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Regioni.it

n. 2410 - martedì 7 gennaio 2014

Sommario
- Relazioni Corte dei conti su Ferrovie dello Stato e Rete ferroviaria
- Regioni: linee guida per codice di comportamento dipendenti
- La Legge di stabilità pubblicata in Gazzetta Ufficiale
- Protocollo tra Conferenza Regioni e Autorità vigilanza contratti pubblici
- Calendario Stato-Regioni e Unificata gennaio-luglio 2014
- Anci: sospesa, il 19 dicembre, la partecipazione ad incontri istituzionali

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Relazioni Corte dei conti su Ferrovie dello Stato e Rete ferroviaria

(Regioni.it 2410 - 07/01/2014) Dalla Relazione della Corte dei conti al Parlamento sulla gestione 2012 di Ferrovie dello Stato Italiane SpA emerge che, in piena continuità con quanto verificatosi nei precedenti esercizi, è stato confermato anche in tale esercizio il percorso di allineamento con gli obiettivi strategici e gestionali definiti nel Piano di Impresa, con una performance positiva, per il quinto anno consecutivo, che conferma il passo di crescita costante del Gruppo.
La Corte ha osservato, in particolare, che il bilancio consolidato del Gruppo FS Italiane 2012 ha registrato un risultato netto di 381 milioni di euro, in aumento rispetto all'esercizio precedente di 96 milioni di euro (più del 33%).  Tale risultato è dovuto alla tenuta dei ricavi operativi del Gruppo nonché alla riduzione dei costi, in particolare del costo del lavoro per effetto della riduzione dell’organico, derivante dal continuo e graduale processo di miglioramento dell’efficienza dei vari processi di business.
Anche il bilancio di esercizio di Ferrovie dello Stato Italiane SpA, in correlazione con i risultati del Gruppo, evidenzia un rilevante miglioramento, con un risultato netto dell’esercizio 2012 di 73 milioni di euro, a fronte dei circa 41 milioni di euro dell’esercizio precedente.
Il margine operativo lordo della Capogruppo evidenzia, nel 2012, un incremento di 17 milioni di euro, essendo passato da un valore negativo di 6 milioni di euro ad un valore positivo di 11 milioni di euro, in conseguenza dell’aumento di 11 milioni di euro dei ricavi operativi, pari a 157 milioni di euro. Si sono ridotti anche i costi operativi (146 milioni di euro rispetto ai 152 milioni del 2011).
Per quanto riguarda gli andamenti delle due realtà operative di maggiore rilevanza del Gruppo RFI  SpA e Trenitalia SpA – la Corte ha evidenziato quanto segue:
- RFI, Gestore della infrastruttura ferroviaria, nel 2012 ha ottenuto un utile pari a 160 milioni di euro, superiore di oltre il 60% rispetto al risultato dell’anno precedente; la crescita del margine operativo lordo (superiore di 137 milioni di euro rispetto a quello del 2011: +57%), è ascrivibile, per il 92%, a quella dei ricavi e, per l’8%, ad un decremento dei costi operativi;
- la gestione 2012 di Trenitalia SpA vede anch’essa un incremento di oltre 50 milioni di euro del risultato netto dell’esercizio (+32,1%), pur a fronte di una contrazione del margine operativo lordo del 2,9% e del risultato operativo del 15,7%, risultato sul quale hanno anche inciso i minori oneri finanziari riconducibili ad un meno elevato livello medio dell’indebitamento finanziario nel 2012 rispetto al 2011, con un miglioramento di 31,3 milioni di euro registrato dalla gestione finanziaria.
Ha osservato in proposito la Corte che, se dal punto di vista industriale Trenitalia continua quindi il percorso verso un ulteriore miglioramento della propria gestione, resta comunque la necessità che la Società individui strumenti idonei a fronteggiare la propria strutturale debolezza patrimoniale, caratterizzata da un indebitamento complessivo che continua ad attestarsi a oltre 6.000 milioni di euro.
Infine, relativamente alla questione della liberalizzazione del trasporto, si pone la necessità di ridefinire regole comuni al fine di dare omogeneità normativa fra stati membri dell'UE, valide quindi per tutti i Paesi, da adottarsi con norme regolamentari, che abbiano diretta incidenza innovativa nei singoli ordinamenti, anche in materia di unbundling tra gestore di infrastruttura e impresa ferroviaria.
Invece dalla relazione della Corte dei conti al Parlamento sulla gestione 2011-2012 di Rete Ferroviaria Italiana S.p.a. (RFI) emerge che l’attività svolta nel periodo considerato, si è sviluppata in coerenza con le indicazioni del Piano industriale 2011-2015 di F.S.I spa, e nell’ambito dei Contratti di programma (CdP) parte investimenti e parte servizi che definiscono i rapporti Stato – RFI. Pur in presenza dei risultati gestionali di RFI positivi per gli esercizi analizzati, in continuità con il più recente passato, la realizzazione dei programmi è fortemente condizionata dal quadro della finanza pubblica caratterizzato dalle politiche di contenimento della spesa e di risanamento del bilancio pubblico.
Il CdP parte servizi per il 2012-2014 è stato approvato in via definitiva in sede parlamentare ed è in fase di emanazione il relativo decreto del Ministro delle Infrastrutture ed è dotato, per l'anno 2012, di fondi nazionali per 1.811 mln di euro mentre il CdP parte investimenti 2012-1216 è ancora in fase di predisposizione.
Anche gli anni di riferimento hanno visto una riduzione di personale passato dai 28.120 dipendenti dell’anno 2011 ai 27.101 del dicembre 2012. Il costo del lavoro nel 2012 è stato di 1.451,9 mln di euro. Nel luglio 2012 è stato sottoscritto il nuovo CCNL, che scadrà il 31 dicembre 2014 e che vede aumenti di produttività a fronte di maggiori costi stimati in 37,5 ml di euro.
RFI ha chiuso il bilancio 2011 con un risultato positivo di 98,105 mln di € con un incremento di 6,513 mln di € rispetto al 2010. Anche la gestione 2012 chiude con un risultato positivo di 160 mln di euro (+61,8 mln di euro rispetto al 2011) al netto delle imposte.
Nel periodo 2010/2012 il costo complessivo del personale si è ridotto del 7,6%, il personale è diminuito del 10,4% ed il costo medio unitario è cresciuto del 3,3%;
Il Patrimonio netto della Società al termine dell’esercizio 2011 è stato di 33.183,9 mln mentre nel 2012 si è attestato a € 33.004,7 mln, diminuendo, pertanto, di € 179,2 mln.
Nel corso del 2011, gli investimenti infrastrutturali  della rete convenzionale sono stati pari a 2.493 milioni di euro (- 65mln rispetto al 2010), gli investimenti infrastrutturali della rete convenzionale  nel 2012 sono stati pari a 2.242 milioni di euro, con un decremento di 251 milioni di euro (circa –10%) rispetto all’esercizio precedente.
La Gestione finanziaria 2011 ha chiuso in positivo per € 2,3 mln, con notevole aumento dei proventi finanziari. La Gestione finanziaria 2012 ha chiuso invece in negativo di € 62,2 mln, evidenziando un peggioramento consistente sull’anno di comparazione, ciò in ragione sia dell’aumento degli oneri finanziari sia della riduzione dei proventi da trasferimenti.
Nella Relazione la Corte ha segnalato come nel 2012 sia avvenuta una chiusura anticipata, richiesta dagli Istituti di credito, di alcuni contratti c.d. “derivati” accesi dalla Società per la realizzazione della AV che ha comportato un passivo di 193,4 mln di euro.
Altra questione, anch’essa riconducibili alle attività della Società TAV incorporata da RFI, è relativa ai possibili rilevanti oneri che possono derivare dal contenzioso e dagli arbitrati. Su tale tema la Corte raccomanda di valutare l’opportunità di prevedere adeguati e prudenti appostazioni contabili.
Infine sulla nota questione di unbundling La Corte ha rammentato la recente sentenza, del 3 ottobre 2013, della Corte di Giustizia Europea, riportando la decisione della Commissione Europea di non procedere contro l'Italia.
Corte dei conti su Ferrovie dello Stato: Testo della delibera n.122/2013 e documenti allegati
Corte dei conti su RFI:
Testo della delibera n. 123/2013 e documenti allegati
    



( red / 07.01.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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