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Regioni.it

n. 2491 - mercoledì 7 maggio 2014

Sommario
- Errani convoca la Conferenza delle Regioni per l'8 maggio
- Lusenti: centralismo non è strada migliore per la sanità
- Lorenzin: Patto Salute dopo elezioni
- Legge di stabilità e collegato ambientale: incentivare pratiche virtuose
- Cig: interventi di Aprea, Simoncini, Poletti
- Abruzzo: elezioni regionali il 25 maggio, 4 i candidati alla presidenza

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Cig: interventi di Aprea, Simoncini, Poletti

(Regioni.it 2491 - 07/05/2014) Sull’attivazione della cassa integrazione in Lombardia, l'assessore all'Istruzione e Lavoro della Regione, Valentina Aprea, ha sostenuto che “gli accordi territoriali stipulati con le parti sociali hanno concesso la Mobilità in deroga solo ai lavoratori che non avevano altro sostegno e hanno limitato l'utilizzo della Cassa integrazione in deroga al massimo per un anno e mezzo''.
Secondo Aprea ''dovrebbero tutti coloro che hanno sollecitato la riforma degli ammortizzatori sociali, senza impiego di ulteriori risorse pubbliche e che oggi cercano di attribuirne il fallimento alle Regioni: se la riforma avesse funzionato, non si capirebbe perche' il nuovo Governo dovrebbe attribuirsi la delega per un ulteriore tempestiva riforma. E' evidente che gli strumenti ordinari oggi a disposizione delle imprese e dei lavoratori non sono sufficienti e occorrono ancora misure idonee al persistere della crisi''.
Aprea ricorda di aver sollecitato il Governo a mettere a punto nuove regole di accesso agli ammortizzatori in deroga. ''Siamo certi che il ministro non tardera', perchè e' consapevole delle difficili situazioni di crisi aziendali che le Regioni devono affrontare nei loro territori''.
Mentre l'assessore della regione Toscana al lavoro, Gianfranco Simoncini,  commenta la relazione della Corte dei conti sugli ammortizzatori in deroga: "Il sistema degli ammortizzatori sociali in deroga non regge, e ci vuole rapidamente una riforma. Ma c'e' una vergogna che non puo' piu' essere tollerata: quello dei lavoratori che sono stati in cassa integrazione e che da agosto, e' il caso della Toscana, o da settembre, in altri casi, non hanno ancora ricevuto un euro di quanto e' loro dovuto".
"Il debito verso questi lavoratori - aggiunge Simoncini - per un'indennita' che nella stragrande maggioranza di casi e' l'unica fonte di reddito, deve essere pagato dallo Stato".
Secondo l'assessore "la Corte dei Conti conferma cio' che le Regioni dicono da tempo. L'attuale regime e' ingiusto perche' produce differenze nella tutela del reddito dei lavoratori tra le medio-grandi aziende e le piccole, e perche' determina una disparita' tra le imprese che contribuiscono al Fondo Inps e coloro che invece usufruiscono della deroga".
Di fronte al rilievo contenuto nella relazione della Corte sull'uso degli ammortizzatori in deroga per il mero prolungamento dell'attivita' lavorativa, l'assessore sottolinea invece il dato toscano, dove le risorse sono state destinate per il 93,3% alla Cig e solo il 6,7 alla mobilita'. E' quindi possibile, sottolinea, "utilizzare lo strumento come sostegno reale alle aziende ed ai lavoratori in crisi temporanea e non come sostegno a chi non ha piu' possibilita' di ricollocazione al lavoro".
"Ma la vera urgenza – sottolinea simoncini - e' pagare quanto dovuto. Perche' non si puo' consentire che ci siano lavoratori che non riscuotono da mesi, aziende che licenziano anche per situazioni in cui si potrebbero utilizzare sospensioni temporanee del lavoro tipiche della cassa integrazione, e uno Stato che da' l'idea di disinteressarsi al dramma di migliaia e migliaia di famiglie".
Il ministro del Lavoro. Giuliano Poletti, dichiara che il rifinanziamento della Cig in deroga è all’ordine del giorno del Governo:    
I fondi per il rifinanziamento della Cig in deroga sono argomento ''formalmente messo all'ordine del giorno dei temi della discussione del governo''.
 ''Il ministro dell'Economia - ha aggiunto Poletti - ha ribadito di avere nell'elenco dei temi da affrontare anche il tema del rifinanziamento della Cassa in deroga, anche se in prospettiva il tema della cassa in deroga e della mobilita' in deroga deve essere radicalmente rivisto perche' non possiamo andare avanti con un meccanismo di questo genere che pesa sulle tasche dei cittadini italiani perche' viene finanziato dal fisco e cosi' come e' stato costruito doveva essere un elemento di tampone in situazioni di emergenza ed e' uno strumento che tende ad espandersi e ad allargarsi''.

 

 
 
 


( red / 07.05.14 )
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