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Regioni.it

n. 2500 - martedì 20 maggio 2014

Sommario
- Regioni.it, on line il numero 2500 !
- Efficienza energetica: Regioni chiedono tavolo con il Ministro Guidi
- Ocse: economia Italia la più debole del G7
- Istat: bilanci 2012 di Comuni e Province
- Rifugiati: parere sul Regolamento per riconoscimento
- De Siervo: migliorare testo Ddl costituzionale di riforma del Senato

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De Siervo: migliorare testo Ddl costituzionale di riforma del Senato

(Regioni.it 2500 - 20/05/2014) Sulla riforma del Senato è intervenuto il presidente emerito della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, soffermandosi su alcuni aspetti che interessano le ricadute istituzionali tra le Regioni ordinarie e quelle a statuto speciale. L'intervento è stato pubblicato il 15 maggio sul quotidiano "La Stampa".
In particolare si fa subito riferimento alla Consulta che ha sollevato questioni di costituzionalità su una disposizione legislativa che riconosce al Commissario dello Stato presso la regione Sicilia poteri di impugnare le leggi regionali.
Da questo spunto De Siervo allarga il discorso in generale sulla riforma del Senato, spiegando che “la Corte sente fortemente l'urgente necessità di ridurre le eccessive disomogeneità fra le Regioni speciali (Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta) e le altre Regioni, cosiddette ad autonomia ordinaria. In effetti, negli anni più recenti si sono moltiplicate le polemiche proprio verso quest'ultima categoria di Regioni, accusate di avere molti più poteri e finanziamenti e minori controlli; non a caso, quasi tutti i tentativi dei Comuni di trasferirsi da una Regione all'altra hanno riguardato proprio Comuni collocati in tenitori confinanti con le Regioni speciali, evidentemente ritenute capaci di garantire trattamenti decisamente migliori per le loro popolazioni”.
L’altro aspetto che viene sottolineato, sempre per evidenziare le attuali disomogeneità, è la proposta di modifica del “Titolo V della Costituzione (e cioè le disposizioni che riguardano le autonomie regionali e locali) conferma l'assoluta separatezza dell'autonomia delle cinque Regioni ad autonomia speciale da quella delle altre quindici ed, anzi, vi si scrive espressamente che le innovazioni proposte in materia regionale non si applicherebbero alle cinque Regioni speciali”.
A questo punto De Siervo ossserva che l’attuale proposta di riforma del Senato non fa che rafforzare le differenze tra regioni ordinarie e speciali: “le innovazioni proposte sono fortemente riduttive dell'autonomia delle Regioni, ciò significherebbe paradossalmente accentuare ulteriormente il distacco dell'autonomia delle cinque Regioni da quello delle altre”, come avviene sulla prerogativa degli interessi nazionali: “il Parlamento potrebbe eccezionalmente adottare una legge anche negli ambiti delle competenze regionali «quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica della Repubblica...», ma non lo potrebbe fare in riferimento ai territori delle cinque Regioni speciali. Quasi che queste ultime siano estranee alla tutela degli interessi nazionali”.
Invece bisogna avvicinare i due tipi di autonomia regionale, sostiene De Siervo, e aggiunge: “resta poi il punto fondamentale dell'estrema compressione delle materie di competenza delle Regioni ordinarie dopo la proposta di riscrittura della'art. 117 della Costituzione e cioè della disposizione che stabilisce i confini fra ciò che spetta allo Stato e ciò che, invece, spetta alle Regioni”.
In estrema sintesi così si affida al legislatore statale “la individuazione dei confini delle «sue» materie e di conseguenza di quanto può invece essere attribuito al legislatore regionale. E poi, considerando l'importanza del ruolo e dei poteri delle diverse burocrazie, non c'è scritto da nessuna parte del disegno di legge che alle Regioni occorre trasferire la guida ed il controllo degli apparati burocratici operanti nei loro settori di competenza, ma che siano finora restati allo Stato. C'è davvero da augurarsi che l'intervallo pre-elettorale sia utilizzato per migliorare decisamente il testo del disegno di legge costituzionale”.

 

                       

[LA STAMPA] REGIONI, I RISCHI DELLA RIFORMA, di Ugo De Siervo

 

 



( Giuseppe Schifini / 20.05.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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