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Regioni.it

n. 2446 - mercoledì 26 febbraio 2014

Sommario
- Maroni: tentativo di delegittimare Regioni in quanto Istituzioni
- Bioreport 2013: cresce agricoltura biologica
- Scuola: Pittella scrive a Governo su vertenza imprese di pulizie
- Zaia spiega a Renzi le emergenze venete
- Rapporto Accredia-Censis su qualità, crescita, innovazione
- Sardegna: sviluppo nautica in Brasile e Nord America

+T -T
Maroni: tentativo di delegittimare Regioni in quanto Istituzioni

Il contributo della Lombardia alle riforme istituzionali

(Regioni.it 2446 - 26/02/2014) "Il Ddl Delrio non deve essere  approvato, perche' crea caos istituzionale e aumento dei costi”, dichiara il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Sul riordino delle Province, ''Matteo Renzi dimostra di non sapere bene di cosa parla, perche' le Province non andranno al voto ma sono gia' commissariate dalla Legge di Stabilita', che il ddl Delrio diventi legge o no''.
''E' in atto un tentativo di delegittimare le Regioni in quanto Istituzioni''. Ne e' convinto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che lo ha sottolineato nel suo intervento in consiglio regionale durante la seduta dedicata alle riforme istituzionali.
Secondo Maroni ''siamo davanti a un disegno preciso di riorganizzare il sistema istituzionale, per portare i poteri a Roma, per ricentralizzare i poteri. Quanto meno questo era il disegno dei Governi precedenti e mi auguro che non lo sia anche di questo nuovo Governo. C'e' un disegno politico per riportare le Regioni a quello che erano quando sono nate, nel 1970, cioe' con un commissario di Governo che promulgava le leggi approvate dal Consiglio regionale, ovvero la burocrazia che prevaleva sulla democrazia''.
"Regione Lombardia sara' apripista, ma io voglio coinvolgere tutti i colleghi presidenti di Regione. Il  sistema delle Regioni deve formulare una sua proposta unitaria di  riforma della Costituzione". "Ho gia' parlato con il presidente della Toscana - ha aggiunto - nei prossimi giorni voglio parlare con Errani  e tutti gli altri". "Voglio - ha ribadito Maroni - che sia il sistema  delle Regioni a formulare una proposta di riforma costituzionale da  inviare al Parlamento".
La Regione Lombardia ha ''il dovere di contrastare questo disegno politico, perche' noi rappresentiamo la democrazia, abbiamo il dovere di difendere l'istituzione Regione, perche' e' uno dei luoghi essenziali della democrazia e del buon governo''. Maroni si candida cosi' a ''guidare un'azione concorde di tutte le Regioni per presentare rapidamente al Parlamento e al nuovo Governo la nostra proposta di riforma costituzionale, perche' siamo in una fase di novita': con il nuovo Governo, c'e' una fase nuova e noi dobbiamo coglierla, per giocare un ruolo da protagonisti nel processo del cambiamento''.
Quindi il Consiglio regionale della Lombardia ha preso posizione sulle riforme istituzionali.  L'ordine del giorno si appella al federalismo, sostiene anche che ''e' necessario rilanciare il ruolo delle Regioni, degli enti locali e dei loro organi di governo democraticamente eletti''. E indica come priorita' di ''superare il bicameralismo perfetto e paritario, attraverso la costituzione di un Senato delle Regioni e delle Autonomie'', il quale sia ''composto da rappresentanti provenienti dalle Regioni per almeno due terzi''.
La richiesta del Consiglio lombardo e', poi, di intervenire sul Titolo V della Costituzione ''riducendo il piu' possibile le competenze concorrenti''. E, infine, di riordinare il sistema delle Regioni ''attraverso la rivisitazione degli attuali confini amministrativi'' per arrivare a ridurre il numero di Regioni.

 


( red / 26.02.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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