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Regioni.it

n. 2490 - martedì 6 maggio 2014

Sommario
- Napolitano: preoccupante perdita di quasi un milione di posti di lavoro
- Programma nazionale di riforma: "le Regioni in campo"
- Ocse: ripresa lenta nel 2014
- Piemonte: elezioni regionali il 25 maggio, 6 i candidati alla presidenza
- Conferenza Unificata del 16 aprile: pubblicati gli atti
- Fondi UE: accordo di partenariato, via libera dal CIPE

Documento della Conferenza delle Regioni del 10 aprile

+T -T
Programma nazionale di riforma: "le Regioni in campo"

(Regioni.it 2490 - 06/05/2014) Il 10 aprile la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha esaminato e valutato positivamente il contributo delle Regioni stesse al Programma Nazionale di Riforma (PNR 2014) “Le Regioni in campo” (incluso nel Documento di economia e finanza. DEF, sez. III programma nazionale di riforma).
Il documento integrale è stato pubblicato sul sito www.regioni.it, sezione “conferenze”.
Di seguito si riporta solo la sintesi delle misure intraprese dalle Regioni.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome valuta positivamente il contributo delle Regioni al Programma Nazionale di Riforma (PNR 2014) “Le Regioni in campo”, la sintesi delle misure intraprese e le tabelle con i relativi provvedimenti.
Roma, 10 aprile 2014.
IV.4 SINTESI DELLE MISURE INTRAPRESE DALLE REGIONI
Un’apposita struttura tecnica di supporto (Regional Team per il PNR 2014) e di coodinamento gli assessorati e le diverse commissioni tematiche della Conferenza delle Regioni, ha curato la raccolta e l’organizzazione sistematica delle misure regionali riportate nel PNR 2014. Per maggiori dettagli su tali misure si veda il cap. III della Parte Seconda ‘Le Regioni in campo’.
Le Regioni hanno trasmesso i propri contributi sulla base di un modello concordato e di strumenti di rilevazione predisposti a livello centrale. La rilevazione ha avuto luogo da gennaio 2013 a gennaio 2014 e sono stati presi in considerazione i provvedimenti assunti da tutte le Regioni e le Province autonome, anche con aggiornamenti successivi, rispetto alle attività comprese nel periodo di riferimento del monitoraggio.
Le Regioni hanno risposto con maggior intensità di informazioni sulle CSR 2, 4 e 6 e sui tutti i target. Questo dato in parte risponde all’impegno delle Regioni su attività ‘tradizionalmente’ presidiate (sistemi di formazione, servizi sociali, sviluppo locale, ricerca e innovazione, fonti rinnovabili ed efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico) e in parte poggia sulla consapevolezza di dare un contributo fattivo all’incremento dell’efficienza amministrativa e dell’occupazione e allo sviluppo del Paese.
Nell’ambito della CSR 1, le Regioni hanno proseguito processi di revisione della spesa pubblica in continuità con gli anni passati.
L’impegno nella CSR 2 è testimoniato in particolare con la programmazione dei Fondi SIE, in termini di semplificazione delle procedure, trasparenza dei procedimenti amministrativi e governance digitale.
Con riferimento alla CSR 4 è stata operata una distinzione tra interventi di riforma in una duplice ottica: da un lato, obiettivi occupazionali e di sviluppo delle risorse umane; dall’altro, interventi afferenti al mondo imprenditoriale e ai servizi per le imprese. Per entrambe, la finalità è di conferire una spinta propulsiva ai motori dello sviluppo economico nazionale e locale.
Le Regioni hanno risposto in maniera significativa alla CSR 3, riguardo il rafforzamento degli organismi e degli strumenti che presiedono l’accesso al credito, affinché contribuiscano al riavvio dello sviluppo economico nazionale e locale.
Riguardo la CSR 5, che si configura di più come un sistema di riforme a carattere nazionale, anche per quest’anno gli interventi sono stati concentrati sull’emersione del lavoro sommerso.
Anche le politiche ambientali ed energetiche rivestono importanza strategica nell’ambito dei processi di riforma regionali.
La CSR 6 dà priorità all’apertura del mercato dei servizi, secondo alcuni temi-chiave che devono condurre al macro-obiettivo ‘Sviluppo’ quali: il rapporto servizi pubblici e privati, la liberalizzazione delle professioni, lo sviluppo delle industrie di rete e delle PMI, la strutturazione di sistemi di infrastrutture strategiche in molteplici settori economici (trasporti, energia, gas, telecomunicazioni).
Facendo una sintesi dei temi di interesse delle riforme regionali sono stati distinti gli obiettivi occupazionali funzionali alle risorse umane (tirocini, interventi per contrastare l’abbandono scolastico e altri) dagli obiettivi di sviluppo dei sistemi a servizio dei cittadini e delle imprese. Quest’anno, avendo la Commissione richiesto uno specifico focus sulle professioni, emergono i provvedimenti per l’attuazione della Direttiva Servizi che vanno ad integrarsi in continuità con quelli segnalati lo scorso anno. Sono stati, infine, descritti gli interventi direttamente rivolti al sostegno delle imprese (in diversi settori), interventi legati al tema dello sviluppo del territorio e delle infrastrutture con ricadute sui sistemi produttivi; interventi a favore della promozione delle industrie di rete e di ricerca e innovazione.
link al documento integrale:
Documento Approvato - ESAME DEL DOCUMENTO DELLE REGIONI AL PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA (PNR 2014) 'LE REGIONI IN CAMPO'


( red / 06.05.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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