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Regioni.it

n. 2499 - lunedì 19 maggio 2014

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 22 maggio
- Conferenza Stato-Regioni per giovedì 22 maggio
- Conferenza Unificata il 22 maggio
- Immigrazione: documento di Regioni, Anci e Upi per Piano nazionale
- Piccoli Comuni: osservazioni delle Regioni sulla proposta "Realacci"
- Zagrebelsky: rilievi sulla riforma del Senato

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Zagrebelsky: rilievi sulla riforma del Senato

(Regioni.it 2499 - 19/05/2014) “Il pomposo "Senato delle Autonomie" si risolverebbe in un'articolazione secondaria d'un sistema politico unico che ha da risolvere al suo interno questioni di natura principalmente finanziaria e amministrativa”. E’ una delle affermazioni di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, intervenendo sulla riforma del Senato sul quotidiano “la Repubblica”.
Zagrebelsky spiega: “Si tratterebbe d'un organo di contrattazione di risorse e porzioni di funzioni pubbliche, in una sorta di do ut des che già oggi trova la sua sede in due "Conferenze" paritetiche (Stato-Regioni e Stato-città e autonomie locali). Se, invece, si volesse cogliere l'occasione della riforma per un'innovazione davvero significativa dal punto di vista non "amministrativistico", ma "costituzionalistico", tenendo conto di un'esigenza profonda della democrazia, si potrebbe ragionare partendo in premessa dalla considerazione che segue. Le democrazie rappresentative tendono alla dissipazione di risorse pubbliche, materiali e immateriali. Sono regimi dai tempi brevi, segnati dalle scadenze elettorali, in vista delle quali gli eletti, per la natura delle cose umane, cercano la rielezione, cioè il consenso necessario per ottenerla”.
Fatta questa premessa Zagrebelsky sostiene che così stiamo “scontando drammaticamente questa tendenza fagocitatrice della democrazia”. Ciò che si voleva conservare era il retaggio del passato: “Oggi, si tratta dell'opposto, cioè di ragioni conservative di opportunità per il futuro, per le generazioni a venire”.
Su questa linea di pensiero “la composizione del nuovo Senato risulta incompatibile con l'idea di membri tratti dalle amministrazioni regionali e locali o eletti in secondo grado dagli organi di queste, la cui durata in carica coincida con quella delle amministrazioni regionali e locali di provenienza. Questa è la prospettiva "amministrativistica".
Ora Zagrebelsky affronta la prospettiva "costituzionalistica": “qualunque organo che delibera deve essere omogeneo. Se non è omogeneo, può solo formulare pareri, non esprimere una (sola) volontà”, e si deve tener conto si un loro numero limitato: “Negli Stati Uniti, due senatori per ogni Stato federato. Perché non anche da noi? Due per Regione, eletti dagli elettori delle Regioni stesse, dunque senza liste, "listoni" o "listini" che farebbero ancora una volta del Senato una propaggine del sistema dei partiti, con i condizionamenti e gli snaturamenti che ne deriverebbero. Questa, sì, sarebbe una novità, perfettamente democratica e tale da inserire nel circuito politico energie, competenze, responsabilità nuove. Questo, sì, sarebbe un Senato attrattivo per le forze migliori del nostro Paese che il reclutamento partitico dellaclasse politica oggi tiene ai margini”.
Altro punto critico sottolineato da Zagrebelsky è la questione della determinazione dei poteri legislativi e la definizione del rapporto tra le due Camere nel bicameralismo non paritario: “Una seconda Camera di facciata, così poco rilevante che il Governo, a garanzia della propria linea politica, non ha nemmeno bisogno della questione di fiducia che, infatti, scomparirebbe.
Nella prospettiva "costituzionalistica", la convivenza delle due Camere si potrebbe risolvere così. Alla Camera dei deputati, depositarla dell'indirizzo politico, sarebbe riservato il voto di fiducia (e di sfiducia). Le leggi sarebbero approvate normalmente in una procedura monocamerale. Il Senato, nei casi, si presume di numero assai limitato, ma non elencabili a priori in cui ritenga essere a rischio i valori permanenti che rientrano nella sua primaria responsabilità, potrebbe chiedere l'attivazione della procedura bicamerale paritaria. Procedura bicamerale, dunque, ma solo eventuale, quando effettivamente serve”.
Il ministro delle Riforme istituzionali, Maria Elena Boschi, commenta: "Il professor Zagrebelsky nei  giorni scorsi mi aveva gia' inviato un suo lavoro. Ci eravamo sentiti  anche per telefono, quindi c'e' un confronto con lui. Sono  suggerimenti in parte anche utili, ma sappiamo che partiamo da due  modelli molto diversi''. Boschi quindi aggiunge: ''Io sono convinta, comunque, della nostra  impostazione. Vedremo in Parlamento i suggerimenti utili''.



( Giuseppe Schifini / 19.05.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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