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Regioni.it

n. 2506 - mercoledì 28 maggio 2014

Sommario
- Errani convoca la Conferenza delle Regioni per il 29 maggio
- Istat: Rapporto annuale 2014
- Issirfa-Cnr: Rapporto sulle Regioni in Italia 2013
- Scuola: Regioni su ddl per sistema integrato istruzione da 0 a 6 anni
- Errani: congratulazioni e auguri di buon lavoro a Chiamparino e D'Alfonso
- Consiglio ministri 22 maggio esamina alcune leggi regionali

+T -T
Issirfa-Cnr: Rapporto sulle Regioni in Italia 2013

Il giudizio sulle Regioni resta positivo

(Regioni.it 2506 - 28/05/2014) La pressione fiscale è soprattutto in aumento al Sud, la sanità nazionale vive un periodo di tagli e quindi di minori garanzie e nel sociale si cerca di garantire l’esistente.
Sono alcune delle evidenze del “Rapporto sulle Regioni in Italia 2013” dell’ISSIRFA, l'istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie, "Massimo Severo Giannini", del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
Il Rapporto evidenzia alcune contraddittrietà, tra queste quelle riguardanti il sistema sanitario nazionale. “mentre siamo ancora lontani nel 2012 dall’approvazione del nuovo Patto sulla salute, i tagli alla spesa sanitaria si sono moltiplicati. Le Regioni hanno ormai difficoltà nell’erogazione dei Lea e si assiste a un deterioramento del livello delle prestazioni del SSN: il diritto alla salute è meno garantito. Se si raggiungono maggiori livelli di efficienza, ciò è dovuto all’impegno delle Regioni”.
Dal rapporto emerge che la spesa sanitaria corrente si è mediamente ridotta ed e' rimasta stabile in rapporto al Pil (7%); e' pero' aumentata tra 1% e il 2% il Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sardegna, Trento e Bolzano, mentre e' calata in Liguria (3,2%), Basilicata, Piemonte, Toscana, Marche, Molise, Campania, Puglia.
Il disavanzo e' sceso di oltre 500 milioni (-20%) passando, in rapporto al finanziamento effettivo, dal 6,5% del 2006 al 2% nel 2012, ma questa riduzione e' pesata per piu' di tre quarti sulle regioni con piano di rientro (Piemonte, Veneto e Lazio), mentre si e' verificato un aumento in quelle a statuto speciale e nelle province autonome.
La spesa farmaceutica convenzionata e' diminuita di quasi del 9%, quella per il personale dell'1,4%.
E anche per quanto riguarda i servizi socio-assistenziali ai cittadini non c'e' crescita e si lavora solo per garantire l'esistente. Il 2012 e' stato un anno di grande difficolta' in quanto la legge di stabilita' ha stanziato per il Fondo nazionale per le Politiche sociali 70 milioni di euro, di cui solo il 10,7% destinato alle regioni, molte delle quali continuano comunque a sostenere famiglie a basso reddito, con anziani o disabili a carico e particolarmente numerose come, per esempio la Lombardia, la Sicilia, l'Umbria, la Campania e Bolzano, e ad intervenire nell'ambito dei servizi per l'infanzia come in Piemonte e in Emilia-Romagna.
In merito alla pressione fiscale sono le regioni del centrosud a risentirne di più.
Un cittadino con redditi inferiori a 15 mila euro, se a Bolzano e' esentato dall'addizionale Irpef, in Basilicata versa un'aliquota dell'1,25%, oltre il 2% in Calabria, Molise e Campania.
Le aliquote dell'Irap vanno dal 3% di Bolzano, al 3,45% di Trento, a quasi il 5% di Calabria, Molise e Campania.
In termini fiscali le differenze sono tali da avere pressioni inferiori al 2,5 per cento per la Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d'Aosta, oltre il 4 per cento per la Campania e il 4,7 per il Lazio.
Le aliquote dell'Irap vanno dal 3 per cento di Bolzano, al 3,45 per cento di Trento, a quasi il 5 di Calabria, Molise e Campania.
L'aumento della pressione fiscale, soprattutto al Sud, è legato ai piani di rientro sanitari e la sanità è un ambito nel quale la contraddittorietà più si manifesta.
La spesa farmaceutica convenzionata e' diminuita quasi del 9 per cento, quella per il personale dell'1,4 per cento. Il disavanzo e' sceso di oltre 500 milioni (-20 per cento) passando, in rapporto al finanziamento effettivo, dal 6,5 per cento del 2006 al 2 nel 2012, ma la riduzione e' pesata per piu' di tre quarti sulle Regioni con piano di rientro (Piemonte, Veneto e Lazio), mentre si e' verificato un aumento in quelle a statuto speciale e nelle Province autonome.
Tra l’altro nel 2012 le agevolazioni erogate da Stato e Regioni a sostegno di imprese e attivita' produttive, si sono attestate intorno ai 3,4 miliardi di euro. Il dato preoccupante - e' che tra il 2006 e il 2012 il livello si e' piu' che dimezzato, portandoci ben al di sotto della media europea.
Il giudizio sulle Regioni comunque resta positivo, nonostante alcuni limiti istituzionali.  "Il regionalismo - ha detto Stelio Mangiameli, direttore del Issirfa-Cnr - ha migliorato le politiche pubbliche, soprattutto quelle territoriali e sociali, rendendo piu' sopportabili che persone, famiglie e imprese stanno soffrendo in questi anni". Ma per quel che riguarda il sistema delle relazioni e il riparto delle competenze tra centro e periferia, sempre farraginoso e poco funzionale, la crisi ha però segnato un "centralismo di ritorno".

 

 
 


( red / 28.05.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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