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Regioni.it

n. 2444 - lunedì 24 febbraio 2014

Sommario
- Governo Renzi: ecco il programma
- Governo Renzi: i migliori auguri di buon lavoro
- Rossi e Caldoro su riforme e Senato federale
- Governo Renzi: dichiarazioni di Scopelliti, Zaia, Vendola
- Benessere equo e sostenibile: ricerca Cnel-Istat
- Istat: inflazione e prezzi al consumo

+T -T
Istat: inflazione e prezzi al consumo

Indice e variazioni nei supermercati

(Regioni.it 2444 - 24/02/2014) L’Istat rende noto che a gennaio l’inflazione è ancora ferma allo 0,7%. E’ uno dei dati più bassi degli ultimi anni.
A gennaio 2014 l'inflazione su base annua resta ancora ferma allo 0,7%. E’ lo stesso valore già registrato a dicembre e novembre, che risulta il più basso da oltre quattro anni (novembre 2009).
Ma a gennaio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono  dell'1,3% sull'annua, quasi il doppio dell'inflazione, ma infrenata su dicembre (+1,7%). Lo rileva l'Istat diffondendo l'indice 'grocery', l'insieme dei prodotti, dalla pasta allo shampoo, che rientrerebbe nella busta uscendo dal supermercato.
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono però dell'1,3% sull'annua, quasi il doppio dell'inflazione, ma in frenata su dicembre (+1,7%).
L'Istituto di statistica rilascia cosi' per la prima volta il dato sulle variazioni dei listini nelle 'grocery', tradotto drogherie o piu' semplicemente, appunto, supermercati. Insomma tutti i luoghi dove si fa la spesa giornaliera, che non solo comprende il cibo, ma anche i prodotti per le faccende domestiche, in primis i detersivi, e ancora tutto quello che serve per l'igiene personale (dal dentifricio al deodorante), compresi i prodotti di bellezza, come le diverse creme. L'Istat rende nota anche la variazione mensile dell'indice 'grocery' (+0,3%), che quindi si aggiunge a un altro indicatore, quello sui prezzi degli acquisti piu' frequenti, in cui ad esempio rientrano pure i carburanti. Indice che a gennaio sale dell'1,2% su base annua (stesso valore di dicembre) e dello 0,4% rispetto al mese precedente.
L’Istat inoltre ha stimato il capitale umano italiano: “ciascun italiano equivarrebbe a circa 342mila euro”. Lo stima l'Istat, che diffonde per la prima volta informazioni sperimentali sul valore monetario attribuibile allo stock del capitale umano, cioe' la capacita' di generare reddito. Le donne varrebbero la metà: 231 mila euro.

Competitività dei settori produttivi

Prezzi all’importazione dei prodotti industriali

Prezzi al consumo

Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie

Indicatori per le politiche di sviluppo



( red / 24.02.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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