occasione della pubblicazione dei dati dell’anno 2012 sono stati aggiornati i dati dei due anni precedenti, alla luce delle variazioni effettuate a seguito dell'attività di controllo che prosegue anche oltre la pubblicazione.
Continuano a diminuire i dipendenti pubblici, per la Ragioneria dello Stato a fine 2013 è probabile una riduzione «sui livelli registrati nel 2012» (-1,4% sul 2011 per un calo di 45.000 unità). Nei primi sei mesi dell'anno nel quale si è confermato il
blocco del turn over si è registrata una riduzione della consistenza del personale complessiva dello 0,62%. Per il Servizio sanitario nazione (come sottolineato da “Il Sole 24 ore Sanità”) personale in calo, precari compresi, ma costo del lavoro sempre alto.
Nel 2012 i dipendenti della Pa a tempo indeterminato erano 3.238.474 (il 5,6% in meno rispetto ai 3,4 milioni del 2007), il 55,5% dei quali è donna. La presenza femminile in termini percentuali continua a crescere ovunque, ma soprattutto nei settori dove è già largamente preminente: scuola e Servizio sanitario nazionale.
Personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato1:
 3.429.271 unità nel 2007
 3.436.814 unità nel 2008 (0,2%)
 3.376.211 unità nel 2009 (-1,8%)
 3.315.338 unità nel 2010 (-1,8%)
 3.283.590 unità nel 2011 (-1,0%)
 3.238.474 unità nel 2012 (-1,4%)
In generale, il personale a tempo indeterminato si concentra per oltre due terzi in soli tre settori: la scuola (28,75%), la sanità (22,13%) e le Regioni e gli enti locali (15,92%). Il comparto più "asciugato" è la scuola, ma tutti i settori sono stati interessati dalla dieta, in particolare i ministeri, le autonomie locali e gli enti pubblici non economici.
Per il Ssn la contrazione di dipendenti nel 2012 è stata di circa 9.000 unità (-1,3% rispetto al 2011 e anche al 2007), in linea con quella di tutto il pubblico impiego: dai 680.610 lavoratori stabili del 2007 si è arrivati a 672.051. Nei primi sei mesi del 2013 il personale dipendente risulta in calo dello 0,23 per cento. Un rallentamento del trend in calo, che invece prosegue con ritmi sostenuti per enti locali, ministeri, agenzie fiscali e vigili del fuoco.
Nelle Regioni e nel Ssn si concentrano, equamente suddivise, i due terzi delle unità annue di tempo determinato (le "unità annue" si ottengono sommando distintamente per categoria e per genere i mesi lavorati dal personale a termine e dividendo il totale di ciascuna categoria per i dodici mesi dell'anno). Su 80.413 precari, parliamo di oltre 27.000 impiegati sia nelle Regioni che nella sanità pubblica (il 3,9% del totale). Valori in calo, va però sottolineato: -8,7% nel Ssn rispetto al 2011 e -24,6% rispetto al 2007.
Nel 2012, in tutta la Pa, sono state registrate quasi 2.300 stabilizzazioni, di cui 1.449 nel Ssn. Ma l'effetto delle norme che le hanno consentite - Finanziaria 2007, Finanziaria 2008 e legge 102/2009 - si sta esaurendo.
Sia le Regioni che il Servizio sanitario continuano a registrare cali della spesa per il personale precario. Per la sanità il costo per il tempo determinato (è l'unico comparto a inviare i valori di competenza e non di cassa) risulta in diminuzione del 5% rispetto al 2011, per un calo complessivo del 7% rispetto al 2007. La spesa per i contratti di formazione lavoro si è praticamente azzerata.
Co.co.co e consulenze
Nel 2012 il numero dei contratti di collaborazione è tornato a ridursi, dopo la stasi dell'anno precedente: in tutto sono stati 37.443, dei quali 6.856 nel Ssn, in calo del 7% rispetto al 2010. Una «riduzione apprezzabile», nota la Ragioneria, «che ha portato i valori di quest'anno quasi a dimezzaere quelli del 2007».
Anche la spesa per il Servizio sanitario è più che dimezzata (-53,8% rispettp al 2007), a quota 130,88 milioni di euro. Ma il costo resta elevatissimo. «Pur avendo un numero di contratti assai inferiore a quello dell'Università o delle Regioni e autonomie locali - si legge nell'analisi del Conto annuale - presenta un costo assai superiore alla spesa di questi due comparti. In termini di valori medi ciò significa i 19.000 euro medi del costo di un co.co.co nella sanità sono quasi il doppio del costo medio di un co.co.co negli enti locali e poco meno del triplo di quello nelle università».
Un andamento analogo per gli incarichi libero professionali per attività di studio, ricerca e consulenza: nel Ssn sono stati 13.422 (su un totale di 70.884 nell'intera Pa), il 5% in meno rispetto al 2010. Ma i 20mila euro di costo medio della sanità sono oltre il quadruplo di quello degli enti locali, della ricerca
Il personale Ssn costa 40 miliardi di euro (su 160,4 complessivi), un valore pressoché stabile negli ultimi anni (-1,2% rispetto al 2011 ma +2,8% rispetto al 2007). Stabile anche la spesa per le retribuzioni lorde dei lavoratori a tempo indeterminato, a quota 27 miliardi di euro. Ma se si guarda alle retribuzioni medie annue dal 2007 sono cresciute nella sanità dell'8,4%, per un valore assoluto di 38.781 euro nel 2012. Merito esclusivo dell'ultimo contratto, visto il blocco dei successivi. 
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Riferimenti


( red / 17.12.13 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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