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Regioni.it

n. 2443 - venerdì 21 febbraio 2014

Sommario
- Istruzione e formazione professionale: accordo su esami
- Ocse: liberalizzare professioni chiuse e aumentare rete sociale
- Fondi non autosufficienza e politiche sociali: posizione delle Regioni
- Piano "garanzia giovani": regioni su accordo per piattaforma tecnologica
- Corte dei Conti: attenzione a gettito dalla legge di stabilità
- Chiusura piccoli aeroporti: l'allarme di Unioncamere

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Chiusura piccoli aeroporti: l'allarme di Unioncamere

(Regioni.it 2443 - 21/02/2014) Uno studio mette  allo scoperto i rischi connessi con l'applicazione delle nuove linee  UE sull'azzeramento degli aiuti pubblici per la gestione degli scali.
Se venissero meno gli aeroporti  italiani con traffico inferiore a 2 milioni di passeggeri, "ci sarebbe uno spostamento di ricchezza dalle aree meno sviluppate a quelle più ricche, accentuando il divario economico e sociale gia' fortemente  esistente" nel nostro Paese. In pericolo sarebbe quindi parte del  turismo straniero in arrivo che vale 1 miliardo e 450 milioni di euro. Sono questi i dati di maggior rilievo che emergono dallo studio curato per Unioncamere da  Uniontrasporti-Iccsai, presentato in occasione del convegno  organizzato in collaborazione con Capo Horn.
Considerando l'attrattività turistica, rileva lo  studio di Unioncamere, la chiusura di questi aeroporti "metterebbe a  rischio almeno parte dell'ammontare di entrate derivanti dalla spesa  del turismo in arrivo, pari ad oltre 1 miliardo e 450 milioni di euro. La spesa e' stimabile in oltre 500 milioni di euro per i soli  aeroporti con traffico inferiore a 1 milione di passeggeri l'anno”.
La percentuale di turisti stranieri che utilizza l'aeroporto per accedere al nostro Paese, prosegue lo studio, “è pari a circa il 30%  medio. Ma per alcune province periferiche, come Ragusa, Trapani,  Taranto, o difficilmente raggiungibili con altre modalità di  trasporto, come Siena e Perugia, la quota è molto più  significativa". "A Trapani e Ragusa, ad esempio, supera l'80%, a  Taranto il 70%, a Siena e Perugia sfiora il 50%”.
L'analisi ha alzato il livello di allerta in particolare per le  scelte che l'Unione europea si appresta a compiere, scelte, spiega  Unioncamare, "che minacciano la sopravvivenza della stragrande  maggioranza degli aeroporti italiani, e di societa' di gestione che in Italia, come in gran parte dei paesi europei -nello studio è evidenziato il caso della Germania- non possono stare in equilibrio  senza un aiuto pubblico". Aiuto giustificato in Italia, sottolinea la  ricerca, "dall'esigenza primaria spesso anche di rendere raggiungibili territori e aree del paese che per orografia e assenza di  infrastrutture possono confidare solo sull'aeroporto per sviluppare
economia e società civile”.
Il rischio di chiusura degli aeroporti minori a  seguito della possibile introduzione a livello europeo di misure  restrittive in tema di sussidi pubblici, "oltre a quanto prospettato  dal piano nazionale degli aeroporti, è spesso derubricato come  effetto e difetto della contrapposizione dei mille campanili tipica  italiana" rileva lo studio di Unioncamere. Nella realtà, però “in Europa, circa due terzi degli aeroporti con traffico di  linea gestisce volumi inferiori al milione di passeggeri l'anno: un  fenomeno diffuso, quindi, e non solo italiano".
In Italia, sono 23 gli aeroporti aperti al traffico commerciale  che movimentano meno di un milione di passeggeri l'anno, la metà di  quelli esistenti. Analoga la situazione della Germania (che ha 17  aeroporti con meno di 1 milione di passeggeri e 18 con traffico  superiore) e della Spagna (22 'minori' e 24 di taglia superiore).  Chiudendo in Europa gli aeroporti minori, circa 4,5 milioni di persone subirebbero aumenti dei tempi medi di viaggio per raggiungere il resto del continente di oltre il 20%.
In Italia, l'azzeramento dei voli in partenza e in arrivo nelle 23 strutture con meno di 1 milione di passeggeri provocherebbe un  aggravio dei costi per l'utenza stimato in 21,5 milioni di euro  nell'ipotesi ottimistica che la chiusura dei collegamenti di linea su  ciascuno scalo non modifichi abitudini di volo dei passeggeri ma  comporti solo un aumento del percorso di viaggio. L'entrata in vigore  dei nuovi indirizzi "creerebbe grossi problemi di mobilita' su tutto  il corridoio adriatico e nelle regioni geograficamente piu'  'periferiche', ad esempio Calabria e Sicilia" rileva, da ultimo, Unioncamere.
Documenti

Rapporto Unioncamere-Uniontrasporti sulle strategie aeroportuali - pdf, 3.6MB



( red / 21.02.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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